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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Chi cerca lo scontro di civiltà

Pubblicato su 9 Gennaio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Lo scontro di civiltà (con la riscoperta di Huntington), il pericolo di una invasione islamica (la battaglia di Poitiers non è servita a niente) e i cammelli che (scomparsi i cavalli dei cosacchi) berrannotrionfalmente alle fontane di Piazza San Pietro. Questo il senso della lettura data dalle gazzette liberal-liberiste all'attacco contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi, responsabile di aver pubblicato articoli e vignette apertamente offensive per l'Islam e per Maometto. Un episodio che è servito a taluni neo-convertiti e a taluni atei devoti per gridare non solo alla difesa della libertà di stampa e di opinione (un principio più che condivisibile) ma soprattutto per inneggiare alla guerra santa (la minuscola è nostra) contro l'Islam “oscurantista” e per auspicare misure draconiane e liberticide. Gli attentatori, ci hanno spiegato gli esperti di intelligence, erano chiaramente provvisti di un addestramento militare perché si muovevano come professionisti. Quindi non viene escluso che si tratti di individui reduci dalla Siria dove hanno combattuto contro l'esercito legittimo di Assad. E potrebbe trattars, così dicono le ultime notizie da Parigi, di cittadini francesi convertiti all'Islam “più radicale ed integralista”. Cittadini che non necessariamente sono di origine africana o araba. Siamo di fronte all'11 settembre dell'Europa, continua la litania degli occidentalisti di ieri e di oggi. E qui casca l'asino. In questo e in quel caso infatti le responsabilità del cosiddetto “occidente” (la minuscola è nostra) sono evidenti. Per l'attacco alle Torri Gemelle la responsabilità fu subito attribuito ad Osama bin Laden che, guarda caso, era stato addestrato e rifornito di armi dagli stessi Stati Uniti ai tempi della guerriglia islamica contro i sovietici in Afghanistan. E che in agosto era stato operato in una clinica americana di Dubai. Un Obama (liquidato provvidenzialmente dai Seals nel 2011) che appare in una fotografia, che definire storica e significativa è dire poco, accanto al famigerato Zbigniew Brzezinski. Ossia il politologo cattolico polacco che da decenni coltiva il disegno di accerchiare la Russia da ovest e da sud e liquidare i suoi alleati, ad incominciare da quelli nel vicino e medio oriente. Tanto per dirne alcuni, la Libia, l'Iraq e appunto la Siria. Nei primi due casi l'abbattimento dei governi che erano sostanzialmente “laici” favorendo l'avvento di governi islamici “moderati”. Aggettivo che non significa nulla. Un disegno che nel primo caso è miseramente fallito trasformando il paese già retto da Gheddafi in un'area ingovernabile e nel secondo ne ha avviato la disintegrazione. Nel caso della Siria la strategia di Brzezinski, attuata da Obama, che lo ha assunto come un suo consigliere occulto, ha goduto, come successo in Libia, anche dell'appoggio logistico e politico degli Stati europei (pure dell'Italia) che improvvisamente hanno scoperto con indignazione (sic) che Assad junior era (ed è) un dittatore. Una svolta incredibile non fosse altro perché gli Usa hanno sempre mostrato una incredibile faccia di bronzo (per non dire una faccia come il culo) nel sostenere (sia con amministrazioni democratiche che repubblicane) i peggiori e criminali dittatori in base al famoso principio: “E' un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana”. Ed anche i Paesi europei che, pur di fare i propri affari, continuano a chiudere gli occhi su tutte le violazioni dei diritti umani compiute in Cina. Una svolta peraltro idiota quella dei Paesi europei e degli Usa perché, volendo restare in un ambito utilitaristico all'insegna della real politik, Assad e i dittatori cosiddetti “laici” fanno quello che fanno nel proprio Paese mentre i governi islamici (o i califfati che oggi vanno di moda) hanno la brutta abitudine di esportare il proprio credo nei Paesi limitrofi e avviare la destabilizzazione dell'intera area. L'afflusso di migliaia di cittadini europei islamici in Siria per combattere contro Assad, il loro addestramento in loco e il loro successivo ritorno a casa erano stati messi in preventivo dai servizi di sicurezza europei. Ma si tratta di un addestramento che, sicuramente all'inizio, ha goduto dell'appoggio logistico dei Paesi cosiddetti “occidentali” che addirittura hanno riconosciuto come legittimo uno pseudo governo formato da pseudo oppositori del Rais di Damasco che, in buona sostanza, rappresentavano solo se stessi. Questa è la realtà. Che poi questi islamici abbiano impugnato le armi ricevute dall'occidente per attaccare una parte dell'occidente non fa che ripetere quanto si era già visto nel caso di Osama bin Laden. Ma da qui parlare di “guerra di civiltà” ce ne corre.
 

Giuliano Augusto

Tratto da: http://www.rinascita.eu

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