Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

FIDUCIA? WHAT'S FIDUCIA ?

Pubblicato su 28 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Non sappiamo come andrà a finire questa storia ( schifosa) della fiducia al Pd da parte del M5S, non sappiamo se Grillo terrà duro o se i "suoi" parlamentari voteranno per Gargamella. Ma se così fosse, e tragicamente crediamo che finirà così almeno per una parte degli eletti, abbiamo, una volta di più, la prova che il sistema è altamente corrosivo, ti prende nell'anima, ti abbindola, ti fa vedere un futuro roseo, e ti possiede completamente, ti fa vendere l'anima.

Ripeteremo all'infinito che prima è fondamentale ri-creare l'Uomo, poi si potrà dar vita ad un movimento o a quello che vi pare, ma se non si lavora sull'uomo i risultati sono? questi.

Il sistema non si cambia cambiando qualche uomo, ma cambiando il sistema stesso. Claudio Marconi 

 

Bersani.jpg

Quindi improvvisamene gli attivisti del Movimento Cinque Stelle si sarebbero bevuti il cervello. Tutti insieme. Dopo avere combattuto per anni il Pdl e il Pd-L, dopo avere mandato "affa" tutto e tutti, improvvisamente, giunti nelle segrete stanze del potere, colpiti dall'ebrezza di qualche carica alla Camera o al Senato, sarebbero tutti per votare la fiducia a Bersani & Co. Ovviamente parliamo dello stesso Pd che ci ha regalato la tassa da 4 miliardi servita a pagare i conti diMonte dei Paschi di Siena, grazie al controllo capillare delle fondazioni bancarie e in cambio di agevolazioni di vario tipo e della stecca sugli stipendi degli uomini piazzati nelle posizioni chiave (vedi donazioni da quasi un milione di euro da parte di Mussari). E parliamo dello stesso PD che non ha mai fatto la legge sul conflitto di interessi ma che ha inciuciato con Forza Italia prima e con il Pdl poi. Ed è sempre lo stesso PD accanito europeista che va a chiudere la campagna elettorale a Berlino dopo avere votato e difeso ratifiche di trattati di sterminio di massa, come ilFiscal Compact e il Mes, e che è il più accanito sostenitore degli Stati Uniti d'Europa. Lo stesso PD che copia le parlamentarie di Grillo ma riserva i posti chiave per le solite Bindi & Co. Lo stesso Pd di Violante, di D'Alema, del Copasir, quello che mandava i cinesi a votare alle primarie in Campania, quello di "abbiamo una banca", quello di Prodi che ci ha portato nell'Euro, quello della Goldman Sachs che lo sostiene apertamente, quello del golpe morbido di Giorgio Napolitano, quello che attraverso il leader Maximo lavorava da almeno due anni a un governo Monti e che ci ha preso per il culo (e continua a farlo) con la leggenda del Fate Presto e dello spread assassino, torcendo a proprio vantaggio la Costituzione, quello delle commissioni bancarie ripristinate in men che non si dica, dopo che erano state azzerate insieme alle spese per i conti corrente dei pensionati (e si è capito poi perché). Quel PD lì, insomma...

 

E questi duri e puri del Movimento Cinque Stelle, arrivati in Parlamento al ritmo di "vi apriremo come una scatoletta di tonno", al primo canto delle sirene di gente corresponsabile di tutto questo sfascio, si metterebbero a invocare l'accordo, addirittura la fiducia, come un qualsiasi partitucolo da prima repubblica? Ma lo sanno questi signori che, se votano la fiducia, si rendono corresponsabili di tutto quello che farà dal giorno dopo il Governo di Bersani & soci? Lo sanno che questi sono vecchi squali della politica, controllano i ministeri e conoscono tutti i trucchi possibili per fare tutto l'ostruzionismo di questo mondo, per cui, conoscendo la tattica della melina meglio di chiunque altro, avendola praticata per intere legislature, prometteranno per l'ennesima volta di tagliarsi gli stipendi, di togliere i rimborsi e tutto il resto, ma poi troveranno tutte le scuse per ritardare fino ad arenare ogni progetto di legge del Movimento Cinque Stelle, mentre cercheranno di far passare nuove ignominie ai danni del popolo italiano, e queste ignominie ricadranno sulla testa del Movimento Cinque Stelle? Ma davvero il popolo del "tutti a casa" è diventato improvvisamente così accondiscendente, così stupido o così ingenuo?

 Forse. O forse no. Forse i titoloni dei giornali, quelli che parlano di base spaccata basandosi su qualche commento su un blog e su una petizione in rete - e sono gli stessi giornalisti che non sanno distinguere "Twitter" da "Tweet", ripetendo grottescamente "ho letto un twitter di tizio e caio" ad ogni ospitata televisiva - sono solo l'ennesima strumentalizzazione giornalistica orchestrata dalla vecchia politica che cerca di tamponare l'ondata di cittadini all'arrembaggio delle istituzioni. 

 Forse questa Viola Tesi che all'improvviso spunta fuori dal nulla, con una petizione pro fiducia (pro Pd) in rete, guarda caso su un sito che nulla ha a che fare con il Movimento Cinque Stelle, raccogliendo magicamente decine di migliaia di firme, non è esattamente espressione della base del Movimento. Potrebbe mai esserlo una che fino a un paio di mesi fa almeno militava convintamente nella base del Partito Pirata? Lo stesso partito pirata che deve vedersela con quelMarco Marsili che proprio durante le scorse elezioni, sbugiardato da Anonymous o chi per essi, cospirava contro il Movimento Cinque Stelle cercando di distruggerlo?

Viola Tesi Partito Pirata

 
 Ed ecco, cliccando qui, una delle tante conversazioni che provano la sua partecipazione attiva nella base del Partito Pirata. Può una attivista convinta di un altro movimento, a uno o due mesi dalle elezioni, diventare come per magia espressione della base del Movimento Cinque Stelle ed essere rilanciata, in primis da Repubblica, il giornale della tessera numero uno del PD (De Benedetti), con la sua petizione pro Pd (adesso capite la ragione delle regole sulle candidature di Grillo)? E le 75mila firme raccolte, come per magia, in meno di 48 ore, sono della base del Movimento Cinque Stelle? Cosa dà cotanta sicumera ai signori giornalisti che fanno i titoli? Fanno le pulci a una che non conosce il numero esatto dei senatori della Repubblica, e poi sparano titoli così palesemente scollegati dai fatti (salvo poi venire a fare i sermoni ai blogger in rete se per caso non mettono le virgolette sul titolo di un post)? Già, perché è evidente che se una di un altro partito viene spacciata per una rappresentante della base del Movimento Cinque Stelle solo perché pubblica una lettera su un sito qualunque, con la stessa nonchalance si possono far votare decine di migliaia di militanti di un qualunque altro partito sotto a una petizione qualsiasi e poi spacciare le firme come la prova evidente che la base del Movimento Cinque Stelle (o quella dell'ultimo partito della Nuova Guinea) è compatta contro il suo leader. E si può perfino arrivare a colonizzare un intero blog, con iscrizioni mirate dell'ultima ora.

 Tant'è vero che alcuni, tra i firmatari, non si fanno neppure scrupolo di mascherare il fatto non solo di non essere appartenenti alla base del Movimento Cinque Stelle, ma neppure di essere espressione di quegli 8 milioni e mezzo di italiani che hanno condiviso e votato le proposte di Grillo:
 

 Firma petizione pro-fiducia 1
Firma petizione pro fiduca 2


 Cari "grillini" (a me questo termine potete passarlo): voi siete arrivati adesso con le valigie di cartone, ma questi conoscono l'arte di mettervelo in quel posto meglio di chiunque altro, avendo una lunga scuola alle spalle. Cercate di non farvi fregare e rimettete, con lucidità, ogni tassello al suo posto.

 Voi, per la vostra storia e per la natura radicale delle vostre rivendicazioni, che sono quelle che gli italiani vi hanno chiesto esplicitamente di portare avanti, non potete votare la fiducia a un partito che si è reso corresponsabile dello stato in cui versa questo Paese. Tutt'al più, se proprio Pd e Pd-L ci tengono alla governabilità, possono sempre votare - loro - la fiducia al primo Governo targato Movimento Cinque Stelle.

 

Fonte: byoblu.com

commenti

DESTABILIZZARE LE BANCHE PER IMPORRE UN GOVERNO COMPIACENTE A BERLINO E BCE

Pubblicato su 28 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Per imporre in Italia un governo compiacente alla linea Monti-Merkel-Goldman Sachs nonostante l'esito elettorale di ieri, potrebbe essere a breve organizzata una crisi bancaria italiana che terrorizzi la popolazione e crei il consenso per un governo di quel tipo in cambio di aiuti monetari di BCE, Fed e altri. I recenti spostamenti di capitali dello Ior da banche italiane a banche tedesche (compresa parte del nostro 8 per mille) corrobora questa congettura.

 

1 

 

 

Il voto politico del 25 febbraio esprime disinganno e rifiuto della maggioranza degli italiani verso la dittatura dei mercati, l'egemonia della Germania, il modello economico mercatista e neoliberista, le ricette rigoriste e fiscaliste di tecnici e accademici balordi o traditori, la falsa solidarietà dei paesi euroforti. Sgamati. Tutti sono d'accordo che occorra riformare – ma in quale direzione? Quella di Monti, Rehn, Barroso, Merkel, Draghi, oppure una opposta, col recupero della sovranità monetaria alla Nazione e la sottrazione del debito pubblico alle manovre di mercati pilotati e ricattatori, e massicci investimenti pubblici infrastrutturali, e separazione tra banche di credito e risparmio e banche di azzardo finanziario?

Adesso pare impossibile formare un governo stabile, che deve comprendere il PD, quale detentore della maggioranza assoluta dei seggi della Camera per effetto del premio di maggioranza. Ma proprio il PD e Monti sono paladini di quella politica che, come dicevo, la maggioranza degli italiani ha respinto, e sempre più respingerà via via che la depressione peggiorerà, mettendo a rischio il rispetto del pareggio nominale di bilancio imposto, sotto severe pene, dal fiscal compact.

Stranamente e significativamente, in questa cruciale situazione Napolitano vola in visita di Stato presso la potenza egemone. Non sarà che intende forse nominare un nuovo pseudo-tecnico come premier per continuare, sotto il pretesto dell'emergenza e del volere dei mercati, le riforme distruttive che trasferiscono capitali, imprese e cervelli dall'Italia a Germania, Svizzera e altri? E che stia concordando con Berlino un sostegno di brevissimo termine per questo nuovo asso della delocalizzazione guidata, un sostegno che lo faccia apparire bravo, una boccata di ossigeno per il Paese stremato? Questo asso potrebbe essere Prodi o Amato, che con le loro leggi e riforme e privatizzazioni già tanto hanno fatto in quel senso, spezzando la schiena all'economia di questo Paese. O qualcuno della Banca d'Italia, che si è distinto nel non vedere le ruberie in MPS o nel legittimare davanti ai giudici penali il superamento della soglia di usura, mediante compiacenti circolari in conflitto di interesse e che esse stesse costituiscono concorso in quel medesimo delitto.

Quel che mi aspetto è che, se non ci mobilitiamo con la denuncia e l'informazione preventive, a brevissimo parta un'azione di destabilizzazione del sistema bancario italiano, anche mediante un rialzo artefatto dello spread finalizzato a deprezzare i titoli pubblici italiani detenuti dalle banche italiane, in quanto queste detengono i detti titoli come importante componente del loro attivo patrimoniale, e in caso di rialzo dei rendimenti con conseguente calo del valore di mercato dovrebbero ridurre la loro valorizzazione in bilancio, con tutte le conseguenze di ciò. Lo spread lo possono far salire a piacimento mediante lo shorting, il rating, le esternazioni. Poi, quando si sarà alzato a livelli di allarme, potrebbero imporre alle banche italiane di fare accantonamenti a copertura di possibili perdite sui titoli pubblici, così da comprimere il capitale netto delle banche. Allora saremmo davvero in croce.

La predetta manovra di destabilizzazione creerebbe panico, blocco di pagamenti, allarme per i depositi, carenza di contanti, limitazione della prelevabilità. Allora il Quirinale manderà avanti il nuovo Salvatore a cui il voto e la fiducia e l'obbedienza sono dovuti di necessità, perché “non c'è alternativa”. Egli imporrà sacrifici durissimi, innanzitutto in termini di rinuncia alla democrazia e alla sovranità, e in cambio apporterà un misericordioso aiuto dei fratelli europei.

26.02.13 Marco Della Luna - Fonte: signoraggio.it

commenti

CRISI GRECIA: MERCENARI USA A DIFENDERE IL PARLAMENTO DI ATENE ?

Pubblicato su 28 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Il governo greco avrebbe assunto a propria protezione i sinistramente famosi mercenari della Blackwater, “licenziando” la Polizia greca.

blackwater22-anteprima-600x388-866346--1-.jpg

 

C’è una storia che sta girando per tutta la Rete. Una storia che ha molto di inquietante, e che origina da un blog che si chiama DarkerNet. Una fonte non verificata, dunque. DarkerNet racconta che in Grecia è in atto una vera strategia della tensione,

ma soprattutto che il governo greco avrebbe assunto a propria protezione i sinistramente famosi mercenari della Blackwater (oggi ribattezzata Academi), che già avevano imperversato in Iraq e di cui si vociferano metodi sanguinari.

Sembra che la notizia arrivi da un’intervista ad un ambasciatore greco, e quindi non è confermabile. Ho cercato parecchio in Rete, ma non ho trovato nulla di ufficiale… finché non mi sono imbattuta in un articolo di un piccolo giornale di provincia dello Stato del Mississipi. La cronista, una brava investigatrice, incuriosita dalla stessa notizia, ha provato a contattare fonti greche e della Blackwater per tentare di avere informazioni. Senza risultato, come era prevedibile: chi ammetterebbe un fatto del genere?

Nessuno. Ma Internet conserva tutti i segreti, e li fa saltar fuori quando meno te lo aspetti: ecco quindi la brava Barbara scoprire, alla faccia di tutte le negazioni “ufficiali”, un vecchio articolo di Athens News, giornale greco, risalente all’Agosto del 2012 che apre testualmente:

La sicurezza del Parlamento sarà rilevata da una compagnia privata, mentre il numero delle forze dell’ordine usate per proteggere politici e altre figure pubbliche sarà drasticamente ridotto.

Ne consegue che l’informazione diffusa da quel blog, e rilanciata su tutta la Rete, pare avere una conferma da una fonte attendibile e anche piuttosto “vecchia”.

Commenti? In un Paese che sta crollando, e dove molto presto anche le forze dell’ordine resteranno a terra e a piedi con il conseguente sfascio della sicurezza dei cittadini, si provvede a mettere al sicuro esclusivamente l’organismo deputato a continuare ad opprimere il popolo ed a distruggere ciò che resta. Qualora la gente disperata decida di tentare il tutto per tutto e ribellarsi al governo, troverà pane per i suoi denti: invece dei poliziotti greci, i mercenari senza volto della compagnia privata più pericolosa del mondo.

Segui Crisis su Facebook

http://crisis.blogosfere.it/2013/02/crisi-grecia-mercenari-americani-a-difendere-il-parlamento-di-atene.html

 

Tratto-da:http://www.informarexresistere.fr/2013/02/27/crisi-grecia-mercenari-usa-a-difendere-il-parlamento-di-atene/#ixzz2MC6A8wnr 

 

Tratto da: terrarealtime.blogspot.it

commenti

GRILLO: L'EVASORE TOMBALE

Pubblicato su 28 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Questo fa come i preti: predica bene e razzola male. Claudio Marconi
grillo
Che ci volete fare? A casa Grillo fanno così. Dicono una cosa in pubblico e poi ne fanno un'altra opposta in privato. Infatti, vale l'adagio: vizi privati e pubbliche virtù. Allora, da che pulpito viene la predica? Grillini non siate grullini. Sveglia...

RAGIONIER BEPPE GRILLO, rammenta questi due articoli giornalistici pubblicati dal quotidiano IL TEMPO? Si narra della sua evasione fiscale e della conseguente richiesta della sua società immobiliare GESTIMAR di usufruire del condono tombale offerto dal governo Berlusconi. Nel suo curriculum c'è anche un condono edilizio per la sua villa di Sant'Ilario sulle colline di Genova. E' in grado di smentire queste notizie documentate con fatti concreti e non con i soliti starnazzamenti urlati? 

Fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it - Scritto da: zorro
 


IL TEMPO, 16/11/2005 24:00
Beppe Grillo imprenditore berlusconiano
Che lo facessero società come la Parmalat sotto il profilo fiscale o altri sotto l'aspetto ambientale, per Beppe Grillo il condono è sempre stato un vero tabù. Per il Beppe Grillo comico e tribuno di piazza, naturalmente. Non per i Grillo imprenditore e immobiliarista. Perché in quel caso passava in secondo piano l'opinione dei suoi blogger o qualche testo di piazza pronunciato con parole troppo avventate. E Giuseppe Grillo detto Beppe insieme al fratello Andrea quel condono, anzi l'articolo 9 della legge sul condono fiscale di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, proprio la norma sul condono tombale, l'hanno utilizzata con grande sapienza. Non una, ma due volte, perché mentre in parlamento impazzavano le polemiche sulla riapertura dei termini per prorogare a tutto il 2002 la grazia fiscale già concessa per il periodo 1997-2001, i Grillo risfruttavano la possibilità. Come? Nei bilanci 2002 e 2003 della propria immobiliare, la Gestimar srl con sede a Genova e casette in giro per l'Italia. Così scrive Andrea Grillo nel bilancio 2002, mettendo avanti le mani anche per conto del fratello Beppe (che ha il 99 per cento delle azioni): «In considerazione della possibilità concessa dalla legge finanziaria 2003 di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi di imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza e la liceità dell'operato sinora eseguito, si è ritenuto opportuno di avvalersi della fattispecie definitoria di cui all'articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)». Piccola decisione un po' nascosta in bilancio e fra mille scuse e inutili professioni di correttezza (applicare il vituperato condono fiscale berlusconiano non era infatti obbligatorio), di cui non si trova più traccia nel bilancio 2004 della Gestimar, che alla fine paga anche un sacco di tasse, più del 60 per cento sul piccolo utile realizzato. In questo caso ben diversamente dalle holding di Adriano Celentano e di Roberto Benigni, come raccontato in questi giorni da Il Tempo. Ma era stato proprio Beppe Grillo, non Celentano o Benigni a tuonare contro i condoni nel giugno 2004, in una vibrante lettera rivolta al direttore del quotidiano La Repubblica. Rivolto ai deputati della Casa delle Libertà, aveva sostenuto: «Mettiamo, per ipotesi, che costoro non abbiano mai rubato, evaso le tasse, corrotto un finanziere o un giudice, maneggiato fondi neri, società offshore, P2, tangenti e condoni...» . Già, i condoni come quello che il Grillo imprenditore aveva appena utilizzato... Per altro in buonissima compagnia. Perché altri indignati tuonanti come lui, dalla società editrice dell'Unità, al Caf del Lazio controllato dalla Cgil, fino a quasi tutte le società per azioni controllate dai democratici di sinistra, quel condono tombale l'avevano usato a man bassa e perfino per cifre ben più significative. Sarà piccolo, ma è il conflitto di interesse di tutti gli indignati speciali del centrosinistra italiano... La Gestimar dei fratelli Grillo è una società immobiliare con una decina di proprietà sparse fra Liguria e Sardegna. Il portafoglio al costo storico immobilizzato sfiora il milioncino di euro, ma il valore di mercato è probabilmente molto superiore. In bilancio figurano tre unità immobiliari a Marineledda, Golfo degli Aranci, e una casa a Porto Cervo. Due immobili commerciali ad uso ufficio sono controllati a Casella e a Genova Nervi, mentre altre proprietà ad uso civile e commerciale sono solo citate in un elenco indistinto. L'attività della società e i suoi stessi bilanci sono resi possibili da un finanziamento infruttifero da parte del socio Giuseppe Grillo, per un ammontare di 461 milioni di euro, riportato nello stato patrimoniale della società come debito.
IL TEMPO, 25/09/2009 05:15
 Il Grillo parlante si pappa la sanatoria

Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto un comico doc come Totò. I grandi volti dell'umorismo italiano sono spesso devoti all'antiberlusconismo. È il caso di personaggi che vivono la propria professione a metà tra un palcoscenico di un teatro e di un comizio. Professionisti come Beppe Grillo, Adriano Celentano, Roberto Benigni. Tre nomi che non risparmiano critiche a Silvio Berlusconi. Peccato che proprio dalle decisioni del Cavaliere, e del suo superministro Giulio Tremonti, hanno in passato raccolto grandi frutti. Non si contano le proteste, su internet o in piazza, del comico genovese contro il famoso «condono tombale» della XIV legislatura. Per Grillo era un provvedimento-tabù. Ma solo per il Grillo «parlante», per quello imprenditore era come musica. Beppe e suo fratello Andrea quel condono l'hanno utilizzato. 

E ben due volte. Nei bilanci 2002 e 2003 della loro immobiliare, la Gestimar srl: «In considerazione della possibilità concessa dalla legge finanziaria 2003 - scrive Andrea Grillo - di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi d'imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza dell'operato finora eseguito, si è ritenuto opportuno avvalersi della fattispecie definitoria di cui l'articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)». Beppe Grillo non è l'unico che ha usufruito delle agevolazioni fiscali. Nella lista c'è anche il nome di Adriano Celentano, il cantante che saltuariamente commenta fatti politici sul Corriere e appare su Rai Uno per esibirsi nel suo repertorio canoro e, all'occorrenza, criticare il centrodestra. L'holding di famiglia, la Clan Celentano srl, sotto il governo Berlusconi registrava una pressione fiscale del 14,92 per cento. Gli anni di bilancio erano il 2002, 2003 e 2004.
Nel triennio la società ha fatturato dodici milioni e 623 mila euro e non registrava neppure un lavoratore dipendente. Un altro storico castigatore del Cavaliere, anzi di Silviuccio, di Silviaccio, è Roberto Benigni. Amato dagli italiani perché fuoriclasse nel mondo del cinema e della risata, ha anche lui approfittato di alcuni provvedimenti varati dal governo Berlusconi. Negli anni in cui Celentano usufruiva di pressioni fiscali pari al 14,92 per cento, Benigni e sua moglie Nicoletta Braschi si sono fatti portar via dal fisco solo il 4,49 per cento dei guadagni della Melampo cinematografica srl, tra il 2001 e il 2004. Anni in cui da sottolineare non c'è solo che il centrodestra era al governo, ma anche che Benigni offriva al pubblico grandi capolavori come «La vita è bella», il colossal «Pinocchio» o «La tigre e la neve». Anni d'oro, insomma. Dove il fatturato superava i cento milioni di euro, ma l'utile ammontava a 10,2 milioni. Con un assegno indirizzato all casella postale dello Stato di soli 459 mila euro.

http://www.iltempo.it/politica/2009/09/25/il-grillo-parlante-si-pappa-la-sanatoria-1.188809

commenti

TE LA DO IO L'ITALIA.......

Pubblicato su 27 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MANIFESTI

Te-la-do-io-l-italia.jpg

commenti

TREGUA FINO A SETTEMBRE, POI LA GERMANIA SI SCATENERA'

Pubblicato su 27 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

 

 

L'obiettivo è tenere i mercati calmi fino a settembre quando ci

saranno le elezioni in Germania: una crisi italiana potrebbe costarle la rielezione.

 

italia-austerity.jpg

 

Alla Grecia è stato imposto di rivotare per accedere agli aiuti dell'EU ed ottenere

la riduzione del debito: in cambio la popolazione ha dovuto accettare la politica di

austerità. Ma i risultati sono disastrosi: l'economia in 5 anni si è contratta di un

quarto e la povertà avanza.

 
In Italia la gente non ha intenzione di ingoiare la stessa pillola. Ce lo conferma il

voto. Un quarto degli italiani se ne sono stati a casa, troppo traumatizzati dalla

mala politica persino per andare alle urne, un quarto ha votato 5Stelle,

movimento apertamente anti-austerità ed anti-euro, infine un terzo ha votato un

Berlusconi anti-austerità. Che significa? Che non c'è la massa critica per ripetere

l'esperienza greca, rivotare e mandare in parlamento i tirapiedi di Bruxelles.


Ed i mercati? Ecco la grande incognita. Ebbene, nel breve periodo la situazione

non dovrebbe precipitare a meno che Mario Draghi a luglio non ci abbia

raccontato delle balle. Ha infatti detto che farà "di tutto" per salvare l'euro e

tenere gli spread bassi. Quindi nei prossimi giorni bisognerà osservare Draghi, ma

anche la Merkel. L'obiettivo è tenere i mercati calmi fino a settembre quando ci

saranno le elezioni in Germania: una crisi italiana potrebbe costarle la rielezione.

Forse ci verranno fatte concessioni nuove, che nessuno ha ancora ottenuto. Ma è

un gioco di prestigio, nel lungo periodo anche noi pagheremo lo stesso prezzo

della Grecia.


Il problema sorgerà quando ci sarà bisogno di agire e se ci sarà bisogno di aiuti

concreti da parte della BCE all'Italia per tenere bassi gli spread. A quel punto cosa

ci chiederà Draghi? Una nuova austerità?


Con un Parlamento privo di una maggioranza pro-austerity sarà impossibile far

passare accordi "a la Troika" e quello sarà il primo vero test del nuovo

schieramento, un test che potrebbe portarci alle urne una seconda volta.


Democrazia Vendesi

commenti

NON RINNEGARE SE STESSI MA SUPERARE LE ANGUSTIE

Pubblicato su 27 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Pubblichiamo questa considerazione, tratta da una nostra mailing list, che ci sembra che calzi come un vestito nuovo. Ma pensiamo seriamente che in questo neo eletto Parlamento ci sia qualcuno che presenti una proposta di legge per tornare alla moneta sovrana, che ci sia qualcuno che si alzi per sostenere la necessità di cacciare dall'Italia la Nato e le loro stramaledette basi, che una voce si levi a favore del mantenere in Italia il nostro patrimonio industriale ? Noi ci auguriamo di sbagliarci ma vedrete che tutto verrà " assorbito " dal sistema, che si creaeranno diatribe interne ( specialmente ne M5S ), e che nessuno presenterà uno straccio di legge su quel che ha promesso in campagna elettorale. Volete la prova? Se il PDL fosse serio la prima proposta di legge che dovrebbe presentare in Parlamento è quella per l'abolizione dei rimborsi elettorali ( mi stava per scappare finanziamento ) ai partiti e la riduzione delle indennità e privilegi dei parlamentari, come promesso da Berlusconi in persona.
Vedremo! Rimaniamo alla finestra e trarremo le nostre conclusioni.
Al momento una cosa è certa: non so dirvi chi ha vinto ma ha sicuramente ha perso il popolo italiano, con la complicità, più o meno cosciente, di chi è andato ancora a trastullarsi con questi ludi cartacei. Claudio Marconi
junger
Proprio ieri, l'occasione della presentazione del nuovo libro di Monia Benini qui a Bologna, patrocinata dal locale M5S, è stata utile anche per affrontare il tema del posizionamento geopolitico dell'Italia, a partire dalla questione del debito e dei nuovi meccanismi europei di strozzinaggio che l'autrice ha molto ben delineato. la partecipazione del pubblico è stata numerosa e coinvolta, speriamo bene...
del resto, la visita in Italia del neo segretario di Stato Kerry di oggi e domani non pare proprio casuale, al di là del previsto incontro sulla Siria durante il quale è molto probabile venga dato il via libera ufficiale a un maggior coinvolgimento di USA e satelliti europei contro Assad (addestramento, assistenza logistica, etc.), facendolo trovare come fatto compiuto ai nuovi parlamento e governo che si insedieranno in Italia.
fra l'altro, ieri sera si ragionava anche sul fatto che successivamente all'elezione del nuovo presidente della repubblica (prevista a maggio, se non sbaglio), non è consentito lo svolgimento di elezioni parlamentari per un anno... quindi il governissimo che si profila all'orizzonte o viene fatto cadere immediatamente o avrà un certo periodo di tempo a disposizione per fare ulteriori danni al paese (con le manovre economiche per soddisfare i diktat imposti dal Fiscal Compact, ad esempio).

saluti,
Federico R.
commenti

RISULTATI VOTO ITALIA: RHEN " QUADRO COMPLESSO MA ABBIAMO FIDUCIA IN NAPOLITANO". CHE VUOL DIRE?

Pubblicato su 26 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Se ci pensa Napolitano è meglio emigrare, ed alla svelta: possono arrivare solo disgrazie per il popolo. Claudio Marconi
clack-.jpg
BRUXELLES (IRIB) – Affermazione "interessante" del commissario Ue per gli Affari economici, Olli Rehn, che definisce il quadro post elettorale in Italia "complesso" alla luce dei risultati del voto.

Fin qui' nulla di particolare ma il bello è che il commissario afferma "abbiamo fiducia nelle istituzioni e nell'abilità del presidente Napolitano di trovare una soluzione". Insomma, in altre parole, Rehn spiega che la questione lì va "raddrizzata" da Napolitano e nella direzione delle riforme precedenti. Rehn dice: "è importante che l'Italia prosegua con le riforme per il bene della crescita e dell'occupazione". Insomma Olli Rehn sta a dire che il voto degli italiani è privo di valore e che Napolitano riporterà l'Italia sul binario "delle riforme" iniziate durante l'amministrazione Monti.

Fonte: italian.irib.ir

commenti

GERMANIA CON UN GROSSO PROBLEMA: UN'ITALIA NON PIU' FILOTEDESCA

Pubblicato su 26 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Tra chi non è andato a votare, chi ha votato il M5S, ed una parte degli elettori del PDL ( da prendere con le molle ) è chiaro che la maggioranza degli Italiani se ne strafrega di questa Europa usuraia e bancarottiera. Si sono stufati di farsi estorcere i pochi soldi che hanno per pagare gli interessi ai banchieri, chiedono una assistenza medica umana, chiedono servizi e stato sociale. Il predicatore dell'austerità, Monti, ed i suoi " sguatteri", Fini e Casini, sono stati praticamente ignorati. Chi non coglie questi messaggi è bene che vada a zappare la terra, non a fare politica. Claudio Marconi
image.axd-copia-2
Una commedia italiana che si trasforma in una tragedia greca. Con questa battuta gli analisti di Mediobanca Securities hanno commentato l'esito delle elezioni politiche italiane. "Ci sono più incertezze dopo le elezioni che prima", rilevano gli analisti all'indomani di "una notte di passione".

Una grossa coalizione tra Pd e Pdl viene data come "inevitabile", al 70% in termini percentuali, ma gli analisti rimandano la quadratura del cerchio al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ricordano che l'Italia non è la Germania. L'ipotesi di nuove elezioni a breve è data dagli analisti di Mediobanca Securities al 10%, quella di tornare al voto solo per il Senato appena al 5%.

Poco probabile (15%) l'ipotesi che il Movimento 5 Stelle trovi un'intesa con la coalizione di centrosinistra. "E' altamente inverosimile che Grillo possa andare contro il suo dogma, che è attaccare i partiti tradizionali, per associarsi con loro al governo", si legge nel report a firma di Antonio Guglielmi.

A sostegno dell'idea di una grande coalizione, gli analisti spiegano invece che appare difficile che vengano indette nuove elezioni senza cambiare la legge elettorale e che sicuramente non ci saranno prima della nomina del nuovo presidente della Repubblica.


Inoltre gli analisti sospettano che questo porterebbe ancora più voti al Movimento Cinque Stelle, andando contro l'interesse dei partiti tradizionali. Insomma, sintetizza Mediobanca Securities, una "tempesta perfetta". L'Italia si è svegliata questa mattina con più punti interrogativi di quanti ne avesse prima delle elezioni. Il risultato appare anche più confuso di quanto i medesimi analisti avessero paventato nel report diffuso settimana scorsa.

Quanto all'Europa, se dall'Italia era attesa maggiore chiarezza, l'esito è che ha fallito miseramente. "Sarebbe scorretto dire che un italiano su due ha votato contro l'euro, ma possiamo affermare che un italiano su due ha votato contro l'austerità imposta dall'Europa. Questo significa che la Germania oggi ha un grosso problema perché l'Italia difficilmente manterrà l'atteggiamento filotedesco dettato finora da Mario Monti".

 
Fonte: Milanofinanza.it - Tratto da: nocensura.com

commenti

TIRIAMO LE SOMME DA QUESTE ELEZIONI

Pubblicato su 26 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Dunque, da quello che si può capire dovremmo avere una Camera con maggioranza della sinistra di Bersani, un Senato in equilibrio di numeri, e in entrambi i rami del Parlamento, una forte presenza del Movimento 5Stelle di Grillo.

Con queste proporzioni, a bocce ferme, sarebbe impossibile varare un governo stabile. Se consideriamo che “stabilità” vuol dire scempio della Nazione e depauperamento di quel poco, quasi niente, di Stato sociale che è rimasto, la mancanza di questa “stabilità” non può che essere positiva, perchè i rischi della ingovernabilità sono più che compensati dalle difficoltà e impedimenti che troverebbero gli Organismi mondialisti e le Istituzioni europee, a perpetuare, attravgerso i loro “tecnici” e i partiti tradizionali, il massacro del nostro popolo.

 

dito

 

Chissà se poi si possa anche aprire la strada a qualche speranza di riscossa nazionale.

Non a caso la stampa estera ha subito espresso preoccupazioni per la situazione italiana. Le loro preoccupazioni, ovviamente, costituiscono le nostre minime speranze di riscossa.

  

Stabilito questo, facciamo una semplice considerazione: è evidente che se non ci fosse stato il “fenomeno Grillo” ora avremmo il “governo dell’ “alternanza” ovvero di Centro Sinistra guidato da Bersani il quale avrebbe poi sicuramente chiuso il cerchio con una alleanza con Casini e Monti.

Questa prospettiva, ma del resto sarebbe stata deleteria anche una difficile affermazione di Berlusconi il quale, in ogni caso avrebbe anche lui chiuso il cerchio con una alleanza con il centro di Casini e Monti, questa prospettiva, dicevamo, conseguenza di una vittoria di Bersani, avrebbe anche portato alla elezione di un Presidente ella Repubblica, di un finto “sinistro”, in realtà un uomo dei Banksters, probabilmente Prodi o Amato.

Quello che chiamano lo “tzunami Grillo” ha invece scombinato le carte già assegnate ed ora si apre un periodo alquanto difficile da prospettare. Ma in buona parte almeno positivo se si considera lo scampato pericolo di un altro quinquennio “tradizionale” con governi a forte maggioranza di centro sinistra o, più improbabile, se fosse stato di centro destra.

  

Il Centro parassitario dei Casini e di Monti, escluso il  gradito flop di Fini, è riuscito ad ottenere quel minimo bastante per portare Monti alla Camera. Questo consulente dei banksters, portato al governo per fare carne di porco dello Stato Sociale, avrebbe dovuto essere ridicolizzato ed espulso definitivamente dalla politica attiva, ma vuoi l’alleanza con il Vaticano, vuoi lo spazio politico che gli ha concesso il centro di Casini, ambiente da sempre pendolante nelle orbite governative nazionali o locali, dove la “raccomandazione”, l’ “inciucio” e il parassitismo sono la il loro brodo ci coltura,  hanno permesso la sua elezione. Una vergogna per tutto il popolo italiano.

Quanto sia spudorato quest’uomo e quanto si senta portato e protetto da certi  “poteri forti”, lo possiamo vedere dalle sue indecenti dichiarazioni post elezioni, nelle quali ha affermato, senza una minimo di vergogna, che ora lui, di fatto ripudiato dall’elettorato, è  ‘”l’ago della bilancia”.

 

Restano le valutazione positive, sia sull’Astensionismo, arrivato a cifra da record, che sul successo del Movimento 5Stelle di Grillo, che dimostrano come il popolo italiano si sia veramente stancato di queste cariatidi della politica di questi parassiti di destra, di centro e di sinistra. L’ideale sarebbe stato quello di rottamarli tutti, ma per ora accontentiamoci.

Basti pensare, che questi furfanti dei partiti tradizionali, negli ultimi 25 anni hanno distrutto interamente lo Stato Sociale: garanzie sul lavoro, pensioni, sanità, scuola, ecc., proiettando i cittadini nella indigenza e privandoli di ogni sostegno sociale; hanno disintegrato tutto quel tessuto di piccole imprese, ditte e managerialità che erano il vanto e la forza della nostra economia; hanno riportato gli anziani e non solo a raccattare avanzi nei mercati rionali; hanno liquidato tutto quel poco che era rimasto delle partecipazioni pubbliche che almeno garantiva, grazie al principio del non profitto, una distribuzione delle risorse e delle infrastrutture dei servizi ai cittadini, liberalizzando tutto quello che era possibile privatizzare, mettendolo così sotto la logica del profitto con gravi ripercussioni per la popolazione. E tutto questo per impinguare e garantire all’usura internazionale, ai banksters, altissimi profitti.

Ma bastasse questo, no per carità, hanno anche svenduto ogni minimo residuo di sovranità nazionale, riempiendo il paese di basi militari Nato sotto controllo atlantico, basi anche atomiche esponendoci a rischi gravissimi; ci hanno portato in guerre assurde e indecenti per gli interessi atlantici.

E per ultimo, grazie ad un mezzo colpo di Stato silenzioso, operato con la collaborazione di Napolitano, sono riusciti ad imporre, direttamente alla guida del governo del paese, un consulente delle grandi banche di affari, che in men che non si dica ha varato decreti, disposizioni e leggi atte, non solo ad adeguare tutta il tessuto economico e sociale agli interessi del sistema bancario, ma soprattutto ad ingabbiare e ammanettare i futuri governi del paese in modo che ottemperino, a prescindere di ogni altra sacrosanta necessità nazionale, al saldo dei debiti (la famosa “truffa” del debito pubblico) provocati dall’usura bancaria internazionale.

 

E di questo scempio della Nazione, in questi 25 anni sono stati tutti responsabili: la sinistra ex Pci ed oramai “liberal”, compresi i residuati di Rifondazione comunista che hanno liquidato un patrimonio quasi secolare di ideali, trasformandosi in una viscida tendenza politica di stampo neoradicale; il centro destra di Berlusconi, un coacervo di interessi privati, permeati dal più infame ideale liberista e consumista retaggio dell’americanismo,  indecentemente asceso alla guida governativa del paese.

Delle forze di Centro meglio non parlarne, sono lì, questi escrementi ex DC, da sempre presenti, dove c’è la “pappatoia” l’inciucio.

E tutti questi partiti tradizionali, giocando sullo “scambio delle consegne del Parlamento”, determinato dall’alternanza politica, comunque determinata, continuavano ad andare avanti come se nulla fosse, grazie allo “spauracchip” che gli consentiva di turlupinare gli elettori: votate Bersani, altrimenti avremo ancora il “nano di Arcore”! No, votate Berlusconi, altrimenti vincono i comunisti! E giù idiozie di questo genere.

Ora, di fronte allo scempio dello Stato sociale, alla dissoluzione totale della Nazione, una buona parte della popolazione, quella più intelligente, più colpita, più sensibile, si è ribellata e nonostante un certo “terrorismo” profuso a piene mani dai mass media, tutti di proprietà di gruppi finanziari interessati al Sistema (La Repubblica della finanza che ha in tasca il PD, è Sistema; il Messaggero dell’impero dei Caltagirone, sponsor di Casini, è Sistema: il Giornale e le Reti Mediaset sono Stistema, e così via), si è Astenuto o ha votato per Grillo.

Se si considerano gli spauracchi e il lavaggi dei cervelli che il Sistema può e ha messo in atto, per sostenere i partiti tradizionali, non è poco.

Sarà possibile, visto il successo elettorale ottenuto, trasformare questa affermazione in elementi positivi atti a impedire il proseguimento del massacro del popolo italiano?

La domanda è alquanto problematica, perchè state pur certi che già da subito si sono messe in moto le tecniche infami del Sistema: primo, il ricatto della ingovernabilità agitato dai mass media e da tutti i partiti in via di rottamazione:  spaventare il popolo per riesumare governi tradizionali; secondo la caccia, ed hanno anche avuto il coraggio di dirlo in televisione, a singoli elementi o gruppi di parlamentari del Movimento 5Stelle che andranno al parlamento.

Si cercherà di comprarli, di corromperli di determinare qualche opportuna scissione. Conoscendo la nostra società occidentale, consumista, corrotta e corruttibile, abbiamo serie preoccupazione che queste manovre, in qualche modo, possano andare in porto. La storia ci insegna che come si mette piede nel Parlamento, nei consigli Regionali e Comunali, subito si è avviluppati in certe consuetudini, in certe “regola”, in un certo andazzo fatto di inciuci, allettamenti, possibilità di gestire e quindi ricavarne beni e potere, l’amminsitrazione pubblica. Sono sirene difficili da non ascotare. Lo abbiamo visto con Rifondazione Comunista, di cui abbiamo parlato, o anche con la Lega che da Roma ladrona, ci ha poi mostrato un sua perfetto calarsi nello stesso squallido andazzo per la cui denuncia aveva ottenuto tanti consensi.

Staremo a vedere.

 

Un ultima osservazione: il flop clamoroso di alcuni gruppi come Casapound, Forza Nuova o della Sinistra antagonista. Ma possibile che ancora non si è capito che i ludi cartacei, le tornate elettorali, sono regolate da certe regole non scritte, da certe consuetudini consolidate, per superare le quale servono o gli appoggi dei mass media, che ovviamente in questi casi non ci possono essere, oppure un fenomeno particolare di “entusiasmo” collettivo, come è stato il caso di Grillo. Altrimenti non si supera la soglia della eleggibilità.

Che almeno imparino, questi gruppi minoritari che vogliono professare antagonismo, una volta per tutte, che non è possibile “giocare”  alle elezioni: non bastano le sacrosante ragioni di un certo antagonismo per avere il consenso popolare che necessiterebbe. La stragrande maggioranza delle persone che vanno a votare, sono gente semplice, facilmente influenzabile, sprovveduti che fanno oscillare le loro preferenze in base ad una infinità di fattori emotivi e ad una certa dose di interessi personali. Oltretutto il nostro paese è un paese di “vecchi” e quindi le forze giovanili scarseggiano, minimizzando la possibilità di ottenere voti di “rottura”.

E’ così e basta, ce se ne faccia una ragione.

Maurizio Barozzi

commenti
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 > >>