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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Mattarella è il garante del Nazareno. Il resto è teatrino

Pubblicato su 31 Gennaio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Mattarella è il garante del Nazareno e non solo. Lo scrivo adesso che Napolitano non è più Presidente della Repubblica e Mattarella non lo è ancora, in modo da non incorrere nell’accusa di vilipendio. Sulle spalle ANCHE la morte dei soldati a causa dell’uranio impoverito. Sarà il secondo PdR a dover testimoniare nel processo sulla trattativa Stato mafia.

Mi sono sempre chiesto se Sergio Mattarella è più il fratello di Piersanti (morto ammazzato dalla mafia) o il figlio di Bernardo (notabile DC, componente della costituente e ben noto agli atti della Commissione antimafia in quanto – leggendo gli atti – assai contiguo alla mafia stessa.

Leggendo un Articolo di Bechis che – il 31 dicembre 2014 – indicava Sergio Mattarella quale Presidente gradito a Berlusconi, mi sono anche chiesto se e quanto Sergio Mattarella è il garante del Nazareno.

Molto. È il Presidente giusto in quanto in piena continuità con Giorgio Napolitano. Come Napolitano, Mattarella è il garante del Nazareno.

Sergio Mattarella è sempre stato un politico “sbiadito”. Entrò in politica in occasione dell’assassinio del fratello Piersanti da parte della mafia. Omicidio avvenuto praticamente all’indomani dell’omicidio Moro.

Sufficientemente sbiadito da essere “non sgradito” a nessuno, fece parte di vari governi.

Infatti, eletto alla Camera per la prima volta nel 1983, con carriera folgorante, per l’epoca, divenne Ministro dei Rapporti col Parlamento nel 1987 con il Governo Goria, confermato nel 1988 nel Governo De Mita, Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Andreotti del 1989 da cui si dimise, il 27 luglio 1990, per protesta contro l’apposizione della fiducia sulla Legge Mammì (la “legge polaroid” in quanto favoriva spudoratamente Berlusconi).

Quanto fosse un gesto nobile e quanto, invece, dettato da questioni correntizie interne alla DC la storia lo ha già consegnato.

Infatti, proprio nel febbraio del 1990 era andata in frantumi la “gestione unitaria della DC”. De Mita ne era uscito in quanto si era costituito il cosiddetto CAF (Craxi-Andreotti-Forlani).

La Legge Mammì, quindi, costituiva il pretesto ottimale per mettere in fibrillazione il CAF. A dimettersi, infatti, non fu solo Sergio Mattarella, ma tutti i cinque ministri demitianiPiù che una questione di coscienza, quindi, la definirei una questione di corrente.

Ricomposta (nel novembre del 1990) l’unità della DC, il nostro eroico Sergio Mattarella fu vicesegretario della DC e, dal 1992, direttore del quotidiano democristiano: Il Popolo.

Coinvolto nell’operazione “tangentopoli siciliana” per le dichiarazioni di Angelo Siino (il “Ministro del lavori pubblici di Totò Riina) uscì indenne da un processo che presenta molte ombre, sopratutto dal punto di vista degli accertamenti1.

la pubblica accusa non ha svolto alcuno specifico accertamento al fine di verificare quali auto avessero usufruito dei buoni-benzina

A causa di questa “distrazione” della Pubblica accusa non si poté dimostrare che avesse intascato 50 milioni di cui 40 in contanti e 10 in buoni benzina.

Se dovesse diventare il prossimo Presidente della Repubblica, sarà il secondo a dover testimoniare nel processo Stato-Mafia1:

Dovrà intervenire, però, nel processo sulla trattativa Stato-mafia, dove il difensore degli ex ufficiali del Ros, Mario Mori e Antonio Subranni, l’avvocato Basilio Milio, lo ha citato come teste.

Nicola Mancino, infatti, pare abbia la capacità di coinvolgere sempre i Presidenti della Repubblica nei suoi guai. Prima Giorgio Napolitano con le telefonate (provvidenzialmente fatte bruciare dallo stesso Napolitano) e adesso Sergio Mattarella

Anche se a sua insaputa, ancora una volta Nicola Mancino ha puntato dritto al Quirinale. E’ lui, infatti, l’unico l’imputato del processo sulla trattativa Stato-mafia che ha dato mandato ai suoi legali, gli avvocati Massimo Krogh e Nicoletta Piergentili, di citare in aula Sergio Mattarella, il palermitano prescelto da Matteo Renzi per il Colle.

Probabilmente, quando Giorgio Napolitano indica Mattarella quale Presidente “ideale” si riferisce anche a questa affinità.

E sottolineo “anche” in quanto … avete presente la vicenda della Terra dei Fuochi che vide Giorgio Napolitano fra i più accaniti negazionisti al punto da porre il segreto di Stato sulle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone?

Bene, anche Sergio Mattarella ha la sua “Terra dei Fuochi”: l’uranio impoverito a causa del quale persero la vita tanti dei nostri ragazzi.

Responsabilità diretta, in quanto da Ministro della Difesa (Governo Amato: 25 Aprile 2000 – 31 Maggio 2001) finse di non sapere che nelle operazioni NATO venisse utilizzato l’uranio impoverito e che gli USA avevano dato indicazioni di sicurezza e prevenzione ben precise per “trattare” le bonifiche.

Indicazioni assolutamente ignorate dal Ministero della Difesa italiano (Sergio Mattarella) che mandava i militari a bonificare a mani nude.

La vicenda è raccontata nei dettagli da Lorenzo Sani che – da cronista de “Il Resto del Carlino” – all’epoca la seguì in prima persona

In buona sostanza, Sergio Mattarella ha sulla coscienza migliaia di soldati morti/ammalati2

Sergio Mattarella, quindi, è il Presidente perfetto. Sergio Mattarella è il garante del patto del Nazareno. Il successore di Napolitano in assoluta continuità con il predecessore

La “lite” fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è solo la recita di una partitura concordata, ha ragione Fitto:

E’ impensabile, e offensivo dell’intelligenza dei nostri elettori, che i cultori del Nazareno pretendano ora di travestirsi da oppositori di Renzi

Ma non posso non fare i complimenti agli attori della sceneggiata: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

Presentano il Sergio Mattarella quale “pomo della discordia”, mentre Sergio Mattarella è il garante del Nazareno;

Compattano il centro destra su Silvio Berlusconi e la finta dissidenza di SEL e dei “dissidenti PD” su Renzi, mentre mettono all’angolo il Movimento 5 Stelle che sopportano come un callo nel mignolo del piede;

Realizzano pre-condizioni perché l’Italicum si presenti con tre schieramenti compatti: Berlusconi, Renzi e Movimento 5 Stelle, destinato, così, alle briciole qualunque sia il suo risultato elettorale.

Complimenti!


1da il “Fatto Quotidiano:
2 http://www.ecoblog.it/post/48517/uranio-impoverito-in-italia-3-761-ammalati-e-305-vittime-della-guerra-che-ti-resta-addosso

Tratto da:http://ilcappellopensatore.it

Mattarella è il garante del Nazareno. Il resto è teatrino
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stefano l. 01/31/2015 19:50

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