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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Allarme: nuova bolla subprime dagli Usa. 12 trilioni di dollari

Pubblicato su 1 Aprile 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Debito privato Usa agli stessi livelli del 2008 e con le stesse modalità. A cambiare è solo il nome della tipologia di debito: allora erano i mutui, adesso sono gli student loans ovvero i prestiti fatti agli studenti a tassi particolarmente agevolati e dietro i quali, sempre più spesso non si nascondono altro che esigenze reali di un’intera famiglia. In altre parole, il debito contratto non serve per il reale destinatario. 

I numeri

Il che evidenzia anche un’altra realtà e cioè la debolezza di un’economia che, sui numeri, invece, è la prima al mondo e quella che dovrebbe essere in recupero. I numeri parlano di una soglia massima di 12 trilioni di dollari ormai praticamente sfiorata, la stessa che allora, pariamo del 2008, diede origine alla crisi dei subprime. 

E a lanciare (inconsapevolmente) l’allarme, e per giunta ormai già da quasi due anni , è la Consumer Financial Protection Bureau, perchè è lei ad aver reso pubblico il report dal quale si evince anche che a differenza di allora, la percentuale di inadempienza, cosa che rende questo tipo di finanziamento, uno dei più diffusi e, paradossalmente, uno dei più “sofferenti” nella lista delle pratiche bancarie, una sofferenza che aumenta di trimestre in trimestre con percentuali a due cifre. 

Subprime o student loans. Stessa cosa

Una corsa al finanziamento facile che se allora era sul settore immobiliare, adesso è su quello studentesco, nomi diversi stesso principio di fondo. Non solo, ma come fa notare il Financial Times , gli student loans sono la più grande fonte di debito dei consumatori nell'economia statunitense, dopo i mutui. Cosa significa questo? Che mentre gli studenti termineranno la loro carriera universitaria, inizieranno quella lavorativa già con un debito da pagare. Per di più dovendo basarsi su un lavoro spesso precario e/o part time.

La differenza con il 2008?

Forse anche peggiore perchè allora i tassi di interesse, per quanto ai minimi storici, secondo gli standard passati, non arrivavano ai livelli infimi di quelli attualmente presenti e che dovranno essere inesorabilmente alzati. Seppur con tutte le tante cautele del caso. 

Guardando poi in prospettiva, questo tipo di crediti deteriorati pesa anche in maniera sistematica (e pesantemente) sul debito Usa, per la precisione per il 10%. Facendo perciò le debite proporzioni, è ricordando anche che il rialzo dei tassi coinvolgerebbe a catena anche i debiti contratti dai i paesi emergenti, solo l’immaginazione può suggerire le conseguenze. 

Non solo Usa

Così come sarà solo l’immaginazione a illustrare l’altro grande incubo dei mercati internazionali, quello dello shadow banking cinese, ovvero di quel credito parallelo, incontrollato e quindi ingestibile, che potrebbe far saltare in aria i mercati ma che già adesso sta facendo saltare i nervi degli investitori. Anche qui, cifre alla mano, si parla di qualcosa come il 250% del Pil di quella che, secondo alcuni parametri, è la prima potenza mondiale e che, anche considerandone altri, resta pur sempre un gigante dell’economia mondiale, in grado di decidere da solo le sorti di interi settori (vedi commodities) anche solo con l’oscillazione di un solo decimo di punto percentuale. 

Un’altra, ennesima bolla, che nasce dallo sviluppo sconsiderato della nazione e che affonda le sue radici nei bassissimi interessi pagati dalle banche (tutte sotto il controllo statale) e che creano fortissime barriere d’accesso al credito. Proprio la stessa cosa che sta succedendo in Europa.

Per questo motivo in Cina si è creata una situazione difficilissima: da una parte i privati che spingono nella richiesta di capitali, dall’altra le banche che invece hanno creato prodotti alternativi che non risultano sui bilanci standard ma che sono pesanti fattori di rischio per il capitale degli istituti di credito. E dell'economia mondiale.

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Allarme: nuova bolla subprime dagli Usa. 12 trilioni di dollari
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v4l3 04/01/2015 07:10

C'e' un fatto che non capisco,se qualcuno ne sa qualcosa i piu';
in questo articolo,ma lo stesso vale per altre situazioni,si parla di un "buco" di denaro,dovuto alle dinamiche
di insolvenza ecc.
Ora ,sappiamo benissimo,tutto verificabile con una ricerca su google,che le banche
nei vari passaggi creano denaro dal nulla.
Quindi se questo denaro non esiste in realta' nei bilanci delle varie banche,finanziarie,strozzini, non cambia niente.