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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I CINQUE PASSI VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DI TUTTO

Pubblicato su 13 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

DI PAUL BUCHHEIT

Information Clearing House

Polizia e tribunali, istruzione, sanità, acqua, tutto fino al governo stesso sono stati, o stanno per essere privatizzati. I più benestanti tengono sempre per loro il meglio di ogni servizio.

Nel cuore della spinta alla privatizzazione c'è il disprezzo per il Governo e totale sfiducia nella società, nonché un individualismo senza cervello che praticamente non lascia alcuno spazio alla cooperazione. I sostenitori della privatizzazione chiedono totale ''libertà'', almeno finché non hanno bisogno che il governo intervenga in loro nome.


 

Questi privatizzatori hanno un sistema:

1. Convinciti che “Ho fatto tutto da solo”:

La gente che si ritrova avvantaggiata in società cerca di razionalizzare le proprie azioni, e molti di loro vi riescono con l'aiuto della filosofia di Ayn Rand, autrice del testo "La virtù dell'egoismo". Questa autrice rifiutava in tronco i valori della comunità affermando: "Un qualsiasi gruppo non è altro che un certo numero di individui messi insieme (...) Se la civiltà vuole sopravvivere l'uomo deve interamente rifiutare la moralità altruistica”.

Dopo Ayn Rand, negli anni d'oro del neoliberismo, con Ronald Reagan che borbottava “Il Governo è il problema” e Margaret Thatcher che proclamava: “La società non esiste!”, istituzioni prima rispettate e tenute in conto come la scuola pubblica e il trasporto pubblico iniziarono ad essere demonizzate e definite come “socialiste” e “di stile sovietico”. Simili messaggi sono stati ripetuti con una tale frequenza e insistenza dai media di proprietà del grande capitale che il vasto pubblico ha finito per crederci sul serio.

Affermava l’ “Economist”, parlando della situazione riguardo allo sviluppo di prodotti di consumo: “I Governi non sono mai stati bravi a capire chi sono i vincitori, e molto probabilmente lo diverranno ancora meno; oggi ormai legioni di imprenditori e tecnici scambiano incessantemente nuove idee e progetti online, li trasformano in prodotti finiti a casa e li mettono sul mercato globale da un garage. Mentre la rivoluzione avanza, il governo dovrebbe occuparsi solo dello stretto necessario e lasciare fare il resto ai rivoluzionari”.

Tuttavia, come nota Marianna Mazzuccato sulla rivista “The Entrepreunerial state”: "La realtà è che proprio lo Stato che si è impegnato su vastissima scala nell'assumersi il rischio imprenditoriale per stimolare innovazione”. Le prove di questo non mancano, in numerosi settori e discipline, fra tutte tecnologia e industria farmaceutica, le quali hanno visto i laboratori finanziati dalle corporazioni diminuire le loro attività o persino scomparire.

Nel costoso nuovo settore delle nanotecnologie, continua la Mazzucato, l'industria non può giustificare nelle sue logiche investimenti su applicazioni che richiedono 10 o 20 anni di lavoro di sviluppo, nonché un coordinamento multidisciplinare di fisica, chimica, biologia, medicina, ingegneria e informatica.

2. Insistere che la rimozione del Governo sia un vantaggio per tutti:

La necessità di rimuovere i governi viene giustificata con un vago richiamo alla “libertà”, il quale suona a dire poco iperbolico, per non dire completamente insensato. Uno dei massimi sostenitori è stato Milton Friedman, il quale disse che: “Alla base di molti degli argomenti contrari al libero mercato vi è la mancanza di fede nella libertà in generale”'. Il “Cato Institute” rincarava la dose predicando che: “I liberi mercati creano un futuro di integrità e fiducia”, infine il fondatore della rivista Forbes, Steve Forbesdichiarò indignato: “È impossibile creare prosperità senza libertà”!

Senza considerare il semplice fatto che questa libertà è responsabile di aver generato la situazione di massima disuguaglianza registrata negli ultimi 100 anni circa, gli apologeti di questa sorta di libertà non rinunciano a cercare di convincerci che in qualche modo (incomprensibile) stiamo già tutti prosperando. Sul Wall Street Journal: la nostra economia va alla massima velocità. Un analista Moody's: La nostra economia spara da tutti i cilindri, come un mitragliatore.

Alcuni “amanti della libertà” riescono a essere ancora più estremi nel difendere i fantomatici benefici della disuguaglianza per tutti noi, arrivando a sostenere che l'ineguaglianza dei redditi è positiva per i poveri e persino a dichiarare senza mezzi termini che “La diseguaglianza dei redditi in un sistema capitalistico è qualcosa di veramente bello”.

3. Assicurare che il governo non sarà rimosso prima di essere diventati veramente ricchi:

Mentre gli straricchi si lamentavano del governo non hanno certo smesso di preoccuparsi che lo stesso governo continuasse ad aiutarli, tramite l'incredibile dispiegamento di deduzioni, esenzioni, esclusioni e scappatoie legali di cui questi straricchi si avvantaggiano. Almeno 2200 miliardi all'anno tra sconti fiscali, tasse sottopagate, paradisi fiscali e pura strafottenza aziendale sfuggono ogni anno dall'economia della comunità, diretti nelle tasche dei più ricchi, fra i quali i più svergognati arrivano a sostenere che è giusto che i loro hedge funds siano tassati, molto, moltissimo meno dello stipendio di un insegnante. Essendo la massima aliquota relativamente bassa i multimilionari pagano una percentuale del loro reddito insignificante rispetto a normali contribuenti del ceto medio; tramite i derivati ad alto rischio, che sono i primi ad essere ripagati in caso di collasso del sistema bancario; per ultimo la possibilità della bancarotta che consente alle imprese, e non certo agli studenti, di sbarazzarsi dei loro debiti contratti.

4. Tagliare progressivamente i fondi al Governo finché la privatizzazione non appare come unica soluzione possibile:

Questo è stato utilizzato in dosi massicce specialmente contro l'istruzione, seguendo una semplice formula; secondo il The Nation: “Usare test standardizzati allo scopo di dichiarare dozzine di scuole dove vanno soltanto i poveri come “un costante fallimento”, metterle sotto controllo e gestione di una autorità speciale non eletta, la quale farà in modo che la scuola da pubblica passi a essere una concessione a privati”. E ovviamente, continuare a tagliare i fondi. Secondo il Centro studi sulle priorità di spesa e bilancio in 48 stati USA, praticamente tutti esclusi Alaska e Nord Dakota, la spesa media per studente nel 2014 risultava diminuita in confronto a prima della recessione.

Sta accadendo anche al sistema “social security” (previdenza sociale), probabilmente il programma gestito in maniera più efficiente, in confronti sia a gestioni pubbliche che private che si può trovare nella storia della nazione. Come nota Richard Eskow: “il Governo ha tagliato 14 dei 16 requisiti di budget del social security. C’è una sola spiegazione logica di questo: ostilità verso il Governo stesso, combinata alla determinazione di trasferire nelle mani di imprese private quante più risorse pubbliche possibili tramite privatizzazione”.

Sta succedendo anche alle forze di polizia, che diventano private in sempre più quartieri e poli produttivi mentre i soldi pubblici scompaiono.

5. Restare ignoranti di qualsiasi fatto problematico:

I casi di fallimento dei sistemi privati abbondano nei fatti concreti, ne citeremo qualcuno:

Istruzione: Il manager del detentore di una concessione scolastica privata è pagato 350 volte in più per studente di un analogo preside in una scuola pubblica.

Sanità: Il sistema più costoso del mondo sviluppato, con costi per un intervento di chirurgia ordinario tra le tre e le dieci volte più alti che nella maggior parte degli stati europei, con il 43% degli Americani che evitano di farsi visitare da un medico o non comprano medicine necessarie a causa dei costi eccessivi. Il programma Medicare invece, quasi esente dal motivo del profitto e dalla competizione è gestito in maniera efficiente, e ne beneficiano ugualmente tutti i cittadini degli USA aventi diritto.

Sistema bancario/credito: Grazie alle banche private un dollaro su tre che spendiamo finisce nel pagamento di interessi, e quando andiamo in pensione metà dei nostri fondi pensione sarà in mano alle banche. Intanto la banca pubblica del North Dakota (BND) vantava un ritorno sugli investimenti patrimoniali del 23,4% prima del boom petrolifero in questo Stato. Il Wall Street Journal, generalmente parecchio orientato in favore delle privatizzazioni, ammette che la banca pubblica del North Dakota è “più redditizia del Goldman Sachs group Inc, ha un rating del credito migliore della JP Morgan Chase&co e i suoi profitti sono in costante crescita dal 2003”.

Polizia: mentre il budget per le forze di polizia è costantemente ridotto, le comunità sono sempre più affidate a agenti responsabili della sicurezza che sono insufficientemente addestrati, poco controllati e regolamentati, e troppo spesso immuni dal giudizio dei cittadini sulle loro azioni.

Gestione delle risorse idriche: Un esperto sulla sicurezza delle risorse idriche ha suggerito che “Una soluzione promettente potrebbe essere la creazione di mercati dell'acqua dove la gente possa vendere e comprare diritti di utilizzo dell'acqua”. Tuttavia una analisi condotta dal “Food and water watch fund” nel 2009 sulla infrastruttura di condutture idriche e fogne ha riscontrato che le compagnie private aumentano il costo per l'utente dell'80% rispetto alla erogazione d'acqua e del 100% rispetto ai costi di manutenzione della rete di scarico fognario.

Ambiente: Secondo l'ex economista capo della Banca mondiale Nicholas Stern, “Il cambiamento climatico è il più enorme fallimento del mercato nella storia”, nonostante ciò Bloomberg riferisce che “A Wall Street le compagnie finanziarie stanno investendo in aziende che trarranno profitto via via che il pianeta si riscalda”.

Il Governo stesso: In uno studio sui subappalti il Project on Government oversight (Progetto per esaminare l'operato del Governo) ha rivelato che in 33 casi su 35 esaminati "Il fatturato annuo verso le aziende appaltatrici è molto più elevato dello speso per gli stipendi annui degli impiegati federali.

I Grandi Individui emergono dagli sforzi collettivi 

La privatizzazione va di pari passo con l'imposizione di più individualismo e meno cooperazione. Ma il pensare che concentrare tutto nei confini dei sé produca un beneficio per tutti è decisamente un pensiero arretrato. Come riassume George Lakoff: “E' il pubblico a garantire le condizioni della libertà… l'individualismo può iniziare solo dopo che le strade sono state costruite, che gli individui hanno ricevuto una istruzione, dopo che la ricerca medica ha provveduto alla cura delle infezioni…”

Sull'autore: Paul Buchheit insegna “Diseguaglianze economiche” alla DePaul University, è inoltre fondatore e sviluppatore dei siti web: UsAgainstGreed.org, PayUpNow.org e RappingHistory.org ed editore e co-autore del testo: "American Wars: Illusions and Realities". Lo si può contattare a: paul@UsAgainstGreed.org

Fonte:www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article41761.htm

04.05.2015

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

 

(Nota del traduttore: dati, fonti riportate e situazioni descritte nel presente articolo si riferiscono esclusivamente agli USA)

I CINQUE PASSI VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DI TUTTO
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