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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

TENERSI STRETTO IL VENETO, MA SENZA FINIRE IN BRACCIO A SILVIO

Pubblicato su 19 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Il Veneto per tentare di gambizzare Salvini. E’ il chiodo fisso che da mesi muoveva Tosi, che già dall’autunno raccontavo avere un piano ben specifico – d’intesa con le altre forze del centrodestra – per cercare di buttare giù dalla torre il leader del Carroccio. Ora Tosi si candida contro Zaia, si accoppia con Alfano e strizza l’occhio a Berlusconi. Che però fesso non è dunque poca voglia ha di puntare su cavalli perdenti.

Un altro che non è fesso è proprio Salvini, che sa di avere dalla sua una carta mica da poco: l’impresa di aver – in meno di un anno – fatto volare un movimento morto fino al 15%. Questo lo rende il Capo, non solo della Lega ma di quel che vuol sopravvivere alle macerie del centrodestra. Anche perchè, lui, se ne frega del centrodestra… guarda al Popolo, all’Italia. E ciò destabilizza i vecchi oligopolisti.

Lo scorso 28 febbraio a Roma, durante l’inaugurazione della rete ‘Mille Patrie per l’Italia’, Salvini ha spiegato senza mezzi termini la sua missione: non vincere qualche tornata elettorale amministrativa, ma costruire un fronte in grado di abbattere Renzi e riprendersi in mano il Paese. Una visione progettuale, di medio-lungo termine.

Ora è il momento di fare capire che non si scherza: Berlusconi sa che il Veneto, comunque, è strategicamente importante e dunque lo ricatta… “Vuoi far stare in piedi Zaia? Rimettimi in piedi in Campania, Toscana e Liguria”. Salvini sa però che un accordo simile significherebbe la vittoria di Tosi e della vecchia politica: l’abbraccio mortale delle vedove nere, che avvelenerebbe sul nascere uno spirito di novità che sta riaccendendo animi delusi da Nord a Sud. E’ il tentativo di OPA di Silvio al progetto di Matteo, secondo la più classica delle dinamiche aziendali.

Il punto è: Forza Italia ha davvero il coraggio spudorato di sconfessare ogni suo verbo per andare contro Zaia a favore di Tosi? Considerando che, nel caso in cui Zaia vincesse da solo, Salvini diventerebbe il miliziano dell’Isis che decapita Berlusconi, senza più possibilità di resurrezione. Adios. E se Zaia malauguratamente perdesse, questo non inciderebbe sul consenso Salvini, che peraltro avrebbe dalla propria la coerenza come motore per il suo progetto. Mentre il Berlusconi che affossa il Veneto per interesse personale… adios.

Porte aperte a Forza Italia, ma nei termini di una loro adesione alle linee date da Salvini. In Veneto Campania Toscana Liguria e dove vogliono. Ma Berlusconi, se vuol dare un futuro al popolo del fu centrodestra, deve pregare che Salvini sia oggi quanto di più distante da ciò che rappresenta lui. Perchè i voti delle olgettine mi sa che non saranno sufficienti.

Tratto da:http://vincenzosofo.net/

TENERSI STRETTO IL VENETO, MA SENZA FINIRE IN BRACCIO A SILVIO
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