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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Cerchi concentrici e utili idioti

Pubblicato su 19 Gennaio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Pedine e nulla più. Sacrificate (apparentemente) in nome degli ideali professati ma in fondo utili solo a chi persegue fini diametralmente opposti. La storia degli ultimi decenni sembra continuare a ripetersi anche oggi.

Durante gli anni di piombo e della strategia della tensione, un giornalista collaboratore di Aldo Moro, Corrado Guerzoni, sviluppò la cosiddetta “teoria dei cerchi concentrici”: una teoria che spiegava il meccanismo che stava dietro ai tragici avvenimenti che in quegli anni scuotevano il nostro Paese. Fondamentalmente, essa affermava come non vi fossero legami diretti fra mandanti ed esecutori; di più, sosteneva come spesso non vi fosse neanche un “vero” ordine che decretava di mettere quella bomba o di uccidere quel personaggio. Lo schema base era più o meno questo: una persona o un gruppo di persone di grande rilevanza e influenza a livello internazionale si lamentava dell’andamento delle cose in un certo paese, lo comunicava ad un collaboratore di fiducia che lo faceva presente ad un referente politico del paese in questione, il quale poi lo diceva ad alcuni suoi compagni di partito o ad altre personalità influenti, fra le quali a loro volta ve n’erano una o più con contatti nelle formazioni antagoniste ed extraparlamentari, alle quali si suggeriva di agire secondo le indicazioni ricevute promettendo loro tutele e supporto logistico (in genere tramite compiacenti infiltrati in ogni apparato statale, come la vicenda della P2 avrebbe poi inequivocabilmente chiarito) ma, soprattutto, di compiere un’azione che portava acqua al mulino della loro organizzazione.

In questo modo, molti neofascisti convinti di perseguire l’antico e mai sopito ideale anticomunista proclamato dal Duce, divennero in realtà gli utili idioti al servizio degli Stati Uniti e delle sue emanazioni: Nato, Massoneria, cartello petrolifero, ecc. Ovvero tutto ciò che si trovava agli antipodi degli ideali mussoliniani. Convinti di lottare per il bene dell’Italia e di essere intrepidi baluardi di quell’invasione sovietica magistralmente agitata come spauracchio (ma che mai e poi mai sarebbe avvenuta), si fecero ingannare da intermediari scaltri e senza scrupoli che li traviarono al doppio fine di servirsene sia per i loro lugubri fini, sia per evitare che gente con una mentalità fascista (nella sua più positiva accezione) costituisse una pericolosa “terza via” al sistema politico italiano e quindi uno smarcamento dal giogo atlantico. Tanto per capirsi: i degni eredi del miglior lato mostrato dal fascismo e di cui Mussolini sarebbe stato indubbiamente fiero, furono Enrico Mattei e lo stesso Aldo Moro. Per assurdo, due ferventi antifascisti. Ma che ben conoscevano il significato di indipendenza e di orgoglio nazionale (e che infatti finirono morti ammazzati).

Una simile situazione si verificò a Cipro più o meno negli stessi anni: il governo “socialisteggiante” di Makarios, che lottava con fierezza per l’indipendenza dalla Gran Bretagna e l’enosis (la “riunione”) con la Grecia, vide spegnersi le sue speranze il giorno in cui una folle e sconsiderata azione militare di estremisti di destra greci provocò l’intervento turco e una guerra atroce di cui l’Isola, a quarant’anni di distanza, paga ancora le conseguenze. L’ordine di attacco fu impartito dal regime dei Colonnelli (una delle mille costole della CIA sparse in giro per il mondo) che ben conosceva le conseguenze dell’attacco in quanto alleato della Turchia in seno alla Nato: i poveri nazionalisti greci, pupi della situazione e che credevano di lottare per la Madrepatria, provocarono una catastrofe umanitaria con il risultato che la Gran Bretagna poté mantenere lo status quo e Cipro scordarsi definitivamente l’indipendenza.

Di casi simili se ne potrebbero citare molti altri ancora, ma è interessante (e avvilente) notare l’analogia con i fatti di Parigi e più in generale con la grande guerra oggi in atto tra musulmani: quegli squilibrati assassini indottrinati da chissà quale cerchio concentrico, e che credono, avendo ucciso dei disgraziati disegnatori al grido di “Allah akbar”, di aver fatto il bene dell’Islam, avranno scoperto solo adesso, forse, di aver contribuito esclusivamente ad un’inutile e pericolosa ondata di islamofobia. Oltre che, ovviamente, all’ulteriore sottomissione del mondo islamico ad interessi di Potenze straniere che secondo la sempre valida ricetta del divide et impera, mirano a seminare odio e violenza per spadroneggiare in libertà. Come hanno giustamente fatto notare il leader di Hezbollah, Nasrallah, e l’ayatollah Khamenei, gli attentati di Parigi hanno arrecato più danno all’islam di quanto abbiano fatto quelle stupide vignette. Esattamente come, all’epoca, le gesta dei neofascisti al bene dell’Italia.

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

Cerchi concentrici e utili idioti
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