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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

RENZI PREPARA UN'ALTRA PORCATA STILE FORNERO: MANDARE IN PENSIONE LA GENTE CON L'ASSEGNO ''POTATO'' A 60-62 ANNI (SCHIFO)

Pubblicato su 6 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

"Reddito minimo per contrastare le situazioni di poverta'" e "forme di flessibilita'" sull'eta' di uscita anticipata dal lavoro, con pensioni proporzionalmente piu' leggere. Sono le due proposte lanciate dal neopresidente dell' Inps, Tito Boeri, in un'intervista che apre oggi la prima pagina del Corriere della Sera.

Due idee da accompagnare al taglio delle direzioni centrali, "che sono troppe, una cinquantina", al cambio di governance dell' Istituto, con un cda di tre membri e un Civ (consiglio di indirizzo e vigilanza) piu' "snello" e senza "funzioni di cogestione", e a un'operazione trasparenza, con un 'pin' di accesso al proprio conto sul sito dell'Inps in modo che tutti possano conoscere la propria situazione: nel 2015 sara' una "possibilita'" per tutti i dipendenti privati e nel 2016 per i parasubordinati.

Il neopresidente assicura che non c'e' da preoccuparsi per il deficit da 6,7 miliardi 'ereditato' dall'Inpdap: "Lo squilibrio verra' gradualmente riassorbito".(ma come accadrà non lo spiega)

A suo giudizio e' da avviare una riflessione sulle spese assistenziali, "per affrontare l'aumento della poverta' che, in questi anni di crisi, ha colpito di piu' le fasce d'eta' prima del pensionamento". "Bisognerebbe insomma spendere meglio le risorse pubbliche - prosegue - prevedendo per esempio un reddito minimo per contrastare le situazioni di poverta', finanziato dalla fiscalita' generale. Poi, dal lato della previdenza, e' chiaro che, usando il calcolo contributivo, si potrebbero introdurre forme di flessibilita'". "Ma prima - precisa - bisogna convincere la Commissione europea perche' purtroppo i conti pubblici vengono considerati nella loro dimensione annuale anziche' sul medio-lungo periodo".

All'intervista, fa seguito la dichiarazione - evidentemente coordinata - del ministro del Lavoro Poletti: "Il tema degli interventi sulla riforma Fornero delle pensioni - ha dichiarato stamattina - è all'ordine del giorno e il punto di riflessione coincidera' con la prossima legge di stabilità. La flessibilità in uscita a fronte di un assegno piu' basso è una delle opzioni". Come dire: invece della legge Fornero, che costringe a lavorare fino a ben oltre i 65 anni, cacciamo a casa tutti magari a 60 ma con la pensione ridotta a un pugno di monetine.

La risposta della CGIL non s'è fatta attendere: "La Cgil chiede al Governo di aprire al piu' presto un tavolo 'per cambiare radicalmente la legge Fornero, ma l'introduzione della flessibilita' deve avvenire senza penalizzazioni quindi senza nuovi tagli agli assegni previdenziali. L'esigenza di flessibilita' e' ormai ineludibile - dice il segretario confederale Vera Lamonica - ma deve significare la modifica dei requisiti di accesso e quindi l'abbassamento delle soglie di eta' in cui e' possibile andare in pensione, poiche' quelle attualmente previste sono palesemente insostenibili. Non puo' trattarsi di un ulteriore taglio alla consistenza degli assegni, e quindi di un'operazione pagata interamente dai lavoratori, ma di una riconsiderazione dell'impianto rigido e punitivo della legge, anche alla luce della irriducibile diversita' dei lavori cui questa, invece, si applica in modo uniforme".

In pratica, il governo Renzi in tema pensioni - e non solo - mette in atto il famigerato "sistema Juncker": manda avanti figure di secondo piano a buttare "la bomba", poi se non ci sono reazioni significative, mette in atto i suoi propositi, per nefasti che siano. Stavolta, però, la strada è in salita. Con le pensioni non si scherza. Se il governo pensa di attuare un'altra porcata stile Fornero, Renzi può già ora dire addio a Palazzo Chigi.

Tratto da: http://www.ilnord.it

RENZI PREPARA UN'ALTRA PORCATA STILE FORNERO: MANDARE IN PENSIONE LA GENTE CON L'ASSEGNO ''POTATO'' A 60-62 ANNI (SCHIFO)
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Domenico 03/07/2015 22:55

Solo Una pagliacciata per non pagare il giusto contributo per vivere degnamente una famiglia italiana. Tutto per fare coincidere le nuove realta' degli emigrati per sistemare nel contesto an he ha loro.

elegantissimo 03/06/2015 10:57

48% di consensi del 50% dei votanti ovvero 25 % dei voti utili, quindi meno di quanto ha sempre avuto in tasca il partito dei PDocchi! Hanno raggiunto il loro obbiettivo non mandare più nessuno a votare e l'Italicum sarà la prova tombale!

Luigi Maria Ventola 03/06/2015 06:55

Fin quando questa nullità godrà del 48% di consensi di coglioni, potrà fare tutte le porcate che gli vengono commissionate dai suoi capi.