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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Libia: la guerra contro ISIS la faccia Al Sisi

Pubblicato su 20 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA, ESTERI

Di: Claudio Moffa

Coffe Break di ieri. C’è voluto l’ISIS ‘alle porte di Roma’ per far emergere, finalmente, tra i politici e i giornalisti il madornale errore compiuto dall’Occidente nella regione mediorientale a partire dalla fine della guerra fredda? Quello, cioè, di aver sistematicamente contribuito a eliminare la parte più laica dell’Islam, appresso alle strategie del caos dell’oltranzismo occidentale e del suo tragico motto ‘esportare la democrazia’? Così sembra, negli interventi di Roberto Formigoni e Nicola Fratoianni si è sottolineato come le guerre del ‘libero Occidente’ contro Saddam Hussein e Muammar Gheddafi sono state un errore, perché dopo la distruzione dei loro regimi -quale ne sia il giudizio- è arrivato il peggio: un mostruoso, presunto ‘Islam’ che pretende di ridurre la sua ricca e multiforme civiltà agli sgozzamenti e alle stragi delle armate integraliste del Califfo Abu Omar al Baghdadi. Tuttavia questo è solo un pezzo della verità storica sistematicamente occultata dalle grandi reti mediatiche, non solo durante le due guerre contro l’Iraq (1991 e 2003) e la guerra di Libia del 2011, ma in tutte le crisi mediorientali o connesse agli scenari mediorientali, dilagate dopo la fine della guerra fredda. L’altro importante capitolo di cui nessuno parla, riguarda chi veramente ha guidato e guida le concretizzazioni specifiche, di conflitto in conflitto, di strage in strage, dell’oltranzismo occidentale e delle forme più feroci dell’integralismo islamico, da Al Qeda fino all’ISIS. La risposta, elencata in una somma cospicua di fatti, è semplice: Israele e le sue propaggini lobbistiche in tutti i principali Paesi europei e negli Stati Uniti. E’ questo il nocciolo duro dell’oltranzismo occidentale. Il 17 gennaio 1991 Tullia Zevi esultò su ‘Il Corriere della Sera’ per l’attacco all’Iraq, preannunciato da dichiarazioni di un funzionario del Mossad a ‘Le monde’ nell’estate del 1990, e reso possibile, come disse l’inviato de ‘L’Unità’ Siegmund Ginsberg ai microfoni di ‘Radio Città Aperta’ di Roma, dall’Israel Lobby nel Congresso USA: un si alla guerra, poche settimane dopo il no di Yitzhak Shamir a George Bush, su una conferenza internazionale sul Medio Oriente comprensiva non solo della guerra di Saddam al Kuwait, ma anche dell’invasione israeliana di Cisgiordania e Gaza durante la guerra dei 6 giorni. Nel 2003, seconda guerra d’Iraq, denunciarono le trame sioniste dietro l’aggressione angloamericana non solo Saddam Hussein, in diretta sul ‘TG 1’ con la sua conferenza stampa nel giorno dell’attacco aereo, ma anche il congressista USA Jim Moran. Non c’ è spazio per proseguire con tutti gli altri capitoli: posso solo dire che tracce evidenti di una presenza israeliana le si ritrovano nelle guerre di Jugoslavia, Georgia e Ucraina, nelle reiterate minacce ‘occidentali’ all’Iran per il suo stralegittimo progetto di industria nucleare, nella guerra del Darfur, in quella di Libia del 2011, voluta da un Nicolas Sarkozy di cui i mass media hanno sempre taciuto lo smaccato filo sionismo condito da cerimonie ebraiche di tutti i tipi, e fino a definirlo ridicolmente un nuovo Charles De Gaulle . Un occultamento che potrebbe essere letto come una aggiornata tradizione marranica, e che anche gli esperti di strategia della tensione italiana possono ben conoscere, dalla strage di Piazza Fontana, con connesso ruolo di Ordine Nuovo e del suo referente internazionale, l’OAS, all’assasssinio di Aldo Moro ‘preannunciato’ dalla stella a 6 punte del sequestro e omicidio di Pierpaolo Minguzzi ad opera di Mario Moretti, alle bombe del ‘93 rivendicate -fonte il Ministro Nicola Mancino, riferendo in Parlamento- da un organizzazione ‘islamica’ attraverso un cellulare di proprietà di un cittadino israeliano. Si dirà, ma questi sono appunti. Vero, e rimando ai miei interventi sul mio blog o al mio ‘11 settembre, Palestina radice della guerra: la co-regia israeliana dello scontro di civiltà’ del 2002 Ma il problema è a monte, la mera censura di una breve unità di notizia: perché nessuno dei grandi media riporta o ha riportato la denuncia del Governo iraniano secondo cui il califfo Omar sarebbe un ebreo, agente del Mossad? Un’accusa ripetuta ieri dal Presidente sudanese. Perché non riferirla per poi magari demolirla? Perché non ricordare che esistono diversi movimenti islamici, più o meno chiaramente targati Mossad, Bosnia anni Novanta, Cecenia, Darfur, e che persino i curdi sono stati apertamente sostenuti da Benjamin Netanyahu l’estate scorsa? Tanto per far capire che le denunce di Tehran e di Khartum non sono affatto assurde? Perché solo citare Israele fa paura: l’industria dell’olocausto, la ‘crocifissione’ e dunque divinizzazione degli ebrei in quanto Nazione, serve a questo. Disvelare queste verità non vuol dire, del resto, solo rispettare un principio deontologico corretto per storici e giornalisti: è anche un mezzo per impedire di continuare a far danni con scelte pazzesche, come quella originariamente proposta dal Ministro Paolo Gentiloni, che pretende un’altra guerra di Libia, contro l’ISIS. Premetto che anch’io mi sono dichiarato favorevole, negli ultimi mesi, a un intervento dell’Italia contro Tripoli: ma con bombardamenti mirati sulle spiagge, per annientare gli scafisti e i loro barconi, e stando ben attenti a non colpire la massa di i migranti oggetto del traffico di schiavi esasperati. Oggi la situazione è cambiata e una nuova guerra ‘totale’ in Libia sarebbe una follia, perfettamente coerente con l’opposto praticato ed esaltato dagli stessi politici di destra e di sinistra che la pensano come da iniziale sortita del Ministro degli Esteri: l’obbrobrio antiitaliano del Mare Nostrum, il via libera all’immigrazione selvaggia. Guerra oggi alla Libia e immigrazione senza regole, sono due facce di una stessa strategia, antieuropea e antislamica, quella del caos perseguita da sempre da Israele. Meglio evitare, di autoflagellazioni in Medio Oriente, l’Europa ne ha fatte già troppe negli ultimi 25 anni. C’è l’Egitto che ha attaccato la Libia. Lasciamo fare la guerra a Abdel Fattah Al Sisi, sicuramente sarà più bravo e selettivo di noi: penserà a colpire veramente le armate di Al Baghdadi, e a non ‘sbagliare’ bombardando, invece, altri, come accaduto nella stessa Libia con la NATO, e in Siria, le bombe contro l’ISIS piovute in testa all’Esercito regolare di Damasco.

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Libia: la guerra contro ISIS la faccia Al Sisi
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Fiammaverde 02/23/2015 11:42

Perfetta argomentazione! Condivido!