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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il "vaffanculo" di Rossella: la disfatta di Ballarò

Pubblicato su 27 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Premetto innanzitutto che non è perché mi capita spesso di parlare di Salvini vuol dire che sono per forza leghista. Visto che me l'hanno chiesto più volte lo chiarisco, scrivo spesso di lui perché a oggi, insieme alla Meloni, è l'unico che pare avere ancora a cuore l'interesse nazionale e quello del povero popolo italiano.
Chiarito questo fatto, vi comunico che ieri mi sono vista la puntata di Ballarò, superando i conati di vomito che mi assalgono appena digito il tasto del telecomando corrispondente a Rai 3.

Quanto è successo ieri sera, è a mio parere qualcosa di epocale e non va sottovalutato, come cercheranno di fare a sinistra per riparare a una delle figure più ignominiose che mi sia mai capitato di vedere.

Perché dico ciò? Semplice, in quello studio televisivo era stata tesa una delle imboscate più indegne e vergognose della storia della televisione italiana, con una intera puntata di quella trasmissione - già di suo insopportabilmente schierata e faziosa - progettata, concepita e condotta fin dal suo primo minuto, al solo fine di accerchiare in branco, ospiti compresi, e linciare moralmente Matteo Salvini, il quale, sebbene non sia certo un laureato in scienza delle comunicazioni, li ha affrontati senza timore e demoliti uno a uno.

Ha cominciato il clown Amendola, uno che dal grande padre Ferruccio ha preso giusto il cognome, venuto ufficialmente a presentare il suo film politicamente corretto e poi, debitamente stuzzicato dal compagno conduttore, scivolato - ma guarda un po' - sul tema dell'immigrazione, che col suo film c'entrava quanto il cavolo a merenda. Proprio lui, che l'unico immigrato che conosce sarà il suo domestico filippino o cingalese.

Ha proseguito poi l'intellettuale sul pisello per antonomasia. La sempre più odiosa Conchita De Gregorio, nata con la puzza sotto al naso, finta bionda radicalchic alla Vanzina, finta scrittrice ed ex direttrice de L'UNITA' (lei è quella che l'ha definitivamente affossata), attualmente disoccupata, vivaddio, e quindi libera di rompere i coglioni ovunque con la sua voce petulante. Dopo un esilarante pippone buonista - che andava registrato - sui poveri immigrati da accogliere, possibilmente lontano dalla sua villa con piscina e campi da tennis, è stata abbrustolita dalla replica di un Salvini spartano e sospinto dagli applausi a scena aperta del pubblico in studio che hanno imbarazzato non poco un basito conduttore e reso furiosa la De Gregorio che non sapeva più che pesci prendere.

Il tutto intervallato col collegamento in esterna con alcuni cerebrolesi del collettivo studentesco romano, che in cinque non raggiungevano l'età della ragione e che "democraticamente" pretendevano di stabilire chi può e chi non può manifestare a Roma sabato. I ragazzotti sono stati "sfanculati" e ammutoliti con 4 parole da Salvini, e giù altri applausi scroscianti prima che il conduttore, che schiumava verde dalla rabbia, li facesse sparire dalla trasmissione con un pietoso velo di pubblicità.

L'ultimo tentativo lo ha fatto Crocetta, che si è fatto anche venire una crisi da checca isterica, e io ho sognato per un attimo un infarto in diretta, quando Salvini gli ha consigliato di pensare alla sanità della sua regione invece che agli immigrati, visto che in Sicilia mentre i suoi amici vanno in elicottero a farsi tirare i peli del naso, ci sono neonate che muoiono in ambulanza.

La trasmissione si è conclusa dunque con la totale disfatta dei pifferi della montagna, venuti per suonare e che sono stati invece suonati come tamburi e costretti pure a prendere atto di un loro sondaggio, nel quale il 57 % degli intervistati si è dichiarato d'accordo con Salvini sul fatto che questa invasione di clandestini ha rotto i maroni, o se preferite le palle. Una vera ciliegina sulla torta al termine di una serata che Giannini, la De Gregorio e Crocetta non dimenticheranno tanto facilmente.

Avevano invitato il segretario della Lega per accerchiarlo e demolirlo agli occhi dei telespettatori e ne sono usciti col culo rosso come quello di un babbuino.
Uno alla volta , uno dopo l'altro, o l'altra, hanno preso la loro dose di schiaffoni.
Ed io quel pinguino imbalsamato di Giannini, raramente l'ho visto così impacciato e preoccupato, mentre continuava a guardare in giro disperatamente per capire dalla regia come riparare la disfatta o quantomeno cercare di uscirne vivo.

Stasera dunque per loro non c'è nessun vaffanculo, ma anzi, ringraziamo di tutto cuore Crocetta, Amendola, la De Gregorio , Lupi, i Centri sociali romani, e il conduttore di Ballarò , augurando loro altre cento serate come questa. Avanti così compagni che andate bene.

Il mio più sentito vaffanculo, che non può mancare visto il nome della rubrica, lo dedico invece a Emma Bonino, "ospite d'onore" di mezzanotte del compagno conduttore. La signora mi è servita come sonnifero nel sentirla parlare del suo cancro, e subito dopo come lassativo nel sentirla parlare dei suoi amici islamici e dei "poveri profughi"
Non una parola sui marò. Ovviamente.

Da un ex ministro degli Esteri seppur incapace e inadeguata, una parola era doverosa.
Ma da una stronza come lei ci potevamo aspettare altro?

 

Tratto da:http://informare.over-blog.it

Il "vaffanculo" di Rossella: la disfatta di Ballarò
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