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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Esiste un collegamento tra l’Alimentazione e le Malattie! T.Collin Campbell lo dimostra! IL VIDEO

Pubblicato su 3 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in MEDICINA ALTERNATIVA

Esiste un collegamento tra l’alimentazione e le malattie…E’ cosa dimostrate come testimoniamo vari studi in merito a tale problema! Non stiamo parlando di semplici malattie, ma di Cancro, osteoporosi, obesità e molte altre ancora! LEGGETE L’ARTICOLO  TROVERETE TUTTE LE  INFORMAZIONI NECESSARIE!!

T. Colin Campbell (1934) è un biochimico statunitense, nutrizionista, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University , noto per la pubblicazione del rapporto The China Study sulla comparazione tra l’alimentazione occidentale e cinese.

Pensate che, nel 2010 in seguito a un’operazione al cuore, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton ha adottato a sua volta la nutrizione vegetariana raccomandata da T. Colin Campbell assieme ai colleghi Caldwell Esselstyn e Dean Ornish.

 

Il Progetto Cina (in inglese China Project) è uno studio epidemiologico tra i più vasti mai compiuti al mondo e un’indagine sul rapporto tra alimentazione, condizioni ambientali, tradizioni sociali e malattie mai intrapresa in Cina, definito dal New York Times « il Grand Prix dell’epidemiologia».

Lo studio è stato diviso in due fasi distinte e separate: una prima indagine ha avuto inizio nel 1983, una seconda indagine è stata intrapresa nel 1989. La disponibilità di dati affidabili su malattia e mortalità forniti dal governo cinese e la presenza di una popolazione stabile con caratteristiche alimentari molto diverse ha reso la Cina un laboratorio vivente ideale per studiare l’impatto di diversi tipi di alimentazione su malattia e mortalità.

I ricercatori del progetto hanno osservato malattia coronariche, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi, in corrisondenza di un largo consumo di carni animali. Se prima in seguito al debole sviluppo tali malattie erano poco conosciute, successivamente queste hanno preso piede. Il Progetto Cina suggerisce che la concezione occidentale di dieta sia da rivedere, e che un’alimentazione basata sui vegetali, come la dieta tradizionale cinese, può offrire molti vantaggi per la salute.

I ricercatori del progetto hanno definito polmonite, tubercolosi, malattie infettive, parassitosi, eclampsia, cancro dello stomaco e del fegato come Malattie della povertà, mentre malattia coronarica, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi sono state definite Malattie dell’abbondanza.

Obesità
I ricercatori del Progetto Cina hanno ipotizzato che il tipo di cibo assunto eserciti un’influenza sull’obesità maggiore rispetto al numero di calorie assunte. È stato infatti rilevato che i cinesi studiati assumevano mediamente 270 Kcal al giorno in più rispetto agli statunitensi, ma mentre negli Stati Uniti l’obesità è molto diffusa, in Cina questa patologia aveva un’incidenza molto bassa, e l’esercizio fisico può spiegare solo in parte questa apparente contraddizione. Poiché la dieta della popolazione cinese studiata comprendeva il triplo dei carboidrati e solo il 30% dei grassi assunti dagli statunitensi, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che i grassi vengano immagazzinati con più facilità dall’organismo, mentre potrebbe essere necessario bruciare un maggior numero di calorie derivanti da amidi per la produzione di energia e calore. Secondo altre ipotesi, i grassi potrebbero contenere non 9 ma 11 calorie per grammo.

Colesterolemia e malattie cardiovascolari
È stato osservato che il livello di colesterolo nel sangue (valore direttamente proporzionale al rischio di contrarre malattie cardiovascolari) nei cinesi era considerevolmente inferiore rispetto a quello degli statunitensi, tanto che il valore sopra la norma per i primi corrispondeva al valore più basso per i secondi. Lo studio ha rilevato che la differenza tra i livelli di colesterolo nel sangue è strettamente correlata al consumo di carne (sia rossa che bianca), latticini e uova, fonti di colesterolo e grassi saturi Il Progetto Cina ha inoltre dimostrato come la carne magra sia dannosa tanto quanto quella grassa nei confronti della colesterolemia Il confronto dei dati emersi dallo studio con le statistiche degli altri paesi ha inoltre evidenziato che in Cina il rischio di malattia coronarica per gli uomini sotto i 65 anni era 17 volte più basso che negli Stati Uniti.

Cancro
Tra i risultati più importanti del Progetto Cina è emersa la stretta associazione tra cibi di origine animale e cancro. È stato rilevato che nei villaggi con diete ricche di carne l’incidenza di cancro era molto più elevata rispetto ai villaggi con diete povere di carne.

Cancro della mammella

Il confronto con i dati di altri paesi ha evidenziato nelle donne cinesi una morte per cancro della mammella 5 volte inferiore rispetto alle donne statunitensi. Dal Progetto Cina è emerso come le morti per cancro della mammella siano associate ad elevate assunzioni di grassi e prodotti animali, a elevati livelli di colesterolo, estrogeni e testosterone nel sangue e a menarca precoce e menopausa tardiva. I ricercatori hanno inoltre osservato come l’aggiunta di anche piccole quantità di latte, carne e grassi animali nella dieta tradizionale cinese poteva far aumentare il livello di estrogeni e altri ormoni sessuali potenzialmente nocivi. Inoltre hanno rilevato che le donne cinesi di età compresa tra i 35 e i sessant’anni avevano livelli di estrogeni più bassi rispetto alle donne britanniche e livelli più alti di proteine protettive in grado di modificare il comportamento degli estrogeni nel sangue rendendoli significativamente meno attivi nella stimolazione del cancro della mammella. Lo studio ha anche mostrato che rispetto alle donne cinesi studiate, nelle donne statunitensi il ciclo mestruale ha una durata superiore di 8-10 anni, un periodo di ulteriori ondate ormonali la cui influenza si traduce in un maggior rischio di cancro della mammella. I risultati del Progetto Cina hanno anche confermato e rafforzato l’ipotesi secondo cui diete ricche di grassi, calorie e proteine animali possono accelerare la comparsa delle mestruazioni, determinando quindi un ciclo mestruale di maggiore durata

Cancro del colon

Il Progetto Cina ha confermato la relazione tra cancro del colon, bassa assunzione di fibre, elevati introiti di grassi e alti livelli di colesterolemia. I bassi tassi di incidenza di cancro del colon in Cina durante lo studio sostengono fortemente l’ipotesi che le fibre alimentari giochino un ruolo protettivo in questa malattia. L’osservazione nella popolazione cinese ha infatti evidenziato un’assunzione tripla di fibre da cereali integrali, legumi e verdure rispetto agli occidentali: questo determina un aumento della produzione di feci e un più rapido transito lungo il tratto digestivo, che può quindi compiersi in circa 24 ore riducendo drasticamente il tempo durante il quale la superficie intestinale si può trovare esposta aicarcinogeni presenti nei cibi. Inoltre le feci, molto più morbide e abbondanti, diluiscono gli acidi biliari, potenziali promotori del cancro. Il Progetto Cina ha confermato anche che diete scarse di fibre rallentano il passaggio del cibo attraverso il tubo digerente, così che spesso possono essere necessarie circa 100 ore tra il momento dell’ingestione e quello dell’eliminazione del cibo, mentre diete ricche di grassi aumentano la produzione di bile, che può subire trasformazioni chimiche e diventare carcinogena.

Cancro del fegato

Per lungo tempo si è creduto che il principale fattore responsabile dell’alta incidenza di cancro del fegato nei paesi in via di sviluppo fosse rappresentato dalle aflatossinecontenute nei cereali e nei legumi guasti, tuttavia il Progetto Cina non ha rilevato alcuna correlazione che confermasse questa ipotesi. Si è invece osservato che la predisposizione a sviluppare cancro del fegato era determinata dall’infezione cronica di epatite virale di tipo B (60 volte più diffusa in Cina durante lo studio che in Nord America) e da elevati livelli di colesterolo. Lo studio suggerisce dunque che questo tipo di cancro possa non essere una patologia di origine virale-chimica come si pensava in precedenza, ma piuttosto che possa dipendere da cause di tipo virale-alimentare ed essere trattata con un’alimentazione a base vegetale povera di grassi.

Cancro dello stomaco

È stato osservato che in Cina l’incidenza di cancro dello stomaco era molto alta, a differenza del Nord America dove è infrequente. Il cancro dello stomaco è spesso correlato aulcere gastriche, il cui responsabile principale non è lo stress cronico, come si credeva in passato, bensì si suppone che sia il batterio Helicobacter pylori, così come suggerisce il Progetto Cina. L’infezione cronica da Helicobacter pylori era infatti molto frequente in Cina, poiché a causa della scarsa diffusione di frigoriferi la maggior parte delle persone conservava il cibo tramite fermentazione o salatura, processi che non sempre venivano condotti in condizioni controllate, favorendo così la contaminazione batterica. Il Progetto Cina ha tuttavia suggerito che un’alta assunzione di cibi vegetali sia protettiva contro il cancro dello stomaco, in particolare è stato osservato che quanto più l’assunzione divitamina C e beta carotene era alta tanto più bassa era l’incidenza di cancro dello stomaco 

Cancro del polmone

A seguito della propaganda aggressiva delle industrie del tabacco in accordo con i ministeri cinesi dell’agricoltura e dell’economia, la Cina è diventata il paese con più fumatori al mondo. Con il Progetto Cina si è stimato che di tutti i cinesi attualmente in vita, almeno 50 milioni moriranno per cancro al polmone.

Osteoporosi

Anche se frequentemente viene raccomandata una consistente assunzione di calcio derivante da prodotti a base di latte per prevenire la fragilità delle ossa, una statura ridotta e le fratture osteoporotiche, i dati del Progetto Cina smentiscono questa posizione. Il consumo di latticini da parte dei cinesi era molto scarso o nullo, essi assumevano quantità di calcio relativamente basse, ottenuto per lo più da vegetali a foglia verde, legumi e cereali, tuttavia in Cina l’osteoporosi aveva un’incidenza molto bassa (per esempio il tasso di prevalenza delle fratture all’anca era pari al 19% di quello degli Stati Uniti). I dati emersi dal progetto Cina indicano che il fabbisogno di calcio è molto inferiore rispetto a quello comunemente raccomandato e che è possibile assumerlo in quantità adeguate dai cibi vegetali, mentre sarebbe necessario ridurre gli introiti di proteine animali, responsabili delle perdite di calcio dalle ossa.

Anemia da carenza di ferro

Il consumo di carne è normalmente consigliato per garantire adeguati livelli di ferro e quindi prevenire l’anemia, tuttavia i risultati del Progetto Cina contraddicono anche questa posizione. È stato infatti rilevato che benché i cinesi consumassero pochissima carne, i loro livelli di ferro erano nella norma e l’anemia da carenza di ferro aveva un’incidenza molto bassa. È stato osservato che il cinese adulto medio assumeva quantitativi di ferro doppi rispetto agli statunitensi, quasi del tutto derivante da cibi vegetali, il ferro contenuto nei cibi vegetali è di tipo non-eme, il cui assorbimento è favorito dall’assunzione di vitamina C, abbondante nella dieta cinese. I ricercatori del Progetto Cina hanno dunque concluso che mangiare carne non è necessario per la prevenzione dell’anemia da carenza di ferro. Al contrario, un’attenta revisione dei dati emersi dallo studio suggerisce che eccessive assunzioni di ferro, in particolare se di derivazione animale, possono favorire gli effetti dannosi dei radicali liberi e il rischio di malattia coronarica 

Sindrome premestruale e sintomi da menopausa

Dal Progetto Cina è emerso che le donne cinesi riportavano sintomi di sindrome premestruale e sintomi legati alla menopausa, come le vampate di calore, in misura considerevolmente ridotta rispetto alle donne occidentali. I ricercatori dello studio hanno suggerito che il motivo di questa differenza sia da individuare nei livelli di estrogeni, più bassi tra le donne cinesi; gli estrogeni esogeni contenuti in carne e latticini possono inoltre aumentare i sintomi della sindrome premestruale, mentre diete ricche di vegetali assicurano alte assunzioni di magnesio, vitamina B6 e fitoestrogeni, che sembra siano in grado di ridurre i sintomi

FONTI:

http://it.wikipedia.org/wiki/T._Colin_Campbell

http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Cina

Tratto da:http://jedasupport.altervista.org

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