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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DI PIETRO, L'AMERICA, MANI PULITE: IL DISASTRO ECONOMICO DELL'ITALIA

Pubblicato su 31 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in COMUNITA

 IL DISASTRO DI UNA NAZIONE. SACCHEGGIO DELL'ITALIA E GLOBALIZZAZIONE

 Edizioni di Ar, euro 16,00
Presentazione di B. Craxi. In totale dissenso dalla vulgata propagandistica di "Mani pulite", questo libro espone un’analisi non convenzionale degli avvenimenti italiani succedutisi nell’arco di tempo 1992-1998.

A proposito del “Disastro di una Nazione”*

recensione di Salvatore Verde, in 'Margini' n. 33, gennaio 2001

Il silenzio dei grandi economisti di questo paese -non solo di quelli che fanno la spola fra la cattedra e gli incarichi politici, ma anche di quelli che si dicono professori ‘puri’, cioè privi di ambizioni politiche e di aspirazioni alle consulenze del settore pubblico- su un tema di fondamentale importanza qual è quello della
eliminazione del settore pubblico (e di buona parte di quello privato) dall’‘ancoraggio’ nazionale (ossia dal mantenimento di buona parte dell’economia italiana in mano italiana), sarebbe sorprendente se il veleno liberista, che tanto colpisce oggi la classe politica e quella imprenditoriale, non fosse asceso all’empireo del dogma pseudoscientifico.
Quell’empireo, che vanamente i vari Adam Smith e David Ricardo cercarono di scalare nel XVIII swecolo, allo scopo di permettere all’industria inglese di dominare il mondo e di impedire l’industrializzazione tanto dell’Europa continentale quanto dei neonati Stati Uniti d’America.
Creatosi, con il crollo dell’Unione Sovietica, il clima adatto, sulle basi gettate dalla ’scuola’ monetarista di Milton Friedman e da tutti i ragionieri-’economisti’ allevati nelle varie banche centrali di emissione, BRI, Banca Mondiale, oltre che nel FMI e nel GATT (1), era inevitabile che la classe politica si arrendesse a discrezione, se questo era (e lo era) il prezzo da pagare. Un prezzo che essa ha puntualmente pagato, o meglio, che ha pagato il popolo che bovinamente le aveva -e le ha- affidato il proprio avvenire.
Si è tanto parlato, a proposito dell’industria di Stato, di “carrozzoni” di cui l’IRI rappresentava l’esempio maggiore.
Nessuno discute la necessità di risanare quel pozzo senza fondo, in cui si scorgeva una gestione catastrofica sopra tutto di Finsider e Finmare. Ma una cosa è il risanamento, ben altra cosa, invece, è la liquidazione; Era possibile risanare?
Riguardo all’Italsider, se si tiene conto che i deficit erano causati sopra tutto da gravosissimi oneri bancari, da approvvigionamenti a prezzi eccessivi e dalla pletora di mano d’opera, la risposta deve essere affermativa: certo, era possibile risanare.
Per azzerare gli oneri bancari, sarebbe stato sufficiente fornire alla gestione i mezzi necessari al normale funzionamento, a interesse zero. Eventualmente -come già si usava praticare nei confronti degli Enti Locali- tramite la Cassa Depositi e Prestiti, dato che la grande liquidità (proveniente dal risparmio postale) di quest’ultima lo avrebbe facilmente consentito.
Per ridurre fino al 50% gli oneri del personale, sarebbe bastato attrezzare con le ultime applicazioni tecnologiche gli impianti e la movimentazione, nonché eliminare le assunzioni clientelari e le assurde remore interne imposte da sindacati ebbri di demagogia.
Per approvvigionarsi a prezzi di mercato, sarebbe stato opportuno operare mediante aste trasparenti, anziché agire sulla base di tangenti. Inoltre si sarebbe dovuto, da una parte, puntare maggiormente sui nuovi processi di produzione e sugli acciai speciali; dall’altra, diversificare ulteriormente le fonti, acquistando magari le migliori ‘maniere’ estere. (Giappone docet). Anche per quel che riguarda il gruppo Finmare la risposta non può che essere affermativa. Per riportare ordine nei suoi conti sarebbe bastato -in difetto di idee originali- copiare il “know how” e la tecnologia giapponesi -e/o quelli della cantieristica norvegese- tanto in materia di organizzazione del lavoro quanto in fatto di flessibilità di rotte, di gestione dei container, di riduzione dei tempi morti di permanenza nei porti o in navigazione; si sarebbe inoltre potuto curare una migliore dinamica nell’acquisizione degli ordinativi e nello sfruttamento dei volumi di carico. Tutto ciò, senza dimostrare alcuna sudditanza nei riguardi di committenti eccellenti o di clienti politicamente protetti.
In entrambi i casi (Finsider e Finmare), una immediata messa in disponibilità dei fondi di dotazione avrebbe fatto risparmiare -con o senza il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti- migliaia di miliardi di interessi passivi.
Il medesimo discorso vale, mutatis mutandis, per le altre imprese del Gruppo IRI.
A quel punto, ovvero a risanamento ottenuto, si sarebbe anche potuto vendere -però, a imprese o a consorzi italiani (o a maggioranza nazionale), con notevoli ricavi per l’Erario e, quindi, per il contribuente, mantenendo così in Italia la “cabina di pilotaggio”. Ma tant’è... Attraverso Mario Sarcinelli (2), Bankitalia aveva evidentemente già promesso (3) agli uomini della Finanza internazionale la svendita del patrimonio degli Enti di Stato -quindi....bisognava ottemperare!
Nel suo saggio, il Venier sintetizza alcuni aspetti del disastro dell’industria italiana, rivelando nella propria agile ricognizione una lucidità e una acutezza che di rado si riscontrano pure nelle rare analisi anticonformistiche di questo tema. Di ciò, tutti gli italiani -o meglio tutti gli italiani che, pensando, rimangono pensosi di fronte alla sorte di questa Nazione- debbono essergli grati.
La materia, in realtà, meriterebbe un’analisi più vasta e articolata, attraverso uno studio complessivo, munito di tabelle a confronto e -elemento, questo, non meno importante- integrato da un ‘libro bianco’ (o ‘nero’?), redatto dai principali protagonisti della galassia IRI. Un ‘libro bianco’scritto sopra tutto da coloro che, fra questi ultimi, non furono pedissequi esecutori di ordini politici e di ‘ukase’ della Finanza.
Certo, sarà vano attendersi un testo siffatto da uomini come Romano Prodi che, dopo aver rappresentato in Italia gli interessi della “Goldman & Sachs”, venne nominato presidente dello stesso
IRI: con quei risultati -a suo dire- “straordinari”, che tuttavia non impedirono la liquidazione del Gruppo a condizioni catastrofiche non solo per l’erario ma anche per l’indipendenza industriale e navale nazionale, per le maestranze, e per una miriade di professionalità irrecuperabili.
Possa quindi questo saggio di Antonio Venier essere il primo di una più ampia letteratura specializzata. E siano resi al medesimo autore la simpatia e l’omaggio che meritano i pionieri della ricerca, in campi dove chi si avventura deve combattere non solo contro i muri di gomma ma, sopra tutto, contro l’ostilità ostinata di chi sapendo non osa parlare.
* Note al testo di Antonio Venier, Il disastro di una nazione. Saccheggio dell’Italia e globalizzazione, presentazione di Bettino Craxi, collezione ‘Le due bestie’, pp. 160, Edizioni di Ar, 2000.

(1) Tutte istituzioni, queste, agli ordini delle varie Lazard Bros, Lehman Bros, Goldman & Sachs, First Boston, Warburg & Co., Hong Kong ¦ Shanghai B. Corp., Rothschild etc., con contorno di Deutsche Bank, Parisbas, UBS, Mediobanca etc.
(2) Universalmente noto, costui, peò non essersi mai opposto, nella sua qualità di vicepresidente della Banca europea di ricostruzione e sviluppo, alle follie del suo infausto presidente Jacques Attali.
(3) Nei primi anni ’90, a bordo del panfilo reale “Britannia”?

Indice del libro:

CAPITOLO PRIMO

LE PREMESSE ED IL CONTESTO: ITALIA ED EUROPA INTORNO AL 1990
1.  La vulnerabilità dell'Italia  ........................     15
2.  La situazione in Europa  ..........................     16
3.  La situazione in Italia............................     19


CAPITOLO SECONDO

L’ ITALIA NELLA GLOBABLIZZAZIONE
4.  Il trattato di Maastricht...........................     23
5.  Gli effetti delle direttive
della Commissione Europea di Bruxelles   ............     25
6.  I vincoli europei, le manovre recessive
e le «privatizzazioni»  ............................     27
7.  Il problema del debito pubblico e l'esproprio
del risparmio italiano  ............................     32
8.  La cessione di sovranità e le conseguenze
economiche dell'Unione Monetaria Europea..........     39


CAPITOLO TERZO

ATTACCO AL SISTEMA POLITICO ITALIANO E CRONOLOGIA 1992-1996
9.  La preparazione e le motivazioni...................     43
10.  Inizio dell'attacco alla «classe politica».
Il governo Amato ...............................     44
11.  La grande svalutazione del 1992......................     47
12.  Il governo extra-parlamentare di Carlo Azeglio Ciampi
ed il culmine dell'azione eversiva  ..................     49
13.  Le elezioni del marzo 1994 ed il governo Berlusconi ....     51
14.  Il governo Dini e le nuove elezioni anticipate del 1996 ..     53


CAPITOLO QUARTO

LA DEMOLIZIONE DEL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANO
15. L'attuazione del grande esperimento
neo-liberista in Italia..............................     57
16. La funzione delle industrie di alta tecnologia..........     59
17.  Caratteristiche specifiche
del sistema industriale italiano......................     62
18. La funzione fondamentale delle industrie a partecipazione statale e del sistema bancario pubblico...............     65
19.1 fattori di debolezza della piccola industria...........     71


CAPITOLO QUINTO

LA DEMOLIZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E DELLO «STATO SOCIALE»
20. La demolizione dei servizi pubblici   .................     77
21. Ferrovie, poste, energia elettrica....................     82
22. L'attacco contro lo «Stato sociale» ..................     91
23. Le proposte per l'Italia: produttività, flessibilità,
bassi salari ed esportazioni povere  ..................     96


CAPITOLO SESTO

IL DISASTRO ECONOMICO DELL'ITALIA
24. Le dimensioni del disastro (I):
le privatizzazioni bancarie ed industriali   .............    103
25. Le dimensioni del disastro (II):
piccole imprese ed industrie di alta tecnologia.........    107
26. La liquidazione dell'Italia
come grande paese industriale   .....................    109
27. L'Italia come serbatoio
di lavoro sottopagato e di risparmio .................    111
28. La cosiddetta ipotesi del complotto   .................    114


CAPITOLO SETTIMO

LA SITUAZIONE ITALIANA ALLA FINE DELL'ANNO 1998
29. La conclusione dell'operazione
sul sistema economico italiano......................    123
30. Incertezze sull'evoluzione della situazione
politica ed economica.............................    124
31. Le autonomie regionali...........................    125


CAPITOLO OTTAVO

CONCLUSIONI. CHE FARE?
32. Bilancio 1992-1998, le perdite e i profitti   .............    129
33. Accettare la distruzione dello Stato nazionale italiano?  . . .    130
34. Alcune proposte per la ricostruzione   ................    131
35. Un discorso per l'Italia  ...........................    135


APPENDICE - DATI STATISTICI
Al. Risultati delle elezioni politiche italiane dalla V
alla XI legislatura ............................... 139
A2. Andamento del prodotto interno lordo (PIL)
nei maggiori paesi europei ........................ 142
A3. Andamento del debito pubblico italiano
dal 1900 al 1996................................... . 144
A4. Indebitamento pubblico verso l'estero
dei maggiori paesi europei (1984-1997) .............. 146
A5. Costo medio del lavoro
nei maggiori paesi industriali...................... 148
A6. Spese di protezione sociale in Europa ............... 149
A7. Alcuni dati sulle privatizzazioni ................... 151  il-disastro.jpg

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PRONTI A TUTTO ? NAZIONALIZZIAMO LE GRANDI IMPRESE

Pubblicato su 31 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Finalmente in questi giorni si parla di lavoro, dei problemi del lavoro, dei problemi del precariato, dei problemi delle speculazioni industriali, dei soliti problemi che affossano l’Italia.
Problemi che possono avere due soluzioni, o adottare un processo riformista, l’ennesimo, all’interno di un sistema fallimentare, o semplicemente andare oltre il capitalismo.
Chiamatela rivoluzione, catastrofe sociale, chiamatela come volete, ma le alternative sono queste.
Dunque o allungare l’agonia per la morte certa, o edificare un nuovo sistema sociale partendo con gli strumenti già esistenti.
Il caso Ilva, il caso Alcoa, giusto per citare i più recenti, ma si potrebbe parlare del caso Fiat, del caso Ferriera di Trieste, del cementificio di Vibo, del polo industriale di Gela e così via dicendo, rappresentano il fallimento, non demagogico, ma reale, di una politica clientelare, di una politica che ha regalato soldi pubblici, dei cittadini, nostri, per arricchire i soliti imprenditori e manager, a discapito della salute collettiva ed individuale a discapito di ogni tutela immaginabile per il sistema sociale italiano.
La domanda sorge spontanea, ovvero, per quale motivo continuare ad offrire soldi al privato?
Quando l’azienda non è in grado di intervenire nei processi di ristrutturazione aziendale necessari per ammodernare gli impianti, per rimanere sul mercato, lo Stato italiano anziché continuare ad elargire soldi pubblici ai privati, ammortizzando la fine del lavoro che verrà per migliaia di lavoratori e favorendo il profitto dei pochi notabili imprenditori che si giovano di questo sistema, dovrebbe semplicemente espropriare l’azienda e gestirla direttamente, da buon datore di lavoro secondo i canoni di uno stato sociale degno di questo nome.
La costituzione italiana questa ipotesi la potrebbe prevedere, infatti, se incrociamo questi articoli della Costituzione:
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Articolo 3 comma 2
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto
Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Ebbene, partendo proprio dall’articolo 41, il coordinamento che deve essere realizzato ai fini sociali, è quello volto a garantire l’affermazione dei principi fondamentali della costituzione, prevalenti rispetto alla libertà di mera iniziativa economica privata.
Insomma basterebbe applicare la Costituzione italiana per nazionalizzare le imprese che continuano ad elemosinare soldi pubblici con il ricatto che i lavoratori perderanno il lavoro, per non parlare dei problemi dell’indotto e delle città.
Lo Stato deve rilevare l’Ilva, l’Alcoa, la Fiat, la Ferriera, e tutte quelle grandi aziende che non sono in grado di garantire il diritto al lavoro ed il diritto alla salute dei lavoratori, deve ammodernarle, prevedere forme di ammortizzatori sociali ad hoc nell’iter necessario che comporterà la sospensione temporanea del ciclo produttivo, necessaria per la realizzazione dei lavori considerati, ed il profitto che ne conseguirà andrà a diretto beneficio delle casse dello Stato che certamente soddisfaranno anche il pareggio di bilancio ed il diritto dei lavoratori al lavoro, dei cittadini alla salute, della collettività al benessere sociale.
Ciò è difficile che accada con questo governo, o con un governo gestito dal PD o Pdl, ciò può accadrà solo se i lavoratori lo vorranno, con la lotta senza condizione di resa, e con la voglia di ritornare ad essere protagonisti attivi della vita sociale dell’Italia e di quella sovranità popolare di cui tutti noi siamo stati, consapevolmente ahimè, spogliati.
Basta elemosinare, basta chiedere soldi pubblici a favore dei privati, nazionalizziamo le imprese, non esistono alternative.
Se poi si decide di vole continuare a sopravvivere, libera scelta, ma con la consapevolezza che ciò altro non è che aver rimandato solo la propria inevitabile fine.
Concludo con un mio recente motto da Trieste a Lampedusa per l’anticapitalismo che non si USA.
Tratto da: reset-italia.net   1325839670073.jpg
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Puglia “Smart Region” d’Europa: l’ennesima bufala di Vendola per succhiare soldi

Pubblicato su 31 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Bari, 12 febbraio 2011.
Conferenza stampa del presidente della Regione Puglia Nicola Vendola, detto Nichi in famiglia per scelta del padre, comunista ed infatuato ammiratore del premier russo-sovietico Nikita Sergeevic Chruscev, scritto anche Kruscev o Krusciov, non s’è mai capito bene.

Accanto allo Zar di tutte le Puglie siede l’ing. Livio Gallo, direttore della divisione Infrastrutture e Reti dell’Enel, un pezzo grosso del secondo più importante produttore d’energia d’Europa, mica il primo che passa.
Vendola è infervorato nella presentazione della Puglia del futuro, destinata ad essere la prima “smart region”, regione intelligente, d’Europa. Accanto a lui Gallo annuisce, appoggia e conferma tutto quello che esce dalla bocca di Vendola, tranne, ovvio, gli schizzi di saliva acida che spruzzano candidi dai radi incisivi del presidente regionale. Nichi non si risparmia, dà il meglio di sé, rapisce, ammalia e stupisce l’audience costituita dai rappresentanti dei principali organi di stampa europei, inclusi Locride Oggi e Calascibetta Sicula Domani. Si apprende così che la prima smart region europea non sarà realizzata in Germania, Finlandia, Olanda, Svezia o Danimarca, ma qui da noi, nel tacco d’Italia, in Puglia. I due conferenzieri snocciolano notizie, cifre e cronogrammi : la prima consistente realizzazione si manifesterà già l’anno prossimo, nel 2012, quando le case automobilistiche Mercedes, Nissan e Toyota, grazie ad un accordo con la Regione Puglia “fortemente” voluto dal Governatore, metteranno in circolazione auto elettriche e nella regione gli automobilisti troveranno 250-300 colonnine di distribuzione della nuova “benzina elettrica”. Non solo, ma sono in corso di realizzazione a cura dell’Enel 35 cabine primarie collocate sulle reti elettriche che consentiranno lo smistamento in tutta la regione di energia prodotta da fonti rinnovabili (pale eoliche, pannelli solari, ecc.). Ovviamente, anche la rete elettrica non sarà quella cui siamo abituati oggi, ma sarà quella del futuro, intelligente come la Puglia ed il suo presidente. Una rete intelligente fatta di reti intelligenti perché riescono, grazie a dati che viaggiano su banda larga, a mettere in connessione le fonti di produzione con gli utenti finali, dai cui contatori elettronici è possibile monitorare il livello di consumo ed il fabbisogno istantaneo, onde dirottare l’energia proprio lì dove serve, evitando dispendiosi sovradimensionamenti della capacità di produzione nelle centrali tradizionali. Sembra di assistere allo scenario futurista raffigurato da Metropolis, il mitico film muto del regista austriaco Fritz Lang, cui sia stata sovrapposta la colonna sonora con le “sparate” di Vendola e la quiescente accondiscendenza “eneliana”. E i due danno i numeri, mica solo chiacchiere. “Saranno impiantate ben 4mila stazioni nelle sei province e distribuiti 100mila dispositivi che consentiranno a molte famiglie di monitorare in tempo reale i propri consumi elettrici, nonché le relative tariffe applicate, per potere immagazzinare l’energia in surplus e reindirizzarla al momento giusto secondo le esigenze. Questo progetto è già finanziato (i soldi ci sono, quelli sono veri. Con Vendola dentro su questo non avevamo dubbi, ndr) con 50 milioni di euro derivanti dai fondi comunitari Poin, dove Poin è l’acronimo dei fondi strutturali europei destinati ai Programmi Operativi Interregionali, anche se molti esperti “apulologi” pensano a ragione che significhi Programmi Operativi Interregionali da Non realizzare per far sparire i soldi e spenderli con amici e parenti. Di questi 50 mln, 13 sono destinati alle “smart grids”, cioè alle reti intelligenti propriamente dette, mentre 35 andranno per le cabine primarie (prego notare che 13 + 35 fa 48 e che 2 dei 50 mln di euro sono spariti prima ancora di avviare questo progetto, solo a parlarne. Potenza di San Nichi Vendola, ndr). Poi, dietro l’angolo, spunta il piano Ner 300, col quale mettere a sistema tutti gli interventi e consentire alla Puglia di diventare regione all’avanguardia in Europa anche in una nuova sperimentazione: la trasformazione di energia in surplus in idrogeno (boom! questa è proprio esagerata, ndr), da destinare insieme al metano alla mobilità urbana onde abbattere l’inquinamento da Co2. Attualmente il mercato lo valuta costoso, ma nel giro di pochi anni potrebbe esserci la svolta. Nel frattempo, e qui gli occhi del Governatore si socchiudono assumendo una forma a $, mentre un sorriso da gattone smaliziato gli illumina quella faccia fotocopiata da quella della Luna, tonda e piena di crateri pietrificati, gli investimenti Enel andranno avanti : circa 100 milioni di euro nel 2011, di cui 10 destinati allo sturt-up del progetto, con l’avvio di 9 cabine primarie. E siamo arrivati a 150 milioni di finanziamenti, di cui 148 sul tavolo e due misteriosamente scomparsi. Ma li ritroveranno; Vendola, si sa, è come la casa : nasconde, ma non ruba. Poi la trionfale conclusione finale: “La Puglia sarà un territorio connesso da tutti i punti di vista, realizzerà un’intelligenza che produce abbattimento di tutti i black out – ha concluso Vendola – e un aumento della velocità di comunicazione”. “Le reti intelligenti assicurano l’uso razionale dell’energia e la partecipazione attiva di cittadini, imprese e produttori – ha concluso Gallo – allo sviluppo sostenibile e all’efficienza energetica”. “Ci muoviamo all’interno del protocollo di Kyoto – ha sottolineato la vicepresidente della giunta Loredana Capone – e cioè utilizzare al meglio le fonti di energia rinnovabile e farle entrare nella rete”.

Bari, 29 agosto 2012
Esattamente un anno e mezzo dopo quella conferenza stampa epocale, il quotidiano di Bari tenta di fare il punto della situazione sul progetto Metropolis di Vendola. Giustamente, vuol verificare lo stato di avanzamento dei lavori, degli stanziamenti, di quanto sinora realizzato. Riprendiamo letteralmente: “Ieri (28 agosto, ndr) abbiamo cercato di sapere a che punto è quel progetto annunciato da Vendola e interpellato tre assessori regionali, tra i quali l’assessore Capone. Questa ci aveva assicurato che ci avrebbe fatto sapere entro un’ora i dettagli del progetto a suo tempo annunciato dal presidente Vendola e da lei stessa, la quale è anche vicepresidente della giunta regionale. Fino a questo momento (passate ore, tante ore, ndr) l’assessore Capone non ci ha fatto sapere nulla. Delle 250-300 centraline non ce n’é al momento neppure una. Ai pugliesi non resta che continuare a fare il pieno di carburante. La rivoluzione elettrica… può aspettare”.
A questa situazione che non richiede commenti, noi nulla possiamo aggiungere, se non precisare :a) che non solo non sono state realizzate le colonnine di rifornimento elettrico, ma che non c’è traccia né delle reti intelligenti, né delle centrali di distribuzione, né delle centraline per l’accumulo/distribuzione dei surplus di energia, né di alcuno dei 100mila strumenti presso gli utenti che permetterebbero la rilevazione dei consumi istantanei e delle tariffe applicate; b) che Mercedes, Nissan e Toyota sono incavolate come bisce; c) che l’unica cosa certa è che Vendola ha “solato” 150 mln di euro per un progetto fantasma che non sarà MAI realizzato, all’appello dei quali ne mancavano già due: che fine hanno fatto i 2+148? Infine, sottolineiamo che l’idrogeno liquido, ancor meglio se in forma metallica, è il combustibile più efficiente, potente e leggero che si possa immaginare. La reazione ossigeno-idrogeno è violentemente esotermica, produce una spinta formidabile e non inquina, perché il residuo della reazione è l’elemento più innocuo ed a noi più connaturato con l’aria, cioè l’acqua, che si forma appunto accoppiando due atomi di idrogeno con uno di ossigeno. E’ la propulsione del futuro, la Nasa ci sbava dietro da 60 anni per arrivarci per adottarla come sistema propulsivo nello spazio interplanetario, dozzine di scienziati della JPL – Jet Propulsion Laboratory di Pasadena – non ci dormono la notte per pensare all’idrogeno, ma non ci riescono ad ottenerne quantità industriali ed in modo economico perché per fare l’elettrolisi dell’acqua e separare l’ossigeno dall’idrogeno occorrono quantità di energia apocalittiche, attualmente non disponibili. Figuriamoci allora se ce la può fare in Puglia l’imbonitore di Terlizzi, con aglio, olio, negromaro e tarante.

di Caelsius Mars © 2012 Qelsi - Fonte: quelsi.it  vendola-smart1.jpg
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E' INIZIATA LA MARCIA FUNEBRE DELLA SPAGNA. TRA POCO TOCCHERA' A NOI.

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E' iniziata la marcia funebre della Spagna e sembra che abbia assunto una un tono abbastanza spedito.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, dopo la Catalogna, anche la Valencia avrebbe chiesto aiuti allo Stato centrale.

Da Il Sole 24 Ore:

Dopo la Catalogna è ora la Valencia a battere cassa al Governo spagnolo con la richiesta di aiuti finanziari per oltre 4,5 miliardi di euro. L'annuncio é stato reso noto dal presidente della Regione, Alberto Fabra, citato dai media locali. La Catalogna ha chiesto allo Stato spagnolo più di 5 miliardi di euro due giorni fa. E dopo che da più parti si indicano altre aree del Paese pronte a chiedere sostegno.
Immediato l'impatto sullo spread Bonos-Bund: il differenziale tra i titoli spagnoli a 10 anni e quelli tedeschi vola fino a 525 punti col tasso sui Bonos decennali al 6,58%.
Intanto la Catalogna rischia una sospensione dei pagamenti se non arriveranno in maniera immediati gli aiuti per 5,023 miliardi richiesti al Fondo di liquidità delle regioni (Fla). Se il governo della Generalitat non riceverà presto i finanziamenti, potrebbe avere «problemi enormi» per far fronte alle scadenze immediate, è il grido di allarme lanciato dal portavoce dell'esecutivo catalano, Francesc Homs, citato oggi dai media. Homs ha ricordato che il ministero delle finanze non ha ancora attivato il Fondo di liquidità. La Catalogna deve affrontare nel semestre crediti da 5,775 miliardi in scadenza, dei quali 2,639 relativi a bonos collocati fra piccoli investitori. Pertanto, gli aiuti richiesti al Fla non servono a saldare fornitori ed enti che prestano servizi sanitari ed educativi, per i quali già a luglio il governo catalano ha sospeso i pagamenti.
Le comunità autonome devono far fronte a crediti in scadenza per complessivi 15,838 miliardi entro la fine dell'anno, inclusi prestiti, linee di credito e titoli di debito. Dovranno, inoltre reperire altri 15 miliardi per finanziare il deficit, il cui obiettivo di stabilità è fissato per l'anno all'1,5% del Pil. La richiesta di aiuti finora formalizzata da Valencia, Murcia e dalla Catalogna somma un totale di 8,8 miliardi di euro, circa la metà dei 18 miliardi coi quali il Governo ha finanziato il Fondo, al quale non hanno escluso di ricorrere a breve anche le regioni di Castilla-La Mancia, Baleari, Canarie e Andalusia.

In altre parole, le varie autonomi locali spagnole stando gettando la spugna e pertanto sono costrette a chiedere aiuti finanziari allo stato centrale che ovviamente non dispone di tali risorse, se non finanziandosi sul mercato (ammesso che ci riesca) a tassi proibitivi.
Stessa sorte toccherà ad altre autonomie locali in Italia, a partire dal Comune di Alessandria a cui faranno seguito altri comuni e regioni, Sicilia in testa.
Nel frattempo, mentre i cialtroni politici italiani stanno tentando di tessere alleanze in vista dei prossima tornata elettorale (ammesso che ci sia) al fine di mantenere i loro privilegi, proprio oggi l'agenzia di rating Moody's ha rivisto al ribasso le previsioni di (de)crescita italiane per il 2012 indicando una contrazione del PIL del 2%; ma appare fin troppo ottimistica stando il progressivo deteriorarsi del quadro congiunturale.
Al di la delle dichiarazioni profuse nelle scorse settimane dalla varie autorità europee, secondo le quali verrà fatto quanto necessario per salvare la moneta unica e scongiurare la catastrofe (anche se non si sa ancora come) , sembra proprio che il tempo stia per scadere e, con ogni probabilità, il prossimo mese di settembre sarà ancor più infuocato di quello appena trascorso.  Fonte: vincitorievinti - Scritto da: Paolo Cardenà   matadorG_800x614-copia-1.jpg

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IL NUOVO CARONTE: GRILLO DOSSIER

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Qui il video della Casaleggio sul Nuovo Ordine Mondiale e Gaia, il pianeta interconnesso.

http://youtu.be/JodFiwBlsYs

 

Il problema del movimento di Beppe Grillo. Le parole che non ti ho mai detto.

http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/06/su-beppe-grillo-e-il-movimento-5-stelle.html

 

Chi è Gianroberto Casaleggio?

È lui il manager che ha persuaso Grillo dell’utilità della Rete. La società che presiede, la Casaleggio Associati, ha l’obiettivo dichiarato di «sviluppare in Italia la cultura della Rete».

E ha creato e gestisce, tra le altre cose, non solo il blog di Beppe Grillo, la distribuzione di tutti i suoi gadget, ma ha anche ideato, secondo indiscrezioni, lo stesso V-Day!

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti di Roberto Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa dove Casaleggio fa parte del CdA con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio), poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati.

Nel Gennaio 2005 parte il blog di Beppe Grillo.

Chi sono i soci della Casaleggio Associati, editore del blog di Grillo?

La Casaleggio Associati viene fondata il 22 Gennaio 2004 da Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich.

  • Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg
  • Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg
  • Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg
  • Enrico Sassoon, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg

Come già accennato, 4/5 dei soci della società editrice del sig. Grillo (tutti meno Davide Casaleggio) hanno ricoperto importanti incarichi alla Webegg, come Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meetup di Grillo a Milano.

Cos’è la Webegg?

Webegg Spa è un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete. Era controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Poi, nel luglio 2004, I.T. Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia). In seguito alla fusione con VP Web e VP Tech è nata Value Team, gruppo che possiede anche Netikos attraverso la fusione con la controllante Etnoteam.

Un breve ripasso su Roberto Colaninno:

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.

In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel.

Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.

L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.

Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

“Olivetti stima che 13.000 persone nella telefonia fissa siano di troppo e si aggiungono alle 6.000, impegnate in altre attività del gruppo, che Telecom sta già spingendo a uscire” (Il Sole 24 Ore, 22-5-99).

Letto bene? 19.000 licenziamenti!

Tiriamo le somme!

Gianroberto Casaleggio, l’uomo dietro Grillo, ha avuto rapporti con i Colaninno. E prima di lavorare in proprio è stato in una società controllata da Telecom Italia, la Webegg.

Nondimeno Grillo attacca Gnutti-Colaninno (Mr. 19.000 licenziamenti) e soprattutto Provera (prode skipper con l’hobby delle scatole cinesi…).

La share action che scopo ha? Beppe Grillo scrive al neo a.d. Bernabè che nel 2008 sarà pronto con la share action, ma a far che??? Non è un po’ strano che il suo editore sia così attaccato all’argomento Telecom?

Oltre il sig. Casaleggio…

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).

La Enamics ha come clienti potenti corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group, ecc.

Tra le società citate, quella che più interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, famiglia nota per essere uno dei più ricchi ed influenti gruppi di potere, per la filantropia paraculistica, e meno noti per le loro idee sulle razze e sul controllo demografico, e per gli strani progetti cui partecipano insieme agli amiconi Bill Gates e Monsanto.

Di società segrete ne parla incredibilmente Beppe Grillo quando cita il Gruppo Bilderberg, quindi su questo argomento c’è una strana identità di vedute con me.

Siete stanchi? Non avete ancora scoperto tutto!

La mission di Casaleggio Associati:

“L’obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento.”

E come afferma sul proprio sito:

“Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi.”

Sembra proprio che Casaleggio si avvalga dell’esperienza americana; un esempio di azienda modello di marketing è la Bivings Group, nota per i clienti importanti, tra cui JP Morgan e Monsanto. La Monsanto dopo clamorosi fallimenti nel tentativo di spianare la strada all’ingresso degli OGM nel mercato si è affidata a Bivings Group con eccellenti risultati.

Per chi è troppo fuso dal mio post posso dire che si è avvalsa di personaggi fasulli (fake persuaders), dipendenti della Bivings (smascherati!) che andavano nei forum e scrivevano messaggi ‘disinteressati’ a favore della Monsanto e contro ricercatori che avevano scritto un articolo su Nature in cui affermavano che il mais messicano di produzione locale era stato contaminato, da una distanza molto grande, da polline geneticamente modificato. Un macigno per i colossi del bio-tech che stavano cercando di convincere Messico, Brasile e Unione Europea ad abolire l’embargo sulle sementi OGM.

Cosa provocarono i commenti di questi fake? Fecero RITRATTARE Nature (prima volta in 133 anni!), la quale scrisse che l’articolo non doveva essere pubblicato. Possibile??? Sì, questa è una tecnica di ‘marketing virale’: si inventano fake che scrivono cose volutamente tendenziose per influenzare la gente indecisa che si schiera dalla loro parte pensando che >. E così via in maniera esponenziale come una vera infezione di massa!

Questa è la definizione tratta da Wikipedia:

“Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.

È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.”

Curiosità

I blog di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro sono entrambi gestiti dalla Casaleggio Associati.

Cito le parole di Giacomo Castellano:

[...] gl’indirizzi dei gestori tecnici dei domini beppegrillo.it e antoniodipietro.it risultano tuttora domiciliati in via Jervis 77 a Ivrea, stesso indirizzo della sede storica di Olivetti.

Il fatto curioso è che i domini olivetti.it e olivetti.com risultano appoggiati al gestore tecnico TELECOM ITALIA, domiciliato a Taranto…”

 

http://www.casaleggio.it/societa1.asp

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/18/Casaleggio_guru_web_grillo.shtml

 

Le strane frequentazioni di Enrico Sassoon

Se cercate su Google il nome Enrico Sassoon (ricordate chi è? http://www.casaleggio.it/cvES.asp) troverete un sacco di belle cose. Sicuramente non è uno che sta con le mani in mano: giornalista professionista, laureato in Economia e Commercio ed in Scienze Politiche, ha lavorato per l’Ufficio Studi Pirelli, ed è stato per 26 anni nel gruppo Il Sole 24 Ore, ma mi hanno colpito molto due degli incarichi che attualmente ricopre.

Il primo è quello di Direttore Responsabile della rivista Affari Internazionali. Perchè mi interessa molto? Perchè basta che guardiate chi è nel Comitato di Redazione di tale rivista:

  • Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia

Ed è pure mooolto interessante spulciare i nominativi del Comitato Editoriale (scandire con degli ‘olè’ please!):

  • Giuliano Amato, Ministro dell’Interno
  • Innocenzo Cipolletta, Presidente di Ferrovie dello Stato
  • Domenico Fisichella, Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali del governo Berlusconi
  • Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
  • Antonio Maccanico, già Segretario Generale alla Presidenza della Repubblica con Sandro Pertini
  • Mario Monti, già Commissario Europeo, Presidente dell’Università Bocconi, frequentatore assiduo delle riunioni del Gruppo Bilderberg (Grillo docet!)
  • Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
  • Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia
  • Sergio Siglienti, già Presidente della Banca Commerciale
  • Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana

 

Già che ci siete guardate pure l’organigramma dell’Iai, Istituto Affari Internazionali, il promotore della rivista suddetta.

Ma aspettate, aspettate!

Il secondo ruolo di Sassoon che interessa particolarmente, visti i rapporti che lo porta ad avere con certi personaggi, è quello di membro del Board of Directors dell’American Chamber of Commerce in Italia (abbreviato AmCham).

“AmCham ha lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei propri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi e di diffondere tra i propri associati le informazioni relative alla propria attività.”

“Il Board di AmCham è composto da personalità di alto profilo internazionale del mondo delle imprese e delle istituzioni che determinano gli orientamenti programmatici e amministrativi dell’American Chamber of Commerce in Italy.”

E chi trovo, oltre a Sassoon (presente come a.d. di StrategiQs Edizioni Srl), in questo Consiglio Direttivo?

  • Umberto Paolucci, Vice Presidente Microsoft Corporation
  • Gian Battista Merlo, Presidente e Amministratore Delegato ExxonMobil Mediterranea Srl
  • Gianmaria Donà dalle Rose, Amministratore Delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia Srl
  • Massimiliano Magrini, Country Manager Google Italia
  • Luciano Martucci, Presidente e Amministratore Delegato IBM Italia Spa
  • Pietro Modiano, Presidente Banca IMI Spa
  • Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione Mediaset Spa
  • Maria Pia Pierdicchi, Direttore Generale Standard & Poor’s
  • Massimo Ponzellini, Presidente Impregilo Spa
  • Cristina Ravelli, Country Legal Director The Walt Disney Co. Italia Spa
  • Dario Rinero, Presidente e Amministratore Delegato Coca-Cola HBC Italia Srl
  • Cesare Romiti, Presidente Onorario RCS Editori Spa

Ma come? Grillo, che sputa fuoco e fiamme su Romiti e il Corriere della Sera, si appoggia ad una società di marketing con un socio che siede ad un tavolo con Cesare Romiti?

Ma Grillo lo sa tutto questo??? Informatelo!!!

 

La cosa che ho capito in questi giorni è che Grillo viene visto bene da tantissimi, che lo seguano assiduamente oppure no. Non vedo nulla di male in ciò che fa Grillo, ma vorrei esporre un punto di vista diverso riguardo alla sua attività politica (visto che tratta temi di rilevanza pubblica), anche alla luce dei fatti che ho citato nei due post precedenti.

Quelli che leggono questi fatti tendono a minimizzare, a dire che Casaleggio ha molti clienti e che Grillo è solo uno di questi e non centra nulla con le attività dei soci della Casaleggio.

A me sembra che questo accanimento su Telecom da parte del blog non sia proprio estraneo a queste vicende, visto che ora non se ne parla più.

Telecom Italia guidata da Provera era un colabrodo che perdeva aziende a destra e manca, ora è uno scheletro. Ora che il ‘Tronchetto’ se n’è andato va tutto bene, non c’è più nessun bisogno di parlare dei problemi della Telecom. Missione compiuta!

ORA VA TUTTO BENE!

Telecom, costruita con le tasse di generazioni di italiani, parole di Grillo, è in mani straniere, ma non è un problema. I piccoli azionisti non hanno nessuna rappresentanza, ma non è un problema. Grillo non ha ancora detto che cosa vuole fare in vece di coloro che gli hanno firmato la delega, ma non è un problema. Buora siede sempre lì, ma ora per Grillo (che fino a qualche tempo fa chiedeva le sue dimissioni) non è più un problema.

L’argomento attualmente in voga è quello del finanziamento statale ai giornali e delle liste civiche.

Giustissimo, i giornali sono politicizzati e dare soldi due volte ai partiti (prima ai partiti stessi e poi ai giornali di partito) oppure a riviste di dubbia utilità sociale mi pare francamente troppo. Ma anche qui si scopre che uno dei soci della Casaleggio siede ad uno stesso tavolo con Romiti. E questo è strano visto che Grillo ha sempre attaccato il Corriere della Sera. Non puzza un pochino ‘sta cosa?

Supponiamo che Grillo non sappia nulla di tutto questo (il che mi pare decisamente strano visto il suo acume), allora bisogna informarlo! Se invece Grillo sa…

Io sono d’accordo con molte cose che dice Grillo e molti si stanno sensibilizzando al tema della ricerca di forme di democrazia più diretta, al problema dei rifiuti, dell’informazione spesso manipolata, eccetera. Tutto questo grazie alla capacità comunicativa di Grillo, alle sue frasi sintetiche e forti, alla sua decisione, alla sua semplificazione che fa vedere a chi legge una situazione meno complessa di quello che è, e lo spinge a prendere una posizione in maniera ferma. Tutto questo sa un po’ di populismo, ma sembra a fine di bene.

Mi spiace che argomenti molto più pesanti, come l’enorme spesa nell’apparato militare (avvallata da TUTTE le forze politiche, ‘comunisti’ inclusi), o il signoraggio bancario, non siano oggetto dell’agenda dello staff di Grillo.

Sul primo tema vi basti sapere che se cercate qualcosa sul blog di Grillo al riguardo non troverete NULLA. Come? Ne parlano molti altri attivisti e lui niente? Non era lui che chiedeva a gran voce al Presidente della Repubblica di farla finita con l’occupazione irachena? E ora? La Finanziaria 2008 stanzia 23,3 MLD. di euro per la Difesa, 11% in più rispetto all’anno scorso, e lui neanche una riga??? Abominevole, visto che tutto questo è successo sotto un governo di ‘centrosinistra’! In confronto Berlusconi è un pacifista!

A titolo di esempio, l’Italia sta finanziando coi nostri soldi un mega progetto americano (insieme ad altri 6 paesi) per la realizzazione di un caccia-bombardiere (il Joint Strike Fighter) capace di trasportare testate nucleari, di cui si vorrebbero acquistare 131 esemplari. Grillo non lo sa questo?!

Grillo, ma ci sei o ci fai?

Sul signoraggio troppo da dire e molto da discutere, ma che si sia d’accordo o meno non è possibile che non si possa commentare i post di Grillo usando il termine ‘signoraggio’ senza venire censurati, salvo per brevi periodi di libertà provvisoria!

Dove sta la democrazia e la libertà di parola con cui Grillo si sciacqua la bocca?

Se queste sono le premesse…

 

http://youtu.be/vh6DC5TX6rE

 

 

Ecco un video esemplificativo di come Grillo si ponga di fronte al problema delle scie chimiche:

http://youtu.be/pmi4ABtlBlY

 

Per chi volesse saperne ancora riporto un articolo di Sandro Pascucci dove si parla anche dei Meetup di Beppe Grillo.

http://www.signoraggio.com/signoraggio_lacantatadeigrillini.html

 

Fonte:

http://oriefeiro.wordpress.com/2008/01/27/dossier-beppe-g-parte-1/

http://oriefeiro.wordpress.com/2008/02/03/dossier-beppe-g-parte-2/

http://oriefeiro.wordpress.com/2008/02/05/dossier-beppe-g-parte-3/

 

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CASALEGGIO STRATEGA E GRILLO GIULLARE DEGLI ILLUMINATI?

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/casaleggio-stratega-e-grillo-giullare-degli-illuminati/182305638564346

 

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Qui il post di Mastrangeli Marino che "sogna" gli Stati Federali d'Europa in un delirio Kantiano. Strano, scompaiono misteriosamente i commenti sul signoraggio e restano i deliri proeuropeisti e globalisti.

 

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/05/fondiamo-la-repubblica-federale-degli-stati-uniti-deuropa-e-poi-la-repubblica-federale-degli-stati-u.htm

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Altra dichiarazione di Grillo che mi fa riflettere è:

 

"Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa.

Mangiare carne fa parte della mia natura."

Fonte: http://www.beppegrillo.it/2006/03/325000_cuccioli.html

 

 

 

[...]Caro Beppe Grillo, lei è consapevole che mangiando la carne delega qualcuno ad uccidere per lei degli esseri innocenti che come noi amano la vita e hanno terrore di essere uccisi? Lei è consapevole che ogni volta che consuma un solo chilo di carne sta distruggendo: 50 mila litri di acqua (in un mondo in cui un miliardo e mezzo di esseri umani non hanno accesso all’acqua potabile), sta distruggendo 6 mq di foresta, 15 kg di derrate alimentari (i cereali per un solo hamburger sfamerebbero 40 bambini per un giorno), sta consumando un litro e mezzo di petrolio, sta contribuendo all’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra e soprattutto sta dando cattivo esempio? Lei è consapevole che l’alimentazione carnea è una delle cause più dirette della fame nel Terzo Mondo?

 

Se lei è consapevole di questo ma ritiene ugualmente legittimo mangiare la carne con la scusante che “gli piace” allora in lei c’è una grave e profonda contraddizione e dimostra di essere lontano da quella nuova dimensione civile, morale e spirituale che va emergendo negli ultimi decenni. Ma ciò che è più grave è che lei, persona di cultura e di vasti interessi sociali dimostra di essere totalmente indifferente verso il dolore, la schiavitù e l’agonia della morte di tanti animali che vengono sacrificati per il piacere del suo stomaco. [...]

 

http://laverabestia.org/read_post.php?id=259&user=18

 

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Altri articoli correlati:

 

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http://www.nocensura.com/2012/07/beppe-grillo-non-parla-del-meccanismo.html

 

Casaleggio minimizza coi media, ma le inchieste bruciano ancora!

http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=1526&Itemid=89

 

SENZA TANTI GRILLINI PER LA TESTA

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=295700177185278&set=a.244897705598859.59979.173278516094112&type=1&theater

 

Monologhista un caz

http://ilseniomormora.blogspot.it/2008/01/monologhista-un-caz.html

 

Rispondere in coscienza

http://www.distantisaluti.com/rispondere-in-coscienza/

 

Per il diretto, contro l’immediato

http://www.simonemorgagni.it/2008/01/10/per-limmediato-contro-il-diretto/

 

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http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1012422/Grillo-sputa-su-tutti-ma-si-prende-i-soldi-pubblici.html

 

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L’ombra di Grillo

http://www.liquida.it/preview/enrico-sassoon/19747153,19752811,19747153,19685190,19732006,19647806/?r=aHR0cDovL3d3dy5saXF1aWRhLml0L2Vucmljby1zYXNzb29uLw==

 

Gianroberto Casaleggio, l’uomo che ha inventato Grillo

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Dietro il 5 stelle

http://www.liquida.it/preview/enrico-sassoon/19647806,19752811,19747153,19685190,19732006,19647806/?r=aHR0cDovL3d3dy5saXF1aWRhLml0L2Vucmljby1zYXNzb29uLw==

 

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Dai Fasci allo Sfascio. Dal Signoraggio al Signorsì

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BEPPE GRILLO ,DALLA PENTOLA ALLA BRACE

http://www.liquida.it/preview/enrico-sassoon/18436066,19752811,19747153,19685190,19732006,19647806/?r=aHR0cDovL3d3dy5saXF1aWRhLml0L2Vucmljby1zYXNzb29uLw==

 

Parma Amministrative 2012: dai Gangster allo Sciamano

http://www.liquida.it/preview/enrico-sassoon/19554069,19752811,19747153,19685190,19732006,19647806/?r=aHR0cDovL3d3dy5saXF1aWRhLml0L2Vucmljby1zYXNzb29uLw==

 

Perchè Beppe Grillo non parla di ...?

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4000

Coincidenze inquietanti o realtà ?

http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/7434609

 

Movimento 5 Stelle: una telefonata a Casaleggio e scoppia il caos

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/retroscena-telefonata-casaleggio-scoppia-caos/240703/

 

Sputtanato il vero BEPPE GRILLO! (incubo pascucci..).mp4

http://youtu.be/MgCvOj3XA64

 

La verità sul "Movimento5Stelle": testimonianza di un'ex collaboratrice del movimento

http://ilblogdimariogalli.blogspot.it/2012/05/la-verita-sul-movimento5stelle.html?spref=fb

 

Mo-V: MoVimento 5 bravi massoni

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/il-movimento-5-stelle-%C3%A8-un-partito-fondato-dai-massoni-casaleggio/134645686663675

 

Il Movimento 5 Stelle è un partito fondato dai massoni Casaleggio

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/mo-v-movimento-5-bravi-massoni/170138513114392

 

Beppe Grillo, la Casaleggio e le Società Segrete (Massoneria e logge massoniche) e Censure sul Blog

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/beppe-grillo-la-casaleggio-e-le-societ%C3%A0-segrete-massoneria-e-logge-massoniche-e-/134673933327517

 

Berlusconi insegue il MoVimento. Grillo fa scuola nel Pdl

http://www.dirittodicritica.com/2012/05/15/berlusconi-grillo-comunicazione-38179/

 

UN COMICO DOVREBBE SCHERZARE E FAR RIDERE…

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=392377127472964&set=a.203850969658915.50178.203501443027201&type=1&theater

 

BEPPE GRILLO E LA POLITICA COME OPPIO DEI POPOLI

http://edizionisicollanaexoterica.blogspot.it/2012/05/beppe-grillo-e-la-politica-come-oppio.html?spref=fb

 

Inchiesta sulla Casaleggio Associati, gli editori di Grillo

http://www.stampalibera.com/?p=21750&fb_source=message#more-21750

 

CINQUESTELLE/ Il potere Casaleggio decide dall’alto? Grillo difenda l’autonomia di Pizzarotti e del movimento

http://www.infiltrato.it/notizie/italia/cinquestelle-il-potere-casaleggio-decide-dall-alto-grillo-difenda-l-autonomia-di-pizzarotti-e-del-movimento

 

Simboli massonici e movimento 5 stelle.

http://www.granloggia.it/GLDI/Default.aspx/NewsDet.aspx?qry=NewsDet&PageID=1855&fb_source=message

 

BEPPE GRILLO ,JP MORGAN,CASALEGGIO,ECCO I COLLEGAMENTI

http://www.movimentorevolution.it/beppe-grillo-jp-morgancasaleggioecco-i-collegamenti.html

 

Ecco perché il Movimento 5 Stelle non può rappresentare il VERO cambiamento

http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-perche-il-movimento-5-stelle-non.html

 

Il gioco delle tre carte: a Parma il sindaco grillino taglia le indennità ma aumenta i rimborsi per sé e la sua giunta

 

http://www.parmasera.it/politica-cittadina/giunta-pizzarotti-sale-di%2015mila-euro-la-quota-per-trasferte-e-indennita-degli-assessori.jspurl?IdC=1618&IdS=1618&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=24830&tipo=0&css&com=c

 

DOSSIER

Nota F.M.Lovati

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=417001728333042&set=a.329421563757726.80939.100000696559010&type=1&ref=nf

 

DOSSIER

Giuseppe D'Angelo

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=405713716141913&set=a.103484763031478.1981.100001098651659&type=1&theater

 

 

 

 

Una carta del gioco degli Illuminati

"Leader carismatici"

 

 

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E A CHI, DOPO AVER LETTO CI CHIEDE QUALE SIA L'ALTERNATIVA, NOI PENSIAMO POSSA ESSERE QUESTA

 

http://www.perilbenecomune.net/index.php?p=24:1:2:113

 

LEI è LA PRESIDENTE DEL MOVIMENTO

 

http://www.youtube.com/watch?v=I31frCVHBH0

 

http://ilpuntotv.blogspot.it/

 

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Nota in aggionamento.

[chiaralyn] -

Fonte: orwell 2012 da Facebook    untitled-copia-1.png

commenti

VERTICI DELLA FINLANDIA IN ITALIA PER DISCUTERE LE DISMISSIONI DEL PATRIMONIO PUBBLICO. LO SAPEVATE ?

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Si parla di uscita della Grecia dall’Euro ma anche dell’ipotesi di uscita da parte della Finlandia. e . Ovviamente molto di quanto sta accandendo è “romanzato” dai media che spesso dicono mezze verità o sputano sentenze senza sapere asolutamente dove si potrebbe andare a parare.

Abbiamo assistito alla diatriba Asmussen – Weidmann direttamente dall’intero della Bundesbank….

La Bce fa “filtrare” le linee guida di quanto deciderà nella riunione del 6 settembre con il nuovo piano di acquisti dei bond in funzione anti-spread, distanziandosi dalle posizioni oltranziste della Bundesbank che accusa Mario Draghi di voler finanziare gli Stati in modo indiretto, attraverso un intervento di Jörg Asmussen, il membro tedesco del bord dell’istituto centrale.
L’intera discussione in seno alla Bce «si orienterà sul principio che qualsiasi riserva sul fatto che si tratti di un finanziamento ai Governi contrario ai Trattati venga cancellata», ha premesso Asmussen per cercare di evitare frizioni con il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann.
Il nuovo piano di acquisti di bond della Bce, presentato in sintesi a inizio agosto e in via di definizione, sarà strutturato in modo tale «da non ripetere l’errore commesso con l’Italia l’estate scorsa, quando la Bce ha acquistato titoli di Stato italiani e il tempo guadagnato non è stato purtroppo usato per le necessarie misure di aggiustamento». Il riferimento esplicito è al governo Berlusconi che – non appena l’allora presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, diede il via all’aquisto di bond italiani – frenò sul varo delle riforme accordate in precedenza con la famosa lettera contenente i punti da recepire per recuperare la competitività perduta, spaventato dall’impopolarità delle riforme (liberalizzazioni, mercato del lavoro, tagli di spesa).
Lo ha detto Jörg Asmussen, membro tedesco del Comitato esecutivo della Bce ed ex consigliere economico del Cancelliere tedesco Angela Merkel, in un discorso tenuto ad Amburgo. (Source)

abbiamo assistito alla “Euroconversione” della nostra signora di Berlino, Tata Merkel…

«Ich will Europa», voglio l’Europa. A Berlino impazzano le baruffe inter-tedesche sul futuro della moneta unica e della Ue, sull’espulsione della Grecia dal club, sulla presunta eccessiva disinvoltura della Bce di Mario Draghi nella gestione delle crisi. Ma questa volta Angela Merkel non tentenna, invita tutti alla cautela nell’uso delle parole e tira dritto. Ha ormai maturato la sua scelta di campo, il cancelliere, tanto da far circolare un video per spiegare la «sua Europa», le ragioni di una politica che vorrebbe veder realizzata a tamburo battente. Magari con l’avvio già in dicembre dei lavori di una nuova Convenzione per un’altra riforma dei Trattati europei. Nonostante i pesanti incerti dell’avventura. (Source)

Questi sono i media, ormai li conosciamo. Stupisce però che altre notizie non vengano invece considerate. Per esempio questa che ha scovato il grande Lampo ieri sera navigando su siti finlandesi…
Ebbene cari lettori, lo sapevate che proprio oggi avremo delle visite? Verranno a trovarci gli amici della Finlandia. Il motivo? Capire come l’Italia potrebbe mettere in sicurezza il suo debito vendendo il patrimonio pubblico e/o garantendo con asset reali.

Il giornale da cui è tratta la notizia è l’indicibile Yle Uutiset.
Vi lascio un pezzo della traduzione (tramite Google translate). Ovviamente è MOLTO relativa ma il senso è comprensibile…

Finlandese ufficiale top management di recarsi a Roma il Martedì tranquillamente discutere l’italiano con alti funzionari su come ottenere prestiti agevolati italiani.
Finlandia ha proposto al vertice di giugno che l’Italia possa dare i propri beni in garanzia, al fine di tasso di interesse pressioni hellittäisivät e per facilitare l’accesso ai mercati del credito. La proposta della Finlandia è stato pesantemente criticato, ma la notizia Yle che il primo ministro italiano Mario Monti è ora interessato alla proposta finlandese.
Ecco perché, tra le altre cose, il segretario del Primo Ministro di Stato per gli affari europei Kare Halonen e il Ministero Sottosegretario Martti Hetemäki volare a Roma il Martedì. Lo scopo è quello di discutere, potrebbe in qualche modo in Italia la Finlandia ha proposto l’utilizzo di titoli di debito garantiti.
Le decisioni non sono ancora stati fatti, e l’Italia cerca di gestire senza discussione pubblica.Segretario di Stato Martin Hetemäki non ha voluto commentare le richieste di trasmissione notizie Yle. L’incontro è per discutere del futuro dell’euro in generale.

Droga si pensa sia stata la depressione efficaci

Finlandia offre in Italia della sua stessa medicina. Nel 1990 la recessione Finlandia ha dato la proprietà dello stato come garanzia nel prendere il mercato dei prestiti. Il governo finlandese ritiene che è stata facilitata dalla Finlandia recessione, l’accesso al credito e il finlandese ha aiutato nel recupero dalla depressione.
Ora l’Italia vuole sentire la proposta finlandese, come il primo ministro Mario Monti, interessato a tutte le nuove idee. Monti guidato attraverso le riforme di crisi economica non sono ancora stati convinti del mercato italiano, capacità di far fronte. I tassi di interesse sui prestiti huitelevat ancora pericolosamente alta.
Secondo un finlandese idea – dando la proprietà dello stato in garanzia – Italia potrebbe prendere in prestito a tassi di interesse più bassi. Questo tempo supplementare dovrebbe Italia fino a quando i mercati sono convinti che le riforme economiche italiane per sollevare i piedi, e, quindi, si spera, l’italiano non dovrebbe essere il prossimo paese a chiedere assistenza in coda. (Source)

Cari signori dei giornali, perché non pubblicare anche queste notizie, oltre alle solite diatribe senza capo ne codà tra Merkel & Co?

STAY TUNED!

DT -

Fonte: intermarketandmore.finanza.com

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E' IN ATTO UNA RIFORMA " OCCULTA" DELLA GIUSTIZIA. QUELLO CHE NON VI DICONO

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Da circa 4 anni conduco una battaglia sul campo contro il precariato e i rischi di “abusi” derivanti dalle privatizzazioni dell’informatica giudiziaria. Non meno importante il ruolo assunto da Finmeccanica riguardo al sistema delle intercettazioni.

Su tale gigantesca questione regna il silenzio. Spesso mi chiedo se la “lotta mediatica” riguardi effettivamente la Giustizia dello Stato e del Popolo o soltanto i rapporti di forza fra “centri di potere”.

“In prima fila a mettere le mani sulla gestione centralizzata dei dati giudiziari con accesso “da remoto” abbiamo Telecom Italia e Finmeccanica con le sue controllate. Telecom Italia, società indagata e condannata assieme a Pirelli per l’attività di spionaggio illegale realizzata anche attraverso intrusioni informatiche. Finmeccanica, coinvolta in diversi guai giudiziari, mira a mettere le mani sul sistema unico delle intercettazioni e recentissimamente
[aprile 2011] scoppia l’inchiesta che mette sotto accusa l’impresa, il PD e la fondazione D’Alema per favoreggiamenti nell’assegnazione degli appalti in cambio di denaro. Elsag Datamat, altra società protagonista del piano di informatizzazione e controllata Finmeccanica, è finita nel mirino degli inquirenti assieme alla Selex Communications (altra società di Finmeccanica) per illecita aggiudicazione di appalti. Secondo l’accusa alcuni dati relativi a determinati indagati sono stati copiati illecitamente generando una fuga di notizie che ha danneggiato l’inchiesta (tg24.sky.it, giugno 2010).

Fonte:http://condividete.altervista.org/giustiziaelavoro/cose-di-cui-non-si-parla-mai-il-controllo-informatico-della-giustizia-italiana/

Scarica il dossier di Lidia Undiemi su

LA RIFORMA “OCCULTA” DELLA GIUSTIZIA E IL GRANDE PIANO DI RIORGANIZZAZIONE INFORMATICA DEL SISTEMA “ITALIA”

Considerate che il dossier e l’articolo di presentazione che vi invito a leggere sono stati realizzati poco più di un anno fa (aprile 2011) e non ho ancora effettuato aggiornamenti, per esempio sull’effettivo stato di attuazione dei processi di informatizzazione e sulle notizie pubbliche relative alle indagini citate all’interno del lavoro. 

Fonte: lidiaundiemi.it  Lidia-undiemi.jpg

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LEI POLVERINI, NOI POLVERE

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

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Fonte: nocensura.com

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IL GEMELLO MALEFICO DEL FRACKING. COSA RUOTA INTORNO ALLA MINIERA DI NURAXI FIGUS

Pubblicato su 30 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

Fratelli minatori del Sulcis, non fatevi intortare. Questo post è scritto da una che – come voi – ha un disperato bisogno di lavorare. Ma sapete cosa implica il lavoro che ora state lottando per ottenere?

I giornali scrivono che vi siete barricati a circa 400 metri di profondità nella miniera di carbone di Nuraxi Figus a Gonnesa, in Sardegna, “per convincere il Governo a sbloccare il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo.” Questo e tutti gli altri link sono in fondo.

In sostanza vogliono costruire una centrale elettrica da 450 MW alimentata col carbone della miniera e spedire nel sottosuolo una parte dell’anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) sprigionatosi dalla combustione del carbone: il cosiddetto Ccs, Carbon capture and storage. Quanta anidride carbonica vogliono seppellire e quanta uscirà comunque nell’atmosfera, non l’ho trovato scritto da nessuna parte (alla faccia della pulizia), ma questo è veramente il meno.

Voglio portare alla vostra attenzione due cose. Primo: la prestigiosa Accademia delle Scienze americana dice che il Ccs può innescare terremotipiù del famigerato fracking.

Seconda cosa. Sul sito della Sotacarbo, la società che ha presentato il progetto per la centrale, si legge che essa ha fatto domanda di finanziamenti per uno studio di pre-fattibilità sull’applicazione della tecnologia ECBM (Enhanced Coal Bed Methane) al bacino carbonifero del Sulcis. Una versione “enhanced”, più potente, del Coal Bed Methane, una tecnica per estrarre metano ddi giacimenti di carbone che è stata a sua volta definita “il gemello malefico del fracking”.

Al Coal Bed Methane viene associato il rischio di inquinamento delle falde sotterranee d’acqua: e l’acqua pulita è indispensabile per ogni forma di vita, per ogni attività umana.

Innanzitutto il Ccs. L’anidride carbonica messa sottoterra per certi versi presenta analogie con lo stoccaggio delle scorie nucleari, nel senso che bisogna individuare un luogo geologicamente stabileper omnia saecula saecolorum, sennò tornerà nell’atmosfera.

La famosa storia della miniera di Asse, in Germania, dimostra che luoghi individuati come geologicamente stabili posso benissimo destabilizzarsi in tempi sorprendentemente brevi.

Fra l’altro la CO2 è, a determinate concentrazioni, un gas letale. In caso si verificasse una fuga consistente?

Ma soprattutto c’è il recentissimo studio del National Research Council (l’Accademia delle scienze americana) intitolato “Induced Seismicity Potential in Energy Technologies”, 300 pagine sulla relazione fra i terremoti e l’uso di varie tecniche legate all’energia: estrazione di idrocarburi con metodi convenzionali, fracking, Ccs e quant’altro.

Lo studio ha analizzato da questo punto di vista i terremoti verificatisi in passato. Non dice se e dove una tecnica è in grado di innescare terremoti. Però è illuminante. Cito una parte del riassunto che ne ha fatto il prestigioso Scientific American; il neretto è mio:

Overall, technologies that basically balance the amount of fluid removed or injected, such as conventional oil wells, induced fewer seismic events than those that involve net injection or extraction. “The two techniques with the largest imbalance are carbon sequestration and wastewater injection,” said Murray Hitzman (…) chairman of the committee that wrote the report

Se un geologo vorrà fornire una migliore traduzione tecnica, i commenti sono a sua disposizione. Io leggo:

Nell’insieme, le tecnologie che fondamentalmente mantengono in equilibrio la quantità dei fluidi estratti o iniettati [nel sottosuolo, va da sè] come i pozzi di petrolio convenzionali hanno innescato meno terremoti rispetto a quelle che richiedono estrazione netta o iniezione netta. “Le due tecniche con il maggiore disequilibrio sono il sequestro del carbonio [il Ccs come quello che vogliono fare nel Sulcis] e l’iniezione di acque di scarto”, ha detto Murray Hitzman, presidente della commissione che ha redatto il rapporto.

Ma non è tutto. Il punto d’arrivo sperato per il Sulcis è il ECBM (Enhanced Coal Bed Methane). Significa, detto in parole povere, iniettare nel sottosuolo anidride carbonica allo stato supercritico per fare uscire il metano.

A temperatura ambiente l’anidride carbonica è allo stato di gas. Per portarla allo stato supercritico bisogna sottoporla ad una pressione di circa 7 atmosfere. Diventa una sorta di fluido, e come tale viene iniettata sottoterra. E’ una tecnica analoga al fracking: solo che per far uscire il gas intrappolato nelle rocce iniettano anidride carbonica fluida anzichè acqua.

Non so se arriveranno a questo, ma a questo sperano di arrivare. E’ una tecnica talmente d’avanguardia che non sono neanche ben noti i possibili effetti collaterali.

Nel 2006 uno studio del Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo si è limitato a costruirne un modello. Ho trovato anche uno studio australiano del Csiro, più recente: praticamente un inno sotto forma di stime e previsioni applicate alla realtà locale.

In ogni caso l’estrazione di metano dal carbone è parente del fracking. Di solito si pensa subito al rischio che il fracking inneschi terremoti ma c’è anche un altro problema: la possibilità che una parte del metano fatto uscire sottoterra dalle rocce, insieme ad eventuali altre sostanze, possa raggiungere la falda sotterranea d’acqua. E’ la famosa acqua che prende fuoco del film Gasland.

Ecco, fratelli minatori del Sulcis, voi volete lavorare e nessuno meglio di me può capirvi. Pensate però per favore a ciò che vi chiederanno di fare alla Terra, alla vostra terra. E, vi supplico, non lasciatevi intortare.

Sul Sole 24 Ore operai barricati in miniera a 400 metri di profondità

Dall’ufficio stampa della Regione Sardegna Cappellacci presenta il progetto per il Sulcis

Da Alguer miniera del Sulcis, via libera dall’Ue

Sul sito di Sotacarbo carbone Sulcis e tecnologia ECBM nel Sulcis

Induced Seismicity Potential in Energy Technologies, lo studio dell’Accademia delle scienze americana, e il riassunto che ne ha fatto Scientific American

Su Frack off Coal Bed Methane, il gemello malefico del fracking

Su English Wikipedia ECBM, Enhanced coal bed methane

Su Wikipedia lo stato supercritico

Dallo Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo Enhanced coal bed methane recovery

Dal Csiro australiano Enhanced coal methane bed and Co2 storage in Australian coals

Su Ecoalfabeta il fracking può inquinare l’acqua?

Foto

Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko

29 agosto 2012 - Tratto da: senzasoste.it  ECBM.jpg
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SPAGNA, COMINCIANO GLI ASSALTI AI SUPERMERCATI PER RUBARE GENERI ALIMENTARI

Pubblicato su 29 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Mentre in Italia un uomo che digiunava da giorni è stato sorpreso a rubare in un supermercato ed è stato denunciato...

Una cinquantina di persone ha preso d’assalto ieri un supermercato Carrefour, a Merida, (Estremadura), rubando generi di prima necessita’ in segno di protesta per i tagli alla spesa sociale. Si tratta, secondo fonti della delegazione di governo, di attivisti della Piattaforma per il reddito minimo dell’Estremadura e di associazioni di disoccupati e di cittadini, guidati dal deputato di Izquierda Unida (IU) della regione dell’Estremadura, Victor Casco. I manifestanti sono entrati in massa nella supermercato e, dopo aver riempito alcuni carrelli di olio, riso, pasta, latte e legumi, hanno tentato di abbandonare il supermercato, al grido di ‘El pueblo unido jamas sera’ vencido’. L’esponente di IU ha spiegato in dichiarazioni televisive che i prodotti erano destinati alle “90.000 persone che in Estremadura non hanno lavoro né alcun sussidio e che non sanno cosa mangiare”.

La maggior parte dei carrelli è stata intercettata dagli agenti della sicurezza del centro commerciale, mentre la polizia ha proceduto all’identificazione di coloro che avevano preso parte all’assalto. Un’ analoga azione di ‘esproprio proletario’ era stata realizzata agli inizi di agosto dal Sindacato andaluso dei Lavoratori (Sat) in supermercati di Ecija (Siviglia) e Arcos de la Frontera (Cadice).
Fonte: nocensura.com
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