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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Nei Paesi liberisti un basso equilibrio famiglia-lavoro

Pubblicato su 30 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Vivere nei Paesi con un impianto economico neoliberista? È difficile, soprattutto nell’equilibrio tra vita personale e attività lavorativa. A dircelo sono i numeri forniti da una recente ricerca dell’Oecd, l’organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce i Paesi più sviluppati. Secondo il rapporto Better Life Index sulla possibilità di conciliare vita personale e lavoro infatti, nei Paesi con una politica economica fortemente sbilanciata sul settore privato la qualità della vita e la possibilità di dedicarsi alla famiglia sono di molto inferiori. Si parla di luoghi come gli Stati Uniti, la Turchia, Israele, la Gran Bretagna, la Corea del Sud e il Cile, dove il work-life balance è molto meno equilibrato rispetto alle nazioni dell’Europa continentale, con un welfare state più sviluppato. Calcolando come limite tra orari di lavoro pesanti e orari di lavoro normali quello di 50 ore lavorative a settimana, i ricercatori dell’Oecd hanno individuato, all’interno del blocco dei Paesi più sviluppati, una media del 13% di lavoratori che superano questa soglia. Inoltre il tempo dedicato alla vita personale, incluse le ore di sonno, è in media di circa 15 ore.

A registrare la migliore performance, come anticipato, sono i Paesi europei che, nonostante le “riforme” in nome dell’austerita’ targate Bruxelles, ancora conservano le conseguenze  delle conquiste in materia di diritto del lavoro acquisite dal dopoguerra. In primis la Danimarca, la Spagna, l’Olanda, il Belgio, la Norvegia e la Germania. Seguono a distanza ravvicinata la Russia di Vladimir Putin, dove la quota di lavoratori impegnati oltre le 50 ore settimanali è solo lo 0,2%, ben dodici punti e mezzo sotto la media e l’Ungheria di Orban. Fanalino di coda e vero luogo da incubo per i lavoratori risulta essere la Turchia di Erdogan: ben il 41% è costretto a lavorare oltre 50 ore la settimana. È evidente dunque come il “miracolo turco” della crescita degli ultimi anni si sia realizzato in totale assenza di una minima regolamentazione del lavoro dipendente. Ma non scherzano neppure il Messico e il Cile, primo a sperimentare, sotto Pinochet, le dottrine dei “Chicago boys”, padri del neoliberismo di marca anglosassone. Male anche l’Australia, Israele e appunto gli Stati Uniti.

Nella “terra della libertà” i lavoratori costretti a turni superiori alle 50 ore settimanali sono l’11,3%, facendo degli Stati Uniti il 26esimo Paese sui 36 coinvolti nell’analisi.  Gli Usa a questo aggiungono, come rileva anche l’analisi Oecd, la totale assenza di qualsiasi forma di congedo parentale, fatto che inibisce pesantemente il lavoro femminile. Ma questo d’altronde rientra perfettamente nella dottrina socioeconomica  americana, dove anche le cure sanitarie non sono garantite dal sistema, nonostante l’incremento di spesa in questo settore voluto dalla prima presidenza Obama. Dati, quelli statunitensi, che vanno di pari passo con l’elevato coefficiente relativo all’indice di Gini, che misura la disparità sociale. La “più grande democrazia del mondo”, come è spesso definita, da oggi sarà anche aperta ai matrimoni omosessuali, ma in termini di diritti sociali ha davvero poco da insegnare.

Tratto da: http://www.lintellettualedissidente.it

Nei Paesi liberisti un basso equilibrio famiglia-lavoro
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Fiammaverde 07/01/2015 11:48

Piano piano ed in modo strisciante, con l'attiva collaborazione della Troika e del Bomba/frottolo, ci ridurranno al pari di Cile e Messico!

v4l3 06/30/2015 08:05

Infatti chi vive in africa o in altri paesi simili e' un signore a confronto.
Va bene cercare di enfatizzare gli aspetti che non vanno nella societa',
ma ad un certo punto e' alquanto stupido lamentarsi di tutto.