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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

In Europa sta nascendo una coalizione a sostegno di Gazprom

Pubblicato su 10 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA

“Turkish Stream”: 5 paesi confermano il loro interesse

In Europa sta nascendo una nuova coalizione a sostegno di Gazprom. Dopo l'insuccesso del gasdotto South Stream, orchestrato dai dirigeni UE e dagli Stati Uniti, i paesi che potenzialmente potrebbero partecipare al progetto alternativo del gasdotto Turkish Stream (Grecia, Serbia, Macedonia, Ungheria e Turchia) hanno deciso di elaborare in anticipo una posizione consolidata. Secondo i dati del quotidiano russo "Kommersant", a questo gruppo potrebbe unirsi anche l'Austria.

Pochi giorni fa a Budapest si è tenuto un incontro dei ministri degli Esteri di Grecia, Serbia, Macedonia, Ungheria e Turchia, nel corso del quale si è parlato della loro partecipazone al nuovo progetto di Gazprom. In qualità di osservatore all'incontro era presente anche un rappresentante della Commissione europea. Alla fine dell'incontro è stata firmata una dichiarazione che promuove cooperazione volta a creare un canale "economicamente motivato" per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e delle rotte di transito di metano dalla Turchia verso l'Europa.

In tal modo, le parti hanno praticamente confermato la loro intenzione di partecipare al progetto sulla base della rotta annunciata dal presidente Putin nel corso della sua visita in Ungheria, e cioè dalla Russia attraverso il mar Nero in Turchia e poi fino all'hub di Baumgarten in Austria. Il nuovo progetto nasce come alternativa a South Stream, al quale Gazprom ha rinunciato in dicembre scorso. Questa decisione è stata presa a seguito di opposizione da parte della Commissione europea che, insieme a Washington, esercitava una fortissima pressione sui paesi che avevano aderito al progetto, in particolare sulla Bulgaria. Per quanto riguarda le condizioni di partecipazione al nuovo progetto di Gazprom, ogni paese le dovrà concordare separatamente.

Una fonte del ministero degli Esteri di Budapest ha spiegato a "Kommersant" che gli incontri dei 5 paesi saranno regolari e che è stato deciso di creare un gruppo per lo sviluppo dell'infrastruttura per il trasporto di gas. Il gruppo sarà responsabile anche di questioni relative a investimenti, prezzi, fonti di gas e accesso di terzi all'infrastruttura. Il nuovo ministeriale è programmato nel mese di luglio, me le trattative bilaterali cominceranno prima.

La prima ad avviarle sarà la Grecia: quello del gas potrebbe essere uno dei temi chiave delle trattative nell'ambito della visita in Russia del premier greco Alexis Tsipras.

Se le parti riescono a raggiungere accordo sulla costruzione del tratto terrestre del gasdotto, Gazprom potrà effettuare le forniture aggirando l'Ucraina, ma senza serie modifiche dei contratti con i suoi consumatori in Europa. Quello che conta però non sono soltanto i contratti. Nelle condizioni del conflitto con l'Occidente per la Russia è importante avere un rapporto speciale con Ungheria, Grecia (già membri dell'Unione Europea), Macedonia, Serbia e Turchia, che sono candidati, perché proprio questi paesi cercano di essere indipendenti da Bruxelles nella loro politica e non solo nel problema del gas russo. A questo nuovo gruppo di sostenitori del progetto russo potrebbe aderire anche l'Austria. Rainer Seele, che per 5 anni ha guidato Wintershall ed è conosciuto come "grande amico della Russia e di Gazprom", da poco è diventato amministratore delegato dell'austriaca OMV.

Uno dei problemi più difficili che la nuova coalizione dovrà risolvere riguarda il finanziamento del progetto. Nel caso di South Stream la logica era diversa: la società russa doveva finanziare da sola il progetto, costruire la pipeline ed gestirla. Oggi però per Gazprom è difficile attingere alle risorse delle banche occidentali e, per giunta, la legge europea impone l'obbligo di separazione delle funzioni di trasportatore e di fornitore.

Secondo il "Kommersant", per finanziare il progetto Gazprom sta discutendo la possibilità di creare un consorzio europeo.

 


Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/economia/20150409/229800.html#ixzz3WpZVO8NJ

In Europa sta nascendo una coalizione a sostegno di Gazprom
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