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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Cassa Depositi, Bassanini mette mani avanti contro vigilanza di Bankitalia

Pubblicato su 18 Febbraio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Nel caso in cui la controllata Sace si trasformasse in un istituto di credito come previsto nel decreto delle banche popolari, Cdp sarebbe sottoposta a vincoli più stringenti. E avrebbe meno margini di manovra nelle decisioni di investimenti da fare i risparmi degli italiani

Di: Costanza Iotti

L’idea che Cassa Depositi e Prestiti possa essere sottoposta al controllo di Bankitalia proprio non va giù a Franco Bassanini. Il numero uno di Cdp, custode dei risparmi postali degli italiani, lo ha detto chiaramente lunedì durante un’audizione alla Camera. Facile, del resto, capirne il motivo. Nel caso in cui la controllata Sace si trasformasse in un istituto di credito come previsto nel decreto delle banche popolari, Cassa Depositi e Prestiti sarebbe infatti sottoposta a vincoli più stringenti imposti da via Nazionale. Con il risultato che Cdp si vedrebbe costretta “a dismettere una parte importante del nostro portafoglio di partecipazioni e a ridurre le risorse a disposizione dell’economia del Paese”. Detta in altri termini, Bassanini e la Cdp avrebbe meno margini di manovra nelle decisioni di investimento fatte con i soldi dei risparmiatori italiani.

Per il numero uno di Cdp non è però ancora detta l’ultima parola. Il futuro della Cassa dipenderà infatti da quali saranno le condizioni di Bankitalia per autorizzare l’attività creditizia di Sace. “Se si decidesse di assoggettare a vigilanza Bankitalia tutta la Cdp, non solo Sace, le conseguenze potrebbero essere rilevanti” ha precisato il presidente di Cdp annunciando l’aumento del plafond per il credito all’export da sei a dieci miliardi. Nel caso in cui Cdp finisse sotto la vigilanza di via Nazionale, “dovremo ragionare di come rientrare invece di aumentare il sostegno all’economia”. Sotto Bankitalia, sarebbe infatti necessario “rispettare ratio più stringenti” come ha spiegato il numero uno della Cassa, che per laCorte dei Conti ha sempre più il ruolo di braccio finanziario del governo.

Proprio in virtù di questo ruolo, Bassanini ha invitato governo e parlamento a “valutare bene altre possibili criticità” della trasformazione dell’assicuratore del credito all’export Sace in una vera e propria banca. Inoltre ha chiesto di verificare se l’ipotizzata metamorfosi di Sace sia compatibile con le normative europee e non si configuri come “una violazione delle regole sul divieto di aiuti di Stato e sulla concorrenza”. Secondo il numero uno di Cdp, sarebbe opportuno evitare anche solo il rischio che Eurostat possa imporre all’Istat un consolidamento delle passività della Cdp nel debito pubblico. Uno scenario molto negativo che tuttavia non è condiviso dall’ad di Sace Alessandro Castellano, che non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di trasformare l’assicuratore del credito in una sorta di banca di sistema a sostegno dell’export. “Noi non faremo la banca commerciale – ha spiegato – vogliamo essere complementari al sistema bancario”.

Ma Bassanini non è convinto che la strada tracciata da Renzi sia quella giusta. Al punto che, nella sua audizione, ha annunciato di aver pronto nel cassetto un “progetto alternativo “per la creazione di un grande polo finanziario a sostegno dell’export italiano” sul modello di Francia e Germania. Un piano diverso secondo in cui lo “Stato agisce tramite una concessionaria privata” evitando che Cdp finisca sotto il cappello e il controllo di Bankitalia.

Tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it

Cassa Depositi, Bassanini mette mani avanti contro vigilanza di Bankitalia
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elegantissimo 02/18/2015 10:33

Quante risate ci sarebbero da fare se la gente capisse che " la realtà è una finzione". Mentono sapendo di mentire. A mio parere è uno scontro di potere ad altissimo livello, la vecchia guardia contro la nuova nomenclatura: D'Alema contro Renzino. Provo a leggere un ipotetico scenario. Nel 2011 con l'inizio del governo Monti (Bersani e D'Alema padroni del PD), Bassanini (PD) è alla scadenza dei suoi due mandati di presidente della CDP Spa( 70% MEF e 30% banche e assicurazioni ovvero Bankitalia) gli viene rinnovato la carica di presidente per la terza volta, modificando lo statuto di CDP Spa con una dote "omaggio" di 105 milioni di azioni privilegiate alla pari con i possessori di azioni ordinarie, quindi gli stessi protagonisti ed attori e niente più nuovi soci o azionisti a disturbare o controllare il conduttore. Una precisazione, il presidente di CDP Spa è uomo della politica ma dev'essere gradito al potere delle banche. Infatti nel cda della CDP Spa siedono oltre al presidente 2 uomini delle banche, due uomini del MEF e un signore legato allo IOR(ma..) a.d. un'altro uomo delle banche. Domanda all'articolista: ma è possibile che CDP Spa (che ha una galassia di collegate, controllate e associate, tra cui anche la nuova Invimit spa una SGR che gestirà l'ingente patrimonio immobiliare delle PP.AA.) si preoccupa del controllo della controllata e nominata dai controllori e padroni di Bankitalia!?!? E magari non è uno scontro di potere o la sostituzione di uomini nelle stesse stanze dei bottoni. Un proverbio non si smentisce:"Sole che nasce ha più adoratori di quello che tramonta". Claudio che pensi!?

FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM 02/19/2015 09:04

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