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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il piano segreto di Berlino, sdoppiare la Bce senza abbattere l'euro.

Pubblicato su 23 Dicembre 2014 da cm in ECONOMIA

Sono tempi incerti. Sono tempi nei quali le notizie corrono e scappano di mano. Noi accidentalmente molte volte, qualcuna perchè siamo nel posto giusto al momento giusto, ne veniamo a conoscenza. E le pubblichiamo.

Serviva questa introduzione per raccontare cosa veramente sta accadendo nei quattro punti caldi della Crisi - con la maiuscola - che agita Berlino, Bruxelles , Roma e Francoforte

Partiamo dalla Russia: la Germania vuole la fine delle sanzioni, e quindi sta operando perchè siano ritirate non più tardi dell'inizio estate 2015, che agli Usa piaccia oppure no. Renzi e la Merkel su questo si sono accordati, e Hollande fa parte del piano. Prodi è stato spedito a Mosca vedere che ne pensa Putin della seguente proposta: niente indipendenza per l'est Ucraina in cambio di pace duratura e totale autonomia, un po' come il Kosovo rispetto la Serbia, o se si preferisce la sedicente repubblichetta serba a cavallo di Croazia e Bosnia, o ancora la Transnistria dentro ma sostanzialmente fuori dalla Bulgaria.

Continuiamo con i trattati da "riformare". La Merkel, Renzi, ma anche i premier di Belgio, Olanda e Spagna sono pronti a stoppare il Fiscal Compact, rinviandolo di 3 anni. Draghi non gradirà? Pazienza.

La riapertura dell'enorme mercato russo darà alla Germania quella "via d'uscita" che serve a modificare radicalmente la Bce ovvero l'euro. La Merkel sa molto meglio di Renzi che l'Italia a marzo 2015 avrà conti messi peggio di oggi, e quindi la Commissione Ue l'aggredirà, sì ma a parole. Nella sostanza, non potrà far nulla perchè proprio la Merkel glielo impedirà. Ogni mossa contro Roma produrrebbe danni enormi a Berlino. A maggior ragione dopo che Cameron ha schiantato il TTIP bruciando la possibilità per le imprese tedesche di esportare negli Stati Uniti senza impedimenti d'alcun genere, ritornare a vendere in Russia è condizione sine qua non per evitare la brutale recessione in Germania, e Angela Merkel ne è consapevole.

Per conseguenza, destabilizzare l'Italia creerebbe una tempesta finanziaria - a marzo - quando ancora nulla di tutto ciò è avvenuto. Sarebbe un altro fronte su cui combattere per difendersi, e Berlino dovrebbe bruciare una montagna di miliardi di euro per impedire che il crollo dell'euro, travolto dai duemila e centocinquantasette - ad oggi - miliardi di debito pubblico italiano in valuta unica europea.

L'esame Ue di marzo, allora, è un falso bersaglio. Il vero bersaglio è la Bce in quanto tale, lasciando perdere Draghi, che la Germania non cosidera più una risorsa ma neppure na minaccia. E' semplicemente irrilevante e per ciò stesso sostituibile.

La vera riforma a cui punta la Merkel sorretta dai tecnici esperti di Bruxelles, e quindi dalla nomenclatura dei vertici amministrativi della Ue, riguarda la Banca Centrale Europea. La verità, semplice come tutte le verità rivoluzionarie, è che ne servono due, di Bce.

Il progetto segreto è di sdoppiarla. Una soluzione machiavellica, se si vuole, e perfino geniale. Invece di distruggere l'euro, invece di schiantare al suolo i palazzi di Francoforte dove ogni giorno Draghi va in ufficio, il progetto prevede di sdoppiare la Bce in due, dove nella "nuova divisione" confluirebbero le banche centrali di Italia, Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e probabilmente anche Austria, nell'altra "divisione" rimarrebbe la Germania e i suoi satelliti.

Formalmente, l'euro rimarrebbe uno, ma sostanzialmente sarebbero due. Così, la Bce2 potrebbe comprare titoli di stato con garanzie delle banche nazionali che la costituiscono. Sarebbe un passaggio certamente meno doloroso e meno devastante del crollo della valuta unica europea sotto la spinta speculativa dei mercati. E darebbe il tempo - e il denaro - per far ripartire le nazioni ora in ginocchio, dando anche tempo alla Germania per riaprirsi ai mercati esteri ora preclusi. Ma prima di ogni altra cosa, questa soluzione svincola la Germania dal dover "garantire" come accade ora, anche per quelle nazioni tanto diverse e tanto criticate. Come l'italia.

Bene, queste sono le notizie che abbiamo saputo. Da chi, ci sia concesso, non ve lo diciamo.

max parisi

Tratto da: http://www.ilnord.it

 

Il piano segreto di Berlino, sdoppiare la Bce senza abbattere l'euro.
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davide 12/23/2014 09:47

Si ma la scena non riguarda solo l' europa e molto più ampia, Washington non lascerà rafforzare Germania e Russia senza fare niente.