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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Immigrazionisti: gli amanti del mondialismo

Pubblicato su 16 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Il noto scrittore Antonio Pennacchi, autore del fascio-comunista, nelle sue recenti polemiche riguardo la Lega Nord ha avanzato due tesi fondamentali riguardanti l’immigrazione in questo paese.  E’ particolarmente interessante analizzarle poiché esse altro non solo che assunti sui quali basano molta della loro teoria gli immigrazionisti più o meno di ogni parte del mondo. Sostanzialmente pennacchi sostiene che: -combattere l’immigrazione sia antistorico, poiché inevitabilmente la storia prevede che il mondo sarà globalizzato e cosmopolita; - che i Popoli si siano costituiti tramite migrazioni e dunque sia  assurdo impedirne la costituzione di nuovi. A riguardo del primo punto, sostenere che  la storia preveda  qualcosa da sola è esattamente come sostenere che una città si costruirà da sola su un modello predefinito perché le pietre si poggeranno in punti prestabiliti per fare gli edifici. La storia cammina sulle gambe degli uomini. Se può insegnarci qualcosa in merito alle civiltà alla loro evoluzione ed al loro declino è perché gli uomini assumono o non assumono determinati comportamenti. Cosa della storia Pennacchi può dire che era previsto? Non era logico pensare che gli ottomani avrebbero preso Vienna? Erano ad un passo, sembrava che il Sacro Romano Impero avrebbe collassato e con lui l’Europa. Eppure nulla, la volontà ferrea di pochi ha dato il corso alla storia.  Avrebbe potuto pennacchi prevedere che la Russia si sarebbe rialzata dopo il tracollo del comunismo, e che di lì a poco fosse la potente America ad essere messa all’angolo? Eppure sembrava inevitabile, era tracollato tutto ma Putin è stata la risposta di un popolo ai piani di alcuni globalisti. Sempre un movimento di uomini. Perché la storia non ha un corso ha una direzione sulla quale coscientemente o no influiscono gli uomini. Certo ci sono eventi imprevedibili come catastrofi naturali, ma questi non avvengono perché la storia ha una propria volontà. In merito al secondo assunto, credo che basti guardare seriamente per un attimo al mondo moderno per vedere come i veri vincitori della globalizzazione sono sostanzialmente quei paesi che non hanno mai avuto nulla a che vedere con la globalizzazione dal punto di vista etnico e culturalmente omologante. Pensiamo alla Cina, alla Russia, all’India, al Giappone. Questi paesi mantengono intatta la loro cultura, tengono le minoranze etniche ben lontane dal poter determinare il destino di quel paese, l’immigrazione è permessa in bassissime percentuali. Eppure sono i più forti. L’Europa è al collasso sia economicamente che dal punto di vista culturale, eppure prende immigrati in quantità abnormi è sempre estremamente servile nei riguardi del capitale apolide; ma tutto ciò non la rafforza. I veri vincitori della globalizzazione sono i popoli che non accettano di sottomettersi alla globalizzazione stessa, e di dimenticare il patrimonio  dalle loro stesse radici poiché fieri delle loro identità. La storia è certamente fatta anche di migrazioni, in bassa percentuale i Popoli ne giovano da sempre, però se i nuovi arrivati superano il numero degli autoctoni o  prendono il sopravvento nelle decisioni di governo, allora non si è sempre verificato il tracollo dei popoli oriundi. Gli indiani che fine hanno fatto in America? Gli inca, gli aztechi che nazione governano? Dove sono finiti i bizantini? Non si sono rigenerati sono stati travolti dominati, in taluni casi estinti, relegati ad un ruolo marginale.  Fondamentalmente un invasione è un invasione, e questa non è neppure globalizzazione perché i nuovi arrivati non si omologano ma creano spesso comunità etnicamente e culturalmente compatte. Chi muore è il popolo italiano, i popoli europei. Aggiungerei che  un poco tutti destra e sinistra ( posto che ormai in riferimento ai partiti italiani queste parole abbiano un senso che non sia meramente formale), accettano la globalizzazione come un fatto inevitabile.  Così facendo però prima di tutto si inchinano al liberismo apolide, poiché esso stesso mal tollera confini che ne limitino gli sproporzionati appetiti sulla pelle degli esseri umani. Non è un esigenza dell’uomo, è un esigenza di chi sfrutta gli uomini non avere frontiere, ordinamenti giudiziari, governi con i quali fare i conti. Un mio amico sosteneva che oggi non possiamo avere stati nazionali perché una transazione di milioni di euro viaggia dalla Cina al Brasile alla velocità della luce. Dunque dobbiamo assoggettare il futuro di miliardi di esseri umani ad un movimento virtuale di soldi virtuali tra uno speculatore e l’altro. Proprio il trionfo della democrazie.  

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Immigrazionisti: gli amanti del mondialismo
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FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM 03/16/2015 09:00

Totalmente d'accordo ed è una tesi più volte da noi propagandata. Grazie per gli interventi sempre centrati

v4l3 03/16/2015 07:47

Questa immigrazione e' voluta delle multinazionali.
E gli stessi che sostengono l'immigrazione fanno il gioco delle multinazionali;
in questo modo nei loro paesi,ricchissimi di materie prime,continuano a depredarli e sfruttare le persone
senza il benche' minimo rispetto per l'essere umano ,costringendoli ad andarsene per non cambiare
niente e perche' dovrebbe cambiare qualcosa dove con niente strappano ricchezze a quei paesi guadagnando miliardi.
I nostri governi sono loro stessi al servizio delle muntinazionali,
perche' con questa massa di persone possono sempre contare su manodopera a basso costo e facilmente
manovrabile.Cosi' nulla importa se perdiamo tutto, perche' in fondo questo non e' un problema del'immigrato ma nostro e del futuro inesistente dei nostri figli per il quale varrebbe la pena resistere
e questo e' di impedimento per loro.
Le caste potranno sempre contare su chi e' disposto per quattro soldi
a fare i lavori manuali e mandare avanti la baracca.
Dico caste perche' a questo punto non vedo in questo paese una democrazia,un futuro ne tantomeno
un senso di appartenenza.