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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Quei leghisti di Eurostat dimostrano che con la lira, l'Italia stava bene, con l'euro s'è distrutta.

Pubblicato su 24 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

L'aspetto divertente della questione riguarda la fonte dei dati: Eurostat, il Centro studi statistici dell'Unione europea, come a dire il più autorevole d'Europa. Così, cominciamo con sgomberare il campo da malevole supposizioni sull'attendibilità dei dati.

Sì, perchè proprio i dati sono indiscutibilmente chiari: l'euro è stato per l'Italia la peggiore scelta della sua storia, dimostra Eurostat. Infatti, il calcolo del Pil pro capite, e cioè della ricchezza media di ciascun italiano, prima e dopo l'avvento dell'euro lascia di stucco.

La media italiana del Pil pro capite dell'ultimo anno con la lira, il 2001, era più del 19% più alta della media europea, tutti inclusi, dai tedeschi ai francesi passando per inglesi olandesi e spagnoli, scrive ner su bianco Eurostat.

Mentre oggi, a 14 anni scarsi da quella data, 14 anni di euro in Italia, il Pil pro capite è quasi del 2% (1,9%) più basso della media Ue. Contenti, teste di cazzo?

Eh, sì, perchè quando ci vuole, ci vuole. Qua non c'entrano le "riforme" con le quali si riempiono la bocca i bavosi politici italiani adoratori dell'euro, eh no, perchè quel +19% del 2001 fatto con la lira era senza "riforme", banda di teste di cazzo.

Quindi, immaginate se oggi avessimo la lira. Immaginate come le nostre merci e i nostri prodotti aggredirebbero i mercati europei avvelenati dall'euro tossico, compressi dall'austerità imbecille dei tedeschi e dalla coglioneria della seconda "casa regnante dell'euro" la Francia che ha voluto Hollande all'Eliseo, per non dire dei taroccatori spagnoli che bofonchiano di "ripresa" con il più alto tasso di disoccupazione della storia.

Li faremmo a pezzi tutti. L'Italia diventerebbe una tigre asiatica nel cuore del Mediterraneo. E invece no, stiamo qui a sentire le cazzate che sparacchia Renzi, tipo che le tasse sono diminuite di 18 miliadi ne 2015. Ma vaffanculo, va. Fa bene Salvini a rispondergli così.

Ad ogni modo, anche un cretino a questo punto ha capito che nel futuro italiano non c'è l'euro per sempre. Ora tutto sta a vedere fino a che punto gli italiani saranno disposti a scendere verso il basso la scala del declino, della povertà, della mancanza di futuro per i figli, di paura di perdere anche quel poco che ora possiedono.

Fino a che punto gli italiani sono disposti a subire, prima di reagire?

Max Parisi

Tratto da: http://www.ilnord.it/

Quei leghisti di Eurostat dimostrano che con la lira, l'Italia stava bene, con l'euro s'è distrutta.
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