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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Default e “piano umanitario” europeo: il “piano B” di Germania e Bce per salvare la Grecia

Pubblicato su 1 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, EUROPA

Il piano: un esecutivo tecnico per gestire un fallimento pilotato

 
INVIATA A BERLINO
 

Mentre da Atene trapelano notizie sull’accelerazione impressa dal governo alla formulazione del piano di riforme, tra Berlino e Francoforte si intensificano i ragionamenti a

voce alta sui «piani B». Una delle ipotesi cui si sta lavorando è un default

senza uscita dall’euro, con l’introduzione di una sorta di mini assegni ad uso

interno, combinato con «piano umanitario», un programma di emergenza della Ue,

che scongiurerebbe un prevedibile collasso delle banche e garantirebbe

aiuti per la popolazione. Ma che presupporrebbe un cambio di governo o,

addirittura, un esecutivo tecnocratico.  

 

Le incognite legate a questo piano sono pesantissime, anzitutto quelle politiche,

tanto che non si può escludere che Tsipras preferisca piuttosto tornare alla dracma

che farsi commissariare o spodestare. 

Tuttavia, la cosa inquietante è che neanche questo preoccupa più molti politici e

banchieri centrali: «Siamo tutti consapevoli - racconta una fonte autorevole tedesca

- che si tratta di un Paese importante, 

anche dal punto di vista geopolitico. Ma deve passare il concetto che per far parte

dell’euro ci sono delle regole che devono essere rispettate. Soprattutto: se

dopo questo estenuante muro contro muro, la Grecia esce dall’euro, molti

pensano che le cose potrebbero andare meglio».  

 

Un pensiero agghiacciante, ormai discusso apertamente, persino stringendosi nelle

spalle sul fatto che l’euro non sarebbe più «irreversibile» e si tornerebbe a un

sistema monetario, di cui l’Italia ha un triste ricordo perché ne fu

temporaneamente buttata fuori, quasi un quarto di secolo fa. D’altra parte, è 

lapalissiano che arrivati a questo punto, nelle «war room» della Bce e dei

ministeri delle Finanze, si discuta apertamente dello scenario peggiore. Alcuni

ministri delle Finanze hanno chiesto già all’ultimo Eurogruppo, che si discuta un

«piano B». E Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, lo ha evocato: 

«Se uno Stato membro dell’unione monetaria decide di non rispettare i propri

impegni e smette di pagare i creditori, un default disordinato è inevitabile», ha

avvertito, in un’intervista a Focus. Del resto, la scadenza che terrorizza

l’Eurozona, quella del prossimo rimborso al Fmi, che Atene dovrà onorare entro il

12 maggio, si avvicina a grandi passi. E nelle mani dei governi europei, dopo tre

mesi, non è ancora arrivato neanche uno straccio di proposta.  

 

Per il clima che si respira negli uffici di Wolfgang Schaeuble, peraltro, sarà molto

difficile che il governo tedesco si accontenti ormai di piani parziali, di bozze di

programmi, che la Grecia, stando a indiscrezioni, ha presentato ieri e continuerà a

discutere al livello più tecnico oggi tra Bruxelles e Atene. Varoufakis, peraltro, ha

smentito di essere stato commissariato dal suo premier: in un’intervista su Zeit

online, ha dichiarato «sono sempre io che decido e negozio, con l’Eurozona».  

 

Certo, la posizione di Angela Merkel è meno dura, ma ci sono ormai molti Paesi

anche più intransigenti di Schaeuble; all’ultimo Eurogruppo, il presidente

Dijsselbloem ha dichiarato dunque che ormai serveun’agenda «completa» perché la

trattativa di sblocchi. I «falchi» stanno rispondendo alle provocazioni dei 

greci con un «chicken game» altrettanto duro. L’elaborazione di scenari

catastrofici sembra anche una risposta alla sfida di Atene a buttarsi per ultimi

dall’auto, nella folle corsa verso il burrone. 

 

Tratto da:http://www.lastampa.it/2015/04/30/economia/grecia-ora-germania-e-bce-vogliono-far-cadere-tsipras-zhNatWoov11TKQ3IentPQM/pagina.html

Default e “piano umanitario” europeo: il “piano B” di Germania e Bce per salvare la Grecia
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