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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL FMI SOSTIENE CHE CI SI DEBBA PREPARARE AD UNO “SHOCK DI LIQUIDITA’” GLOBALE

Pubblicato su 18 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che la liquidità [immessa sul mercato] ha ingannato i mercati finanziari di tutto il mondo, generando alcuni dei peggiori eccessi che si siano mai visti a Wall Street in tempi moderni.

Gli investitori stanno prendendo soldi in prestito per comprare azioni sul mercato azionario degli Stati Uniti ad un ritmo torrido, ricorrendo alle stesse tipologie d’ingegneria finanziaria che hanno preceduto le ultime due crisi della finanza globale.

"Il margin-debt [1], inteso come percentuale di capitalizzazione di mercato, è superiore a quello della bolla del mercato azionario di fine anni ‘90. Il suo crescente utilizzo sta avvenendo nel contesto di un calo della liquidità", ha sostenuto il FMI nel suo Global Financial Stability Report. 

Ed inoltre: "… ridurre la liquidità del mercato e alzare il market-leverage [2] del sistema statunitense fa aumentare il rischio che shocks minori possano propagarsi fino a generare delle gravi correzioni di prezzo".
Il Report continua dicendo che ci sono chiari segnali che gli standard di sottoscrizione, davanti alla diffusa ricerca di [alti] rendimenti, stiano deteriorandosi. I cosiddetti "covenant-light loans" [3], caratterizzati dalla scarsa protezione dei creditori, costituiscono ora i due terzi di tutti i nuovi leveraged-loans [4] degli Stati Uniti.
 
Il rapporto tra “debito delle imprese non finanziarie” e “attività sottostanti” ha raggiunto i 27pc. E’ addirittura superiore a quello che c’era nel 2008, appena prima del crollo della Lehman Brothers. L’emissione di prestiti second-lien [5], che sarebbero probabilmente spazzati via in caso di default, sono di nuovo vicinissimi ad un livello record.
Tutto ciò sta diventando pericoloso, visto che la Federal Reserve degli Stati Uniti sta preparandosi ad alzare i tassi. Una mossa che potrebbe portare ad un fortissimo aumento degli oneri finanziari a livello mondiale, e che potrebbe causare il prosciugamento della liquidità nel corso di una sola notte. 
"… un cambiamento improvviso delle prospettive di mercato spingerebbe i bassi financing-premiums [6] verso rendimenti superiori e potrebbe innescare uno shock di liquidità sul mercato", ha sostenuto il Report.
Il cosiddetto flash-crash [7] sui mercati obbligazionari statunitensi dello scorso Ottobre – insieme all’abbandono avvenuto a Gennaio del currency-floor [8] posto sulla valuta svizzera – ha mostrato con quanta velocità la liquidità possa svanire, agendo da "… potente amplificatore di rischi per la stabilità finanziaria".
 
Il rischio-crisi è stato aggravato dalle nuove normative che impongono di fatto ai market-makers e agli operatori di tenere giacenze molto più basse [9], o di abbandonare del tutto quel business. Il FMI ha detto che i grandi afflussi di denaro nei “fondi comuni di investimento” hanno fornito “l'illusione di una forte liquidità nei mercati del credito", ma tutto questo non sarà di alcuna protezione, se dovesse esserci uno shock importante.

Il Report del FMI ha avvertito, inoltre, che il palese disagio [a livello globale] del settore petrolifero potrebbe innescare una prossima tempesta. I prestiti per l'industria petrolifera e del gas hanno raggiunto i 450 miliardi di dollari, lo scorso anno. Il doppio del picco pre-Lehman. L’emissione di nuove obbligazioni, classificate a livello “spazzatura”, sono quasi triplicate a 45pc. Il debito totale è ora di 3.000 miliardi dollari.

Negli ultimi dodici mesi i defaults nel settore dell'energia hanno teso a far rallentare il crollo del prezzo del petrolio, con i trivellatori che hanno potuto cedere la loro produzione, per un po’ di tempo, sui mercati a termine. Ma … “le scosse di assestamento nel settore delle imprese energetiche non sono ancora del tutto filtrate".
I bassi prezzi del petrolio costituiscono un potente impulso per l'economia mondiale. Fanno spostare sui consumi gli ingenti capitali in eccesso degli Stati Petroliferi, contrastando la cronica mancanza di domanda che ha frenato la crescita globale dal 2008.
 
Per gli investitori, tuttavia, c'è un lato oscuro. Il FMI ha detto che gli Stati Petroliferi, negli ultimi cinque anni, hanno accumulato 1.100 miliardi di dollari di riserve in valuta estera, "… un’importante fonte di finanziamento per il settore bancario e per il mercato dei capitali, a livello globale".
Questi Stati detengono oltre 2.000 miliardi di dollari di assets statunitensi, con 1.300 miliardi investiti sulle azioni, 580 sui Titoli del Tesoro USA ed infine 230 nel credito. Sono già stati costretti a far ricorso a questa ricchezza per tappare i buchi dei loro bilanci, utilizzandone 88 miliardi lo scorso anno. “… potrebbero esserci ripercussioni di mercato, se questo fenomeno dovesse accelerare”, ha sostenuto il Report.

Il FMI si trova in una posizione delicata. E' stato una cheer-leader della politica monetaria ultra-allentata [palese il riferimento ai QE] per combattere la deflazione globale e per prevenire che le dinamiche del debito andassero fuori controllo in Europa, Giappone e Stati Uniti. Tuttavia, molti dei rischi che stanno emergendo sono il risultato diretto dei Quantitative Easings e della politica del tasso-zero.
 
Un terzo di tutte le obbligazioni sovrane dell’Eurozona hanno ora rendimenti negativi. Tutto ciò sta causando il caos nei mercati monetari e nel settore delle “assicurazioni sulla vita”, che è bloccato su impegni trentennali che stanno diventando insostenibili.
Il Report sostiene che "… il prolungarsi di un contesto fatto di bassi tassi d’interesse portebbe delle sfide molto difficili ad un certo numero di istituzioni finanziarie. Le società europee di medie dimensioni che operano nell’assicurazione-vita devono affrontare un rischio crescente ed angosciante. Il fallimento di uno o più assicuratori di medie dimensioni potrebbe innescare una perdita di fiducia nel settore".

Ed inoltre, "… questo settore ha 4.400 miliardi di euro investiti in assets europei, con un’elevata e crescente interconnessione con il più ampio sistema finanziario. Un grosso shock al mark-to-market [10] potrebbe costringere gli assicuratori-vita alla riallocazione e alla vendita di assets, la qual cosa potrebbe inghiottire il sistema finanziario".
Al FMI, decisamente, piace tenerci svegli, di notte.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11538509/IMF-tells-regulators-to-brace-for-global-liquidity-shock.html

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Note Del Traduttore [ … ]:

[1] Margin-debt – http://www.investopedia.com/terms/m/margin_debt.asp
[2] Market-leverage – http://www.investopedia.com/terms/l/leverage.asp
[3] Covenant-light loans – http://www.investopedia.com/terms/c/covenant-lite-loans.asp
[4] Leveraged-loans – http://www.investopedia.com/terms/l/leveragedloan.asp
[5] Second-lien – http://www.investopedia.com/terms/s/secondliendebt.asp
[6] Financing-premium – http://en.wikipedia.org/wiki/Premium_Financing
[7] Flash-crash – http://en.wikipedia.org/wiki/Flash_crash
[8] Currency-floor – Valore minimo imposto da un paese al cambio della propria moneta rispetto ad un’altra (o più).  
[9] Inventory, tradotto in “giacenze” – http://www.investopedia.com/terms/i/inventory.asp
[10] Mark-to-market – http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_to_market

Tratto da:http://www.comedonchisciotte.org

IL FMI SOSTIENE CHE CI SI DEBBA PREPARARE AD UNO “SHOCK DI LIQUIDITA’” GLOBALE
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Daniele Gentilini 04/18/2015 18:19

Quanto paventato nell'articolo è la logica conseguenza di tutte le azioni messe in atto a livello mondiale che hanno portato ad immettere nei mercati finanziari ingenti quantità di liquidità con bassi tassi d'interesse che è servita solo ad alimentare la speculazione. L'economia reale non ne ha beneficiato in misura significativa, i disoccupati e la povertà sono aumentati, le economie dei Paesi emergenti crescono meno che nel periodo 2001 - 2008, inoltre le uniche economie che crescono in modo significativo, ritorno ai livelli pre 2008, sono quelle degli USA e Gran Bretagna più 3%, ove forte è l'incidenza dei gruppi finanziari e della Germania più 1,8%. Per cui un altro shock finanziario, anche più grosso di quello del 2008, è tra le ipotesi possibili anche in tempi brevi.