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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Se pensate che il problema sia Varoufakis

Pubblicato su 29 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Altro giorno, altra dichiarazione di principio proveniente dal governo greco. Oggi è il turno del premier Alexis Tsipras, che riesce a confermare l’impressione che la situazione è sempre più grave ma sempre meno seria. E siamo al rilancio di quanto ipotizzato settimane addietro dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che nel frattempo pare essere stato depotenziato dal premier greco, dopo gli insulti che gli sono piovuti in testa nell’Eurogruppo di Riga del 24 aprile.

Che propone, quindi, Tsipras? Un eventuale referendum popolare, niente meno. In caso l’agognato accordo con i creditori internazionali “ecceda il mandato” popolare assegnato al governo Tsipras, che poi sarebbe quello di “non ripetere il circolo vizioso di austerità, miseria e saccheggio” che ha caratterizzato gli ultimi anni di vita greca, attraverso il famigerato Memorandum. E questa consultazione col popolo escluderebbe comunque elezioni, sostiene Tsipras. Se comprendiamo correttamente, la traduzione sarebbe in questi termini:

«Cari greci, ci avete eletto per liberarvi dall’austerità e dal governo Samaras, che eseguiva gli ordini della Troika imperialista. Pare che non riusciremo a farlo esattamente nei termini che vi abbiamo promesso, diciamo, quindi abbiamo bisogno del vostro parere per implementare quelle stesse misure di austerità chieste al governo Samaras, e che servono per chiudere il Memorandum e negoziare le condizioni di un nuovo salvataggio»

Quindi, giusto per chiarire ulteriormente: ipotizzate che la Ue chieda alla Grecia di riprendere le privatizzazioni, scordarsi l’aumento del salario minimo, scordarsi la riassunzione dei dipendenti pubblici “illegalmente licenziati”, scordarsi la tredicesima mensilità sulle pensioni più basse, consentire la presenza sul campo (cioè tra le carte dei ministeri e delle agenzie governative) di osservatori e tecnici della ex Troika, rimuovere l’Iva agevolata di cui godono le isole greche, eccetera. A quel punto che farebbe Tsipras? Convocherebbe un referendum chiedendo ai greci se sono d’accordo con queste condizioni “fuori dal mandato elettorale”, e che di fatto erano quelle richieste al governo Samaras. Ah, e il tutto, sia chiaro, non dovrebbe avere conseguenze elettorali.

Ma è in un altro punto dell’intervista di ieri che Tsipras riesce a dare il meglio di sé. Vedi alla voce pacta sunt servanda ma secondo interpretazione rigorosamente soggettiva, sia chiaro. Perché sono Ue e Bce ad aver violato gli accordi, secondo Tsipras. Perché è stata la Bce, il 18 febbraio, ad aver assunto una decisione “politicamente ed eticamente non ortodossa”, “mettendo un tetto a 9 miliardi di euro sull’importo che le banche sistemiche della Grecia possono detenere in titoli di stato a breve termine, mentre il tetto normale è 15 miliardi”. Ma benedetto ragazzo, ti risulta che il tetto di 15 miliardi sia scritto nelle Tavole della Legge? E che debba esistere supporto della Bce anche in caso di condizioni di solvibilità molto dubbia delle banche di un paese, anche senza arrivare alla conclamata “insolvenza” che invece è stata dichiarata dal tuo ministro delle Finanze senza peraltro che tu avessi nulla da eccepire? Ricordi che il tetto di 15 miliardi (puramente contingente agli eventi, ed alla implementazione delle riforme) era stato ottenuto dal tuo detestato predecessore? Se si, ricordi anche di aver più e più volte proclamato che con te tutto sarebbe cambiato, e che gli impegni di Samaras (e quindi le contropartite europee a tali impegni) erano da considerarsi carta straccia, in una sorta di regime change post rivoluzionario? Vuoi una rivoluzione à la carte e magari in abito di gala?

Ma Tsipras, non pago di queste interpretazioni legali ad alta gradazione alcolica, si lancia in un assai prevedibile e manieristico vittimismo. C’erano le rassicurazioni di Dijsselbloem e di tutti gli altri ministri dell’Eurogruppo circa il fatto che quel tetto sarebbe stato rimosso appena firmato il prolungamento dell’accordo di bailout oltre febbraio. E invece, ci hanno traditi, frigna Tsipras:

«Il nostro errore è stato di aver accettato delle promesse orali e non aver chiesto un impegno scritto»

E qui c’è da trasecolare perché a febbraio, come forse ricorderete, Grecia e creditori avevano in realtà “trovato l’accordo di cercare un accordo” entro fine aprile sul completamento delle azioni per ottenere i restanti 7,2 miliardi di euro ex-Memorandum. Ma la cornice mancava del dipinto ed anche della tela, a dirla tutta. Secondo Tsipras, invece, bastava il pre-accordo per fare bingo. Vabbè.

Se siete convinti che il problema fosse Varoufakis, “dilettante e giocatore d’azzardo”, fatevela passare. Pare che questo esecutivo ellenico sia ricco di figure specializzate in teoria dei giochi. Soprattutto delle tre carte. Ma giocare con un accendino in prossimità di un bidone di benzina, per giunta bucato e che sta riversando il contenuto tutto intorno, non induce a pensare al lieto fine.

Tratto da:http://phastidio.net

Se pensate che il problema sia Varoufakis
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