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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L’Europa a guida tedesca ci porta a sbattere contro le rocce, come l’ aereo della German Wings

Pubblicato su 17 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA, ECONOMIA

di Rafael Poch *

Pochi giorni fa, Eric Bonse, uno dei rari corrispondenti tedeschi a Bruxelles che mantiene un punto di vista critico ed indipendente, ha spiegato come la Germania abbia conquistato tutti i posti chiave nelle strutture e nelle istituzioni dell’Unione Europea, in un articolo pubblicato dalla rivista Blätter,” für deutsche und internationale Politik”,  il cui contenuto riassumo di seguito.

Il lettore comprenderà che la comune alternativa di un’Europa tedesca contro una Germania europea, di cui ancora parlano alcune persone sprovvedute, ha perso ogni senso a beneficio della prima realtà. Per quello non è neppure necessario osservare come il Kapò del lager europeo sta sferrando colpi su una Grecia prostrata e dignitosa, aiutato dai suoi miserabili vassalli spagnoli, italiani e francesi e da  quelli che, speriamo  (nel caso della Spagna)  ancora per poco rimangano  al potere, sempre e quando la schiacciante maggioranza sociale degli spagnoli, truffati dall’Europa, superi la prova di dignità che le prossime elezioni presuppongono.

 

Il dominio tedesco sull’Europa inizia negli uffici delle autorità di Bruxelles nei quali  si prepara la legislazione europea, lo spiega Eric Bonse.

In quasi tutti gli uffici dei 27 commissari, i tedeschi tengono le redini. Di fronte ai 31 consiglieri tedeschi dell’equipe del Presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, soltanto ci sono 21 francesi 18 britannici e 8 lussemburghesi. In precedenza i tedeschi erano soltanto i terzi in questa associazione, oggi dirigono la musica, spiega il giornalista.

La presenza tedesca è impressionante nella direzione degli uffici comunitari. Intorno a Junker ci dono tre commissari di stretta disciplina tedesca; il tedesco Günther Oettinger, commissario dell’economia digitale, la ceka Vera Jourova (Giustizia) ed il croata Neven Mimica (consumo). Altri cinque commissari hanno un vice tedesco, tra cui il francese Pierre Moscovici (questioni economiche, monetarie, fiscali e dogane) e la italiana Federica Mogherini (esteri e sicurezza). No è che tutti i consiglieri e direttori tedeschi siano semplici alfieri ed esecutori della Germania, questo sarebbe troppo semplicistico, spiega Bonse, ma “tra i loro compiti si trova quello di tirare la corda verso gli interessi di Berlino per minimizzare possibili conflitti di interessi con i principali paesi membri della UE”.

Lo stesso accade con le altre grandi istituzioni della UE, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo, integrato da i 28 capi di Stato o dei Governo dei paesi membri, il Presidente della Commissione Europea ed il Presidente del Consiglio Europeo.
Nel Parlamento Europeo, i tedeschi si sono impadroniti dei principali posti; Martin Schulz (SPD) è il Presidente, Klaus Welle (CDU) è il segretario generale e Manfred Weber (CSU) dirige il maggiore e principale gruppo parlamentare (popolare). Le commissioni parlamentari più decisive hanno una grande presenza di tedeschi: cinque su 20 sono dirette da loro. Nessun altro paese dispone di tanti presidenti di commissione. Il secondo gruppo parlamentare della Camera (socialdemocratico) è ufficialmente diretto da un italiano, Gianni Pittella, ma nella pratica è Martin Schulz quello che si fa carico, una o più volte, delle principali funzioni. Il risultato è quello di un controllo sui lavori legislativi del Parlamento ricalcato sulla “grande coalizione” di Berlino, dove socialdemocretici e democristiani governano assieme.

Tanto Schulz che Junker si smarcano tal volta verbalmente dalla Merkel, spiega Bonse, ma in realtà realizzano una importante funzione di cerniera, limando le questioni più aspre e servendo in ultima istanza l’agenda della Germania.
Nel Consiglio dei Ministri e nel Consiglio europeo, lo spazio dei “vertici europei”, non funziona la “grande coalizione” e neppure sembra  esistere  un dominio tedesco ma vigono altre regole non scritte, il cui risultato è quello che “tutti comunque aspettano di vedere cosa dicono i tedeschi”, secondo la descrizione che il giornalista mette in bocca a quelli che partecipano alle sessioni.

Senza la Merkel o contro la Merkel non funziona niente ed il Presidente del Consiglio Europeo lo sa molto bene. Il successore dell’irrilevante Herman Van Rompuy è il polacco Donald Tusk. Nelle questioni estere della sicurezza Tusk è, naturalmente, ancora più antirusso della Merkel, tuttavia, con questa riserva, la sintonia tra di loro è buona. Di fatto Tusk, un germanofilo che parla molto meglio il tedesco che non l’inglese, è stato il candidato della Merkel a quel posto che occupa.

Merkel con Tsipras

Le cose non sono molto diverse in altre istituzioni come la Banca Europea degli Investimenti (BEI), organismo finanziario comunitario della UE, il Meccanismo europeo di Stabilità (MEDE), l’organismo intergovernativo creato per la stabilità finanziaria della zona euro, o la nuova Unione Bancaria. Tutte queste istituzioni fondamentali per governare la crisi finanziaria sono dirette dai tedeschi. Nella BEI il politico liberale tedesco Werner Hoyer, “si incarica che i programmi di investimento pianificati da Junkers si applichino in accordo con i desideri tedeschi”, spiega Bonse, mentre che nel MEDE,  Klaus Regling veglia per la disciplina con un occhio ben posto sulla Grecia. Rispetto alla direzione della Unione Bancaria, questa si trova nelle mani di Elke König, ex presidente della ispezione finanziaria tedesca (BaFin).

L’unica Istituzione in cui Berlino non si è imposta del tutto è la Banca Centrale Europea (disegnata secondo un patrocinatore tedesco). Colà un consigliere della Merkel ed attuale Presidente del Bundesbank, Jens Weidmann, si trova in minoranza, cosa che spiega che sia stata precisamente la BCE la protagonista delle poche misure palliative di senso comune fino adesso applicate, sempre contro la volontà (o con il borbottio contrario) della Germania.

Avion Fermanwings pedazos

Berlino ha messo la sua impronta sul Trattato di Lisbona – sorvolando e non dando importanza ai risultati dei referendum in Francia ed in Olanda contro la Costituzione Europea nel 2005-, ha stabilito nel 2007 un sistema di voto in cui la Germania è la nazione che dispone di maggiore peso, facendo finire la precedente parità che aveva con la Francia e con il Regno Unito, ha tracciato le linee maestre della politica anticrisi ed ha frenato i piani di investimento di Junker.

“L’Europa tedesca non ha necessità di alcun governo per imporsi”. ” L’Europa non soltanto parla tedesco, come ha detto il segretario generale della CDU, Volker Kauder, nel 201, ma pensa ed opera secondo i modelli e le regole tedesche”, ha concluso Bonse.

Due anni fa, da Berlino, abbiamo affermato in un libro scritto assieme a Àngel Ferrero e Carmela Negrete, che il dominio di questa Quinta Germania è destinato ad un fallimento perchè la UE promuove la grande ineguaglianza sociale fra i paesi, cosa che prima o poi genererà reazioni sociali e nazionali. Stiamo verificando esattamente questo.

L’Unione Europea è un cadavere morale per aver messo il pagamento dei debito alla cleptocrazia davanti all’interesse ed ai diritti dei cittadini e, se la sua ovvia disintegrazione pratica ancora non è manifestamente percettibile, lo si deve al fatto che questo della disintegrazione è un processo relativamente lento.

Lo scenario di questa Europa pilotata da Germanwings è quello di una prossima collisione.Qualcuno dovrebbe entrare nella cabina e dare una sonora sberla alla Merkel, prima che questa ci porti a disintegrare contro le rocce, emulando con altri mezzi le grandezze e le imprese storiche di altri grandi passati dirigenti della sua nazione.

Il 9 di Maggio, con una crisi bellica in Ucraina che è stata il risultato della stupidità europea accumulata nel corso di un decennio ( il grande segreto che i “think tanks” dell’establishment sono impegnati a dissimulare) e con una crisi economica che è la trappola finale dove ci ha condotto il neoliberismo, avrebbe rappresentato  una magnifica occasione per ricordarlo. Stiamo volando veloci, diretti a cozzare contro le Alpi, come il volo della Germanwings.

* Rafael Poch. Corrispondente della “La Vanguradia”  a Berlino, è stato corrispondente in Spagna per conto del “Die Tageszeitung”, redattore dell’ agenzia DPA in Amburgo, corrispondente a Mosca per diversi anni ed in Cina. Studioso di Storia e Geo Politica ha scritto e pubblicato numerosi saggi su tematiche di politica internazionale e di Storia contemporanea.

Tratto da Rebelion

Fonte: La Vanguardia

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto:  l’aereo della Germanwings

Nella foto al centro : Angela Merkel con Tsipras

Nella foto in basso: un pezzo del relitto dell’aereo tedesco disintegratosi contro  le Alpi

Tratto da:http://www.controinformazione.info

L’Europa a guida tedesca ci porta a sbattere contro le rocce, come l’ aereo della German Wings
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