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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

COLDIRETTI, AGGRESSIONE CRIMINALE DELLA UE AL LATTE ITALIANO: 20% DELLE STALLE CHIUSE, PERSI 32.000 POSTI DI LAVORO.

Pubblicato su 8 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, POLITICA

Dall'inizio della crisi e' stata chiusa una stalla italiana su cinque, con la perdita di 32mila posti di lavoro e "il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi made in Italy, con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale".

E' quanto emerge dal dossier "L'attacco alle stalle italiane" presentato dalla Coldiretti in occasione della manifestazione di maximungitura organizzata nelle principali piazze italiane, trasformate in vere e proprie stalle, con l'intervento di ministri, Governatori delle Regioni, sindaci, politici, esponenti della cultura, spettacolo ed economia.

"Una dimostrazione concreta di sostegno agli allevatori italiani - dice Coldiretti - sotto attacco del furto di valore che vede sottopagato il latte alla stalla". In Italia le 36.000 stalle sopravvissute hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte, mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente: per ogni milione di quintale di latte importato in piu' - denuncia la Coldiretti - scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura.

Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri - aggiunge l'organizzazione agricola - mentre la meta' delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, soprattutto i Paesi dell'Est Europa, "ma nessuno lo sa perche' non e' obbligatorio riportarlo in etichetta".

E la situazione per le stalle italiane rischia di precipitare nel 2015 - continua Coldiretti - con il prezzo riconosciuto agli allevatori che non copre neanche i costi di produzione e spinge verso la chiusura migliaia di allevamenti che, a breve, dovranno confrontarsi anche con la fine del regime delle quote latte.

L'impatto negativo della scomparsa delle stalle italiane e' pero' anche sulla sicurezza alimentare - osserva Coldiretti - Nell'ultimo anno hanno addirittura superato il milione di quintali le cosiddette cagliate importate dall'estero, che ora rappresentano circa 10 milioni di quintali equivalenti di latte, pari al 10 per cento dell'intera produzione italiana.

"Si tratta di prelavorati industriali che vengono soprattutto dall'Est Europa - sottolinea l'organizzazione agricola - che consentono di produrre mozzarelle e formaggi di bassa qualita'". Difendere il latte italiano - sottolinea Coldiretti - significa difendere un sistema che garantisce 180mila posti di lavoro, ma anche una ricchezza economica di 28 miliardi di euro, pari al 10 per cento dell'agroalimentare italiano.

La chiusura di una stalla - osserva Coldiretti - e' anche un danno per l'ambiente, con il 53 per cento degli allevamenti italiani che "svolge un ruolo insostituibile di presidio del territorio". "Stiamo perdendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all'economia all'ambiente e alla salute", afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che "l'invasione di materie prime estere spinge prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi piu' prestigiosi e poi alla delocalizzazione delle attivita' produttive".

Tratto da: http://www.ilnord.it/

COLDIRETTI, AGGRESSIONE CRIMINALE DELLA UE AL LATTE ITALIANO: 20% DELLE STALLE CHIUSE, PERSI 32.000 POSTI DI LAVORO.
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vincenzo 02/08/2015 19:56

... strano che quando negli anni '70 la comunità europera distrusse l'agricoltura meridionale nessuno abbia detto una sola parola.

mustafa 02/09/2015 14:41

Sono frainteso.
So che l'unità d'italia ha devastato il sud, ma durante il periodo della comunità europea il parlamento era ben rappresentato anche da gente del sud che non ne faceva minimamente gli interessi.
Prima della lega nord, avrebbe dovuto formarsi una lega sud per difenderne gli interessi.
Ora mi si spiega il perchè dell'assenteismo alle urne dei meridionali.
Perchè anch'io, che sono del nord, oggi non so chi votare.
Sono quasi dieci anni che non voto, perchè mi sono "meridionalizzato".
Mi sento preso in giro e non rappresentato da nessun partito.
Mi sento un burattino il cui voto serve solo a certi individui per fare la bella vita.
E' ora di unire le nostre forze, mettere da parte i vecchi rancori, e ricostruire l'intera italia.
Ma chi è in grado di guidare la protesta?

vincenzo 02/09/2015 10:50

già, scusa, me ne ero dimenticato ...
sono i meridionali che dal 1860 comandano in Italia.
e sono stati proprio loro a volere le ondate migratorie di inizio '900, così come hanno poi voluto i due conflitti mondiali, nei quali, con un terzo della popolazione, ci hanno rimesso la metà dei morti complessivi.
e poi non mi ero ricordato che il trattato di roma del 1957 lo hanno fortemente voluto proprio i meridonali, per la precisione quelli del mio paese.
sai qual'è la cosa divertente ?
che i settentrionali, che hanno vendettero nel '800 il paese agli inglesi, stanno ora subendo la stessa sorte che inflissero al Sud (rarefazione monetaria, cambi fissi, assenza di protezione doganale, emigrazione giovanile).
lezione: chi la fa l'aspetti (se non è abbastanza intelligente da scansarla).

mustafa 02/09/2015 09:46

Considera che a quel tempo la maggior parte dei parlamentari italiani era del sud.....