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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PRIMA DELLA POLITICA VI E' L'UOMO - Intervista a Francesco Torriglia della Comunità Ipharra

Pubblicato su 19 Dicembre 2014 da cm in IPHARRA

" Sintesi " intervista Francesco Torriglia, uno dei fondatori della Comunità Ipharra.
Francesco traccia la " strada maestra", la sola che ci possa portare a sostituire questo sistema, marcio nel più profondo dello spirito, dove l'Uomo non è più tale ma un componente della massa, amalgata in un gigantesco frullatore, che non sa più cosa sia L'Uomo, quello vero immerso e integrato nelle vertiginose vette del Divino, del bello e dell'esteta. 
Francesco sicuramente si riferisce ad un Essere temprato dalle difficoltà e dagli ostacoli che incontra sul terreno dell'agire quotidiano, un militante autoresponsabile, tenace, dall'anima pura, dal carattere robusto, dalla mente lucida.
In alto i cuori.
Claudio Marconi
 
 
Senza l'uomo nuovo, l'uomo integrale non vi è politica, solo malaffare ...e noia.

Quale è il fine di un "cattivo maestro"?
Non é arrivare al potere per il potere, ma creare gli uomini nuovi che un domani gestiranno il potere che sia l'antitesi di questo sistema. Estetica e Poesia contro morale giudaico/cristiana e pregiudizi borghesi ed ideologici. Uno dei nostri primi passi dovrà formare una sorta di Monaco/Guerriero/ Intellettuale integrato pienamente nella realtà attuale, ma da questa non inquinato. Non più Torri d'avorio dove pochi eletti comunicano tra loro e disertano del sesso degli angeli, ma una nuova figura di Master Fighter capace di comunicare con il Popolo, per questo inserito nel Popolo (non nelle masse). Del resto nulla di nuovo: Marinetti e d'Annunzio, solo per citare due esempi di Comunicatori, d'Esteti e Rivoluzionari...perché l'estetica dovrà prendere il posto della morale per uscire dall'equivoco. Del resto non dico nulla di nuovo.
 
Quale sono le sue basi politiche e filosofiche?
Mi chiedete da che parte io stia: Destra/Sinistra quasi fosse una specie in natura l'uomo di destra o l'uomo di sinistra; un'etichetta ed io un vasetto di marmellata; uno che per forza deve essere nel gregge rosso o nel gregge nero....moderato, estremista, borghese o marxiano...NO! IO NO!Io, figlio del fuoco scelgo di essere me stesso, individuo assoluto, di amare la mia tristezza, il mio orgoglio, la mia solitudine, di amare il Fato, la gioia e la morte. Scelgo la bellezza, ciò che è difficile, l'ordine naturale delle cose, il superamento di ciò che in me è ancora troppo umano, il simbolo solare di una impersonalità attiva, l'intransigenza e l'incrollabilità cristallina di una forma interiore al di là del bene e del male, il disprezzo di ciò che è piccolo, meschino, servile, brutto, timoroso, conformista, basso, vile, normale, il misurarmi con il mondo per vincerlo.
 
C'è una specifica espressione in greco, kalokagathòs, «bello e buono», per esprimere la loro indissolubilità. Più propriamente, nella teologia globale degli antichi che oggi diciamo platonica, la bontà è la forma interiore, la bellezza la forma esteriore di quello che metafisicamente può definirsi il bene o anche la divinità. Ma che possiamo, se siamo belli, e cioè buoni, o buoni, e cioè belli, trasferire nel mondo empirico.
 
Questo indissolubile legame tra la sfera estetica e quella etica, proprio della teologia pagana, verrà, si dice, spezzato, nella storia del pensiero antico, dal cristianesimo. Che produrrà, si dice, un divorzio tra i due princìpi e sarà responsabile di alcuni pregiudizi ancora oggi presenti nella nostra cultura. Per esempio, che una grande bellezza fisica escluda un'interiorità intellettuale profonda.
L'obbedienza totale al mio libero codice d'onore ed il riso di scherno in faccia alla morale, alla legge della massa televisiva, alla gente e al suo modo di essere alla moda e politicamente corretto. Scelgo l'azione e la sfida, l'essere eroico, libero, aristocratico, per la costruzione di un'Europa, una, nazionale, non di mercanti e banchieri, ma aristocratica, socialista, corporativa, imperiale, pagana, libera, guerriera. Pagando di persona se dovrò, la lotta con la vita, la vita come gioco, il gioco come lotta. Scelgo di vivere nell'idea, di essere l'idea...eretico, provocatore, non conformista in questo mondo di ben pesanti, corrotti nel corpo e nello spirito, deformi nell'anima e nei corpi...con le loro piccole morali borghesi frutto di millenario asservimento alla truffa della religione degli schiavi e dei poveri di spirito. E sollevo il calice per portare un brindisi ai pochi veri uomini che non si sono persi tra le rovine.
 
Quindi non isolamento, ma inserimento nelle comunità organiche, giusto?
Noi, uomini e donne liberi, siamo qui per discutere di politica, sistema, giustizia, Popoli, globalizzazione in forma diversa, fuori dai canoni della destra e della sinistra, oltre la destra e la sinistra. Una destra apolide e mercantile e una sinistra opportunista e trasformista che ambisce solo a sostituire la destra. Una estrema destra folcloristica e caciarona ed una estrema sinistra incapace di analisi e ancorata a nostalgismi perdenti».
 
Quale la via da seguire per superare il "conformismo", la forma, imposta dal Sistema?
C'è chi è rimasto lo stesso.... C'è invece chi oggi pensa alla sua tranquilla esistenza borghese, fatta di bricolage casalingo, sabati con la moglie al supermercato, a scrivere con cura tutte le sue spese sul suo quadernetto da "uomo del banco dei pegni".
Chi sfoga la sua ribellione andando allo stadio e credendosi vittima del sistema, quando ne é invece una colonna portante. Che piange per un Papa polacco, dimenticandosi d'avere un tempo abiurato il cristiamesimo. Che ha fatto suo il detto di Karl Marx: "il problema ebraico non esisterà più quando tutti si comporteranno da ebrei". Chi piange di continuo di dover pagare le tasse come un ebreo al muro del pianto. E vivendo (vegetando?) fiero delle proprie conquiste (casa, auto, lamentele sulle moschee, sui cani che pisciano nelle aiuole, sui "negri" solo perché sono "negri") vive tranquillo fregandosene dei crimini dell'Impero e piangendo i soldati e gli sbirri morti agli ordini della Nato, magari perché avevano una croce celtica al collo, ma erano asserviti a questa dimensione corrotta nella testa e nello spirito.
 
Che dire ai vecchi compagni, camerati di strada?
A te, amico invecchiato e rinnegato, il saluto di " una vecchia canaglia" che continua ad avere vent'anni....ed uno scritto di Evola che spero ti faccia pensare e star male.
Peraltro, l'accennata inconsistenza non riguarda quei problemi in senso superiore, che non si presentano ad ogni momento della vita. Essa è caratteristica fin nelle piccole cose della esistenza ordinaria. Si tratta, ad esempio, della incapacità di mantenere un impegno, la parola data, la direzione presa, un dato proposito (scrivere, telefonare, rispondere, occuparsi di una certa cosa). Rispetto a tutto ciò che lega, che implica qualcosa di impegnativo di fronte a se stessi, il tipo in questione è insofferente. Cioè: dice, ma non fa, o fa un'altra cosa, sfugge – e il comportarsi così gli sembra naturale, ineccepibile. Si meraviglia perfino, quando qualcuno da ciò si sente urtato e glielo rinfacci.
 
L'uomo della "razza sfuggente" accusa infatti una vera e propria alterazione psicologica. Nel riguardo, potrebbero essere utilizzate le considerazioni fatte dal Weininger circa il nesso esistente fra eticità, logica e memoria. In un tipo normale, le tre cose sono unite insieme, perché il carattere esprime quella stessa coerenza interna, che si manifesta altresì nel rigore logico e in quella unità di vita, che permette di ricordarsi, di mantenersi in una mèmore, cosciente connessione col proprio passato. Secondo il Weininger, proprio questa unità delle facoltà caratterizza la psicologia maschile di fronte a quella femminile, la quale di massima è invece fluida, poco logica, incoordinata, fatta di impulsi più che di rigore logico ed etico.

Ebbene a tale riguardo "l'uomo della razza sfuggente" appare più donna che uomo. Ulteriori suoi tratti caratteristici psicologici, che fanno da controparte all' accennata "anestesia morale", sono la menomazione della memoria, la facilità di dimenticarsi, la difficoltà di concentrarsi, spesso perfino di seguire un ragionamento serrato e stringente, la distrazione,il pensare a balzi. Sono visibilmente, gli effetti di una parziale disgregazione che, dal piano dei principii e del carattere, son passati a ripercuotersi perfino in quello delle facoltà in se stesse.
 
Per concludere, che fare perché non si resti isolati, mentre la storia va avanti?
In primis la storia non va avanti da sola, come qualche cosa di predefinito o tracciato. La storia la fanno le élite, quelle telluriche, e quelle solari. Entrambe rappresentano l'eterna lotta tra il bene ed il male: Chi ha detto che il male non possa essere piacevole è come coloro che dicono che l'alcool e le droghe sono in se stesse brutte e cattive. Si tratta di una interpretazione da curati di campagna, da sagrestie che, mi chiedo quanto ingenuamente o quanto furbescamente, minimizzano il nemico per rendergli più facile la conquista. Non è un caso che l'accelerazione di taluni fenomeni disgreganti nella società ma direi nello stesso uomo non siano dovuti ad infiltrazioni d'agenti del nemico tramite l'inquinamento delle coscienze e dello spirito. Possono essere fenomeni più rimarcati come mode, musica, cinema, tv, e già qui possiamo vedere la malefica alleanza tra una destra che controlla i mass media - non mi riferisco ai soli telegiornali- ed una sinistra che ha perso tutta la sua carica rivoluzionaria per diventare maître à penser nei salotti televisivi e no, stipendiata da quella stessa destra che dice di combattere. Mi riferisco a forme "più sottili" di inquinamento per il controllo del pensiero e delle azioni degli individui, in parole povere al controllo remoto delle coscienze e delle intelligenze. Fantapolitica? Direi che basta come persone a noi vicine e fino ad ieri immuni a certe operazioni e con una visione ben precisa della vita e una concezione del mondo, possano essere cadute nella truffa ordita dal Dominio con l'operazione Grillo/Casaleggio senza domandarsi chi vi era dietro, quando bastava leggere i nomi sui consigli di amministrazione. Sono rincoglioniti? Devono cambiare fornitori d'erba? O semplicemente inquinati. Ed una forza politica che vuole portare avanti il progetto di sostituirsi agli attuali camerieri delle banche non può considerare questi vecchi attrezzi, una volta compagni/camerati di strada alla stregua di nemici e come tali trattarli.
 
Non si può pretendere di conquistare lo Stato, con individui bacati, che sono esattamente come coloro che per 70 anni hanno portato avanti la distruzione dell'Italia come Nazione e degli Italiani come Popolo. I quadri dirigenti di questo nuovo Fronte o Movimento dovranno necessariamente essere dei soldati politici, inseriti nella realtà ma immuni alle lusinghe del Dominio siano esse materiali o d'altro genere.
Da più di settant'anni i giovani dirigenti di partiti e/o movimenti sono stati scelti in base alle simpatie personali, al clientelismo, al mantenimento di uno status quo che non rappresentava alcun pericolo per il sistema stesso ( Esempio: Gianfranco Fini voluto da Donna Assunta Almirante a capo della Giovane Italia, perché era conforme agli interessi dei "berretti verdi"; o altri che vedendo la deriva olodogma d'Alemanno ed il suo rinnegare i principi per cui aveva lottato fino allora nulla fecero per denunciarne pubblicamente il tradimento se non con chiacchiere da bar o da curva da stadio).
 
Come pensa di cambiare il sistema?
Quello che intendo è che se non si costruisce l'Uomo non possiamo pensare di cambiare il sistema, perché questo si erge sulle metastasi democratiche del così detto benessere e sulla corruzione della coscienza e dello spirito. Solo creando una milizia si soldati politici, sorta di monaci guerrieri guardiani dell'Etica/Estetica nuova possiamo pensare di avere quella èlite che può essere in grado di controllare la corruzione degli spiriti prima ancora di quella economica.
E per questo per prima cosa andare oltre l'individualismo, costruire le comunità organiche, che devono essere gli avamposti della battaglia che ci accingiamo a riprendere, e di li, visto che i "Cattivi Maestri" hanno già tracciato la via dell'idea, non certo dell'ideologia che è strumento del nemico, farsi lievito, purificare questa razza italica a cui da 2000 anni è stato insegnata la perfidia, il tradimento, l'interesse individuale, la menzogna, e ripristinare i valori che essere oscuri usciti dalle catacombe e dalle logge hanno oscurato sostituendo gli dei solari con un dio vendicativo e nemico dell'Uomo. Riprendiamoci la solarità, l'onore, la fedeltà...e potremo allora dire che l'Opera è iniziata..e saremo solo all'inizio.
PRIMA DELLA POLITICA VI E' L'UOMO - Intervista a Francesco Torriglia della Comunità Ipharra
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annapaola 12/23/2014 09:11

venticinque anni fa un'articolo come questo, sarebbe stato splendido, propositivo e interessante, forse in po' "sopralerighe" Trovo che oggi si tratti di farneticazioni, chissà forse, esibizionismo.....