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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Povera Unicredit, 150 € addebitati per un giorno di CIV. AL ROGO.

Pubblicato su 14 Dicembre 2014 da cm in ECONOMIA

Tra le tante lenzuolate fatte da Bersani, ci fu l’abolizione dell’odiosa commissione di massimo scoperto applicata dalle banche sui conti affidati: no, scusate, già pago un botto di interessi, perchè vi devo pagare una commissione sulla punta massima dell’utilizzo del fido???

Un discorso che fila, se non fosse che le banche, nel giro massimo di tre giorni, avevano sostituito questa commissione con altre, ben più pesanti, tipo la commissione di messa a disposizione fondi (che si paga sia che si usino gli affidamenti o meno), o la CIV, Commissione Istruttoria Veloce.

La CIV presuppone che, se anche solo per valuta, capita di andare in rosso, anche solo per un giorno, la banca è autorizzata ad addebitare questa commissione, attenzione, senza un limite minimo o massimo stabilito dalla legge, quindi a propria discrezionalità.

E così succede che Unicredit, per un giorno di scoperto di valuta di 1000 €, applica al cliente una CIV  di 150 €, causando tutte le sue furie possibili e più che giustificabili.

L’attuale Governatore della BCE, all’epoca Governatore della Banca d’Italia, si espresse nel modo che segue in occasione dell’assemblea ordinaria dei partecipanti del 31 maggio 2008: “Abbiamo già in passato richiamato l’attenzione sulla commissione di massimo scoperto, un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza.

Va sostituita, dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri Paesi. Una simile innovazione richiede un complesso adattamento della prassi delle banche. Essa però dovrebbe essere avviata con decisione, proponendo il cambiamento ai nuovi clienti, anche per evitare il rischio che la questione sia risolta con gli strumenti operativi della legge”.

Leggo sul portale Linkiesta un articolo di Antonio Vanuzzo del 15 marzo 2012 intitolato Il conto non rende ma se vai in rosso la banca ti stanga: “Nel caso di uno sconfinamento extrafido la commissione è ‘applicata giornalmente ogni 1.000 euro – o frazione – di saldo oltre il limite del fido e solo per sconfinamenti superiori ai 50 euro giornalieri’ ed ‘è pari a 2,25 euro al giorno con un massimo di 150 euro trimestrali‘. Le cifre sono identiche anche nel caso di uno sconfinamento in assenza di fido… Piazza Cordusio fa pagare appunto 2,25 euro al giorno. Costo: uno sconfinamento di 500 euro per 15 giorni… costa 33,75 euro (2,25 euro al giorno), più un tasso nominale annuo del 16,6% che va rapportato ai 15 giorni in questione. Quindi: 37,1 euro”.

Premesso che i conti UniCredit non rendono pressoché nulla, anzi talvolta il correntista finisce con un saggio d’interessi addirittura negativo, v’è da domandarsi qual è il tasso di interesse passivo che applica la banca UniCredit al giorno, dal momento che chiede comunque € 150,00 a titolo di “apertura pratica veloce”, clausola che nessuno sano di mente sottoscriverebbe mai ed ogni modifica unilaterale contrattuale non viene comunicata nelle forme di legge.

Ai sensi dell’art. 1346 c.c. un contratto per essere valido richiede che l’oggetto sia determinato o determinabile e la clausola potrebbe essere illegittima poiché priva di valida causa negoziale, dal momento che si tratta di un onere aggiuntivo agli interessi passivi che la banca già percepisce su quell’importo di cui il cliente sta, sciaguratamente, usufruendo.

Infine, trattandosi per la banca di un guadagno e non di un costo come si opina, la commissione di massimo scoperto andrebbe inserita nel computo del calcolo dell’usura.

Da ultimo, come sostiene il Tribunale di Macerata, Est. Pietro Merletti, magistrato distrettuale (figura di estrema utilità per sopperire alle assenze nelle piante organiche istituita con legge 13 febbraio 2001, n. 48), giudicante attualmente aidibito presso il Tribunale di Fermo, con la sentenza 11 marzo 2013, n. 334, che ha condannato proprio UniCredit, già Banca di Roma, “la conoscibilità del variare delle condizioni, con pubblicità effettuata attraverso gli estratti conto, si ritiene che, in difetto, di specificazione del perché di volta in volta venissero operate tali variazioni, le stesse non potessero legittimamente essere effettuate dalla Banca; … ma non erano state preventivamente approvate per iscritto; e comunque con un tipo di pubblicità su cui non veniva sufficientemente attirata l’attenzione del correntista, il quale in caso di modifica sfavorevole ha sempre un periodo di tempo per disdire il proprio conto, o comunque non approvare tali modifiche se introdotte senza giustificazione o unilateralmente… ne deriva che la Banca dovrà restituire al correntista la somma indebitamente percetta pari ad euro 123.156,42, al correntista dovute per indebito superamento dei tassi soglia, indebita applicazione delle commissioni di massimo scoperto, ed indebita applicazione di spese che non sono state mai preventivamente approvate dal correntista…”.

Tratto da:http://rossellafidanza.altervista.org/

Povera Unicredit, 150 € addebitati per un giorno di CIV. AL ROGO.
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