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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Si preparano a fargli un culo così

Pubblicato su 22 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA, ECONOMIA

Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, con trasparenza in salsa social ci informa che ha incontrato Mario Draghi, numero uno della BCE, Christine Lagarde, numero uno del FMI e Jean-Claude Juncker, numero uno della Commissione Europea, in vista dell’incontro di lunedì. Quale incontro? Un summit europeo straordinario convocato per discutere della situazione della Grecia, seguito da un video nel quale lo stesso Tusk, in perfetto stile mafioso, annuncia che “vi faremo un offerta che non potete riufiutare“, perché altrimenti “le responsabilità delle conseguenze saranno tutte del Governo di Atene e del popolo greco“.

 
Tusk incontra dunque formalmente la Troika, per preparare il summit di lunedì. Notate niente? Siamo ancora tutti in Europa o è solo un grande bluff (domanda retorica)? Se infatti la UE è un insieme di stati membri che decidono insieme, come mai a tale incontro preparatorio manca un attore fondamentale, e cioè la Grecia stessa? Perché Tusk non ha invitato Varoufakis?

 

La risposta, più che scontata, è che non esiste nessuna “grande famiglia”, nessun “grande sogno europeo”: esiste solo un cartello di creditori che vessa un singolo stato membro e si prepara a fargli un culo così. Se la UE fosse quello che dovrebbe essere, ovvero un insieme di popoli che si tendono la mano reciprocamente, legati da interessi economici, politici ma soprattutto dal concetto di solidarietà, non sarebbe possibile nessun incontro di “potenti” che decidono quali condizioni offrire ai “deboli”. Questo accade solo nella condizione di guerra, quando i presunti vincitori cospirano per infliggere agli sconfitti la punizione più esemplare possibile.

Ho risposto così a Tusk e alla Troika: “Avreste dovuto preparare questo incontro anche con Yanis Varoufakis: la Grecia non è una controparte“. Dubito che lo leggeranno, ma voi potete sempre ritwettare a manetta. Perlomeno vedranno una qualche forma di reazione e non si compiaceranno di avere completamente addormentato le coscienze dei popoli europei.

Nel frattempo, Tsipras vola a Mosca e sigla con Putin un accordo per far passare il gasdotto Turkish Stream da Atene prima di imbucarsi in Europa e risolvere così il collo di bottiglia dell’Ucraina.

Turkish Stream

L’Europa cerca di indebolire la Russia imponendo sanzioni economiche per soddisfare i suoi partner della Nato, ma con le sue scellerate politiche neoliberiste dell’austerity spinge la Grecia a siglare un accordo da 2 miliardi di euro, finanziati dalle banche russe, che renderà la Troika molto meno baldanzosa nello sbattere fuori Tsipras dalla UE, visto che dovremo comprare parecchia energia da Atene nei prossimi anni.

Per scongiurare questo scenario, a Bruxelles si lavora da parecchio tempo per rovesciare ancora una volta il Governo di Atene. E’ l’unica strada che sanno battere, nel nome del loro concetto di democrazia di stampo fascistoide tecno-finanziario.

E se volete ridere, anche il Papa ha detto che «Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza». Sembra di sentire Paragone e Messora a L’Ultima Parola di due anni fa, o Messora a Matrix nel novembre 2011, mentre il Corriere della Sera lo sbeffeggiava, salvo oggi pubblicare editoriali in prima pagina di Panebianco che dicono esattamente la stessa cosa.

Ma ormai è tardi per le scuse. La Grecia non si lasci intimorire. Per una Troika che va, c’è sempre un Putin che viene. Ma è chiaro che se Atene esce dall’euro, per Draghi e soci – quelli dell’irreversibilità dell’euro – saranno autentici cazzi amari.

Tratto da: http://www.byoblu.com/

Si preparano a fargli un culo così
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