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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Manovre misteriose a Wall Street. Tutto pronto per affrontare prossimo crac Lehman

Pubblicato su 15 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Che cosa sanno i fondi Usa che noi non sappiamo?

 
Alcune tra le più importanti società al mondo che gestiscono gli ETF si stanno preparando a far fronte a una forte crisi di liquidità, assicurandosi maggiori linee di credito bancarie, a cui attingeranno nel momento in cui le turbolenze temute di verificheranno. E' quanto riporta Reuters, facendo i nomi di alcuni fondi americani, come Vanguard Group, Guggenheim Investments e First Trust.

Gli ultimi documenti societari mostrano chiaramente che le società finanziarie stanno preparando nuove garanzie da presentare alle banche a fronte della richiesta di finanziamenti, aumentando al contempo quelle già esistenti.

Le manovre che i colossi finanziari stanno adottando, evidentemente per prepararsi a qualcosa di grosso, alimentano diversi dubbi sulle reali condizioni di salute dei mercati e della liquidità. 

Vanguard Group, Guggenheim Investments e First Trust sanno qualcosa che il resto degli investitori non immagina neanche? D'altronde, anche in occasione del crac di Lehman Brothers, tutti parlarono di shock improvviso. Ma poi si scoprì che era da parecchio tempo che i problemi della banca d'affari americana andavano avanti. 

Fanno riflettere le dichiarazioni di Martin Armstrong, autore di diverse analisi sui mercati, citato da riviste americane del calibro di Time Magazine, che ha scritto: "L'ammontare di cash che si sta ammassando nella parte breve della curva dei rendimenti è impressionante. I tassi stanno crollando in territorio negativo, ed è esattamente quanto iniziò a verificarsi nell'apice della crisi del 2009. I grandi player di mercato stanno smobilizzando soprattutto titoli a 10 anni o a scadenza maggiore e tutti si stanno accalcando ad acquistare titoli di breve termine, tanto che non c'è abbastanza offerta da soddisfare le richieste. Non c'è il desiderio di detenere (bond) a lungo termine e anche titoli di stato a scadenza decennale come quelli della Germania. Tutto ciò mostra che la crisi si sta manifestando e che si sta verificando un collasso di liquidità". 

Nella parte lunga della curva dei rendimenti, i tassi stanno schizzando verso l'alto in tutto il mondo, e diversi analisti si stanno chiedendo se la bolla dei bond del valore di $76 trilioni ($76.000 miliardi) non stia per implodere.

Recentemente Jim Reid, strategist di Deutsche Bank, ha affermato in un'intervista al Telegraph che, se da un lato le banche centrali hanno tentato di rendere maggiormente disponibile una "liquidità di alto livello", con le loro manovre di QE e le loro politiche di tassi a zero, dall'altro lato, il possesso da parte delle stesse banche centrali di quantità enormi di bond, ha ridotto la liquidità disponibile sui mercati finanziari, creando alla fine "vuoti di aria". 

Di conseguenza Reid ammette di non poter fare a meno di pensare che quando "si verificherà la prossima crisi, l'assenza di liquidità in diversi mercati sarà caotica". 

Il quadro si fa ancora più preoccupante se si pensa a quanto sta accadendo anche sui mercati azionari. Phoenix Capital Research scrive: "E' come se questo fosse l'ultimo 'urrah' per le azioni. Ora siamo ufficialmente nel mese di maggio. E storicamente, il periodo che va da maggio a novembre è uno dei peggiori per i mercati azionari. In più, i fondamentali stanno peggiorando in modo drammatico per i mercati. Il 2014 è stato il primo anno dal 2009 in cui le vendite delle società sono scese; e il fatturato ricalca l'attività economica molto più di quanto facciano gli utili, dal momento che o i soldi arrivano, oppure no. Il fatto che il giro d'affari (di diverse aziende) stia scendendo indica che la "ripresa" è finita". 

Phoenix continua: "Dopo aver tagliato i costi e emesso debito per le operazioni di riacquisto, probabilmente ci troviamo anche al picco degli utili. Finora il 90% circa delle società quotate sullo S&P 500 ha diffuso i bilanci. E, su base annua, i profitti sono scesi -11,9%. Dunque, sia le vendite che gli utili stanno scendendo...in un momento in cui i titoli azionari sono così sopravvalutati che anche la Fed lo ammette. Questi sono tutti fattori che potrebbero provocare un grave collasso dei mercati. E i grandi fondi si stanno preparando PRIMA che tutto ciò avvenga". (Lna)


Fonte: The Economic Collapse
 
Manovre misteriose a Wall Street. Tutto pronto per affrontare prossimo crac Lehman
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