Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Casaleggio, scontro con il direttorio e Di Maio

Pubblicato su 23 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Il cofondatore minaccia: “Basta pressioni, altrimenti vado via anch’io”

 
MILANO
 

«Ora basta, mi avete stancato. Se volete mandare via lei vado via anch’io e vi lascio

al vostro destino». A tanto è dovuto ricorrere Gianroberto Casaleggio, sia pure con

la sua ira fredda, davanti a Luigi Di Maio e agli altri membri del direttivo, che

erano saliti a Milano per porgli la questione della sostituzione di una figura

importante, nel Movimento cinque stelle: la capa della comunicazione alla

Camera, Ilaria Loquenzi. Ma la storia che vi raccontiamo va molto oltre il caso

singolo: racconta a che punto è la vita dentro quella che resta la seconda forza

italiana, ancora accreditata di una massa di voti imponente. Qualcosa che interessa

tutti. 

 

E allora, per dirla chiaro: è in corso una scalata non dichiarata dentro il

Movimento. Non raccontata, spesso neanche vista, consiste nel tentativo

(sempre meno frenato da timidezze e antiche, se mai esistite, gratitudini), nato

dentro il direttivo (ma non da tutti condiviso), di agire in solitudine, sottraendo a

Milano il ruolo guida. È come se nel M5S si stesse materializzando uno

spettro sempre paventato, e spesso utilizzato strumentalmente, però si stesse

realizzando in modalità clamorose: non sono i vecchi dissidenti, tanto meno gli

epurati, a cercare di sfilare il giocattolo di mano ai suoi due fondatori, sono gli

stessi cocchi di Casaleggio che ormai isolano Casaleggio. 

 

I due fondatori non sono mai stati così deboli. Per diversissime ragioni, Grillo

perché è un impolitico che - lo si creda o no - a parte le uscite umorali non ha

mai davvero dettato la linea; l’altro perché, oltre che impolitico, è anche distopico,

talmente distante dalla politica da non riuscire a comprendere, asserragliato a

Milano, cosa stava succedendo a Roma. Il direttivo, che tutti vi hanno

raccontato come ennesima imposizione e diktat di Grillo e Casaleggio, è invece

già dalla nascita il segno della loro debolezza. Ora quella debolezza viene

sempre più al pettine. 

 

È per questo, tra l’altro, che la figura del capo della comunicazione è stata

tradizionalmente importante per il Movimento cinque stelle. Intanto è una

delle poche nomine che Grillo e Casaleggio si sono sempre tenute per sé (lo hanno

scritto nel non-statuto e nel regolamento), e che non spetta all’assemblea.

Il capo della comunicazione doveva essere un super-super capogruppo

parlamentare, una figura di fatto molto politica che tenesse i rapporti tra Roma e

Milano, tra una base parlamentare spesso (con alcune, minoritarie e lodevoli

eccezioni) impreparata e vogliosa solo di visibilità, e i capi. Che decidesse chi

mandare in tv, cosa riferire o non riferire a Casaleggio. Ecco: La Loquenzi, ex

collaboratrice di Roberta Lombardi, non è mai piaciuta alla maggioranza

dell’assemblea. Le è sempre stato fatto un contratto di tre mesi in tre mesi. Come

mai, ora, Di Maio e il direttivo accettano di andare a porre il problema a Casaleggio? 

 

In pole per sostituirla c’è Silvia Virgulti, una professionista che tenne alla

Casaleggio i corsi per i dieci deputati selezionati per andare in tv. Virgulti è una

parmense molto vicina politicamente a Di Maio, fu presentata a Casaleggio

dai fratelli Pittarello (uno dei quali, Filippo, lavora in azienda, ebbe un ruolo

importante nella fase aurorale del Movimento, è amico di Davide, il figlio del

cofondatore). Morale: Casaleggio ha detto no, ma è sempre più solo; a parte il

fedele Rocco Casalino, ex del Grande Fratello, poi capo della comunicazione al

Senato. 

 

Cosa può succedere adesso? Di Maio è sempre più attrezzato per trattare col Pd e

Renzi, ha anche una sua ministruttura, dotata di suoi uomini. Lo ha fatto sulla

legge sugli ecoreati (suscitando malumori, perché molti nel M5S la

giudicano troppo annacquata), lo farà sul reddito di cittadinanza. E nel Movimento

non sono in pochi a dire che in fondo la legge elettorale renziana piace:

ritagliata su chi arriva primo, ma anche su chi arriva secondo. Ma prima serve un

parricidio. 

 

Tratto da:http://www.lastampa.it/2015/05/21/italia/politica/casaleggio-scontro-con-il-direttorio-e-di-maio-8Xnn6jGum5eXcGpl7zb6wO/pagina.html

Casaleggio, scontro con il direttorio e Di Maio
Commenta il post

Emanuele 05/23/2015 21:34

Per memoria, La Stampa è stata querelata per questo falso articolo da Di Maio.

FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM 05/24/2015 17:35

non lo sapevamo e ne prendiamo atto