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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Alla riscoperta delle montagne

Pubblicato su 18 Settembre 2015 da Postato da C.M. in GENERAZIONE IDENTITARIA

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rossella 09/19/2015 01:05

un tentativo apprezzabile perchè in questa esperienza avete saputo "apprezzare" gli elementi di base del vivere . Ma non sarà mai come lo hanno vissuto i giovani di allora. Non ci sarà quella paura e quella disperazione che li ha spinti a muoversi in circostanze che hanno ritenuto essere senza alternative. Non ci sarà l'incertezza di quando giungerà il momento di un pasto caldo , di un letto comodo , di una cura efficace , di una sicurezza di quiete : cose che fanno guardare un ruscello , un fiore , una brezza sulle foglie degli alberi , il cielo pieno di stelle come fossero veramente tuoi alleati , tuoi fratelli , il tuo conforto . Non ci sarà la naturale consapevolezza di sapere che fai parte di quello scenario , e che quello scenario ti appartiene perchè oggi non ci appartiene più nulla . Non ci sarà quella condivisione profonda della montagna nella quale sopravvivi e dalla quale prendi risorse con lo stessa necessità essenziale e rispettose della marmotta , delle api che sorvolano le fioriture , della volpe e degli altri esseri che la popolano e con i quali sei inesorabilmente alla pari. Non si potrà provare il conforto che provavano loro trovando un cespuglio o una grotta adeguati alla notte , perchè per noi non saranno mai abbastanza adeguati. Ma soprattutto non potremmo avere più quella sensazione che ti fa sentire parte integrante e necessaria di un posto che ti appartiene tutto intero senza che tu ne sia il padrone , un posto di cui conoscevano le regole senza che nessuno le imponesse o le insegnasse , che sapevano rispettare e preservare senza che nessuno lo richiedesse. Ora la montagna è un divieto unico per un popolo di babbioni che della montagna non sa più nulla : non sa accendere un fuoco , non sa non dare fuoco al bosco , non sa nutrirsi di quel che offre e non sa non rovinare quel che non va rovinato. Tra l'uomo e la montagna c'è ormai una estraneità incolmabile che ci permette solo di guardarla come fosse un quadro esposto che non si può toccare e che non ci appartiene.