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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I PARTITI ANTI-UE SONO QUI PER RESTARCI

Pubblicato su 10 Giugno 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA, EUROPA

[Traduzione della Redazione da: https://www.stratfor.com/analysis/anti-eu-parties-are-here-stay]

Analisi

-          Nonostante gli scandali di corruzione, la popolarità dei partiti anti-sistema continuerà a crescere poiché le pressioni economiche nell’Unione europea persistono.

-          I partiti di sistema cercheranno di contenere il sentimento anti-UE con qualsiasi mezzo necessario, incluse accuse di imbrogli.

-          Problemi strutturali e vigilanza debole faranno in modo che la corruzione continuerà ad esistere all’interno dei partiti.

Il declino economico e una serie di scandali di corruzione che coinvolgono i partiti politici negli Stati membri dell’UE hanno contribuito a rafforzare l’influenza di nazionalisti, euroscettici e partiti anti-establishment. Ma ora anche un partito anti-establishment di primo piano è stato accusato di corruzione. Il 9 marzo, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha segnalato il Front Nazional francese all’Ufficio antifrode europeo (OLAF) per corruzione. Le accuse ufficiali sono rare, e il Fronte Nazionale ha rapidamente reagito accusando Schultz di usare il suo potere per diffamare il partito prima delle elezioni locali in Francia. Ma se Schultz stava cercando di contenere le forze anti-UE in seno al Parlamento, la strategia non ha funzionato. Nel primo turno delle elezioni locali – appena tre settimane dopo che le accuse sono state rese pubbliche – il partito ha vinto con più del 25% dei voti, un record. Anche se è ormai chiaro che ci vorrà più di uno scandalo di corruzione ai danni dei partiti anti-europei, il caso ha fatto luce su questioni più ampie, tra cui la difficoltà di garantire il controllo delle istituzioni dell’UE e le minacce fondamentali che i partiti anti-establishment pongono al progetto europeo.

Nel maggio 2014, un numero record di euroscettici è stato eletto al Parlamento europeo, modificando la composizione dell’organo di governo, ma non cambiando del tutto lo status quo. Il cambiamento del voto è stato causato dalla frustrazione per l’economia e dal calo di fiducia nei partiti tradizionali, molti dei quali sono stati implicati in scandali di frode e corruzione. Il primo scandalo di corruzione scoppiò nel 1996, circa 45 anni dopo che la Comunità europea del carbone e dell’acciaio avviò il processo di integrazione europea, e ha coinvolto due socialisti in seno alla Commissione europea – il Commissario francese Edith Cresson e il Commissario spagnolo Manuel Martin – che sono stati accusati di frode, nepotismo e cattiva gestione dei fondi comunitari. La battaglia politica conseguente è durata tre anni, terminando con le dimissioni collettive della Commissione.

E’ stato questo scandalo che ha spinto la creazione dell’OLAF. All’organizzazione è stata data giurisdizione su una varietà di casi, tra cui il contrabbando di tabacco e tutti i tipi di frode e corruzione che coinvolgono le istituzioni europee. Tuttavia, l’organizzazione non ha alcun potere di esecuzione; il suo lavoro si conclude con i verbali conclusivi che invia all’istituzione interessata o ai tribunali nazionali. Inoltre, i membri del Parlamento europeo hanno detto che l’organizzazione – anche se apparentemente indipendente – è in realtà fedele ai membri della Commissione europea. Queste accuse hanno limitato la quantità di potere che i funzionari Ue sono stati disposti a dare all’OLAF durante le diverse fasi di una riforma che l’ha riguardata dalla sua fondazione. L’opacità dell’organizzazione ha ulteriormente generato questo senso di sfiducia.

La svolta verso partiti anti-establishment

Anche dopo che un numero record di membri anti-UE sono stati eletti al Parlamento nel 2014, non risulta chiaro che gli elementi anti-sistema siano in grado di organizzarsi in una forza influente. Gli interessi divergenti di partiti anti-europei rendono il processo di creazione di una coalizione al Parlamento europeo – che richiede 25 membri del parlamento da un minimo di 7 Stati membri – ancora più difficile. Alla fine, l’UKIP è stato in grado di creare una coalizione euroscettica chiamata Europa della Libertà e della Democrazia Diretta ottenendo la fiducia di singoli membri del parlamento, piuttosto che di interi partiti. Tuttavia, questa strategia ha lasciato la coalizione vulnerabile. Nel mese di ottobre, la lettone Iveta Grigule è uscita dal gruppo, facendo venire meno i requisiti Ue. La mossa ha minacciato di distruggere del tutto la coalizione, spingendo il leader dell’UKIP Nigel Farage ad affermare che ciò fosse il risultato di un sabotaggio. Farage ha detto che Schultz, il centrista presidente del Parlamento europeo, aveva fatto pressione su Grigule, insinuando che la Commissione europea stava cercando di neutralizzare gli euroscettici in parlamento.

L’ascesa dei partiti anti-sistema nel Parlamento europeo, infatti, non minaccia l’Unione europea. Il Parlamento europeo si è sempre presentato come l’unica istituzione democratica di governo europeo; i suoi membri sono eletti direttamente dai cittadini, ma è il prodotto di ideali paneuropei. Ciò significa che i membri del parlamento sono a volte più fedeli agli interessi dei loro elettori che a quelli dell’Unione, anche se la loro stessa esistenza è dovuta interamente agli sforzi di integrazione internazionale. Così, i membri del parlamento si trovano costantemente in bilico tra pan-europeismo e nazionalismo. La maggiore presenza di partiti euroscettici rischia di alterare l’equilibrio a favore del nazionalismo. Anche se la massa anti-establishment è ancora una minoranza con poteri limitati, la sua popolarità potrebbe alla fine creare divisioni all’interno del Parlamento, cosa che potrebbe, alla fine, portare alla sua scomparsa. Due partiti al Parlamento europeo, il Partito popolare europeo di centro-destra e l’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici di centro-sinistra, riconoscono questa minaccia e si sono uniti per opporsi agli euroscettici.

Corruzione e ipocrisia

Secondo le accuse contro il Fronte Nazionale, il partito ha iscritto nel suo organigramma 20 assistenti che lavorano anche presso la sede di Parigi – qualcosa di proibito ai sensi delle norme della Commissione (alcuni stimano che le pratiche di assunzione costano all’Unione europea 7.500.000 €). Ma le accuse sono emerse proprio mentre era prevista la vittoria del partito alle elezioni locali in Francia. La leadership del partito ha reagito prontamente, descrivendo quella di Schultz come una campagna di un attivista politico contro i partiti anti-europei. In realtà, anche se ufficialmente è obbligo del presidente denunciare gli abusi all’OLAF, casi simili sono stati gestiti internamente in passato. In effetti, questa è la prima volta che Schultz ha pubblicamente denunciato membri del suo parlamento all’OLAF.

Pochi partiti sono innocenti quando si tratta di dubbie pratiche di assunzione. I membri sono autorizzati ad avere due tipi di assistenti: locali e accreditati. Gli assistenti locali hanno lo scopo di aiutare i deputati europei a tenersi in contatto con i loro collegi elettorali, e la loro assunzione non è soggetta a controlli istituzionali. Gli assistenti accreditati, d’altra parte, sostengono i deputati nel loro lavoro legislativo a Bruxelles e la loro nomina deve essere approvata dal Parlamento europeo. Tuttavia, in un rapporto pubblicato nel mese di marzo, è stato rilevato che nel 2013 i 751 membri del parlamento avevano 1.785 assistenti parlamentari accreditati e 4.860 assistenti locali. Un membro del parlamento aveva anche 43 assistenti locali e nessuno a Bruxelles. Lo squilibrio indica che molti deputati non usufruiscono del loro lavoro a Bruxelles e che i partiti stanno abusando del generoso bilancio dell’UE gonfiando il numero di lavoratori che impiegano. Il problema è molto diffuso e la mancanza di supervisione sugli assistenti locali consente ai funzionari di commerciare posti di lavoro per favori politici.

In parte perché il problema è così diffuso, le accuse di corruzione contro il Front Nazional non hanno fatto male al partito. Infatti, il partito è andato bene al primo turno delle elezioni amministrative. Il Fronte Nazionale ha usato le accuse anche per vendere ulteriormente la propria identità di partito avverso al sistema europeo. Mentre gli scandali di corruzione che coinvolgono i parti sistemici hanno portato alla nascita di alternative politiche, gli scandali di corruzione riguardanti il Front Nazional lo fanno sembrare vittima di un’ingiusta e aggressiva Unione europea. In questo modo, le accuse stanno effettivamente aiutando l’agenda euroscettica.

Accuse politicamente motivate sono rischiose in altri modi. Ora che il Parlamento ha fatto la sua mossa contro il Front Nazional, la porta è aperta per molte altre indagini per casi simili che coinvolgono membri centristi del parlamento colpevoli della stessa cosa. Di conseguenza, la battaglia finirà per danneggiare la credibilità dell’istituzione nel suo complesso.

Tratto da: http://www.conflittiestrategie.it/

I PARTITI ANTI-UE SONO QUI PER RESTARCI
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fiammaverde 06/10/2015 16:05

La UE farà di tutto per screditare i partiti a lei avversi! Userà ogni mezzo come sta facendo per non perdere la sua autorità e posizione che ormai non ha nessun motivo per rimanere tale! Via l'UE, via la BCE, ed i suoi accoliti. Agli europei non servono, anzi li devono servire!