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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il cartello farmaceutico/alimentare: Quando farci ammalare diventa un business irrinunciabile. Il caso del dolcificante aspartame.

Pubblicato su 19 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in MEDICINA ALTERNATIVA

Il più dannoso e sconosciuto conflitto d’interessi al mondo è quello delle multinazionali del farmaco che sono allo stesso tempo multinazionali alimentari. Chi genera profitto vendendo farmaci non dovrebbe, nella maniera più assoluta, avere le mani anche su ciò che arriva sulla nostra tavola o si rischia di trovare in commercio alimenti dannosi che inducono patologie al fine di costringere l’ignaro consumatore a rivolgersi poi all’industria farmaceutica per ottenere la “cura”. Il caso dell’aspartame è un esempio concreto di questo perverso meccanismo.  Cosa intendi per “caso aspartame” ?“L’aspartame è un edulcorante, un dolcificante presente nella maggior parte delle bibite light e zero delle più importanti industrie, come la Coca Cola, ed è presente in una infinita gamma di prodotti alimentari e farmaceutici, dal chewingum senza zucchero allo yogurt, dalle caramelle agli antibiotici e agli sciroppi, ed in tanti altri prodotti light.  Il Centro di Ricerca sul Cancro della Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali «Ramazzini» ha effettuato un lungo lavoro scientifico che ha dimostrato, e anzi confermato senza alcun dubbio, il potenziale di pericolosità dell’aspartame, ed ha ipotizzato un legame tra le sostanze rilasciate dal metabolismo dell’aspartame e l’aumento dell’incidenza di tumori cerebrali. Lo sanno bene anche gli americani: molti di loro si sono addirittura riuniti in un’associazione «vittime dell’aspartame», che ha condotto e sta ancora portando avanti una battaglia contro questo dolcificante. Il dibattito sull’uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell’incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di questa sostanza. L’aspartame è poi fonte di fenilanina, che per alcuni organismi intolleranti a questa sostanza potrebbe essere pericolosissima: infatti, se leggi sulle bibite è riportata in stampatello proprio la dicitura “Contiene fonti di fenilanina”. Il problema è che anche chi usa questi prodotti abitualmente non ci ha mai fatto caso perché non è mai stato informato su cosa sia questa sostanza, e quali danni potrebbe causare alla salute. I ricercatori dell’istituto Ramazzini, che è l’unico che abbia preso in considerazione l’uso di aspartame fin dai primi cicli di vita, seguendo la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, ha rilevato rischi in particolare per i bambini anche a dosi pari alla metà della dose giornaliera ammissibile fissata dalla normativa internazionale vigente.                   Renditi conto della gravità di questi dati. Stimo parlando di bambini, e non più di topi. In pratica, nessuno può dire che questa sostanza non faccia male, ma si limitano a dire che fa male se vengono superate certe dosi; ed intanto è sempre più presente nei nostri alimenti.” “Ma come si fa a controllare quando si supera quella dose, e stiamo quindi ingerendo un veleno per l’organismo ?” “Non lo puoi sapere. L’unica speranza è che grazie a questi ulteriori studi, l’agenzia europea EFSA, sotto obbligo della Commissione Europea, dovrà rivalutare la sicurezza sull’aspartame. Intanto la gente ed i bambini continuano a consumarlo, e c’è la possibilità che questi poteri forti, che hanno interesse a commercializzarlo a tutti i costi, riusciranno nuovamente ad insabbiare la questione.” “Assurdo! Mio figlio utilizza quei prodotti. Io utilizzo quei prodotti.” “Lo so! Tutti noi li abbiamo utilizzati prima di esserci informati, ma la gente non lo immagina, i medici stessi ne sanno poco, le TV ed i giornali hanno, raramente, passato queste notizie.”  “Ma com’è possibile che sia stato messo in commercio?” “È possibile per il discorso che facevamo prima. Ci sono dei gruppi di potere che non solo controllano queste industrie, ma anche chi dovrebbe controllare i prodotti commercializzati dalle industrie farmaceutiche ed alimentari che li producono. Quindi, se il prodotto rende economicamente, si trova il mondo di farlo autorizzare e lo si mette sul mercato senza alcuno scrupolo. Tanto, se ti ammali hanno già preparato anche i medicinali da venderti.” “Puoi dimostrare concretamente la veridicità di quello che mi stai raccontando?” “Certo. Chi pensi che abbia contribuito a mettere in commercio l’aspartame? Qualche scienziato? Qualche medico? Qualche ricercatore? La fortuna del dolcificante si deve, negli anni ‘ 80, a due personaggi: Ronald Reagan e Donald Rumsfeld (Bilderberg, Trilaterale e CFR, PNAC).” “E cosa c’entrano loro? Rumsfeld non era Segretario alla Difesa degli StatiUniti ? Quello conosciuto per aver dichiarato che in Iraq c’erano armi di distruzione di massa quando non era vero?” “Esattamente! Egli è anche un membro permanente del Bilderberg e della Trilaterale, ed è addirittura colui che nel 1997 ha fondato, con altri esponenti della destra ultraconservatrice statunitense, il PNAC – Project for a New American Century (Progetto per un Nuovo Secolo Americano) – per rilanciare il dominio dell’America sul mondo intero, con un’agenda imperiale di espansionismo e dominio globale delle forze armate USA, che si prefigge di sfidare i regimi ostili agli interessi e ai valori americani. Prova a leggere le dichiarazioni deliranti dei membri del PNAC sui documenti ufficiali. Attualmente credo che sia tra le più influenti lobby del mondo in campo militare, ed ha avuto un ruolo determinante nella decisione di dichiarare guerra all’Iraq per i motivi che sappiamo, e che poi sono stati smentiti dalla realtà. Rumsfeld fu anche inviato speciale di Ronald Reagan in Vicino Oriente. Fu in questa veste che incontrò Saddam Hussein, all’epoca sostenuto dagli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Risale a quell’epoca, infatti, il famoso video in cui Rumsfeld stringe la mano a Saddam, che poi attaccherà qualche anno più tardi. Personaggio coerente ed affidabile, vero? Come Reagan tra l’altro, che ha avuto quasi tutti membri del CFR  e del Bilderberg nella sua amministrazione, ed ha sempre appoggiato queste lobby ed i grandi conglomerati industriali.”  “Infatti non capisco proprio cosa c’entrino questi pericolosi personaggi con i prodotti contenuti nelle bibite e negli alimenti.” “Chi vuole controllare il mondo deve prima di tutto controllare gli alimenti. Uno dei presidenti delle organizzazioni che ho nominato lo disse chiaramente: “se controlli il petrolio controlli le nazioni, se controlli il cibo controlli i popoli”. La Food and Drug Administration inizialmente aveva ritenuto l’aspartame dannoso per l’organismo. Un’inchiesta proprio della FDA, che stava dimostrando le incongruenze tra quanto dichiarava la Searle – l’azienda produttrice – ed i reali rischi legati al consumo di quel prodotto, fu sospesa ufficialmente per aver superato i limiti di tempo e di budget, ma è ovvio che in realtà fu sospesa perché avrebbe rischiato di bloccare un prodotto che fruttava miliardi e miliardi di dollari ai potenti che lo commercializzavano. Accadde così che nel 1981 Reagan sostituì il capo dell’FDA con un dirigente del Pentagono, mentre Rumsfeld, parallelamente, fu mandato a dirigere proprio la Searle (che è allo stesso tempo sia un’industria farmaceutica che alimentare). Ed è così che, con queste due persone nei ruoli chiave, l’aspartame sarà approvato dalla FDA e rimesso in commercio.                                                               Dopo questa operazione, che fruttò a Rumsfeld un mare di soldi, la Searle fu poi acquistata dalla Monsanto, la più controversa e dannosa industria agroalimentare del mondo in mano alle élite. Su quest’ultima avrei tanto da raccontare, avendo letto un’inchiesta giornalistica pazzesca dal titolo “Il mondo secondo Monsanto” svolta dalla giornalista, scrittrice e regista francese Marie-Monique Robin, vincitrice di molti prestigiosi premi e mai smentita dai diretti interessati, nonostante la gravità delle sue denunce.” 

Tratto dal libro “Azzannate le iene” di Francesco Amodeo
 
Tratto da:http://francescoamodeo.net
Il cartello farmaceutico/alimentare: Quando farci ammalare diventa un business irrinunciabile. Il caso del dolcificante aspartame.
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