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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

RENZI PERDE LA BATTAGLIA DEL MADE IN, PER FORTUNA VOLEVA CAMBIARE L'EUROPA

Pubblicato su 9 Dicembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Vi ricordate cosa diceva Renzi?”Abbiamo davanti sei mesi cruciali per cambiare l’Europa. Se non lo faremo, come hanno dimostrato le ultime elezioni, il vento degli euroscettici rischia di spazzare via l’Unione”.

Renzi perde anche questa battaglia, il semestre europeo guidato dal premier non eletto non ha prodotto i risultati sperati ma ha creato gravi danni all’industria manifatturiera italiana.

Giovedì mattina, in attesa che si riunisse il Consiglio europeo sulla competitività presieduto dalla ministra dello Sviluppo economico italiana, Federica Guidi, Claudio Marenzi diceva che “siamo di fronte a un altro disperato Italia-Germania… Speriamo che finisca come nel 200″. Cioè con la vittoria. In questo caso, non su un campo di calcio ma sul “made in”, l’etichetta di origine obbligatoria che l’Europa non ha e che hanno invece tutte le maggiori aree del mondo, Stati Uniti e Cina compresi
Purtroppo Renzi (alla presidenza europea) e la ministra Guidi hanno perso la battaglia. La solita Germania ha imposto le sue regole, l’eticchettatura non sarà obbligatoria.
Gli imprenditori ora sono sul piede di guerra, accusano Matteo Renzi e la ministra Guidi di non aver difeso gli interessi italiani in Europa.
La delusione è forte per Lisa Ferrarini (vice presidente di Confindustria con delega all’Europa): “Il ‘made in’ avrebbe ricadute economiche concrete sui territori e soprattutto un impatto emotivo sugli imprenditori: ridarebbe loro quella punta di ottimismo, quella fiducia, che vale più di un trattamento economico.Oggi ci aspettavamo un atteggiamento molto più assertivo dalla presidenza italiana”

Marenzi (è presidente di Sistema moda Italia):”Una gravissima incomprensione del nostro governo sul manifatturiero. Ci siamo espressi tutti a favore, da Confindustria a noi, ai calzaturieri al legno arredo… È quasi paradossale che si debba spingere così tanto su un argomento che dovrebbe essere tra i principali problemi italiani: siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa e abbiamo qualche milione di persone occupate… Oltre a essere il nostro biglietto da visita, la nostra eccellenza… “
Nel mentre Italia e Francia hanno raggiunto un accordo contro la contraffazione, il 90% dei marchi del lusso sono francesi e italiani.
Un accordo che Lisa Ferrarini sposa in pieno. Ma che la porta a un ragionamento più ampio: “Se dobbiamo arrivare a firmare trattati bilaterali quando siamo in Europa, allora devo sapere chi mi rappresenta”. Su questi temi non (o poco) l’Europa.”
Come da programmi l’Europa ha espresso solo una voce, quella della Germania. La Germania e i paesi nord europei non hanno alcun interesse ad etichettare i propri prodotti, anzi hanno interesse a contraffarre i prodotti italiani sopratutto nel campo agroalimentare.
Anche in questa occasione Matteo renzi e le sue vallette hanno dimostrato di non essere in grado di portare avanti gli interessi del paese.

Riccardo Gamni 

Tratto da:http://dannicollaterali.altervista.org
RENZI PERDE LA BATTAGLIA DEL MADE IN, PER FORTUNA VOLEVA CAMBIARE L'EUROPA
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annapaola 12/15/2014 09:40

reputo indispensabile che a questo punto, siano affissi per città e paesi, grandi cartelloni, come si fa per le elezioni, con su sottolineate queste vittorie su l'europa. E' importante per gli italioti conoscere le vittorie di chi ci rappresenta.....