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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

VOLEVO LIBERARE IL MIO PAESE.......

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Volevo liberare il mio paese dalla dominazione dittatoriale delle forze del denaro che corrompevano il potere, falsavano le istituzioni, insudiciavano le coscienze , mandavano in rovina l'economia e il lavoro.Al regime anarchico dei vecchi partiti , tutti sviliti da ammuffiti scandali politico-finanziari , volevo sostituire , legalmente, uno Stato forte e libero, ordinato,responsabile, che rappresentasse le reali energie del popolo.
 ...Laggiù, nelle steppe senza fine, degli uomini hanno vissuto.
 Lettore, amico o nemico, guardali rivivere; giacchè noi siamo in un tempo in cui bisogna cercare molto per trovare veri uomini, e questi lo erano fino al midollo delle ossa, stai per vederlo."
 Prefazione di Lèon Degrelle al suo libro Fronte dell'Est   leoneee.jpg

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LA CAMERA APPROVA LA NORMA SALVA-YACHT

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Nel decreto liberalizzazioni è contenuta una norma a dir poco vergognaosa, già ribattezzata norma "salva-yacht". No, non è uno scherzo. Poiché il governo Monti è un governo che ci tiene all'equità, così come i nostri deputati, ecco saltare fuori il comma che salva i ricchissimi proprietari di mega barche. Dice il testo: "La legge 171 del luglio 2005 si applica ai paesi europei ed extraeuropei". Ecco fatto. Grazie a queste due paroline, sarà possibile intestare la barcona a società di noleggio fittizie, magari con sede alle isole Cayman, che poi affitteranno la barca al vero proprietario, senza pagare un centesimo di tasse: niente Iva, niente accise sulla benzina (e per uno yacht di grandi dimensioni si fanno pieni di 300.000 euro). Un trucchetto facile facile, un bel regalone agli evasori di lusso. Insieme a quest'altro: la tassa per lo stazionamento nei porti, che serviva a identificare i proprietari di barche, è stata modificata. Ora è una tassa di possesso. Quindi anche qui, basterà immatricolare la barca con un falso nome di una società fittizia, e il gioco è fatto. Così i mega ricchi potranno risparmiare qualche euro in più.

Fonte: isegretidellacasta   yacht.jpg

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L'INGANNO DEL " CAPITALISMO ECOLOGICO "

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Tra le tante critiche che la società moderna muove incessantemente a se stessa, non vi è alcun dubbio che una delle più ricorrenti è rappresentata dalla continua litania di lamentele che i mass-media più o meno quotidianamente erogano a getto continuo sul problema del degrado del territorio e più in generale sull’alterazione dell’equilibrio ecologico del nostro pianeta.
E’ un continuo proliferare di dibattiti, documentari, e inchieste su un argomento che ormai si avvia a diventare una sorta di cattiva coscienza dell’epoca attuale; il problema ecologico sta diventando la valvola di scarico, una delle tante, di un mondo così presuntuosamente sicuro della sua perfezione da consentire perfino che al suo interno si critichino i modelli esistenziali da lui partoriti e spesso imposti.
In realtà il problema è ben più grave, e lo è a tal punto che sarebbe imperdonabile lasciarne il dibattito a chi per sua costituzione mentale ne potrebbe fare tutt’al più, come del resto è accaduto, oggetto di qualche campagna commerciale anche se verniciato alla bell’è meglio di ecologia di accatto.
Tanto per intender5ci, noi siamo convinti che la produzione di milioni di adesivi fabbricati in maledet5ta plastica, anche se inneggianti alla salvaguardia dell’ambiente non rappresentino un contributo fondamentale alla battaglia peraltro doverosa ed irrinunciabile per la salvezza della natura.
Per chi voglia invece con serenità e umiltà cercare di salvare il salvabile il discorso è ben diverso e più serio.
Innanzitutto si tratta di fissare un punto di partenza:
dall’interno del sistema prevalente nel mondo occidentale e cioè dal sistema capitalista non potrà mai venire nessun contributo serio ad un processo di rivalutazione del territorio e dell’ambiente.
Il capitalismo, per sua stessa e immutabile natura non potrà mai considerare il mondo circostante se non con la misura del suo bisogno di profitto; sarebbe quindi sciocco pensare ad un’eccezione nel caso dell’ambiente.
Anzi è doveroso sottolineare che i guai ambientali, il dissesto del territorio, in una parola il problema ecologico, sono sorti all’incirca da due secoli, all’incirca cioè da quando sulla scia degli immortali principi dell’ottantanove la classe mercantile che fino ad allora aveva sfruttato uomini e ambiente in modo artigianale e tra il disprezzo generale, una volta motivata e direi giustificata dal punto di vista ideologico, si è messa a fare le cose in grande e ci ha regalato la società industriale.
Da quegli anni in poi, la terra, le piante, i fiumi, i mari e persino l’aria che ormai cerchiamo di respirare sono diventati generi di consumo e strumenti di guadagno.
Se nel dodicesimo secolo si fosse proposto ad un contadino della campagna romana di andare a trascorrere una settimana nel luogo di “ villeggiatura “ X, cinquecento euro tutto compreso, il buon bifolco avrebbe pensato a qualche diavoleria dello stregone di turno.
Oggi invece le cose sono cambiate, e tutto quello che nei secoli scorsi era considerato come la naturale disponibilità della natura circostante viene venduto come merce pregiata in villaggi e punti di ristoro per facoltosi avvelenati dal progresso.
Il bello è che i proprietari ed i gestori di questa specie di industria del turismo ecologico molto spesso sono proprio coloro che hanno contribuito ad avvelenare l’habitat naturale di quelli stessi che poi si propongono di salvare dall’ambiente da loro reso invivibile.
A tutto questo va poi aggiunto che quasi sempre il prezzo di crescita di questi ultimi paradisi terrestri formato cartolina è la sistematica distruzione dell’equilibrio ecologico e ambientale di quei pochi luoghyi che ancora rimangono incontaminati dalla “ civiltà “.
Altre sono quindi le strade da battere per ce4rcare di uscire da una logica che a tanti appare inarrestabile.
E’ necessario operare anche e soprattutto al di fuori dei circuiti pubblicitari normali, cercando di portare avanti un discorso non relativo soltanto alla denuncia quotidiana dei misfatti che vengono ogni giorno commessi ai danni di quello che resta dell’equilibrio ambientale del nostro povero pianeta.
Occorre far sì che la gente entri in un tipo di mentalità nuova, in un ordine di idee diverso.
Bisogna far entrare nella testa della gente che il mondo che ci circonda non è stato messo lì perché se ne faccia scempio, ma al contrario è stato messo a disposizione dell’uomo affinchè quest’ultimo si identifichi con esso costituendo  un tutto armonico.
E’ necessario che si torni a cogliere in modo che le forze spirituali da essa promanate riescano di nuovo a sintonizzarsi con la religiosità umana.
Non c’è molto tempo da perdere; d’altra parte non bisogna meravigliarsi se quel vecchio signore con la barba bianca che ha regalato a tutti noi il più bel giocattolo del mondo sia stufo di vederne fare scempio da quattro usurai ubriachi di Coca Cola.
E i segni della Sua stanchezza cominciano ormai ad essere evidenti.
C.M.   pontile2-small.jpg

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UN SISTEMA TOTALITARIO DI SCHIAVITU' PLANETARIA

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

 Massoneria e Kali Yuga: un motore che genera notizie false per perpetuare le tensioni La massoneria è sotto il controllo di poteri segreti, che spingono in direzione della fine oscura del Mondo, della crisi finale del Kali-Yuga.

Serge Hutin nel suo libro Gouvernants Invisibles et Sociétes Secrètes (Governi invisibile e Società Segrete)  riproduce un paragrafo delle memorie del sindaco rivoluzionario di Parigi, Bauilly, che dice:


“C’è un motore invisibile che fa correre le notizie false, per perpetuare le tensioni. Questo motore deve contare su un grande numero di agenti, su molto denaro ed una potente direzione spirituale per poter realizzare il suo piano abominevole. Un giorno si conoscerà il genio infernale e la ragione di fondo”.

Non sorprende ormai nessuno, allora, sapere che segretamente si lavora per la bolscevizzazione mondiale, cioè per il raggiungimento dell’ultimo gradino dell’involuzione del Kali-Yuga: l’impero mondiale degli schiavi, il Regno degli uomini-formiche.


In un sistema come quello bolscevico, dove tutto si centralizza sotto la direzione dello Stato, chi controlla lo Stato controlla tutto. Le finte democrazie ormai, non servono più come sistema di controllo planetario, in un mondo in cui l’esplosione demografica e la rivoluzione tecnologica materialistica sono le coordinate basilari. Solo il sistema bolscevico può servire ora al controllo, solo la schiavitù planetaria. Malgrado la commedia del “Buon Uomo”, sono coloro posti nei governi scelti-non scelti dal popolo i mandanti esecutivi per la realizzazione di questo sistema totalitario di schiavitù planetaria.

Per i dirigenti segreti, per coloro che prendono tutte le decisioni e non si lasciano mai vedere alla superficie del potere politico di questo tenebroso mondo, gli stessi mandanti esecutivi sono solo uno strumento utile per il raggiungimento dei fini che li trascendono, qualcosa come i microbi, che portano un cadavere alla dissoluzione.

Per attuare ciò, però, si deve distruggere la tradizione e la nobiltà d’animo di ogni tipo umano diverso, alto; di ogni popolo con un senso eroico della vita, in cui “ciò che è oltre la vita” ha un valore più alto della vita. Nel mondo abbiamo già avuto esempi visibili della distruzione sistematica dell’agricoltura e della tradizione storica. Tutte le correnti intellettuali e religiose imposte a questo Mondo nei millenni, sono razionalistiche. Lo sono la filosofia e la scienza. Si vuole far credere che la chimica materialistica abbia la sua origine nell’Alchimia, che sarebbe stata “una chimica ingenua e superstiziosa” , prodotto dell’ignoranza medievale. Si pretende di disconoscere che l’Alchimia non ha avuto niente a che fare con la chimica, semmai però con la medicina spagirica (*).

Nella grande crisi del Kali-Yuga sono stati confusi tutti i valori e i concetti. La Cavalleria Iniziatica dei monaci-guerrieri si trasforma negli eserciti di professione con ufficiali e soldati al servizio di ambizioni nazionalistiche, nella lotta di tutti contro tutti.

Esiste una via d’uscita da tutto questo?
Sicuramente sì. Ne esistono due.

La Prima via porta al completamento del processo di autodistruzione.

La Seconda via passa dalla consapevolezza del fatto che l’entropia ha la sua uscita di emergenza in un’energia superiore, che irrompe dal divino e ci proietta in una dimensione diversa, perché non viviamo in un’universo ermeticamente serrato. Ma, affinché questa energia spirituale possa penetrare in un mondo dominato dall’entropia e vincere la decadenza e la morte, si richiedono menti e personaggi altissimi, capaci di ricevere questa energia per scardinare le strutture di questo mondo, senza paura dell’ignoto e della perdita del mondo conosciuto. Personaggi che nella loro essenza siano i più forti, i più puri, i più belli. Solo per mezzo dell’Uomo Immortalato potremmo vincere l’entropia e il Kali-Yuga potrà essere superato, rimontando l’involuzione.

Non esistono altre strade, la via d’uscita è dentro di noi e noi siamo i diretti responsabili di tutto ciò che è e sarà, perchè non viviamo in un’universo ermeticamente serrato e nostra è, ed è sempre stata, la scelta.


(*) Il nome “spagirica” proviene da due radici greche, “spaein” che significa estrarre e “ageirein” che significa riunire. La Medicina Spagirica si basa sulla convinzione che nell’uomo sano le forze dense e sottili sono in perfetto equilibrio e che la malattia interviene quando tale equilibrio è spezzato. 
La malattia dipenderebbe dunque da squilibri energetici che si manifestano solo in un secondo momento anche sul piano fisico. Per curare la malattia è necessario agire innanzitutto sulle parti piú sottili dell’uomo.


Tratto da Reset Italia   18187070224121105.jpeg

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LO TSUNAMI CHE CI ASPETTA

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Ringrazio Gisella che mi ha mandato la notizia che leggete cliccando qui.
Quelle poche righe ci dicono moltissime cose.
In primo luogo, esse sono l'ennesima prova che la presunta "guerra" dollaro-euro semplicemente non ha senso.
Con buona pace di quanti difendono l'Euro perché si illudono che prima o poi possa svolgere un ruolo di contrasto al dollaro, il mondo semplicemente guarda da altre parti, e si libera dell'uno e dell'altro.
In secondo luogo l'articolo mostra l'irritazione dei Paesi BRICS nei confronti di un occidente che inonda le banche con denaro a costo bassissimo.
Grazie alla libera circolazione di capitali, ovviamente le banche dirigeranno questi denari laddove vi sono maggiori prospettive di crescita, cioè proprio nei BRICS, eppure loro non sembrano affatto contenti di attrarre questi investimenti stranieri. E il motivo è semplice: sanno che tutto ciò creerà bolle speculative favorendo forme
di indebitamento destinato a risultare difficilmente solvibile. E' il meccanismo che ha portato alle crisi dei mutui subprime. E le bolle prima o poi scoppiano, come appunto quella dei mutui subprime.
Ma non è tutto. Se i BRICS si lamentano è perché gli investimenti arrivano da loro. Cioè buona parte dei soldi che, per esempio, la BCE ha elargito con le due recenti operazioni di LTRO (mille miliardi di euro) arrivano in asia o in sudamerica.
Il che vuol dire che quegli investimenti non vengono effettuati qui.  Dunque la BCE sta creando fiumi di denaro per foraggiare le banche, al fine di risollevare le economie europee che sono alla canna del gas. Ma quei soldi finiscono in investimenti in asia. Non tutti, ovviamente, ma buona parte. Un'altra parte va in titoli di stato per abbassare un po', momentaneamente, gli spread (così le banche lucrano sui differenziali).
E i soldi che restano qui, almeno servono a qualcosa di buono? C'è da dubitarne.
Il fatto è che se la BCE mette a disposizione denari liquidi, finisce per favorire l'indebitamento privato nei paesi dell'eurozona con più alta inflazione (cioè dove indebitarsi "costa meno" perché quando si dovranno restituire i soldi presi a prestito, l'inflazione ne avrà eroso il valore).


Il risultato è che chi è già indebitato continua ad indebitarsi. E lo fa, prevalentemente, nei confronti dei Paesi con inflazione più bassa, perché più competitivi (si compra lì). A questo punto dovrebbe agire il riequilibrio classico della legge della domanda e dell'offerta, cioè l'aumento dei prezzi (e dei salari) nei Paesi con inflazione bassa.
Ma sappiamo che ciò non avviene a causa delle politiche tedesche di contenimento dell'inflazione e di moderazione salariale, che lo impediscono.
Così non avviene nessun riequilibrio, e i soldi della BCE si trasformano in benzina sul fuoco degli squilibri di inflazione che sono alla base della crisi dell'eurozona.
L'unica speranza che possiamo avere è che quanto prima saltino l'Euro e l'Unione Europea. Altrimenti, quando tutti questi nodi arriveranno al pettine, lo tsunami che ne conseguirà sarà davvero devastante.

Fonte: ilmainstream  cappio

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" A LETTO MCON IL NEMICO": IL COMANDO SUD DEGLI USA SBARCA IN ARGENTINA

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

L’alternativa che l’ex senatore nazionale e attuale governatore della Provincia del Chaco Jorge Capitanich, promotore da molti anni di quella che lui stesso ha definito una “nuova alleanza strategica con gli Stati Uniti”, sta esponendo, comincia a dare concretamente dei risultati con la prima base militare del Comando Sud in Argentina, stabilitasi con un pretesto apparentemente innocuo, ovvero quello di fornire aiuti umanitari per i casi di catastrofe naturale. Il sito ufficiale del Governo del Chaco ha riferito le parole di Edwin Passmore, il comandante statunitense del Comando del Sud che si è riunito alcune settimane fa con il Governatore Jorge Capitanich: “Rimane solamente da dotare la base di tecnologia informatica e ammobiliarla, per poi culminare con la formazione del personale”1.
Fino a questo momento l’iniziativa “umanitaria”, che si presenta come strumento di supporto per il controllo delle catastrofi da parte di una superpotenza nei confronti di una repubblica del sud, non ha ottenuto un rilievo significativo nella stampa argentina. Quest’ultima, che non tarda a denunciare le azioni del governo dipingendole in modo disastroso, è molto restia all’investigare e denunciare le azioni degli Stati Uniti nella regione ed in Argentina.
Il primo approccio alla questione della base straniera passa attraverso l’argomento utilizzato dal Chaco (e anche dall’Argentina, dal momento che questo tema/problema è stato approvato dall’ex-ministro e attuale senatore Aníbal Fernández, nonchè dal governo del Chaco a suo tempo) sul “perché si necessita di un particolare aiuto straniero per essere preparati ad affrontare una potenziale situazione di catastrofe naturale”, se lo Stato nazionale ne ha le risorse, il personale e gli organismi da anni preparati per eventi come quelli che si pretende di coprire. Tuttavia, nel caso improbabile che ci siano delle mancanze in quell’area, non è chiaro il motivo per cui non si ricorre ad organizzazioni internazionali specializzate (la Commissione dei Caschi Bianchi, l’Organizzazione Panamericana della Salute, UNICEF, Croce Rossa) e al loro posto si richiede l’intervento di un organismo militare di una potenza straniera attraverso il Comando del Sud.
 Cos’è il Comando del Sud? E’ un organismo che da anni pretende di essere l’organizzazione leader tra le agenzie esistenti nel Nord America (Dipartimento di Stato, CIA, DEA, ecc.) per garantire “la sicurezza, la stabilità e la prosperità in tutta l’America”. Questo ruolo del Comando del Sud va inserito nel crescente potere del Dipartimento della Difesa nella politica estera degli Stati Uniti, ovvero in un ampio piano indipendente dal risultato degli altri conflitti globali nei quali gli Stati Uniti sono immersi ed indipendente anche dagli obiettivi a lungo termine delle “variazioni” nell’amministrazione statunitense. Dobbiamo quindi classificare il XXI secolo come un secolo che non è, e non sarà, pacifico. Il dinamismo politico che lo trascina si esprime ogni volta in termini militari.
 Da quando gli Stati Uniti hanno cominciato a perdere influenza nell’America Latina, sia economicamente che politicamente, il ruolo della presenza statunitense si è concentrato attorno al Comando del Sud, che ha preteso di imporre la propria presenza imperiale nelle terre latinoamericane, come facevano i Proconsoli all’epoca dell’Impero Romano. Per quanto riguarda la sfera economica, la Cina, l’India, la Russia e l’Unione Europea si sono trasformate in partner importanti nella regione, spostando così il primato statunitense detenuto nel XX secolo. Politicamente, l’America Latina, ma soprattutto l’America del Sud, ha cominciato dei processi di integrazione che si sono consolidati a partire dal Mercosur, per giungere al UNASUR, all’ALBA e al CELAC, che non la comprendono. Ignorare tutto questo è un fatto molto grave, soprattutto quando si devono stabilire alleanze strategiche per le conseguenze che comportano. Inoltre, uno dei nuovi strumenti d’azione del Comando del Sud, per rendere la sua presenza meno sospettosa e più piacevole agli occhi delle popolazioni, sono le iniziative di carattere umanitario, che in realtà non sono né innocue né neutre. Si presentano con basi militari, che non sarebbero né militari né basi, ma Centri di Sicurezza Cooperativa. Questi sono i nuovi concetti “flessibili” del Pentagono per quanto riguarda le “basi militari” con un margine vago nelle attività civili, che massimizzano la “confusione” nell’opinione pubblica2.
Ma non è una coincidenza che il Governatore del Chaco Jorge Capitanich abbia iniziato una crociata per fondare ”l’Unione americana”, quando nel settembre del 2010 ha ricevuto una delegazione di legislatori statunitensi invitati da una Fondazione locale, c’è sempre una Fondazione che “facilita” gli incontri. Il governatore l’ha convocata per costruire una relazione strategica tra il Nord ed il Sud America perché il continente, una volta unito, possa riposizionarsi come una potenza mondiale. Capitanich ha dichiarato di difendere quest’idea: “Insieme saremo la più grande riserva mineraria, di acqua dolce, di alimenti, di energia, industria culturale, d’attrattiva turistica, di talento delle risorse umane e di tecnologie legate ai processi produttivi”, ha spiegato il governatore come se fosse in veste di presidente. Ha concluso il suo discorso affermando che “dall’America del Sud vediamo con tristezza che gli Stati Uniti non ci considerano un alleato”3, e ipotizzando che la crisi sia un’opportunità per potenziare le relazioni. “Difendo un’alleanza strategica e sono disposto a lottare per questa idea” ha dichiarato al termine dell’incontro.
Queste affermazioni, che si concretizzano attraverso una base di aiuti umanitari stabilita nella sua Provincia, ci portano a porci la seguente domanda: questa politica è coerente con l’idea di integrazione del continente sudamericano senza l’interferenza degli Stati Uniti, che sostengono la maggioranza dei paesi della regione e che il governo nazionale appoggia e sostiene? Evidentemente no. Cosa succederebbe al UNASUR e al CELAC se l’idea dell’Unione Americana che promuove Capitanich ed il Consiglio della Difesa Sudamericano prosperasse? Sicuramente tutti gli sforzi realizzati in questi anni, di abbandonare la fase di dipendenza dalla quale abbiamo preso cattive politiche nazionali favorite dalla potenza umanitaria che oggi ci viene ad aiutare con le basi, sarebbero stati vani. Il governatore sta fomentando nuovamente la balcanizzazione -divisione- dei paesi sudamericani nel XXI secolo? Ovviamente, vista la sfiducia che queste azioni creeranno. Qual è il vero ruolo che giocherà la basa umanitaria monitorando una regione che si presenta come instabile, come quella “costruita” del Chaco? Per esempio, questo mese il capo del Comando del Sud, Douglas Fraser, ha messo in guardia sulla possibilità di “turbolenze geopoltiche” in Bolivia. Un altro esempio sono le ricorrenti relazioni annuali sulla presenza terroristica internazionale nella triplice frontiera – che non ha dimostrato nulla efficacemente – o ancora, la sua interferenza nella zona con il pretesto di “aiutare” a combattere il narco-traffico, che spinse il Presidente Evo Morales a dichiarare quanto segue (e che noi condividiamo): la lotta contro la droga è lo strumento geopoltico degli Stati Uniti per dominare nella nostra regione4. Questa base umanitaria si trova in una zona ricca di risorse naturali che le potenze occidentali vorrebbero controllare, specialmente dopo che “l’acqua” è stata elevata a risorsa strategica dal Pentagono assieme al petrolio e al gas.
Mentre il governo nazionale inizia una campagna internazionale per convincere il mondo che il partner degli Stati Uniti, il Regno Unito, militarizza l’Atlantico del Sud con l’aumento delle basi militari nelle Malvinas, un governatore, Jorge Capitanich del Chaco, autorizza legalmente una base militare nel territorio continentale, che funge da “cavallo di Troia” del Comando del Sud in Argentina.
Non esiste, quindi, modo migliore per descrivere l’attuale situazione del Chaco che col detto “A letto con il nemico”.
Fonte: geopolitica-rivista - (Traduzione di Serena Bonato)   capitanich_se_rie1_6i767hgf0k8wcks40gw84kwg8_brydu4hw7fso0k.jpg

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UN CITTADINO RISPONDE A MONTI SUL POSTO FISSO

Pubblicato su 31 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Il video originale è stato creato da ma55y. Questa è la risposta di un Italiano, che crede ancora nei valori della democrazia, alle deliranti dichiarazioni di Mario Monti, un premier eletto da nessuno, nominato senatore a vita senza merito e membro di organizzazioni segrete, che vogliono imporre al mondo un nuovo ordine mondiale. Menti deliranti che pensano di essere onnipotenti e calpestano la dignità e il rispetto che ogni uomo merita. Bisogna combattere i progetti criminali di queste persone e non accettare mai le loro idee perverse. E' assolutamente necessario che il popolo si svegli per riprendersi la sovranità perduta e dire no ai progetti perversi di questi fuorilegge.
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IL POPOLO UNGHERESE SI RIBELLA ALL'EUROPA DEI BANCHIERI

Pubblicato su 30 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Condividiamo la filosofia dell'articolo. Come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni la responsabilità, totale e completa, di questo disastro economico è solo ed esclusivamente dei politici, delle banche in seconda battuta. La colpa è dei politici perchè sono loro che abdicano ad una funzione fondamentale dello Stato: emettere la propria moneta. Sono i politici, che hanno la gestione dello Stato, ad autorizzare la banca ad emettere moneta al loro posto, sono loro che consentono il controllo della BCE sugli Stati sovrani. Ma cosa potrebbe fare la BCE se anche i nostri si comportassero come Orban ? Nulla.

Pertanto il nemico principale è chi dovrebbe rappresentare lo Stato e non lo fa, demanda ad altri ( la BCE ) la gestione dell'economia del nostro Paese.

Lo Stato siamo noi, i cittadini, e questa classe di arraffatori ci ha venduto agli stranieri, ci ha fatti diventare schiavi.

Non condividiamo la parte finale dell'articolo in quanto consideriamo la Lega Nord perfettamente inserita in questa logica di svendita della Nazione.

Claudio Marconi

 

Il nuovo Paese entrato nel mirino dell’Europa dei banchieri, dopo che Grecia ed Italia sono miseramente cadute senza neanche un minimo tentativo di autodifesa, è l’Ungheria. Il Premier Victor Orban, eletto con il 70% dei suffragi che gli sono valsi 206 dei 265 seggi in Parlamento, si è infatti “permesso” di varare una nuova Costituzione grazie alla quale la Banca Centrale Ungherese viene posta sotto il controllo del Parlamento magiaro. Un provvedimento sacrilego per la nostra Europa che cammina a braccetto con le lobbies dei banchieri in quanto il controllo del Parlamento sulla Banca Centrale permetterebbe all’Ungheria di stampare moneta priva di debito. Lo Stato, infatti, detenendo la proprietà sulla moneta che stamperebbe, non pagherebbe interessi alla casta delle banche e annullerebbe il “signoraggio bancario”, ossia il reddito percepito da chi emette moneta (la banca) pari alla differenza tra il valore della moneta (valore nominale) e il suo costo di produzione (valore intrinseco). Per fare un esempio, se uno Stato prende in prestito una banconota da 100 euro (valore nominale) dalla Banca Centrale, la quale ha stampato quella banconota spendendo, tutto compreso, solo 30 cent (valore intrinseco, ossia costo di carta e inchiostro, dato che il valore di 100€ è fittizio in quanto la moneta emessa non ha più nessuna contropartita aurea come invece era in principio), al momento della restituzione della somma lo Stato dovrà dare alla Banca, prelevandoli dai cittadini, i 100 euro iniziali più gli interessi (tasso di’interesse ad esempio 2,5%). Quindi, il signoraggio su una singola banconota sarebbe di 102,5-0,30=102,20 euro. Tutto ciò, come è comprensibile, non risulta tollerabile dall’Europa delle banche perché, se l’esempio ungherese venisse seguito da altri Stati, sarebbe la fine dei poteri forti che stampano solo carta a costo irrisorio mettendo su di essa un valore nominale a piacimento, ma un valore reale e tangibile per i cittadini che guadagnano e pagano le tasse con il lavoro.
 
Il “sacrilegio” è valso la minaccia di applicazione dell’articolo 7 del Trattato UE secondo il quale il Consiglio UE può sospendere alcuni dei diritti allo Stato membro in questione, quello di voto del  rappresentante di tale Stato in seno al Consiglio. A differenza di Grecia e Italia, però, l’Ungheria, per il momento, non accetta che l’Europa delle banche e dei burocrati non eletti sovverta il voto popolare. Lo scorso 21 gennaio, un corteo di 400.000 ungheresi ha manifestato in favore del Premier Orban contro le imposizioni dell’UE portando uno striscione recante la scritta “non diventeremo una colonia”. Sempre a gennaio, in una manifestazione organizzata dal partito di opposizione Jobbik per chiedere l’uscita dell’Ungheria dall’UE, due deputati hanno bruciato una bandiera Europea.
 
Noi, invece, da bravi “itaGliani”, supportati dai consigli dei nostri politici, eccezion fatta per la Lega Nord, applaudiamo l’imposto “Ragionier Ugo” Mario Monti, lo ringraziamo per la sua sobrietà ed equità, lo stimiamo per averci rapinato e, se verrà abbassato il prezzo della vasellina, riusciremo anche a dire che è veramente un uomo di cuore! La coccodrilla Fornero lo è già…

Fonte: Associazione Giovani Toscani - Scritto da: Riccardo Rossanda  ung_11_672-458_resize-76233_140x140.jpg

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VI AMO, FIGLI DI PUTTANA

Pubblicato su 30 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI


Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o  l'Inferno.
 
Kurt Vonnegut    300px-Il Signore degli Anelli 060

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L'ALTO TRADIMENTO DELLO STATO

Pubblicato su 30 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Monti afferma che se l’Italia non è pronta alle sue riforme lui potrebbe lasciare. E così ripetono i suoi ministri i quali alla prima critica minacciano di ritornare ai loro precedenti incarichi. Ma se i professori tornano in classe, gli italiani possono tentare di riprendersi le aule parlamentari dando una bella lezioncina a questi zelanti educatori delle masse con la puzza di zolfo finanziario sotto il naso. Se non è un passo avanti è almeno un bel contrappasso.
 
Nel frattempo però, invece di fare le valigie, costoro continuano a svaligiare i connazionali che per disperazione si danno fuoco mentre dovrebbero incendiare il Paese. Ci vuole davvero una bella faccia tosta per chiamare riforme i rastrellamenti fiscali della guardia di finanza e i pogrom economici dell’esecutivo contro autonomi e subordinati, pensionati e professionisti, precari e disoccupati. Nel “Fornero” crematorio bruciano i lavoratori e si spengono le speranze dei giovani. Il Premier maestrino ed i suoi assistenti maldestri disdegnano anche le lungaggini del Parlamento ed i compromessi con i suoi rappresentanti, assecondati e incoraggiati in ciò dal peggior Presidente della Repubblica che l’Italia abbiamo mai avuto. Napolitano, abusando della sua autorità, striglia i parlamentari che vorrebbero emendare gli atti del Governo, cosa evidentemente non più ammissibile sotto l’imperio della sua presidenza compradora e della junta civil, direttamente discendente dalla prima.
 
Il Quirinale, stracciando la Costituzione, ha prima progettato e poi realizzato l’avvento di tale satrapia della saccenza per farsi cullare dalle brezze atlantiche e dai venticelli europEi, i quali unendosi hanno generato una vera bufera su Roma. Con tutte queste arie i tecnici hanno finito col montarsi la testa ed anche se ora urlano al vento resta il fatto che sono tenuti in piedi da istituzioni delegittimate e prive di credibilità, per cui essi stessi, sdottoreggiando quanto vogliono, non ne avranno mai alcuna. Adesso molti leader politici si pentono della scelta e demoliscono pubblicamente i cattedratici rei di non saper nemmeno apparecchiare, dall’alto di tanta scienza, i loro provvedimenti, spesso giunti nelle diverse commissioni parlamentari zeppi di errori. Parola dell’ex ministro Romani. Ad ogni modo dal patto tra istituzioni screditate ed evacuate di sovranità non poteva non fuoriuscire questa cagata pazzesca che ora ricopre di escrementi gli stessi patrocinatori del Gabinetto. Che Monti resti o vada, per il tempo ritenuto necessario dai poteri internazionali, chi ne ha autorizzato l’arrivo senza aver opposto nemmeno uno scatto d’orgoglio pagherà le conseguenze dei mal di pancia popolari. I partiti che hanno giocato di sponda con il Quirinale pensando di potersi così riorganizzare e recuperare reputazione, affidando ad un burattino della Trilaterale la risoluzione del contenzioso economico con l’Europa e politico con gli Usa, sono colpevoli di codardia e di alto tradimento, della volontà elettorale e delle istituzioni repubblicane trasmutate con un colpo di colle in monarchiche. E’ arrivato il momento di tirare lo sciacquone su questa fase poco igienica per il Paese.

Fonte: Conflittiestrategie - Scritto da: Gianni Petrosillo   602-0-20120329_213024_B0620AE5.jpg

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