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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SPORT E POLITICA

Pubblicato su 31 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

“Non è un problema solo del calcio, naturalmente. E’ un problema di tutto lo sport. Lo sport è fatto di avvenimenti altamente pubblici, atti a convogliare messaggi a milioni o anche a decine di milioni di persone alla volta. Ovvio che la politica pensi di manipolarlo.

 

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 Scriveva un profetico John Kleeves (in “Orion” n. 192 del Settembre 2000, pp. 14-15), argomentando sulle ragioni della propaganda dietro gli eventi sportivi più seguiti:

“Non è un problema solo del calcio, naturalmente. E’ un problema di tutto lo sport. Lo sport è fatto di avvenimenti altamente pubblici, atti a convogliare messaggi a milioni o anche a decine di milioni di persone alla volta. Ovvio che la politica pensi di manipolarlo. Prendiamo il ciclismo, questo sport duro e puro, da ingenui faticatori popolani (da “forzati del pedale”, secondo una bella immagine dei tempi di Coppi, credo, non so pensata da chi). Credete lo abbiano lasciato in pace? Lo ha preso in considerazione addirittura l’US Government, il governo federale degli Stati Uniti, che ha sempre avvertito come dannoso per le proprie politiche il distacco “spirituale” che gli europei sentono per gli americani, visti estranei, con poco in comune. Henry Kissinger – che, ricordiamo, si occupava di grande politica – pensava che avrebbe aiutato se gli americani avessero giocato anche loro al calcio e fece inutili sforzi al riguardo (il Cosmos). Greg LeMond, il quale cominciando come gregario nella squadra francese di Hinault vinse tre Tour de France (1986, 1989, 1990), mostrò che anche il ciclismo poteva essere utile, se si aveva un campione che vinceva grandi corse in Europa*. Così, quando un nuovo ciclista americano promettente – Lance Armstrong – rimase senza squadra, perché abbandonato dalla Cofidis alla notizia che aveva un cancro testicolare (poi guarito), nel 1997 il governo federale creò una squadra apposta per lui, sponsorizzata dall’United States Postal Service. E’ una squadra di Stato, una squadra ufficiale degli Stati Uniti d’America, perché l’US Postal Service è un’Agenzia federale, con 800.000 dipendenti. Un’Agenzia federale, esattamente come la CIA.
Una clamorosa interferenza politica nello sport, ed è da notare come nessuno nell’ambiente abbia fiatato. Il comitato organizzatore del Tour ha accettato l’iscrizione del team US Postal Service e nessun giornalista o direttore sportivo o patron ha fatto notare l’incongruenza: il Tour, così come le altre corse ciclistiche in Europa e nel mondo, è riservato a squadre private (Polti, Mercatone Uno, Banesto eccetera) mentre qui si è presentato ufficialmente il governo di una Nazione. Non è una mera questione di forma: se io sono lo sponsor di una squadra, voglio che vinca e faccio al riguardo tutto ciò che posso impunemente fare, oltre ai danari che ho sganciato. E se sono l’US Government posso impunemente fare davvero molte cose, se voglio.
Ho dei sospetti sulle vittorie di Armstrong al Tour del 1999 e del 2000? Posso solo notare come le disavventure di Pantani gli abbiano fatto assai comodo, sia nel 1999 sia nel 2000. E posso notare come il governo statunitense abbia a disposizione i massimi esperti di droghe varie del mondo, con poche difficoltà nel creare “bombe” che non lascino tracce. Sembrerebbe di non dover andare tanto in là: se l’organizzazione del Tour è sensibile all’influenza dello Zio Sam – e lo ha dimostrato accettando l’iscrizione dell’US Postal Service come si fosse trattato del Pizza Hut – può favorire Armstrong semplicemente disegnandogli il Tour addosso come un vestito, con molte cronometro e con salite poco bestiali. Ma chissà se ciò era giudicato sufficiente in quelle afose giornate del 1999, quando Pantani massacrava a destra e a sinistra nel Giro d’Italia.
Se fossi in un qualunque ciclista europeo mi rifiuterei di gareggiare dove c’è la US Postal Service. Ma sono dei poveretti che hanno bisogno di mangiare. Per quanto riguarda gli altri, i dirigenti e gli intellettuali dell’ambiente (i patron, i direttori sportivi, gli organizzatori, i giornalisti eccetera), dovrebbero approfondire la loro conoscenza dell’entità “America”: si accorgerebbero che non è quel Paese ultra democratico, generoso e incapace di bassezze che credono; l’aspetto è suadente ma si tratta di una dittatura feroce, minuziosamente utilitarista e regolarmente sleale, che non partecipa certo al Tour de France per sport. Che guardino meno film di Hollywood e leggano di più.”

* Il quale LeMond, correndo in soccorso al collega in difficoltà, oggi scrive ai vertici mondiali del ciclismo chiedendone le dimissioni in quanto il vero problema sarebbe la corruzione, non le droghe! 

Fonte: byebyeunclesam

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COSA SUCCEDE IN COLONYA YTALYA ?

Pubblicato su 31 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Parola di Daniel Estulin: “Monti è un traditore, il suo posto è in galera”!
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Altri strombazzano che il voto elettorale è espressione della volontà popolare... bla bla bla...

Certi sostengono che in Italia la democrazia... bla bla bla...

Talaltri vantano la democrazia del Paese perché ha sconfitto il Fascismo... bla bla bla...

Quasi tutti, tra i politici professionisti, specie ex democristiani centristi, ex comunisti/socialisti ed altri, insomma quelli che un tempo furono palesemente od occultamente al potere di un Paese che corruppero moralmente ed economicamente, decantano il professore Monti e la sua lungimiranza economica/politica come elisir di lunga vita per quello che è, anche secondo me, lo sciacallo d'Europa, in diverse parole anche noto come il Paese trasformato in “colonya ytalya”.

Ancora, certi altri osannano l'europeismo ecumenico e l'euro suo araldo come toccasana contro ogni moderno male... bla bla bla...

Il Cavaliere, invece, il distruttore per un ventennio di ciò che avanzava di onestà, lealtà, abnegazione del popolo italiano e... ytalyota, da ieri conduce una sua personalissima battaglia di sovvertimento del Governo Monti, ciò perché le “Toghe Rosse” l'hanno in primo grado condannato. Lui, allora lascia trasparire il suo ultimo dire e fare come se il suo odio verso chiunque ha idea diversa dalle sue, e il Governo in carica le ha, sia nato soltanto da contingenze del tipo: “...con il Quirinale avevamo concordato e trattato la mia abdicazione da reuccio ytalyota, però, purché si salvassero e non si ledessero la mia persona, le mie aziende, i miei capitali... Invece oggi, Voi procacciatori d'affari per il patto sinarchico interbancario avete rotto gli accordi e mi condannate... E io rompo il Governo!” Però, questo suo odio verso l'outselph c'è sempre stato, esso sempre è emerso dai suoi atti e parole, dunque, il nuovo atteggiamento di sfida è solo una rivendicazione occasionale e non finalizzata al bene del Paese!

Così ormai lui ulula dal piccolo schermo con il viso ridotto ad un inquietante mascherone che il sapiente bisturi di un chirurgo plastico, per quanto bravo, non è riuscito a preservare dai devastanti insulti del tempo che gli si sono impressi anche nel corpo rendendolo goffo e flaccido, ma dove ancora purtroppo sopravvive quell'egotismo che, nonostante la matura età, vieppiù lo conduce al sillogismo che solo lo anima: “Sono ricco! Sono più bravo d'ogni altro! Perciò qui comando io! E le leggi sono ad personam, ad usum delphini. Sono cioè mie sottoposte”!

E, a mio giudizio, cosa peggiore tra le pessime, il lassismo, l'incapacità, l'inerzia degli ytalyoty politici di professione, sovente da lui comprati come... ha fatto sì che ancora alcuno tra loro ha inteso l'orecchio, levato la testa, aguzzato l'ingegno per dar difesa contro i fantasmi di una dittatura bancaria che rapidamente lascia un diafano aspetto per divenire spettro sempre più reale, in ciò avvalendosi di una spietata crisi finanziaria/economica da cui pochi traggono lucrosissimi profitti.

Scompenso cancerogeno è questa crisi voluta e pilotata! Crisi sempre più globalizzante che anche lo stesso sig Berlusconi favorì nell'introdurla di soppiatto nel Paese così che poi lo Stato, grazie al Professore, è oggi unicamente divenuto esattore erariale di una volontà superiore che ormai risiede a Bruxelles e non nel Governo nazionale. Bruxelles, dove capo è altro cavaliere che ben potrebbe raffigurare il “drago” di quel Sigurd di norrena memoria, ma nuovo eroe pagano che ancora non si vede nell'orizzonte politico.

Solamente tra i veri figli d'Italia si levano voci difformi dalla volontà d'essere proni all'usura bancaria, voci però non assecondate da stampa veruna quasi fossero di paria che ragione alcuna non hanno per esprimere il loro giusto, ponderato e logico dissenso che vorrebbe la Patria patria di tutti i cittadini, e non solo nazione delle banche.

Insomma, si può affermare che l'usura bancaria è già padrona del Paese, e che, sostengo io, i politici parlamentari tra inettitudine, interesse personale stimolato da acquisizione di benefici privati se assecondano le imposizioni globalizzanti, mancanza d'Amor Patrio e di quella dignità che portò Enrico Toti come ultimo atto della sua giovane vita a lanciare la stampella contro il nemico, o i ragazzi di El Alamein (LII Gruppo Cannoni da 152/37 e del 7° Reggimento Bersaglieri) a cadere in combattimento rispettando l'ultima consegna tanto da essere portati a esempio di estremo consapevole sacrificio, ci hanno svenduti come animali da esperimento proprio come quei cani che almeno per tutori hanno gli animalisti.

Infatti, da che l'Europa comunitaria prese il via instaurando banche dal volto usuraio, accettando finanzieri avvoltoi, privilegiando politici marionette.... i cittadini italiani, ed anche ytalyoty, non sono mai stati chiamati a esprimere alcun parere politico attraverso votazioni inerenti gli sconosciuti e quasi segreti trattati europei di:

1.     Maastricht (7 febbraio 1992 in vigore dal 01/11/1993).

2.     Schengen (1985 – 95) poi ratificato ad

3.     Amsterdam (2 ottobre 1997 e in vigore il 1º maggio 1999).

4.     Consiglio di Nizza, (11 dicembre 2000 controfirmato il 26 febbraio 2001 e in vigore dal 1º febbraio 2003).

5.     Velsen (18 ottobre 2007) che nel silenzio più totale della nostra stampa affamata e malfamata, perché il giornalismo d'inchiesta è scomparso, è stato nascostamente firmato tra i Paesi Europei che hanno una Polizia Militare. Qui da noi, in seguito a ciò, i Carabinieri saranno esautorati e disciolti nel 2014, mentre tanti dei loro ragazzi non ne sono ancora nemmeno a conoscenza. Una quota di essi sarà incorporata nella Polizia di Stato, altri, tra il 40/50% saranno di forza collocati in quiescenza mentre gli ufficiali andranno a far parte dell'Eurogendfor che già è ufficialmente pubblicamente apparso durante gli avvenimenti greci di Igoumenitsa.

6.     Lisbona (13/12/2007 e in vigore dal 2009).

Inoltre il Governo Monti, nella persona del suo Presidente del Consiglio, ha accettato gli accordi per la messa in opera di leggi liberticide che sempre più svuotano la Patria dei suoi contenuti e, nuova notizia, è stato accettato o fomentato l'invio in colonya ytalya di un Commissario Europeo con esercizio di controllo e facoltà di veto in materia economica.

Somma iattura, come già asserito, ogni manovra fu condotta dai politici di mestiere, e tutto prese il via con quel sig Prodi che pretese una tantum di € 50 euro da ogni cittadino per portarci in Europa, ma al quale ne avrei dati cinquecento se mi avesse condotto dalle cubane!

Dunque, dalle circostanze narrate emerge che il sig Monti, non dimentichiamo incostituzionale e illegittimo nel ruolo politico che occupa, e che lì fu posto per svolgere quello che i Partiti consideravano il lavoro sporco e di perdita di consensi elettorali, il suo lavoro lo sta svolgendo bene, ma tutto a danno dei cittadini-elettori che ha impoverito sempre in favore delle banche di cui è dipendente attraverso il Gruppo Bilderberg del quale fa parte, per questo anche realizzando uno sfacciato conflitto d'interessi da tutti sottaciuto.

In ogni caso il sig Monti ha scelto la barricata in cui stare, di fatto, rinunciando alla tutela della Patria, della nazione e del popolo d'Italia. Per questo, come già riferito dal lituano giornalista Daniel Estulin in RaiDue, ne “L'Ultima Parola” di G. Paragone del 26 Ottobre c. a, il signor Monti è da considerarsi un anti italiano perché ha accettato ogni imposizione europea sin da che acconsentì la fine della sovranità monetaria rendendoci schiavi del debito pubblico che, anche con € 20 miliardi annui che vuole estorcerci per questo fine, non potrà mai essere ripagato perché non esiste più la sovranità monetaria che ci avrebbe dato respiro; e la manovra, inoltre, ci dissanguerà sino a estinguere ciò che resta del Bel Paese che, sempre lui, già ha in mente di vendere a pezzi allo straniero.

Poi D. Estulin più apertamente ha continuato: “Mario Monti è Vostro nemico. E’ un traditore della nazione italiana, dovrebbe essere messo in prigione».

E in studio, in quell'occasione, il sindacalista Giorgio Cremaschi attaccò: “Soffriamo per i trattati-capestro varati da Bruxelles, perché in Italia non c’è mai stata una consulta referendaria che li convalidasse”. Perorò poi lo scontento generale anche l’economista Giulio Sapelli: «E’ ora di dire la verità alla gente, possiamo votare solo per il Parlamento Europeo che non conta niente».

E allora cosa sta avvenendo?

Semplice! SONO NATI I SOVIET BANCARI! LA DITTATURA DELL'USURA BANCARIA E' ARRIVATA! IL PATTO SINARCHICO INTERBANCARIO E' TRA NOI!

Ma Estulin ci ha anche annunciato: “Della manovra di recupero dei debiti statali i banchieri ne discussero già nel 1968 in Canada durante la conferenza del Gruppo Bilderberg. Lì, fu affermato che i banchieri non dovevano più avere fiducia negli Stati-nazione aspettandosi che svolgessero il “lavoro sporco” per il recupero crediti delle multinazionali, perciò, poiché nel tempo sarebbero potute apparire persone probe a capo dei Governi, era necessario che persone come il signor Monti fossero a capo delle Istituzioni statali in maniera tale che, avendo chiare le volontà dei finanzieri, e sapendo cosa fare perché da questi istruiti e assai ben pagati, avrebbero condotto gli stati verso “l'impiccagione” con meno apparenza anche perché appoggiati da altri soggetti della stessa -famiglia-, ma infiltrati in organismi sovranazionali”.

Insomma, i banchieri idearono un gioco di squadra che si deve svolgere a tenaglia, ma sono stati ormai scoperti e la loro brama d'assolutismo secondo la “mano divina” giudaica è ora assai più difficile che si realizzi.

Siamo dunque oggi giunti al punto cruciale di un cammino che deciderà il futuro dell'umanità per molti secoli, se essa sopravviverà a se stessa.

Ma, forse il primo punto di scatenamento dal giogo usurocratico è l'apparizione dell'assai bravo comico Grillo che, purtroppo, non ha però mai dichiarato un programma politico di massima. Attendiamo gli esiti definitivi del voto siciliano, e sapremo se i politici di mestiere dovranno tremare. Intanto il partito degli astensionisti si è rivelato quello di maggior consistenza.

kiriosomega

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( RISCHIO ) BOLLA SUI JUNK BOND AMERICANI

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Sul mercato si stanno affacciando sempre più aziende (N.d.R. marce...) che fino a qualche tempo fa erano rimaste ai margini per le condizioni proibitive sul mercato dei capitali (N.d.R. avete presente il Moral Hazard e le "abnormi anomalie" indotte dalle Banche Centrali? Tanto se l'azzardo non va a buon fine, "copriamo" noi tutti...socializzando le perdite...)

 

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 La politica monetaria ultra-espansiva della Federal Reserve inizia a mostrare le sue prime controindicazioni. (N.d.R. correggo in "CONTINUA" a mostrare le sue numerose controindicazioni da ri-gonfiaggio della Bolla)
Basta osservare il mercato delle obbligazioni ad alto rendimento, che negli Stati Uniti stanno vivendo un vero e proprio anno record.
Da inizio 2012 le emissioni di junk bond, ovvero titoli “spazzatura”, hanno toccato il record di sempre di 293 miliardi di dollari contro i 249 miliardi di dollari collocati in tutto l’arco del 2011.
Se non dovessero esserci particolari cambiamenti nel trend, da qui a fine anno si potrebbe tranquillamente raggiungere la soglia dei 400 miliardi di dollari...............

Secondo gli economisti e gli esperti di finanza aziendale il trend è positivo, in quanto anche le imprese con rating basso si stanno finanziando a costi decisamenti contenuti rispetto al passato, rifinanziando il capitale circolante a condizioni molto favorevoli e con effetti positivi di consolidamento sul bilancio.
Da quando la FED ha lanciato il terzo piano di stimolo monetario da 40 miliardi di dollari al mese a tempo indeterminato è partita la caccia agli elevati rendimenti.
I cosiddetti “porti sicuri”, come il T-Bond USA, il JGB giapponese o il Bund tedesco, hanno perso sempre più appeal a beneficio di aziende con rating basso ma con alle spalle importanti piani di ristrutturazione.
Questi junk bond con rendimenti del 5-6% sono stati ben presto affiancati da titoli di debito emessi da aziende con bilanci meno sani e rating pessimo, come BB o C.
I forti acquisti sul mercato hanno spinto i rendimenti al 6%, mentre alcuni junk bond rating CCC hanno visto lo yield passare intorno all’8% da una media del 10%.
Sul mercato si stanno affacciando sempre più aziende (N.d.R. marce...) che fino a qualche tempo fa erano rimaste ai margini per le condizioni proibitive sul mercato dei capitali (N.d.R. avete presente il Moral Hazard e le "abnormi anomalie" indotte dalle Banche Centrali? Tanto se l'azzardo non va a buon fine, "copriamo" noi tutti...socializzando le perdite...)
A questo punto qualche esperto ha suonato l’allarme, paventando anche un rischio bolla sui junk bonds (N.d.R. solo UNA delle tante bolle indotte dalla FED...)
Tuttavia, la situazione sembra essere ancora sotto controllo. Moody’s fa notare che il tasso di default su scala globale è sceso al 3% dalla media storica del 4,8%.
Non è ancora tempo di tirare i remi in barca (N.d.R. chi può saperlo? Nel campo delle bolle il PLOP può arrivare all'improvviso...), ma il mare dei titoli spazzatura si sta ingrossando sempre di più.
from Investi Sicuro

Intanto, mentre la FED rende assai succoso ed agevole emettere questa montagna di Junk Bond e specularci sopra,
in un'altra Galassia lontana lontana...

Negli anni '70 una famiglia su 3 apriva libretti di risparmio. Oggi una su 50 
....negli anni Settanta e Ottanta mediamente una famiglia su tre apriva un libretto di risparmio per i nuovi nati, invitando i nonni e i parenti a fare piccoli versamenti negli anni, in occasione di feste e compleanni....
Una cultura del risparmio che è andata progressivamente perdendosi nel tempo.
Negli anni Novanta solo una famiglia su sei pensava ad accumulare un piccolo capitale per i propri figli e oggi stimiamo che soltanto una famiglia su cinquanta mantenga viva la tradizione.
Si tratta, senza ombra di dubbio, di un impoverimento complessivo per le nostre comunità.
E, invece, proprio in questi anni di crisi è necessario imparare la lezione del passato e tornare a puntare sulla cultura del risparmio, che va insegnata con i fatti alle nuove generazioni»....
Ma che bel quadretto! Che saggezza da Nonno Gino!
Peccato che pochissimi ormai riescono a mettere qualche euro da parte e spesso consumano i risparmi accumulati, quando addirittura non riescono ad arrivare nemmeno a fine mese ...
Si sa...i tempi cambiano...e non sempre in meglio.
Fonte: ilgrandebluff
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CINQUE MORTI SUL LAVORO IN UN GIORNO. MA NESSUNO NE PARLA

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Si continua a " morire di lavoro", ma nessuno ne parla, partiti,politici, sindacati, associazioni. In questa Italia, disastrata e bancarottiera, si sta pensando solo a come fare per pagare gli interessi ai banchieri: se poi qualcuno ci rimette la pelle è solo un " incidente di percorso". C.M.

 

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Cinque vittime sul lavoro in un solo giorno. E’ il tragico bollettino di Lunedì 29 ottobre, giornata costellata da incidenti mortali sul lavoro in tutta Italia. L’ultimo episodio, battuto dalle agenzie, vede come vittima un contadino di 71 anni, travolto dal suo trattore in Alto Adige. L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio a Laion, vicino Chiusa. Sono intervenuti la Croce bianca e i carabinieri, ma per l’anziano agricoltore non c’era più nulla da fare.

In precedenza un uomo di 64 anni, Antonio Roselli, aveva perso la vita in un incidente sul lavoro accaduto nel deposito di un’azienda edile di Corato, in provincia di Bari. Per cause in corso d’accertamento da parte dei carabinieri, riferisce l’agenzia Agi, l’operaio sarebbe caduto da un’impalcatura mobile e per lui, nonostante il tempestivo soccorso, non c’è stato nulla da fare. Accertamenti sono in corso per verificare la posizione lavorativa della vittima. Al momento non è stato reso noto il suo nome.
In provincia di Lucca ha invece perso la vita un piccolo imprenditore, nel comune di Massaros, morto dopo essere precipitato da un tetto, cadendo da un’altezza di circa otto metri. L’uomo, Fabrizio Del Soldato di 41 anni, era titolare di una ditta di pannelli fotovoltaici, la Dgm, stava lavorando alla posa di pannelli sul tetto quando la copertura ha ceduto.
Maurizio Lorenzetto è invece il nome di un’altra delle vittime odierne, un operaio di 55 anni, scivolato nell’Adige ed annegato. E’ successo a Cavanella, nei pressi di Chioggia, come riferiscono le testate locali. L’uomo era dipendente della Sistemi territoriali: stava effettuando la manutenzione dell’impianto, quando ha scavalcato una recinsione e attraversato una passerella. E’ caduto nel fiume ed è deceduto poco dopo.
La quinta vittima, di 42 anni, si chiamava Stefano Mirabelli ed era co-titolare della ‘Fratelli Mirabelli’, azienda meccanica di Ronco Scrivia, in provincia di Genova. L’uomo è morto questo pomeriggio all’interno dell’azienda, è rimasto schiacciato da un muraglione crollato per circostanze ancora da chiarire.

A parte Rassegna.it, la notizia non è stata data da nessuna agenzia di stampa, da nessun quotidiano, da nessun tg. Nessun sindacato si è indignato, nessun politico si è indignato, nessuna Istituzione si è indignata. E con tutti questi morti sul lavoro ch ci sono ogni giorno (oggi addirittura 5), ancora ci definiamo paese civile?

http://www.articolo21.org/2012/10/cinque-morti-sul-lavoro-in-un-giorno/


Tratto da:informarexresistere.fr - Scritto da: Marco Bazzoni 

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LA DITTATURA DELL'ELITE DI BANCHIERI CHE VOGLIONO DOMINARE IL MONDO

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Impegniamoci per fare conoscere a tutti la truffa monetaria, parliamo di signoraggio e di sovranità monetaria: e chi aprirà gli occhi su tale argomento, li aprirà "a cascata" su molti altri.

Il signoraggio bancario è la chiave della crisi, è la chiave delle fortune dell'élite che ne beneficia, che ha in mano le sorti del mondo

 

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COMPLOTTISTI SONO COLORO CHE ANCORA NON SI SONO ACCORTI CHE IL MONDO STA FINENDO IN MANO AD UN'ELITE... MA COME SI PUO' NON COMPRENDERE CIO' CHE E' COSI' EVIDENTE SOLO PERCHE' LA TV ED I GIORNALI NON NE PARLANO?

I blog fanno paura. I blogger sono liberi, non devono assecondare un "direttore" servo di un politico o di un partito, non rendono conto a nessuna agenzia pubblicitaria, e dicono anche ciò che i potenti vogliono nascondere.

Fino a pochi anni fa i blog di "controinformazione" erano frequentati solo da una nicchia di "complottisti", scarsamente considerati ed ignorati dai mass media. I loro blog si trovavano al 720° posto sui motori di ricerca, non costituivano un problema.

La condivisione di contenuti permessa dai social network in questo ha avuto un ruolo FONDAMENTALE. La condivisione ha portato all'attenzione di persone che sul web cercavano tutt'altro, informazioni che non avrebbero mai appreso attraverso i canali mediatici al soldo dei potenti, e chi inizia ad apprendere la verità non può che svegliarsi.


Inizialmente molti sono scettici: certo non è facile, sopratutto per i più adulti, ammettere che quelle istituzioni che fin da piccoli ci hanno insegnato a rispettare non fanno "il bene dei cittadini" ma conseguono i propri interessi, o quelli di chi li manovra: di chi gli consente di "essere lì", nei centri di potere.

La colossale truffa del sistema monetario - che persino il Presidente dell'Europarlamento ha definito "la più grossa truffa perpetrata a danno dell'umanità" - (guarda il video: http://www.nocensura.com/2012/03/il-presidente-del-parlamento-europeo.html), come la truffa del signoraggio bancario non possono che sembrare assurde ed incredibili.

“Se la gente capisse la natura del nostro sistema monetario e creditizio avremmo una rivoluzione domani mattina presto" - diceva Henry Ford.

Quando una persona viene per la prima volta a contatto con il signoraggio non può crederci immediatamente: allora fa una ricerca su Google, e quasi si sente rassicurato dal trovare articoli che sostengono che "è tutta una bufala": alcuni chiudono il discorso dando valore alla seconda ipotesi, che sicuramente è quella che appare più logica. Altri invece continuano ad informarsi, confrontano le varie teorie e cercano riscontro con la realtà, e lì è come aver preso la "pillola rossa": chi capisce il signoraggio bancario e la truffa monetaria - e chi si informa, riflette e cerca riscontri reali non può che capirla - non guarderà mai più il mondo con gli stessi occhi: ad iniziare dai politici e dai loro amici pennivendoli che montano un caso nazionale sulla "farfallina" di Belen.

Impegniamoci per fare conoscere a tutti la truffa monetaria, parliamo di signoraggio e di sovranità monetaria: e chi aprirà gli occhi su tale argomento, li aprirà "a cascata" su molti altri.

Il signoraggio bancario è la chiave della crisi, è la chiave delle fortune dell'élite che ne beneficia, che ha in mano le sorti del mondo:

Diceva un certo Mayer Anselm Rotschild: "Fatemi avere il controllo della moneta di una nazione e io me ne infischio di chi fa le leggi"

Se non conosci "La Famiglia" Rotschild, leggi il dossier:
http://www.nocensura.com/2012/02/dossier-la-famiglia-piu-potente-del.html

I poteri che denunciò J.F. Kennedy, quando dichiarò al mondo che il governo americano era minacciato da un "potere oscuro" (vedi "il discorso che costò la vita a Kennedy http://www.nocensura.com/2011/11/il-discorso-che-costo-la-vita-jf.html) non solo si sono impadroniti degli USA, ma hanno esteso il loro dominio all'Europa, alle nazioni più ricche del pianeta, piegando il mondo e le organizzazioni internazionali ai loro interessi.

Come spiega l'articolo menzionato sopra, Kennedy voleva cancellare il signoraggio: voleva cioè che le banconote fossero emesse dal Ministero delle finanze USA, anziché farseli prestare dalla Federal Reserve corrispondendo un tasso di interesse. Voleva cioè che gli USA si riappropriassero della SOVRANITA' MONETARIA, persa definitivamente con la nascita della Federal Reserve nel 1913: della questione Ford e Edison ne parlavano già nel 1921 in un articolo pubblicato sul "New York Times" (lo trovi qui: http://www.nocensura.com/2012/06/edison-e-ford-assurdo-che-lo-stato.html) Nonostante gli effetti devastanti per l'economia abbiano iniziato a manifestarsi nella loro gravità solo alcuni decenni dopo, come previsto e prevedibile.

(Se la banca ti presta 100€ chiedendoti 2€ di interesse all'anno, dopo 50 anni ha restituito alla banca 100€ in interessi, ma il debito è ancora li: allora ti presta altri 100€, ma il debito ammonta a 200€ e devi pagarne 4€ all'anno in interessi: dopo 25 anni hai pagato in interessi anche le seconde 100€, e ti rimane un debito di 200€ ...)

Il compianto professor Auriti, sulle cui ricerche vi consigliamo di informarvi approfonditamente (cercate "Giacinto Auriti" su Google e su Youtube, dove sono disponibili numerosi video) che ha dedicato la sua vita a studiare e divulgare la truffa monetaria - purtroppo con scarsa risonanza, in quanto il web era molto meno diffuso - aveva previsto la crisi del debito in tempi non sospetti:

"Se noi continueremo così il futuro sarà tra il suicidio e la disperazione" disse il Professore, di cui Beppe Grillo era allievo: quello "più brillante", secondo lo stesso Auriti. (Vedi: "Quando Beppe Grillo era il braccio destro del prof. Auriti" - http://www.nocensura.com/2012/08/quando-beppe-grillo-era-il-braccio.html)

Quando Beppe Grillo parlava di signoraggio, della truffa monetaria e delle banche (vedi http://youtu.be/VGXEV03MI0M) spiegava gli insegnamenti di Auriti: che peccato che abbia smesso!

L'élite che gestisce il sistema economico, monetario e finanziario mondiale ha il mondo in mano. Poche decine di banche e gruppi multinazionali, tutti riconducibili a poche "dinastie" controllano il mercato globale, decidono che nel 2012 il mondo deve andare avanti con il petrolio perché loro ne controllano i giacimenti; decidono che la canapa non debba essere utilizzata come risorsa e materia prima, ma ne controllano il traffico come sostanza stupefacente, come controllano tutte le droghe del resto.

Il narcotraffico è gestito dalle mafie capaci di far sbarcare nei porti di tutto il mondo container con tonnellate di cocaina o eroina dal valore di centinaia di milioni di euro che non saranno mai controllati: è più probabile che sia perquisito un giovane con i capelli rasta. E' di pochi anni fa la notizia di un aereo della CIA caduto in Messico mentre trasportava 4 tonnellate di Cocaina (vedi http://www.nocensura.com/2012/05/cade-in-messico-un-areo-della-cia.html). La produzione di oppio è decuplicata da quando gli USA hanno invaso l'Afganistan, e le bugie della Casa Bianca sulla produzione di droga sono diventate imbarazzanti: avevano stimato la produzione mondiale di droga in una quantità addirittura inferiore a quella sequestrata: che rappresenta, forse, l'1% di quella prodotta, commerciata, commerciata. (vedi: http://www.nocensura.com/2011/12/usa-le-bugie-della-casa-bianca-sul.html) La guerra in Afganistan non serviva per gli "oleodotti", come qualcuno ha ipotizzato, e ancor meno per sconfiggere i talebani. Con tale guerra gli USA si sono assicurati il controllo della principale nazione produttrice di OPPIO, che i Talebani invece contrastavano. (Vedi: "Afghanistan:10 anni di guerra e occupazione…per il controllo della droga" - http://www.nocensura.com/2011/10/afghanistan10-anni-di-guerra-e.html)

Che la droga sia coltivata e prodotta con il consenso degli USA e delle organizzazioni internazionali è fin troppo evidente. In alcune zone di Colombia, Bolivia, Afganistan e Marocco ci sono rispettivamente piantagioni di Coca, Oppio e Canapa Indiana estese quanto alcune regioni italiane: si parla di migliaia e migliaia di ettari, potrebbero essere distrutte in pochi giorni. Il corpo antidroga USA, la DEA sin dal 2002 è impegnata nel "Plan Colombia", un progetto costato centinaia di milioni di dollari finalizzato al contrasto dei "cartelli della droga" e le fumigazioni, che consistono nel gettare diserbanti nelle piantagioni. E' evidente tuttavia che non abbiano sortito i risultati desiderati. Quello della cocaina è un business incredibile: un grammo di droga "al dettaglio" costa 80-100 euro e mediamente ha un grado di purezza del 20%: un grammo di cocaina pura può fruttare fino a 500€ ed il consumo riguarda in tutto il mondo svariati milioni di persone, tra l'altro in aumento costante negli ultimi anni.

Approfondimenti: "Il traffico della droga gestito dai potenti".
http://www.nocensura.com/2012/05/dossier-il-traffico-di-droga-e.html

Gruppi di potenti che hanno "infiltrato" - "ovviamente" con il consenso del popolo-gregge condizionato dai loro mass media che li ha votati e ancor peggio, continuato a votare - i loro uomini nei posti di comando dei governi delle nazioni più potenti del mondo. Finanziano i politici emergenti e tramite i loro mass media gli garantiscono il consenso popolare. Le associazioni come Bilderberg, Trilaterale, Aspen Institute fanno da "trait d'union" tra la politica, le istituzioni sovranazionali e le lobby dei potenti, che tramite il cosiddetto "mercato finanziario" condizionano e piegano al loro volere i governi (spread docet) e l'opinione pubblica, abilmente manipolata.

Milioni di persone non hanno ancora capito che quella che noi chiamiamo "crisi" per l'élite è "un ottimo lavoro"; una strategia studiata a tavolino, logica conseguenza di questo sistema monetario, economico, finanziario, finalizzata ad assumere il controllo delle nazioni, alla quale viene sottratta sempre più sovranità, ceduta all'UE gestita dai loro uomini: il potere in Europa è nelle mani del "Consiglio" guidato dal signor Van Rompuy che i cittadini europei nemmeno conoscono, e non dell'Europarlamento come spesso erroneamente creduto.

Monti a Febbraio 2011, prima di essere nominato Premier in un convegno disse chiaramente che "solo con una crisi potente gli stati ed i cittadini accettano di rinunciare alla loro sovranità" (guarda il video: http://www.nocensura.com/2011/11/monti-febbraio-parlava-di-crisi-e.html)

Il mondo sta finendo nelle mani di un'élite, persone spietate ben disposte a fare guerre e uccidere milioni di persone per il loro interesse e il loro potere (Le numerose guerre dichiarate dagli USA, finanziate con i soldi dei cittadini per loro sono un AFFARE).


Alessandro Raffa per nocensura.com - Tratto da: freeondarevolution

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426.000 FAMIGLIE HANNO PERSO LA CASA GRAZIE A EQUITALIA NEGLI ULTIMI 3 ANNI

Pubblicato su 30 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

CATASTROFE EQUITALIA, UNO TSUNAMI SULLE FAMIGLIE:
426.000 CASE PIGNORATE IN 3 ANNI... IN TV VE LO HANNO DETTO?

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 La riscossione privatistica di tasse e multe si rivela sempre più un vaso di Pandora di prepotenze e vessazioni contro le famiglie italiane. Molto poco legata alla lotta all'evasione fiscale (per la quale non ha veri poteri ispettivi), moltissimo invece all'applicazione di tassi di interesse pazzeschi che portano alle stelle anche la multa più insignificante.
E' così che Equitalia, società di capitale pubblico (proprietà del tesoro e dell'Inps) ma che si muove con modalità private, compreso l'incredibile aggio del 9% sulle cifre raccolte, sta raggiungendo dei record poco lusinghieri in questa fase di crisi.
A partire dalla riscossione di multe salite grazie agli interessi fino a 4 miliardi di euro (140 euro a testa per le famiglie italiane in un anno!) fino al dato più incredibile che è appena emerso:
sono 426mila le case pignorate da Equitalia in tre anni! Col record di 181307 iscrizioni ipotecarie nel 2009...!!


Un massacro sociale che non tocca la grande rendita o i veri evasori ma ceti già in grande sofferenza per la crisi


fonte: http://odiolacasta.blogspot.it/2012/10/catastrofe-equitalia-426mila-case.html - Tratto da: nocensura.com

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LA PIRAMIDE DEL POTERE CAPITALISTA, " I PADRONI DELL'UNIVERSO"

Pubblicato su 29 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Segui il denaro e troverai il colpevole.
Quale miglior modo, in una società capitalistica basata sul consumismo e sul profitto, se non quello di seguire la via del denaro per arrivare a conoscere la stratificazione del potere? Ormai è un dato di fatto che ci troviamo immersi in un contesto economico-sociale in cui il popolo subisce la dittatura (più o meno velata) dell’elite finanziaria, posta ai vertici della piramide del potere.
 
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I diversi livelli della “piramide del potere” sono ripartiti come segue:
 
ELITE FINANZIARIA – L’elite finanziaria globale – compresi i membri o dei rappresentanti delle famiglie Rockefeller, Rothschild e Morgan – tengono riunioni segrete e prendono importanti decisioni in gruppi chiusi, come il Council on Foreign Relations o il Bilderberg. Questi piani vengono poi attuati in tutto il mondo, consolidando ulteriormente la ricchezza materiale ed il controllo globale.
 
BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI – La BRI è la banca centrale delle banche centrali con sede a Basilea, in Svizzera, controllata dall’elite finanziaria. Dispone di 60 banche centrali aderenti, ma è gestita principalmente da banchieri degli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Svizzera, Italia e Giappone. Funziona con poca trasparenza, è un organo sovranazionale non eletto da alcun cittadino, è indipendente dai governi nazionali, anche se ha un controllo significativo sul sistema finanziario globale, stabilendo i requisiti per la riserva monetaria, la somma di denaro che le banche di tutto il mondo devono avere in riserva. In America la Federal Reserve attua una riserva del 10%, in Europa la BCE applica una riserva del 2%. Il denaro posto a riserva è quello che esiste materialmente nei conti di deposito, tutta la restante percentuale rappresenta denaro creato dal nulla dalle banche.
 
BANCHE CENTRALI INTERNAZIONALI – i banchieri centrali utilizzano la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per fare profitti e acquisire le risorse vitali dei paesi a cui concedono il prestito, i quali spesso finiscono per essere depredati delle loro risorse, portando la loro economia alla bancarotta. Per ogni dollaro che gli Stati Uniti conferiscono a queste banche, le società statunitensi – come ad esempio Halliburton, Exxon Mobil, o la Bechtel (controllate dalla élite economica) – ricevono più del doppio di tale importo nei contratti con queste banche internazionali.
 
LE BANCHE CENTRALI NAZIONALI - Quasi tutti i paesi hanno una banca centrale, di cui le banche commerciali sono membri. Le banche centrali fissano i tassi di interesse e determinano la quantità di moneta in circolazione. Inoltre prestano denaro ai governi in cambio di Titoli di Stato, gravati di una scadenza per il rimborso e di interessi da pagare. Tutto ciò tende a generare un debito pubblico infinito e matematicamente impossibile da sanare con l’attuale struttura economica. (N.B.: ogni anni l’Italia paga circa 80-90 miliardi di interessi solo sul debito).
 
LE GRANDI BANCHE COMMERCIALI - Le grandi banche offrono prestiti alle società a tariffe speciali, permettendo loro di fare affari. Ciò mette le banche in una posizione di potere, al di sopra delle corporazioni e del popolo, perché il finanziamento è ciò che permette alle aziende di andare avanti con i loro progetti e ai cittadini di finanziare il mutuo della casa o il prestito per comprare un’automobile nuova.
 
CORPORATOCRAZIA – Questo livello di potere riguarda le grandi multinazionali che, finanziate dalle banche, arraffano “pezzi di Stato”, ossia nelle loro mani finisce la gestione di beni e servizi che prima erano in mano pubblica. Tutto ciò avviene grazie la complicità di banche e politici.
 
GOVERNO – I politici hanno il compito di fare da filtro tra le banche\corporations e la gente. Ogni partito politici è nella maggior parte dei casi finanziato dalle stesse banche e, quindi, una volta eletto è sottomesso al volere dell’oligarchia bancaria. Si spacciano per rappresentanti del popolo, ma in realtà rappresentano il diktat imposto dall’elite finanziaria.
 
LE PERSONE, IL PIANETA E TUTTI GLI ESSERI VIVENTI – al livello più basso della piramide troviamo la maggioranza delle persone su questo pianeta e tutte le altre forme di vita. A partire dal 2010, uno su sette individui sul pianeta non ha abbastanza da mangiare e la maggior parte degli ecosistemi stanno rischiando di scomparire.
 
Il popolo è costretto a SUBIRE il diktat imposto dai vertici della piramide:
 
- lavorare per sopravvivere e consumare
 
- seguire le cure della medicina ufficiale che rappresentano solo un business per le case farmaceutiche, mettendo al bando cure di medicina alternativa che diano benefici sostanziali per la salute dell’essere umano e risultano essere dei rimedi naturali e dai costi contenuti;
 
- stile alimentare (codex alimentarius) che genere malattie per l’essere umano e provoca la morte di altri esseri viventi;
 
- utilizzo di risorse energetiche che generano inquinamento, danneggiano la salute e comportano sacrifici economici, ostacolando l’attivazione di processi basati sull’energia libera (free-energy), che può essere infinita, gratuita per tutti e atta a non danneggiare la nostra salute e l’ambiente circostante.
 
Viviamo in un sistema governato dall’elite finanziaria. Solo l’informazione potrebbe rendere libero il cittadino, permettendogli di conoscere il reale funzionamento del sistema economico, capire il problema ed proporre valide soluzioni: sovranità monetaria, democrazia diretta, energia gratis, reddito di cittadinanza, etc. per rovesciare il sistema.
 
Vivere nella più completa armonia non sarebbe un’utopia, potrebbe essere una realtà concretizzabile in un futuro nemmeno tanto lontano.
 
Salvatore Tamburro
http://sovranidade.org - Tratto da: terrarealtime
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PREPARATE L'ELMETTO E METTETE I RISPARMI SOTTO IL MATERASSO

Pubblicato su 29 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

1- PREPARATE L’ELMETTO E METTETE I RISPARMI SOTTO IL MATERASSO: C’È IL “RISCHIO DI UNA NUOVA ONDATA SPECULATIVA CONTRO L’ITALIA E IL SUO DEBITO SOVRANO” AL MOMENTO DEL TRAPASSO DA UN GOVERNO TECNICO (MONTI) A UNO PRESUMIBILMENTE POLITICO- 2- NON È UN RETROSCENA DI MIA SORELLA MA LO SCRIVE IN UNA BELLA LETTERINA SUL CORRIERE IL PRESIDENTE DI BANCA INTESA, IL MAGGIOR ISTITUTO ITALIANO, ABRAMO BAZOLI- 3- COME MAI IL RISERVATISSIMO AVVOCATO BRESCIANO LANCIA QUESTO ALLARME DA ‘PRENDI I SOLDI E SCAPPA IN SVIZZERA’? VOGLIA DI VISIBILITà O SENTE CHE LE SABBIE MOBILI AVANZANO ANCHE NEL CASO CHE SIA L'ALLEGRA BRIGATA DI BERSANI A VINCERE LE ELEZIONI E METTE LE MANI AVANTI CONOSCENDO I SUOI POLLI. NON SIA MAI POI CHE QUALCHE ESPONENTE DEL GOVERNO TECNICO, TIPO PASSERA, EX AD DI INTESA, VOGLIA IMMISCHIARSI-

 

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DAGOREPORT
Tanto per rendere ulteriormente difficile la vita al suo direttore, Flebuccio de Bortoli, l'altro giorno sul "Corriere della Sera", smessi i panni del banchiere d'investimento (presidente Pro Mac spa), il professor Salvatore Bragantini ha indossato quelli del catone (da guardia) per fare le bucce al Santo Protettore del quotidiano di via Solferino, Abramo Bazoli.

Tra un'occhiata ai "derivati" e l'altro al mercato obbligazionario, al Bragantini strabico non era sfuggita una frase di Bazoli con cui spiegava che, con ogni probabilità, Banca Intesa avrebbe anticipato il rinnovo dei suoi vertici prima della scadenza elettorale di aprile.

Per Bragantini - che a suo tempo fu nominato alla Consob forse solo per volontà della Madonna addolorata e non dal governo! -, c'era il rischio che si tornasse a quelle "dinamiche politiche" e alle stagioni aborrite (quando riguardano gli altri tecnici) delle nomine partitocratiche (vedi articolo).

 

 

SALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSASALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSA

 

 

La replica di Nanni Bazoli è arrivata puntuale domenica nelle pagine economiche del Corrierone (vedi articolo).
Giusto, osservava il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, il richiamo di Bragantini affinché la politica non intervenga "in qualsiasi forma" nel rinnovo dei vertici di una banca.

Quanto al suo riferimento alle elezioni politiche della primavera 2013, egli intendeva alludere non a possibili interferenze politiche, ma al "rischio di una nuova ondata speculativa contro l'Italia e il suo debito sovrano" al momento, in buona sostanza, del trapasso da un governo tecnico (Monti) a uno presumibilmente politico.

 

 

GIOVANNI BAZOLIGIOVANNI BAZOLI

 

 

Bazoli, in linea con il Napo-Colle, replicando a Bragantini in buona sostanza fa "politica", pur ribadendo di voler combattere le "interferenze politiche" (altrui).
Vecchia storia si dirà.
La "politica" è "buona" se ti promuove (nomina) e "cattiva" se vuole metterci il becco.
Nella diatriba Bazoli-Bragantini, ovviamente Flebuccio de Bortoli e il "Corriere della Sera" si sono limitati a fare da notai.

Eppure al presidente di Sorveglianza di Banca Intesa e ai lettori del quotidiano di via Solferino andrebbe ricordato che nel lontano 1982 Abramo Bazoli fu chiamato a salvare il Banco Ambrosiano dal crack Calvi e il "Corriere della Sera" - finito nelle mani delle P2 -, dal suo amico di "corrente" Dc (la sinistra di Base), Beniamino Andreatta.

 

 

Beniamino AndreattaBeniamino Andreatta

 

E che per imporre quella scelta (nomina bancaria dell'avvocato Bazoli), Andreatta, Giovanni Marcora e la segreteria Dc, guidata allora da Ciriaco De Mita, dovettero affrontare la durissima ostilità del Vaticano (che voleva insabbiare lo scandalo Ior), del Psi di Bettino Craxi e di buona parte della diccì schierata con Giulio Andreotti.

Un braccio di ferro che solo Beniamino Andreatta scontò pesantemente con l'esclusione da incarichi ministeriali per oltre tre lustri per un veto vendicativo del Vaticano.
Ma, forse, in queste lunga stagione degli inganni e delle mezze ammissioni, affermare la verità resta, secondo il pensiero di George Orwell, ancora un "atto rivoluzionario".

 

Craxi e Andreotti in aereoCraxi e Andreotti in aereo

 

Ma una domanda sorge spontanea: perché Abramo Bazoli, nume tutelare di se stesso, sente il bisogno in pochi giorni di scrivere due volte ai giornali, qualche giorno fa al Fatto e poi al Corriere, firmandosi come un bancario qualunque in cerca di visibilità e non invece facendo trapelare le sue illuminate volontà a mezzo di "retroscena", analisi molto ispirate o semplici veline del suo ufficio stampa, come ha sempre fatto sinora?

Gli uscieri di banca intesa si sono interrogati per l'intero weekend e hanno messo insieme i seguenti pezzi:

 

 

ANDREOTTI E CRAXIANDREOTTI E CRAXI

 

1- Abramo, che pure e' stato il grande ispiratore dell'Ulivo prodiano seguendo la linea di Andreatta e dunque il riferimento bancario assoluto della sinistra cattolica (tanto assoluto e nobile da lasciare liberi gli alleati ex Pci a dilettarsi con il Monte dei Paschi sino a rischiare di distruggerlo), sente che le sabbie mobili avanzano anche nel caso sia l'allegra brigata di Pd e soci a vincere le elezioni e mette le mani avanti conoscendo i suoi polli.

2- Non sia mai poi che qualche esponente del governo tecnico, tipo Passera, ex Ad di Banca Intesa, voglia immischiarsi, anche se ripete di non essere un politico ma smania molto per diventarlo?

3- E tutto questo poi per sostituire o confermare il professorino Beltratti? La guerra nucleare preventiva solo per questo non e' credibile, avvisano gli uscieri più navigati.

4- Nel mezzo al Prof Abramo scappa una notizia, o quantomeno una profezia: c'e una "possibile fase critica" dei mercati in arrivo. Allora, meglio chiudere i giochi prima.

5- E se invece il Prof, che di suo e' il contrario della eterea icona mediatica che gli e' stata costruita intorno, si e' semplicemente stancato di stare dietro le quinte e reclama, all'alba dei suoi ruggenti Ottanta, la sua brava "visibilità"? In tal caso, la controprova e' semplice: se entro qualche settimana lo vedremo con un'intervista sulle pagine del ‘'Financial Times'', come l'ex gemello Cesare Geronzi, allora sapremo per certo che il motivo vero delle sue lettere ai giornali e' solo quest'ultimo. E, come gia' avvenuto al gemello romano, la frittata sarà definitivamente fatta: sopra il cielo dei bancari non ci sara' più nessuno.

 Fonte: dagospia 

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LA DEMOCRAZIA E' DEI PREDATORI

Pubblicato su 29 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Mentre il regime dei banchieri stringe i suoi tentacoli sempre di più attorno alla vita dei popoli europei, come ben illustra Michele Paris nell'articolo pubblicato più in basso, gli italiani sono stati derubati del 97% del Pil nominale dal 2005 ad oggi, come reso noto da Chicago Blog (vedi art sotto riportato). La piovra bancaria inoltre dispone delle FFOO che, invece di "prelevare" i signori nella Lista Lagarde usa la forza brutale sui cittadini che protestano contro l'espropio dei loro diritti e dei beni necessari alla sopravvivenza, al solo scopo di salvare la finanza.

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 Perfino Amnesty si lamenta che in troppi paesi UE i manifestanti vengono picchiati senza motivo. Non in Cina, o Corea. Nella Ue premio nobel per la pace. Mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensa l'Onu, tanto attenta ai diritti umani, della decisione del regime bancario imposto in Italia di condannare a morte i disabili. In fondo, sono un "costo". Meglio se crepano di stenti. Il debito pubblico ne gioverà, pensano sicuramente i tecnici. I pennivendoli italioti intanto, svolgono la loro parte, lasciando cadere nell'oblio mediatico lo sciopero della fame messo in atto dalle persone colpite dall'infame provvedimento.

Pagati con i nostri soldi per rappresentare gli interesi dei comitati d'affari massonici. I nostri parassiti seduti nei palazzi sono i più pagati d'Europa, mentre, grazie a loro, gli italiani sono i più poveri in Europa. I loro stipendi non saranno la causa del debito pubblico, d'accordo, ma non hanno alcuna ragione di esistere, soprattutto considerato che lavorano contro il popolo. Sono decenni che funziona in questo modo, non si sarebbe potuti giungere fin qui se non avessero a disposizione un esercito di tirapiedi nella cosiddetta società civile, megafono di tanti "filantropi", quella che sostiene di lottare in favore delle classi deboli. Beh i risultati di tale impegno sono sotto gli occhi di tutti.

Barbara

PUBBLICATA IN GRECIA LISTA DI 2059 EVASORI COL CONTO IN SVIZZERA. LA NOSTRA LISTA DI EVASORI FISCALI È SEPOLTA A TORINO. PARCE SEPULTA.

Il 10 ottobre scorso raccontavo nel post ” Tragedia Greca per la lista Lagarde” la storia di una lista di evasori fiscali in Grecia fornita dalla attuale Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale ( FMI) nel 2010 al governo greco e a quello italiano, mentre era ministro dell’economia francese .
La lista era stata ottenuta ” disinvoltamente” dal servizio segreto francese per stanare i propri evasori.
La Lagarde i nominativi degli italiani e dei greci li aveva dati agli interessati per dimostrare che per pagare i debiti , potevano ancora raschiare la botte e dove.
La lista data ai greci, in due anni, è comparsa e scomparsa un paio di volte.
Notavo, nel post del 10 ottobre, sul ” corrieredellacollera.com ” che la lista data agli italiani, era stata messa in fuori gioco dalla magistratura piemontese, con motivazioni che susciterebbero ilarità se solo ci fosse ancora qualcosa da ridere sull’argomento ” insabbiature” .
La magistratura greca attende di interrogare, con comodo, l’ex ministro della Difesa Evangelos Venizelos che ricordando il proprio nome, ha evitato per due anni di dare la cattiva notizia.
L’altro ” indagabile” per la scomparsa della lista, è Giorgios Papacostantineu ex delle Finanze.
Di indagare sull’elenco degli evasori , neanche a parlarne, poichè in due anni, la magistratura non l’ha ottenuta.
OGGI SONO IN GRADO DI DARE NOTIZIA CHE GIUSTIZIA È FINALMENTE FATTA !
Il giornalista Kostas Vaxevanis del settimanale ” Hot Doc” è stato colpito da mandato di cattura , prontamente eseguito, per aver pubblicato sul suo giornale la famosa lista contenente 2059 nominativi, tra cui quello del portavoce del Parlamento, alcuni dirigenti del Ministero delle Finanze e numerosi influenti uomini d’affari .
Secondo il documento pubblicato, i duemila e dispari sono tutti correntisti della Banca HSBC .
La Francia ha comprato l’elenco a un dipendente infedele della Banca ed ha dato i nominativi stranieri ai paesi interessati , credendo ingenuamente che volessero conoscerli.
Il tribunale di Torino, reduce da poco dal seppellimento della notizia del conto svizzero nero di Gianni Agnelli – sottratto all’asse ereditario – con saldo di due miliardi e mezzo di euro, denunziato dalla figlia , si è tolto d’imbarazzo sentenziando che potrebbe trattarsi di materiale datato e di conti aperti in periodi ” consentiti”. Chiuso.
I Greci, si sono invece visti tirare addosso la patata bollente dal giornalista inopportuno.
Yannis Stournaras, attuale ministro delle Finanze, continuava a farsi intervistare annunziando che avrebbe chiesto copia della ” Lista Lagarde ” al collega francese dell’Economia .
Il giornalista, stanco di aspettare, l’ha pubblicata. L’hanno arrestato.
Da noi queste cose non succedono. L’unica cosa certa è che nella nostra lista, il nome di Berlusconi non c’è, altrimenti avremmo letto già due anni fa l’estratto conto con il numero di telefono e di scarpe delle beneficate.
 Il fisco si è preso il 97% del maggior Pil (nominale) dal 2005 ad oggi

  

  Di Ugo Arrigo

 

 Mentre il 100% degli italiani è dell'opinione che almeno il 99% degli italiani ci perda dal disegno di legge di stabilità, il Ministro dell'Economia Grilli ha dichiarato martedì scorso in audizione parlamentare, come riportato dall'Ansa: «Il 99% dei nostri contribuenti ha effetti positivi» dalla legge di stabilità, (.). Esiste, spiega Grilli, una diversità a seconda delle fasce di reddito e comunque sono maggiormente favorite le «più basse».

 

Come è possibile questa opposta interpretazione? Il Ministro valuta lo specifico provvedimento presentato alle Camere, isolato dal resto delle norme fiscali e dalle precedenti manovre. Per Grilli e il governo l'aumento di un punto delle aliquote Iva è in realtà una riduzione dato che nelle norme e nei numeri contabilizzati nel bilancio era già stato incorporato l'aumento di due punti percentuali. A tutti gli italiani che non sono membri del governo non interessa invece il singolo provvedimento, e quanto per sua causa ci troveremo a pagare in più o in meno. Interessa invece l'effetto di tutti i provvedimenti fiscali in vigore e quanto a causa loro ci troveremo a pagare (e se esso sia di più o di meno di quanto ci è toccato pagare nella precedente occasione). Per noi l'Iva aumenta di un punto, non diminuisce.

 

 Con questo equivoco sulla valutazione degli effetti della legge di stabilità Grilli ci ha tuttavia confermato, ammesso che ve ne fosse bisogno, che i governi guardano solo al loro bilancio e non si curano invece dei bilanci delle famiglie italiane; non valutano, come peraltro la Costituzione chiede loro di fare attraverso il concetto di capacità contributiva, se sono effettivamente in grado di pagare le tasse richieste e dopo averlo fatto anche di continuare normalmente a consumare, produrre e investire. Questa indifferenza apparente per le sorti economiche dei cittadini-contribuenti (peraltro azionisti dello stato) sembra notevolmente accentuata nel caso del governo tecnico (che non ha bisogno dei loro voti).

 

Come ho scritto in altre occasioni questo governo sembra confondere (forse per miopia 'tecnica') l'Italia col suo settore pubblico, il settore pubblico col suo bilancio e il bilancio col suo pareggio.

 

Conviene allora svolgere un breve esercizio per far vedere quanto complessivamente gli italiani hanno dovuto sborsare in più nel tempo per effetto di tutti i provvedimenti fiscali che si sono susseguiti. E per non prendere di mira solo il governo in carica consideriamo un periodo più ampio, dalla metà dello scorso decennio ad oggi, nel quale si sono susseguiti governi di tutte le tipologie sinora sperimentate in Italia: centrosinistra, centrodestra e governo tecnico. Includiamo in tal modo le scelte del governo Prodi (2006-08), del governo Berlusconi (2008-11) e del governo tecnico Monti (2011-13).

 

L'esercizio consiste semplicemente nel mettere a confronto la variazione nel tempo del Pil nominale con la variazione nello stesso tempo del gettito fiscale. Mettendo a rapporto la seconda variazione con la prima otteniamo una misura inconsueta ma significativa della pressione fiscale che possiamo chiamarepressione fiscale 'incrementale': per ogni 100 euro in più di Pil quanti sono finiti nelle casse del fisco?

 

Il Graf. 1 ci fa vedere la variazione da un anno all'altro, in miliardi di euro, del Pil nominale e del gettito fiscale. Ad esempio tra il 2004 e il 2005 il Pil nominale è salito di 39 miliardi e il gettito fiscale di 11 miliardi mentre nell'anno di recessione 2009 il Pil nominale è sceso di 56 miliardi e il gettito fiscale è diminuito di 18 miliardi. Nell'anno di recessione 2012, invece, il Pil nominale è atteso diminuire di 16 miliardi ma il governo Monti ci chiede di versargli 28 miliardi di tasse in più. Non andrà molto meglio nel 2013: il Pil nominale è atteso crescere solo di 18 miliardi (previsioni del documento di aggiornamento al DEF) e il governo Monti ci chiederà 17 miliardi di tasse in più rispetto al 2012 e 45 in più rispetto al 2011 (con un Pil nominale praticamente invariato e reale in calo di circa tre punti percentuali complessivi nel biennio).

 

Si tratta ora di svolgere la parte più interessante dell'esercizio, considerando le variazioni cumulate delle due grandezze dal 2005. Si osserva da un lato quanto è cresciuto complessivamente dal 2005 il Pil nominale e dall'altro quanto complessivamente il gettito fiscale. Si mette poi a rapporto l'incremento di gettito con l'incremento di Pil.

 

Ecco i risultati:

 

  1. Dal 2005 al 2008 (governo politico Prodi) il Pil nominale è aumentato di 139 miliardi e il gettito fiscale di 96 miliardi. Il maggior gettito ha quindi assorbito il 69% del maggior Pil.
  2. Dal 2005 al 2011 (governi politici Prodi e Berlusconi) il Pil nominale è aumentato di 144 miliardi e il gettito fiscale di 96 miliardi. Il maggior gettito ha quindi assorbito il 67% del maggior Pil.
  3. Dal 2005 al 2012 (governi politici Prodi e Berlusconi e governo tecnico Monti) il Pil nominale risulterà essere aumentato di128 miliardi e il gettito fiscale di 124 miliardi. Il maggior gettito avrà quindi assorbito il 97% del maggior Pil.

 

A questo punto però una domanda al governo Monti bisogna porla: come si può pensare che gli italiani siano disponibili a impegnarsi per produrre più Pil se hanno sperimentato che il governo è disponibile a sottrarglielo tutto al fine di cercare di aggiustare il suo bilancio?

 

In assenza di un cambiamento radicale di politica economica il Pil potrà forse smettere di calare in termini reali (quando il governo smetterà di aumentare le tasse) ma non si vede tuttavia alcuna ragione per la quale possa riprendere a crescere.

 

Chicago Blog - Tratto da: dadietroilsipario
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PERCHE' L'AMERICA POSSA VIVERE, L'EUROPA DEVE MORIRE

Pubblicato su 29 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Russell Means, di nome Oyate Wacinyapin (Colui che Lavora per il Popolo) in lingua lakȟótiyapi (idioma Lakota), “l’Indiano d’America più famoso dai tempi di Toro Seduto e Cavallo Pazzo” secondo il L.A. Times, è morto lunedì 22 ottobre, all’età di 72 anni.

Si è battuto a lungo per rivendicare i diritti naturali degli Indiani USamericani, da Alcatraz (1969) a Wounded Knee (1973), a The Longest Walk (1978) fino alla Repubblica di Lakotah, che ha proclamato nel 2007.

Questo è il suo più famoso discorso, pronunciato nel luglio 1980, davanti a migliaia di persone da ogni parte del mondo radunate in occasione del “Black Hills International Survival Gathering”, il Raduno internazionale per la salvaguardia delle Colline nere (Black Hills) nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota.

 

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L’unica possibile apertura di una dichiarazione come questa è che detesto la scrittura. Il processo in sé incarna il concetto europeo di “pensiero legittimo”: ciò che è scritto ha un’importanza che è negata al parlato. La mia cultura, la cultura Lakota, ha una tradizione orale, quindi di solito mi rifiuto di scrivere. Questo è uno dei modi in cui il mondo bianco distrugge le culture dei popoli non europei, attraverso l’imposizione di un’astrazione sul rapporto parlato di un popolo.
Quindi, quello che leggerete qui non è quello che ho scritto. È quello che ho detto e che qualcun altro ha scritto. Ho permesso questo perché sembra che l’unico modo per comunicare con il mondo bianco sia attraverso le foglie secche, morte, di un libro.
Non mi importa se le mie parole arrivano ai bianchi o meno. Loro hanno già dimostrato con la loro storia che non sono in grado di sentire, non possono vedere, ma possono solo leggere (ovviamente, ci sono delle eccezioni, ma le eccezioni confermano solo la regola).
Sono più preoccupato di farmi sentire dalla gente indiana americana, studenti e altri, che hanno cominciato a farsi assorbire dal mondo bianco attraverso le università e altre istituzioni. Ma anche in questo caso si tratta di una sorta di preoccupazione solo marginale.
È assolutamente possibile crescere con un aspetto esteriore rosso e una mente bianca, e se questo è il frutto di una scelta individuale di una persona, così sia, ed io non sono di alcuna utilità per costoro. Questo fa parte del processo di genocidio culturale condotto oggi dagli Europei contro i popoli indiani d’America. La mia preoccupazione è rivolta agli Indiani americani che scelgono di resistere a questo genocidio, ma che possono essere disorientati su come procedere.
(Notate che io sto usando il termine “Indiano americano”, piuttosto che “nativo americano” o “popolo nativo indigeno” o “Amerindi”, quando faccio riferimento alla mia gente. C’è stata qualche polemica in merito a tali termini, e francamente, a questo punto, trovo le polemiche assurde.
In primo luogo, sembra che “Indiano americano” sia da respingere in quanto di origine europea, il che è vero. Ma tutti i termini di cui sopra sono di origine europea; l’unico modo non europeo è quello di parlare di “Lakota”, o, più precisamente, di “Oglala”, “Bruleě”, ecc. - e di “Dine”, “Miccosukee”, e di quello che resta corretto di diverse centinaia di nomi tribali.
Per di più, vi è una qualche confusione sulla parola “Indiano”, un termine malinteso che in qualche modo richiama alla mente il paese India. Quando Colombo è sbarcato sulla spiaggia dei Caraibi, egli non era alla ricerca di un paese chiamato India. Nel 1492 gli Europei chiamavano quel paese Hindustan. Basta cercare sulle vecchie mappe. Colombo interpellò il popolo tribale che gli si fece incontro con “Indio”, usando un termine italiano che significa “in Dio”.)
Ci vuole un forte impegno da parte di ogni Indiano americano per non diventare europeizzato. Il punto di forza di questo tentativo può poggiare solo sugli usi tradizionali, sui valori tradizionali che i nostri anziani conservano. Le relazioni devono fondarsi sul cerchio, sulle quattro direzioni, non possono fondarsi sulle pagine di un libro o di un migliaio di libri.
Nessun Europeo può mai insegnare a un Lakota di essere Lakota, ad un Hopi di essere Hopi. Un master in “Studi indiani” o in “cultura indiana” o in qualsiasi altra cosa non può tramutare una persona in un essere umano o fornire le conoscenze nei modi tradizionali. Può solo trasformarvi in un estraneo al nostro mondo, al nostro modo di pensare, in un estraneo che ha assunto la mentalità europea.
Qui, io vorrei fare chiarezza al riguardo, perché può sembrare esista in me una certa confusione. Quando io parlo di Europei o di mentalmente Europei, non metto in atto distinzioni che possono risultare sbagliate.
Non sto affermando che da un lato ci sono i sottoprodotti di un qualche migliaio di anni di genocidi, di azioni reazionarie, di uno sviluppo intellettuale europeo malsano, e da un’altra parte esiste un qualche nuovo sviluppo intellettuale rivoluzionario positivo. Mi riferisco in questo caso alle cosiddette teorie del marxismo e anarchismo e “sinistrismo” in generale.
Non credo che queste teorie possano essere separate dal resto della tradizione intellettuale europea. Si tratta in verità solo della stessa vecchia canzone.
Il processo ha avuto il suo inizio molto prima.
Newton, per esempio, “ha rivoluzionato” la fisica e le scienze naturali riducendo l’universo fisico ad una equazione lineare matematica. Cartesio ha fatto la stessa cosa con la cultura. John Locke lo ha fatto con la politica, e Adam Smith con l’economia. Ognuno di questi “pensatori” ha preso un pezzo della spiritualità dell’esistenza umana e lo ha trasformato in un codice, in un’astrazione. Hanno ripreso dal punto in cui il Cristianesimo era finito; hanno “secolarizzato” la religione cristiana, come gli “studiosi” amano dire, - e così facendo hanno reso l’Europa più capace e pronta ad agire tramite una cultura espansionista.
Ognuna di queste rivoluzioni intellettuali è servita ad astrarre ancor di più la mentalità europea, a rimuovere dall’universo la sua meravigliosa complessità e spiritualità, e a sostituirla con una sequenza logica: uno, due, tre, Risposta! Questo è ciò che nel pensiero europeo si è arrivati a definire “efficienza”. Tutto ciò che è meccanicistico è perfetto, e tutto ciò che al momento sembra funzionare, vale a dire che dimostra che quel modello meccanico è proprio giusto, - è da considerarsi corretto, anche quando è chiaramente menzognero.
È per questo che “la verità” cambia così in fretta nel pensare europeo; le risposte che risultano da questo processo sono solo tappabuchi, solo temporanee, e devono poter essere continuamente scartate in favore di nuovi tappabuchi, che supportano altri modelli meccanici e conservano questi modelli in vita.
Hegel e Marx erano eredi del pensiero di Newton, Cartesio, Locke e Smith.
Hegel ha portato a termine il processo di secolarizzazione della teologia, e secondo le sue proposizioni ha secolarizzato il pensiero religioso mediante il quale l’Europa interpretava l’universo. Poi Marx ha impostato la filosofia di Hegel in termini di “materialismo”, vale a dire che Marx ha despiritualizzato del tutto l’opera di Hegel. Sempre secondo la visione di Marx .E questo ora è visto come il potenziale futuro rivoluzionario dell’Europa.
Gli Europei possono considerare questo come rivoluzionario, ma gli Indiani americani vedono tutto ciò semplicemente come il vecchio conflitto europeo, ancora più accentuato, tra l’essere e l’avere profitto. Le radici intellettuali di questa nuova formula marxista di imperialismo europeo collegano Marx e i suoi seguaci alla tradizione di Newton, Hegel, e di tutti gli altri.
Essere è una proposizione spirituale. Avere profitto è un atto materiale.
Tradizionalmente, gli Indiani americani hanno sempre cercato di essere le persone migliori che potevano. Parte di questo processo spirituale era, ed è, quello di distribuire la ricchezza, di rinunciare alle ricchezze per non avere profitti. Tra il popolo della tradizione il profitto materiale è un indicatore di una situazione ingannevole, mentre per gli Europei è “la prova che il sistema funziona”.
Chiaramente, nella questione siamo in presenza di due punti di vista completamente opposti, e il marxismo è veramente molto lontano, sul versante opposto, dal punto di vista degli Indiani d’America. Ma esaminiamo una conseguenza importante di tutto ciò; questo non è un puro e semplice dibattito intellettuale. La tradizione materialista europea di despiritualizzazione dell’universo è molto simile al processo mentale che tende a disumanizzare un’altra persona. E chi sembra il più esperto a disumanizzare altre persone? E perché? I soldati che hanno partecipato a tanti combattimenti imparano a fare questo al nemico prima di tornare a combattere. Gli assassini lo fanno prima di andare a commettere omicidio. Le guardie naziste SS hanno fatto questo ai detenuti dei campi di concentramento. I poliziotti lo fanno. I dirigenti delle grandi imprese lo fanno ai lavoratori che inviano nelle miniere di uranio e nelle acciaierie. I politici lo fanno a tutti in bella vista. E ciò che il processo ha in comune per ogni gruppo è che la disumanizzazione rende a tutti il diritto di uccidere e in altro modo di distruggere altre persone. Uno dei comandamenti cristiani afferma, “Non uccidere!”, almeno non esseri umani, e così il trucco consiste nel convertire mentalmente le vittime in non-umani. Poi si può esaltare addirittura come una virtù la violazione del vostro comandamento! In termini di despiritualizzazione dell’universo, il processo mentale funziona in modo che diventi virtuoso distruggere il pianeta.
Termini come progresso e sviluppo sono utilizzati come parole di copertura, il modo con cui i termini vittoria e libertà vengono utilizzati serve per giustificare la macelleria nel processo di disumanizzazione. Ad esempio, uno speculatore immobiliare può appellarsi allo “sviluppo” di un pezzo di terra con l’apertura di una cava di ghiaia, sviluppo che in questo caso significa distruzione totale, permanente, con la rimozione della terra stessa. Ma per la logica europea si acquisiscono alcune tonnellate di ghiaia con le quali più suolo può essere “sviluppato” attraverso la costruzione di sottofondi stradali. In ultima analisi, l’intero universo è aperto – secondo il punto di vista europeo - a questo tipo di follia.
Forse, più importante resta il fatto che gli Europei non provano alcun senso di perdita in tutto questo. Dopo tutto, i loro filosofi hanno despiritualizzato la realtà, quindi non si ottiene alcuna soddisfazione (per loro) nel modo semplice di osservare la meraviglia di una montagna o di un lago o di un popolo nel loro essere. No, la soddisfazione è misurata in termini di guadagno materiale! Così la montagna diventa ghiaia, e il lago diventa liquido di raffreddamento per uno stabilimento, e le persone vengono raccolte per essere sottoposte a programmi di elaborazione in fabbriche di indottrinamento coercitivo, che gli Europei amano chiamare “scuole”.
Ma ogni nuovo frammento di quel “progresso” alza la posta in gioco nel mondo reale. Prendiamo ad esempio il carburante per la macchina industriale. Poco più di due secoli fa, quasi tutti utilizzavano legno, un prodotto naturale rinnovabile, come combustibile per le esigenze molto umane della cottura del cibo e di stare al caldo.
Poi è arrivata la Rivoluzione Industriale e il carbone è diventato il combustibile dominante, dato che per l’Europa la produzione era diventata l’imperativo sociale. L’inquinamento ha cominciato a diventare un problema nelle città, e la terra è stata squarciata per fornire carbone, mentre il legno era sempre stato semplicemente raccolto senza grandi spese per l’ambiente. In seguito, il petrolio è diventato il carburante principale, quando la tecnologia di produzione veniva perfezionata attraverso una serie di “rivoluzioni” scientifiche. L’inquinamento è aumentato drammaticamente, e nessuno sa ancora quali saranno davvero i costi ambientali del pompaggio di tutto questo petrolio dalla terra nel lungo periodo.
Ora siamo in presenza di una “crisi energetica”, e l’uranio sta diventando il combustibile dominante. Da una parte, i capitalisti fanno assegnamento sullo sviluppo dell’uranio come combustibile in rapporto alla potenzialità di ottenere buon profitto. Questa è la loro etica, e magari questo gli farà guadagnare anche un po’ di tempo. I marxisti, d’altro canto, fanno assegnamento sullo sviluppo dell’uranio come combustibile il più rapidamente possibile, semplicemente perché è il carburante disponibile che rende più “efficiente” la produzione. Questa è la loro etica, e non riesco a vedere quale sia il punto di vista preferibile. Come ho già detto, il marxismo si colloca proprio nel bel mezzo della tradizione europea. È la stessa vecchia canzone.
Esiste una regola empirica che può essere applicata in questo caso. Non si può giudicare la vera natura di una dottrina rivoluzionaria europea sulla base delle modifiche che intende apportare in Europa all’interno della società e delle strutture di potere. Possiamo solo giudicarla dagli effetti che avrà sui popoli non europei.
Questo perché tutte le rivoluzioni della storia europea sono servite a rafforzare le tendenze e le capacità dell’Europa ad esportare la distruzione di altri popoli, di altre culture e dell’ambiente stesso. Sfido chiunque a ricordare un esempio in cui questo non si sia verificato.
Così ora a noi, popolo degli Indiani d’America, viene chiesto di credere che una “nuova” dottrina rivoluzionaria europea, come il marxismo, possa annullare gli effetti negativi della storia europea esercitati su di noi. I rapporti di potere in Europa sono in una fase di trasformazione, ancora una volta, e questo dovrebbe rendere le cose migliori per tutti noi. Ma questo, che cosa significa realmente? In questo momento, oggi, noi che viviamo nella riserva di Pine Ridge stiamo vivendo in quella che la società dei bianchi ha designato come una “Zona Nazionale di Sacrificio”. Questo significa che nell’area sono presenti importanti giacimenti di uranio, e la cultura bianca (non noi) ha bisogno di questo uranio come materiale per la produzione di energia.
Il modo più economico e più efficiente per l’industria di estrarre e trattare questo uranio è di scaricare i sottoprodotti della lavorazione proprio qui, nei siti di scavo. Proprio qui dove viviamo. Queste scorie sono radioattive e renderanno l’intera regione inabitabile, per sempre.
Questo è considerato dall’industria, e dalla società bianca che ha creato questo settore industriale, un prezzo “sostenibile” per finanziare lo sviluppo delle risorse energetiche.
In corso d’opera, come parte del processo industriale, hanno anche in programma di drenare la falda freatica che sta sotto questa parte del Sud Dakota, e così la regione diventerà doppiamente inabitabile.
La stessa sorte stanno subendo le terre dei Navajo e degli Hopi, le terra dei Cheyenne del Nord e dei Crow, e altrove. Il trenta per cento del carbone nell’ovest degli Stati Uniti e la metà dei giacimenti di uranio sono stati trovati sotto le terre delle riserve, quindi non è proprio il caso di definire questo un problema minore.
Noi stiamo resistendo ad essere consegnati in una “Zona Nazionale di Sacrificio”. Noi stiamo resistendo ad essere trasformati in un popolo nazionale da sacrificare. Per noi, i costi di questo processo industriale sono inaccettabili. È genocidio, né più né meno, scavare uranio qui e drenare l’acqua della falda. Ora, supponiamo che nella nostra resistenza allo sterminio si cominci a cercare alleati (che noi abbiamo). Supponiamo, inoltre, di essere disposti a prendere in parola il marxismo rivoluzionario: che intende niente meno di rovesciare completamente l’ordine capitalista europeo, che ha presentato tanta minaccia alla nostra stessa esistenza. Questa potrebbe sembrare al popolo degli Indiani d’America una naturale alleanza. Dopo tutto, come dicono i marxisti, sono i capitalisti che ci hanno imposto un sacrificio nazionale. Questo è vero assolutamente.
Ma, come ho cercato di sottolineare, questa “verità” è molto ingannevole.
Il marxismo rivoluzionario è impegnato a perpetuare e a perfezionare ancor di più quel processo industriale, che però sta distruggendo tutti noi. Il marxismo offre solo di “ridistribuire” i profitti - il denaro, insomma - di questa industrializzazione ad una parte più larga della popolazione. Propone di prendere la ricchezza dai capitalisti e distribuirla in giro: ma per fare ciò, il marxismo deve conservare il sistema industriale. Ancora una volta, i rapporti di potere all’interno della società europea potranno essere modificati, ma ancora una volta gli effetti sui popoli degli Indiani d’America e sui non-Europei in altre parti del mondo rimarranno gli stessi.
Avverrà come quando il potere è stato ridistribuito dalla Chiesa al business privato durante la cosiddetta rivoluzione borghese. La società europea al suo interno è cambiata un po’, almeno superficialmente, ma i suoi comportamenti verso i non-Europei hanno continuato come prima. A conferma, si può ben vedere ciò che la Rivoluzione americana del 1776 ha fatto per gli Indiani americani. È la stessa vecchia canzone.
Il marxismo rivoluzionario, come la società industriale in altre forme, cerca di “razionalizzare” (di organizzare nel lavoro e nella produzione) tutte le persone in relazione all’industria e alla massima produzione industriale. Si tratta di una dottrina materialista che disprezza la tradizione spirituale degli Indiani d’America, le nostre culture, i nostri modi di vita.
Marx stesso ci definiva “pre-capitalisti” e “primitivi”.
Pre-capitalista significa semplicemente che, a suo avviso, avremmo più tardi scoperto il capitalismo e saremmo diventati capitalisti: siamo sempre stati economicamente ritardati, in termini marxisti. L’unico modo in cui gli Indiani americani potrebbero partecipare ad un rivoluzione marxista sarebbe quello di aderire al sistema industriale, di diventare operai in fabbrica, o “proletari”, secondo la definizione di Marx. Questo teorico è stato molto chiaro sul fatto che la sua rivoluzione potrebbe verificarsi solo attraverso la lotta del proletariato, che l’esistenza di un massiccio sistema industriale è il presupposto di una società marxista dagli esiti favorevoli.
Io penso che siamo in presenza di un problema di linguaggio. Cristiani, capitalisti, marxisti. Tutti costoro sono stati rivoluzionari nelle loro concezioni, ma nessuna di queste realmente significa “rivoluzione”. Quello che significa realmente è solo “continuazione”. Fanno quello che fanno in modo tale che la cultura europea possa perpetuarsi e svilupparsi secondo le loro esigenze.
Allora, per il fatto di unire davvero le nostre forze con il marxismo, noi Indiani d’America avremmo dovuto accettare il sacrificio nazionale della nostra terra natia, avremmo dovuto commettere il nostro suicidio culturale e diventare industrializzati ed europeizzati.
A questo punto, è necessario che io mi fermi e mi interroghi se non sia stato troppo duro.
Il marxismo ha una sua storia. Questa storia avvalora le mie considerazioni?
Analizzando il processo di industrializzazione in Unione Sovietica dal 1920, vedo che questi marxisti hanno fatto quello che la rivoluzione industriale inglese ha impiegato 300 anni per fare: solo che i marxisti lo hanno fatto in 60 anni.
Vedo che il territorio dell’URSS, che conteneva un certo numero di popolazioni autoctone, è stato usato per far posto alle fabbriche e le popolazioni sono state sacrificate. I Sovietici si riferiscono a questo come alla “Questione Nazionale”, la questione se i popoli tribali avessero il diritto di esistere come popoli: e hanno deciso che le popolazioni tribali erano un sacrificio accettabile alle esigenze industriali. Guardo alla Cina e vedo la stessa cosa. Guardo al Vietnam e vedo che i marxisti, per imporre un loro sistema industriale, sradicano gli indigeni tribali della montagna
Ho sentito un autorevole scienziato sovietico affermare che quando l’uranio andrà ad esaurimento, solo allora si troveranno delle alternative.
Vedo che i Vietnamiti si sono impossessati di un impianto nucleare abbandonato dai militari degli Stati Uniti. Lo hanno smantellato e distrutto? No, lo stanno utilizzando. Vedo la Cina esplodere bombe nucleari, sviluppare reattori ad uranio e preparare un programma spaziale per andare a colonizzare e sfruttare i pianeti, allo stesso modo con cui gli Europei hanno colonizzato e sfruttato questo emisfero. È la stessa vecchia canzone. Ma questa volta forse con un ritmo più veloce.
La dichiarazione dello scienziato sovietico è molto interessante. Lui conosce quali saranno le fonti di energia alternativa? No, ha semplicemente fede. La scienza troverà il modo!
Sento marxisti rivoluzionari dichiarare che la distruzione dell’ambiente, l’inquinamento e le radiazioni saranno completamente sotto controllo. E li vedo comportarsi male, non secondo le loro dichiarazioni. Loro conoscono come queste cose verranno controllate? No, semplicemente hanno fede! La scienza troverà il modo. L’industrializzazione è meravigliosa e necessaria.
Come fanno a sapere questo? Fede! La scienza troverà il modo.
In Europa, la fede di questo tipo si è sempre connotata come “religione”. La scienza è diventata la nuova religione europea, sia per i capitalisti che per i marxisti; costoro sono intimamente vincolati, sono parte integrante della stessa cultura. Quindi, sia in teoria che in pratica, il marxismo esige che i popoli non europei rinuncino ai loro valori, alle loro tradizioni, alla loro esistenza culturale, completamente. In una società marxista, dovremo diventare tutti tossicodipendenti della scienza dell’industrializzazione.
Non credo che il capitalismo in sé sia davvero il solo responsabile della situazione per cui gli Indiani americani sono stati destinati ad un sacrificio nazionale. No, è la tradizione europea, la cultura europea ad essere la diretta responsabile. Il marxismo è solo l’ultima continuazione di questa tradizione, non una soluzione. Allearsi con il marxismo è come allearsi con le forze stesse che definiscono noi come un costo accettabile e sostenibile.
Esiste un’altra via. La via è quella della tradizione Lakota, e le modalità sono quelle degli altri popoli indiani d’America. Questo modo prevede che gli esseri umani non hanno il diritto di degradare la Madre Terra, che ci sono forze al di là di qualsiasi cosa il pensiero europeo abbia concepito, che gli esseri umani devono entrare in relazioni di armonia con tutto e questi rapporti conservati alla fine elimineranno le disarmonie.
La veemenza squilibrata esercitata da esseri umani su esseri umani, l’arroganza degli Europei nell’agire come se fossero al di là della natura di tutte le cose intimamente connesse fra di loro, possono solo tradursi in una disarmonia totale, e un riassestamento che ridimensioni l’arroganza degli esseri umani fornisce loro il sapore di quella realtà che sta fuori della loro portata o del loro controllo, e ripristina l’armonia.
Non vi è alcuna necessità di una teoria rivoluzionaria per ottenere questo risultato; tutto ciò oltrepassa il controllo umano. I popoli legati alla natura lo sanno e non hanno bisogno di tante teorie. La teoria è un astratto, la nostra conoscenza è la realtà.
Distillata da questi termini di fondo, la fede europea, - compresa la nuova fede nella scienza – equivale alla credenza che l’uomo sia Dio. L’Europa ha sempre cercato un Messia, sia che si tratti dell’uomo Gesù Cristo o dell’uomo Karl Marx o dell’uomo Albert Einstein. Gli Indiani d’America sanno che questo è del tutto assurdo.
Gli esseri umani sono la più debole delle creature, così debole che le altre creature sono disposte a fornirci la loro carne perché noi possiamo vivere. Gli esseri umani sono in grado di sopravvivere solo attraverso l’esercizio della razionalità, dal momento che non posseggono le capacità delle altre creature di procurarsi il cibo attraverso l’uso di zanne e artigli.
Ma la razionalità è una maledizione, dal momento che può indurre l’uomo a dimenticare l’ordine naturale delle cose, in un modo che le altre creature non fanno. Un lupo non dimentica mai il suo posto nell’ordine naturale. Gli Indiani d’America a volte lo possono fare. Gli Europei lo fanno quasi sempre.
Noi porgiamo i nostri ringraziamenti ai cervi, nostri affini, per averci concesso di mangiare la loro carne; gli Europei semplicemente prendono la carne come fatto di diritto e considerano il cervo un essere inferiore. Dopo tutto, gli Europei considerano se stessi divini nel loro razionalismo e nel loro sapere. Dio è l’Essere Supremo, quindi tutto il resto deve essere inferiore.
Tutta la tradizione europea, marxismo incluso, ha cospirato per sfidare l’ordine naturale di tutte le cose. La Madre Terra è stata abusata, le forze della natura sono state abusate, e questo non può andare avanti all’infinito. Nessuna teoria può alterare questo semplice fatto. La Madre Terra reagirà, tutto l’ambiente si ritorcerà contro, e gli abusatori saranno eliminati. Tutto si chiude nel cerchio, si torna di nuovo al punto di partenza. Questa è la rivoluzione! E questa è la profezia del mio popolo, del popolo Hopi e degli altri popoli giusti.
Per secoli, gli Indiani d’America hanno cercato di spiegare questo agli Europei. Ma, come ho detto in precedenza, gli Europei si sono dimostrati incapaci di sentire.
L’ordine naturale trionferà, e i suoi trasgressori si estingueranno; infatti i cervi muoiono quando offendono l’armonia sovrapopolando una data regione. È solo una questione di tempo, ma ciò che gli Europei definiscono “una catastrofe di proporzioni globali” si verificherà.
Sopravvivere, questo è l’obiettivo di tutti gli esseri naturali. Una parte della nostra sopravvivenza è dovuta al resistere. Noi non resistiamo per rovesciare un governo o per assumere il potere politico, ma perché, per sopravvivere, è naturale resistere allo sterminio. Non vogliamo il potere sulle istituzioni bianchi, noi vogliamo la scomparsa delle istituzioni bianche. Questa è la nostra rivoluzione!
Gli Indiani d’America sono ancora in contatto con queste realtà - le profezie, le tradizioni dei nostri antenati. Noi impariamo dagli anziani, dalla natura, dalle forze della natura. E quando la catastrofe avrà termine, noi popoli indiani d’America saremo ancora qui ad abitare l’emisfero.
Non mi importa che sia rimasta solo una manciata di indios a vivere nelle Ande. Il popolo indiano d’America sopravviverà: l’armonia verrà ristabilita. Questa è la rivoluzione!
A questo punto, forse dovrei essere molto più chiaro su un’altra questione, che comunque dovrebbe essere già chiara come risultato di ciò che ho detto. Ma in questi giorni si genera facilmente della confusione, quindi voglio insistere su questo punto.
Quando uso il termine “europeo”, non mi riferisco a un colore della pelle o ad una particolare struttura genetica. Quello a cui faccio riferimento è una mentalità, una visione del mondo come prodotto dello sviluppo della “cultura europea”. Le persone non sono geneticamente codificate per ritenere in sé, innata, questa prospettiva: sono state acculturate ad assumerla.
Lo stesso vale per gli Indiani americani o per i membri di qualsiasi altra cultura. È possibile per un Indiano d’America condividere i valori europei, una visione del mondo europeo.
Abbiamo un termine per queste persone; noi le definiamo “mele” - rosse sulla parte esterna (genetica) e bianche allo loro interno (i valori). Altri gruppi hanno termini simili: i Neri hanno i loro “oreos”; [N.d.tr.: Il biscotto Oreo fu ideato e prodotto dalla ditta Nabisco, una società americana produttrice di biscotti, nel febbraio 1912; il dolce è formato da due biscotti circolari a base di cioccolato con uno strato interno di crema al latte: quindi neri all’esterno, bianchi all’interno!]; gli Ispanici hanno le “coconuts”, le noci di cocco, e così via. E, come ho detto prima, esistono eccezioni al “modello bianco”: persone che sono bianche all’esterno, ma non bianche all’interno. Non sono sicuro di quale termine dovrebbe essere applicato a costoro, se non quello di “esseri umani”.
Quella che sto esponendo qui non è una proposizione razziale, ma una proposta culturale. Coloro che in ultima analisi sostengono e difendono i paradigmi della cultura europea e del suo industrialismo sono i miei nemici. Coloro che resistono a questo, coloro che lottano contro, sono i miei alleati, gli alleati del popolo indiano d’America. E non me ne importa un accidente di quello che il loro colore della pelle sembra rappresentare. Caucasica è il termine bianco per la razza bianca: invece, Europea è la prospettiva alla quale mi oppongo.
I Vietnamiti comunisti non sono esattamente di quelli che si potrebbero considerare geneticamente Caucasici, ma ora agiscono secondo la mentalità tipica degli Europei. Lo stesso vale per i Cinesi comunisti, per i Giapponesi capitalisti o per i Bantu cattolici o per Peter “McDollar” giù alla riserva Navajo o per Dickie Wilson qui a Pine Ridge. Qui non si tratta di questioni di razzismo, ma solo di un riconoscimento di una mentalità e di uno spirito che costituiscono una cultura.
In termini marxisti credo di essere un “nazionalista per cultura”. Prima di tutto, io lavoro con il mio popolo, il popolo di tradizioni Lakota, perché ha una visione comune del mondo e condivide una lotta diretta. Al di là di questo, io lavoro con gli altri popoli in possesso delle tradizioni degli Indiani d’America, sempre in affinità di una certa comunanza di visione del mondo e delle stesse forme di lotta. Peraltro, io collaboro con tutti coloro che hanno sperimentato l’oppressione coloniale dell’Europa e che resistono al suo totalitarismo culturale e industriale. Ovviamente, questi includono anche i Caucasici genetici che lottano per resistere alle condizioni dominanti della cultura europea. Mi vengono subito in mente gli Irlandesi e i Baschi, ma ce ne sono molti altri.
Io lavoro principalmente con la mia gente, con la mia comunità. Altre persone che hanno assunto punti di vista non europei dovrebbero fare lo stesso. Credo nella parola d’ordine, “Abbi fiducia nella visione dei tuoi fratelli”, anche se mi piacerebbe aggiungere nella frase le “sorelle”. Ho fiducia nella prospettiva che si fonda sui concetti di comunità e cultura manifestata dai popoli di qualsiasi razza, che naturalmente resistono all’industrializzazione e all’estinzione dell’uomo. Chiaramente, i bianchi nella loro individualità possano condividere questo solo quando hanno raggiunto la consapevolezza che la continuazione degli imperativi industriali dell’Europa non sono una prospettiva, ma il suicidio della specie.
Il bianco è uno dei colori sacri del popolo Lakota, come il rosso, il giallo, e il nero. Le quattro direzioni. Le quattro stagioni. I quattro periodi del vivere e dell’invecchiare. Le quattro razze dell’umanità. Provate a mescolare fra loro il rosso, il giallo, il bianco e il nero e otterrete il bruno, il colore della quinta razza. Questo è l’ordine naturale delle cose!
Ne consegue per me che sia naturale operare con tutte le razze, ognuna con la sua particolare espressione, con la sua specifica identità e con il proprio messaggio.
Tuttavia, esiste un particolare comportamento fra la maggior parte dei Caucasici. Appena divento critico nei confronti dell’Europa e del suo impatto sulle altre culture, i Caucasici si pongono sulla difensiva. Cominciano a difendere se stessi. Ma io non li sto attaccando personalmente, sto attaccando l’Europa. Nel personalizzare le mie osservazioni critiche sull’Europa, stanno personalizzando la cultura europea, identificando se medesimi con questa cultura. In ultima analisi, difendendo se stessi in questo contesto, stanno difendendo la cultura di morte europea.
Si tratta di un equivoco che deve essere superato, e deve essere superato in fretta. Nessuno di noi ha energia da perdere in tali conflitti senza senso.
I Caucasici devono offrire all’umanità una visione ben più positiva che la cultura europea. Io penso questo. Ma per raggiungere questa visione è necessario per i Caucasici, insieme al resto dell’umanità, staccarsi dalla cultura europea per esaminare con spirito critico l’Europa per quello che è e per quello che fa. Aggrapparsi al capitalismo e al marxismo e a tutti gli altri “ismi” significa semplicemente rimanere all’interno della cultura europea. Non si può evitare questo fatto fondamentale. E come tutti i fatti, questa opzione prevede una scelta. Capire che questa scelta si basa sulla cultura, e non sulla razza. Capire che scegliere la cultura europea e industrialista è come scegliere di essere il mio nemico. E capire che questa scelta è la vostra, non la mia.
Questo mi riporta ad affrontare la questione degli Indiani americani che sono alla deriva attraverso le università, le baraccopoli delle città, e le altre istituzioni europee.
Se voi siete lì per imparare a come resistere all’oppressore in conformità con i vostri modi di vivere vincolati alle tradizioni, così sia. Non so come si riesca a combinare le due cose, ma forse otterrete del successo. Ma mantenete il vostro modo di sentire ben vincolato alla realtà.
Attenzione nell’arrivare a credere che il mondo dei bianchi possa offrire ora soluzioni ai problemi a cui quel mondo ci ha posto di fronte. Attenzione, anche, nel consentire che le parole dei popoli nativi vengano distorte a vantaggio dei nostri nemici. L’Europa ha inventato la pratica di distorcere le parole e di “capovolgere le frittate”. Basta solo gettare uno sguardo sui trattati tra i popoli indiani d’America e i vari governi europei per rendersi conto di quanto ciò sia vero.
Ricava la tua forza da ciò che tu sei!
Una cultura che confonde regolarmente la rivoluzione con la continuazione, che confonde la scienza e la religione, che confonde la rivolta con la resistenza al cambiamento, non ha nulla di utile da insegnare e nulla da offrire come stile di vita. Da tanto tempo, gli Europei hanno perduto ogni contatto con la realtà, se mai siano stati in contatto con essa. Dispiacetevi per loro se ne sentite la necessità, ma sentitevi a vostro agio con quelli che vi riconoscono come Indiani d’America.
Allora, penso che, per concludere, vorrei chiarire che l’ultima cosa in cima ai miei pensieri è quella
di guidare qualcuno verso il marxismo. Il marxismo è estraneo alla mia cultura, come lo sono il capitalismo e il cristianesimo. In effetti, posso affermare di non credere di stare cercando di portare qualcuno verso qualcosa. In un certo senso, ho cercato di essere un “leader”, nel senso di come i media bianchi sono soliti usare questo termine, quando l’American Indian Movement era un’organizzazione giovane.
Questo è avvenuto come risultato di una confusione che non ho più da tanto tempo. Non si può essere tutto per tutti. Non intendo essere strumentalizzato per tale posizione dai miei nemici, io non sono un leader. Sono un patriota Oglala Lakota. Questo è tutto quello che desidero e di cui ho bisogno di essere. E mi sento proprio bene con colui che io sono.
Fonte: tlaxcala-int                 
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