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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

SOLSTIZIO D'INVERNO MMDCCLXVII

Pubblicato su 19 Dicembre 2014 da cm in IPHARRA

SOLSTIZIO D'INVERNO  MMDCCLXVII

In origine la data del natale e quella dell'inizio dell'anno nuovo coincidevano, non essendo questa data arbitraria, ma connessa ad un preciso avvenimento cosmico, al SOLSITIZIO D'INVERNO. Il Solstizio d'Inverno cadeva infatti nel 25 dicembre, (oggi nel 22 dicembre per le pressioni equinoziali ), che è la data del natale successivamente conosciuto, ma che nelle origini ha avuto un significato essenzialmente solare. Ciò appare ancora in Roma antica, dove la data natalizia era quella del risorgere del Sole; con essa, come giorno delSole nuovo, nell'epoca imperiale prendeva inizio l'anno nuovo, il nuovo ciclo.

Ma questo " natale solare " di Roma del periodo imperiale a sua volta rimanda ad una tradizione assai più remota di origine nordico-aria. Del resto SOL, la divinità solare appare già tra le divinità delle origini romane, ricevute da ancor più lontani cicli di civiltà. In realtà, la religione solare del periodo imperiale, in larga misura ebbe il significato di una ripresa e quasi di una rinascenza di un antichissimo retaggio ario. Simboli, segni, notazioni calendariche o astrali rudimentali, figurazioni su vasi,armi o ornamenti, enigmatiche disposizioni su pietre rituali, poi, più tardi, riti e miti sopravvissuti in civiltà più tarde,se studiate secondo i nuovi punti di vista propri alla indagine spirituale del mondo delle origini, forniscono testimonianze concordanti ed univoche non solo circa la presenza di un culto solare unitario come centro della civiltà delle genti arie primordiali, ma altresì circa la speciale importanza che in essa aveva la data " natalizia ", vale a dire quella del Solstizio d'Inverno, il 25 dicembre.

Il significato simbolico di espressioni arcaiche arie, come " luce degli uomini" o " luce dei campi ", date al Sole, deve risultare chiaro e si può anche comprendere che lo stesso corso del Sole nell'anno, con le sue fasi ascendenti e discendenti, si presenta nei termini di un grandioso simbolo cosmico. Il Solstizio d'Inverno costituì quindi una specie di punto critico, vissuto secondo una particolare drammaticità nel periodo in cui le stirpi arie originarie non avevano ancora lasciato regioni, nelle quali era sopravvenuto il clima artico e l'incubo della lunga notte. In tali condizioni il punto del Solstizio d'Inverno appare come quello in cui la " luce della vita " sembrava estinguersi,tramontare ,sprofondare nella terra innevata,gelata,da cui però ecco che subito di nuovo si rialza a risplendere di un nuovo chiarore. Qui sorge una vita nuova, si pone un nuovo inizio, si apre un nuovo ciclo. La luce della vita si riaccende.

Di là dall'oscurità e dal gelo mortale viene vissuta una liberazione. Il simbolico albero del mondo e della vita si anima di nuova forza. E' in relazione a tutti questi significati che già in tempi preistorici anteriori di millenni alla era volgare, una quantità di riti e di feste sacre andarono a celebrare la data del 25 dicembre come data di nascita e di rinascita, nel mondo così come nell'Uomo, della forza " solare ".

Poco si sa che lo stesso albero natalizio, ancora in uso in molti paesi e in particolare anche in Italia, ma nella forma di una faccenda da bambini, o, al massimo, da buone famiglie borghesi, è un'eco residuale proprio di quell'antichissima, severa tradizione aria e nordico-aria. Un tale albero, ricavato da un sempre verde, cioè da una pianta che non muore in inverno, pino o abete, riproduce l'arcaico albero della vita e del mondo, che al solstizio d'inverno si illumina di nuova luce, cosa espressa appunto dalle candeline che lo adornano e che vengono accese in quella data.

E i doni di cui quell'albero è carico raffigurano effettivamente il simbolico " dono di vita " proprio della forza solare che nasce e rinasce.

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vincenzo 12/19/2014 20:09

Da quel che sò ai tempi di Gesù gli Ebrei nel mese di cleasu celebravano la festa delle luci invece l'origine dell'albero di natale risale al vecchio testamento dove si narra delle origini del Messia che sarebbe spuntato dalla radice di Jesse e quindi l'albero rappresenta appunto la discendenza di Gesù dalla stirpe regale di re David. .