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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi.

Pubblicato su 31 Gennaio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Di: Riccardo Bonacasa
 
Ecco perché: SILVIO VOTERÀ SERGIO

Stasera mi sono incontrato con alcuni politici. Oltre ai motivi esposti da Travaglio, di fatto, i giochi sono già fatti. Ma a dir la verità, questi giochi erano già fatti da tempo. 

Fin dall'inizio, zio Silvio (ma meglio, nonno) ha detto a suo figlio:

B: «tu stai zitto fino alla fine, poi nomina Mattarella»
R: «Perché?»
B: «Ma come, ti devo insegnare proprio tutto? Non ci possiamo mica mettere uno che non sia ricattabile, no?!»
R: «Ma come?! È ricattabile???»
B: «Figlio mio, tu sei giovane. Non ricordi? Ti ho detto di studiare un po' di più la storia. Sergio se l'è già presa una mazzetta. L'ha pure ammesso. Più i buoni benzina che ha devoluto in beneficenza o non so come.»
R: «Ma dai... non è vero!»
B: «Ma su, si che è vero. Senza contare il processino per il finanziamento pubblico ai partiti.»
R: «Però non ti digerisce molto.»
B: «E che ce frega. Mica le faccio io le riforme. Alla mia età che me frega di stare là dentro. Ci stai tu, che sei giovane e forte.»
R: «Ma ce le firma?»
B: «E certo che te le firma. Che gliene frega, a lui?! Come Giorgio, la gente non sa neanche com'è fatto un decreto.»
R: «Ma la Costituzione?»
B: «Tranquillo. È un DC, non te lo dimenticare. La governabilità prima di tutto. È quello giusto, dai retta a papà.»
R: «Eh ma, io c'ho il problema con i miei, però!»
B: «Ecco, appunto. Quei quattro imbecilli tuoi fuori di testa, vedrai che ritornano. Sergio non è mica di destra. Lascia incazzare i miei. I tuoi rinsaviscono.»
R: «Beh, effettivamente, sarebbe condiviso.»
B: «L'importante è Prodi no. Lui proprio no. Ricordati: il PD l'ha fatto lui, e lui non mi può vedere. Pertanto,  i tuoi se ne andrebbero e tu rimani con un pugno di mosche.»
R: «Sicuro che Romano e Pier Luigi sarebbero una spaccatura.»
B: «Eh certo! Sergio è quello giusto. Sta bene a tutti. C'ha pure il fratello ammazzato dalla mafia. Che vuoi di più?! Tanto al suo posto, che può fare?! Moniti alle camere? Non ti firma un decreto? Non lo farà mai. Protrarrà la fine della sua carriera con sette bei anni da Capo dello Stato. Che vuoi di più?! Era la sua ambizione da sempre: militava fin da scolaretto.»
R: «Ok, m'hai convinto. E noi? Io e te?»
B: «Tranquillo. Siparietto.»
R: «Cioè?»
B: «Tu fai finta di puntare i piedi, e io faccio il teatrino dell'incazzato. Tanto a Brunetta lo tengo al guinzaglio. Recita bene.»
R: «A che serve?»
B: «Ma ti devo spiegare proprio tutto, eh?! Tu ricompatti i tuoi facendo vedé che me metti i piedi in testa. Io, per tutti, vengo sminuito, e facciamo finta di litigare per il Presidente. Così quell'ingenuo di Alfano si da qualche aria e t'appoggia Mattarella. I SEL e montiani ti verranno dietro. Mica sono da meno, no?! Si etichetterebbero come quelli che non condividono? Quando mai!»
R: «E poi?»
B: «Non ti preoccupare. Sabato mattina parlo con i miei. Quando mi farai passare le deroghe fiscali per Mediaset, li ripago io.»
R: «E quindi?»
B: «Non c'arrivi, eh?! Sabato mattina, con un colpo di scena, mi "piegherò" al volere degli Italiani, e porrò il mio cappello sulle urne. Anche i miei, voteranno Sergio.»
R: «Wow! Così fottiamo Salvini!»
B: «Con tutti 'sti voti, te fotti Salvini, i Fratelli e ovviamente, scopo di tutto, i grillini. »
R: «Imposimato?»
B: «Quello si che ci fotte. Non te ne farebbe passare uno di decreto. Anzi: se ti spacchi, quello scioglie le Camere domattina.»
R: «Sai le risate... Grillo può votà chi gli pare, tanto!»
B: «Certo. Sarà un plebiscito. Un Presidente condiviso, che ci ringrazierà.»
R: «Allora, a domani! Peccato che non puoi venire.»
B: «Non ti preoccupare. Sarà come fossi là. Ho già incaricato Confalonieri. Farò personalmente i miei complimenti a Sergio pubblicamente. Tranquillo. Lo farò riprendere da tutte le mie testate. Tu, l'importante è che mi tieni ben salde le aziende. Lascia stare "certe" leggi e basta. Poi ti incornicio io come premier dell'anno.»
R: «Ok. Va bene. Che figata! Sai che botta per i grillini.»
B: «Lasciali perdere quelli. Se fosse per loro, saremmo tutti a casa da un pezzo. Non ci parlare. Compratene qualcun altro.»
R: «Si si, ho fatto come hai detto tu. Ho chiesto a Denis. Quelli toscani, appena hanno annusato i quattro denari, han mollato subito.»
B: «Bravo. Pure Denis ci sa fare. Ascoltalo. Quando saranno ridotti a un centinaio, non conteranno più nulla. Tanto, ci penso io a tappargli la bocca. Non gliene faccio passare una, su nessun media.»
R: «Pure in Rai?»
B: «Ah! Sono tutti miei, dove vuoi che vadano.»
R: «Ok, a domani allora. Ciao.»
B: «Ciao ciao, ai titoli stanotte, ci penso io.»
Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi.
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v4l3 01/31/2015 14:04

Non vedo cosa importa di chi votera' chi,importerebbe in una situazione di democrazia
non certo in italia dove il presidente del consiglio con il suo partito,le sue pseudo alleanze,
non sono stati votati da nessuno per la terza volta di fila.
Aspettiamo pure il nuovo presidente della repubblica;
e cosa lo legittima?
non certo gli italiani,non certo un partito regolarmente eletto.