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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ECCO TUTTI GLI EFFETTI DELL’ACCORDO TRA USA E IRAN SUL NUCLEARE!

Pubblicato su 4 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ESTERI

Ecco cosa leggiamo su ForexInfo:

Con il raggiungimento dell’accordo quadro sul nucleare tra USA e Iran gli equilibri geopolitici tra Occidente e Medioriente subiscono una grande riconfigurazioneche produrrà le sue conseguenze non solo riguardo al nucleare ma anche a molti altri importanti fattori di primaria importanza per l’economia internazionale.

In base all’accordo quadro stretto tra Washington e Teheran, l’Iran non potrà pià arricchire uranio oltre il limite del 3,67% per ottenere il plutonio necessario a costruire una bomba atomica, in cambio otterrà l’annullamento delle sanzioni finanziarie e sul petrolio già dalla fine del prossimo Giugno.

Anche se il presidente Obama ha tenuto a precisare, oltre alla portata storica dell’accordo, anche il fatto che qualora Teheran non dovesse rispettare l’accordo, le sanzioni sarebbero facilmente reintrodotte, occorre, almeno al momento, considerare qual è lo scenario che si configura con un Iran senza sanzioni.

Un Paese di 80 milioni di abitanti, dopo quasi 40 anni di chiusura, si riaffaccia sullo scenario geopolitico internazionale e, soprattutto, sulla rete dei commerci internazionali. Il bene sicuramente più importante che l’Iran ha da immettere sul mercato è il petrolio: un bene che, con l’embargo in vigore ha perso negli ultimi anni molto del suo valore ma che, nei prossimi mesi, potrebbe tornare ad essere di primaria importanza non solo per l’Iran e per l’Europa ma anche per lo scenario macroeconomico globale.

A tal proposito occorre ricordare che l’embargo petrolifero europeo è entrato in vigore dal luglio del 2012: prima di quella data, nel 2010, l’Iran produceva 3,9 milioni di barili al giorno di greggio e ne esportava 2,5 milioni. Dopo il luglio 2012 le esportazioni di petrolio si sono ridotte esponenzialmente, toccando, nei momenti di minore richiesta i 700000 – 800000 barili al giorno, per attestarsi su in valore medio di 1 mln di barili al giorno.

Se Teheran rispetterà effettivamente l’accordo sul nucleare si lascierà alle spalle anche l’embargo che l’ha condizionata in questi ultimi anni e tornerà a essere un Paese esportatore di petrolio; non solo, considerate le enormi quantità che l’Iran può, potenzialmente, produrre, anche in un mercato caratterizzato da un eccesso di offerta, come è quello del petrolio al momento attuale, l’Iran farà di certo sentire il proprio peso.

Ne sono perfettamente consapevoli i mercati finanziari dove ieri le quotazioni del prezzo del petrolio hanno subito decisivi ribassi (il Brent si attesta a 55,13 dollari/barile con una variazione del -3.45% mentre il WTI si attesta a 49,5 dollari al barile con una variazione del -1,18% – rilevazione delle 9.15) sono in particolare i futures sul Brent (gli strumenti finanziari che «scommettono» sul futuro prezzo del petrolio) ad aver accusato ieri un calo del 5,15% che ha portato il prezzo sotto soglia 55 dollari e un discorso simile vale anche per quelli sul WTI che hanno ceduto il 4%.

Ovviamente che il prezzo del petrolio subisca delle significative variazioni al ribasso nei prossimi mesi, a seguito dell’abolizione dell’embargo petrolifero a cui è stata assoggettato l’Iran negli scorsi anni, è una prospettiva più che concreta. L’economia iraniana dipende profondamente dal settore energetico e ha un estremo bisogno di risollevarsi dopo anni in cui è stata messa in ginocchio. Sono molti gli operatori finanziari e petroliferi iraniani che ieri hanno festeggiato il raggiungimento dell’accordo dal momento che è pieno interesse dell’Iran ricominiciare ad esportare l’oro nero e ricominciare a farlo quanto prima: prima del 2012 dal settore energetico affluivano nelle casse di Teheran circa 100 mld di euro che, dopo l’embargo si sono ridotte di due terzi.

Agli effetti dell’embargo petrolifero devono, poi, aggiungersi quelli dell’embargo finanziario: le sanzioni imposte al tessuto bancario e finanziario insieme a quelle verso il settore energetico hanno determinato una discesa del PIL del 6,5% nel 2013 e dell’1,7% nel 2014. Se l’embargo dovesse protrarsi anche nel 2015, l’Institute of Internationl Finance ha stimato un’ulteriore riduzione del PIL dell’1,2%; se, invece, l’accordo quadro sarà perfezionato entro il prossimo 30 Giugno e ad esso farà effettivamente seguito l’annullamento delle sanzioni, il PIL iraniano potrebbe subire una crescita anche del 5% nel 2015.

Gli effetti di questo accordo saranno comunque lenti: l’industria energetica iraniana è in uno stato di abbandono e di decadenza e necessità di grandi investimenti per tornare a pieno regime. Il piano quinquennale iraniano da attuare tra il 2011 e il 2015 prevedeva investimenti per 255 miliardi di dollari, investimenti che, qualora venissero meno le sanzioni, dovrebbero essere sostenuti in buona parte dalle compagnie americane, canadesi e europee.

Anche se il ministro iraniano del petrolio, Bijan Namdar Zanganeh, ha annunciato che l’Iran riverserà sui mercati internazionali un milione di barili di petrolio, molti analisti mostrano maggiore cautela e, pur essendo d’accordo sul fatto che l’Iran potrebbe, nei prossimi 6 mesi, aumentare la propria produzione petrolifera di 500000 – 800000 barili al giorno, rilevano che, quasi sicuramente, anche qualora lo scenario geopolitico dovesse riconfigurarsi, prevedendo l’abolizione dell’embargo contro l’Iran, le compagnie petrolifere occidentali difficilmente si butteranno a pesce sulle risorse energetiche iraniane, preferendo anteporre un periodo di osservazione e di cautela a investimenti consistenti, da effettuare nel breve periodo.

 

Tratto da: http://www.stopeuro.org

ECCO TUTTI GLI EFFETTI DELL’ACCORDO TRA USA E IRAN SUL NUCLEARE!
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