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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Khalid Chaouki, chi è costui?

Pubblicato su 4 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Chi è Khalid Chaouki? Se lo chiedono i tanti telespettatori che vedono il giovane parlamentare del Partito Democraticoimperversare su tutte le reti nazionali.

Chaouki è un cittadino marocchino, nato a Casablanca nel 1983, naturalizzato italiano, che deve la sua fortuna politica al suo attivismo inassociazioni islamiche e alla vicinanza con il Partito Democratico.

Entrato nelle grazie del gotha del Partito Democratico, dopo una lunga militanza nei Giovani Democratici, Chaouki, viene paracadutato dall’alto nella lista, bloccata, Pd della circoscrizione Campania II dove nel 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati.

Di professione, si dice, faccia il “giornalista professionista”.

Il giovane parlamentare “democratico” si distingue nei talk show per una pronunciata erre arrotata (lascito, forse, della sua lingua di origine) e per la grande aggressività, che spesso trasmoda in arroganza, con cui attacca i suoi avversari politici, primi fra tutti i leghisti. Sono numerosissimi i video su youtube che ritraggono Chaouki a scambiarsi battute al vetriolo coi vari Salvini, Zaia, Maroni etc, il tema trattato in questi scontri verbali è sempre lo stesso:l’immigrazione.

Chaouki ha preso il posto della italo-congolese Kyenge nel difendere i “diritti dei migranti” e nel farsi portavoce dello ius soli. In verità le argomentazioni spese da Chaouki a sostegno delle proprie tesi molto spesso sono lacunose, frammentarie e infarcite di numerosi luoghi comuni. Ancora non è chiaro, ad esempio, per quale motivo l’Italia debba ospitare i profughi in fuga dall’Africa come sostiene con grande forza il deputato del Pd. Lo dobbiamo fare perché ce lo chiede l’Europa? Perché esiste un diritto ad emigrare? Lo dice la Costituzione? Nessuno lo sa, ma Chaouki continua a sostenere che l’Italia debba accogliere chiunque ne faccia richiesta.

Sarebbe sufficiente far notare al prode paladino dei diritti dei “profughi” che l’Istat ha appena verificato che il tasso di disoccupazione in Italia supera il 13% e che il 43% dei giovani italiani sia privo di impiego. Dalla Libia sono in partenza, secondo Frontex (agenzia Ue), un milione di disperati. Dove li mettiamo? Cosa gli facciamo fare dato che non c’è lavoro per gli italiani? Domande a cui Chaouki e tutto il Pd non hanno mai fornito risposte.

Per il deputato italo-marocchino, infatti, l’unica vera preoccupazione è fornire agli enti locali finanziamenti per organizzare l’accoglienza di quel milione di profughi che stanno arrivando sul nostro territorio. Risorse, è chiaro, che verranno tolte ai poveri e gli indigenti italiani, in un periodo di generalizzati tagli e spending review. Mentre tutti stringono la cinghia Chaouki chiede all’Italia di spendere milioni di euro nell’assistenzialismo ai profughi. Ha ragione Salviniquando gli chiede se il suo lauto stipendio di parlamentare gli sia pagato dai cittadini italiani o dai clandestini per i quali tanto si prodiga.

L’attività politica di Chaouki si limita, sostanzialmente, alle politiche immigrazioniste. Nessuno lo ha mai sentito esprimere la sua opinione sul Jobs Act, sulle sanzioni alla Russia, sul tema della sicurezza, sulle riforme costituzionali etc.

In verità Chaouki, durante il Governo Letta, non ha perso occasione per criminalizzare Assad e sostenere i ribelli siriani (per lo più fondamentalisti islamici sunniti e terroristi dell’Isis). Vista la sua “militanza” nelle Comunità islamiche italiane ci si sarebbe aspettato un’analisi di maggior spessore, ma Chaouki, in generale, sembra, molto poco interessato alla politica estera. La Kyenge ogni tanto si ricordava delle sue orgini congolesi ed anzi invitava gli italiani a prendere esempio dall’avanzato Congo. Chaouki, invece, non parla mai della sua terra di origine.

Nel 2013 Chaouki chiese che venisse servito cibo halal (cibo consumabile per i musulmani) al ristorante del parlamento. Il giovane parlmentare del Pd si definisce infatti un “musulmano praticante” e riteneva che alla bouvette venissero lesi i suoi diritti (quali?) in quanto ogni tanto “nelle crocchette che dovrebbero essere vegetariane viene servito del prosciutto” (sic!).

A questo punto, viene spontaneo chiedersi: un musulmano praticante come può conciliare la retorica gender del Partito al quale appartiene? Cosa ne pensa Chaouki delle unioni civili? Cosa pensa della condizione delle donne nei paesi islamici?

Deve stare attente Chaouki, nel suo Partito (poco) democratico la reductio ad hitlerum è pratica costante: da un momento all’altro potrebbe essere tacciato di omofobia e maschilismo.

Fonte: Federico Depetris http://www.ilprimatonazionale.it/politica/khalid-chaouki-chi-e-costui-22395/

 

Khalid Chaouki, chi è costui?
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Frontediche? 05/06/2015 10:01

Perche tutto questo disprezzo nei suoi confronti? Noooo , non è un discorso da razzisti.
Chi è costui che scrive questi articoli ? Forse si chiama Salvini?
Tutto ciò che dice questo onorevole di origine marocchina ,( sottolineare) e una linea politica di tanti altri onorevoli italiani di nascita (sottolineare ) .
Distinguere un politico dalla sua provenienza significa che le suscita o invidia o insofferenza. Fattelo passare.

Frontediche? 05/06/2015 09:47

Se lui è violento nei suoi discorsi, immagini Salvini, Sgarbi , la Santanchè ecc ecc

wlady 05/04/2015 23:45

Il grande bugiardo è stato spesso smentito in diretta tv.

fiammaverde 05/04/2015 14:55

Questo signore non vi da l'impressione di un "barlafuss" quando parla? E manifesta sempre l'intenzione di litigare con tutti! Mai un briciolo di tatto! Forse è un modo per difendersi prima ancora di essere in qualche modo criticato? Boh! Ne vedremo delle belle in futuro con ste gente!