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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I veri piani del governo Renzi: patrimoniale e preparativi di crollo dell'euro.

Pubblicato su 11 Dicembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Strano, il mondo del "grande giornalismo italiano". Il Corriere della Sera pubblica in prima pagina un articolo che dovrebbe svelare i retroscena delle politiche economiche del governo Renzi, ma a stretto giro d'agenzia palazzo Chigi lo smentisce. Il quotidiano di via Solferino s'era lanciato nel dire che Renzi e Padoan siano alle prese col progetto di sforare il limite del 3% per allargare già dai primi mesi del 2015 la platea dei beneficiati degli 80 euro, allargandola a pensionati e altri ancora. In più, aveva fatto balenare l'idea di importanti finanziamenti di lavori pubblici per rilanciare l'occupazione.

Tutte balle. E non perchè sia impossibile mettere in pratica questi progetti, al contrario. Sforando il 3% debito-Pil (come fanno Spagna, Francia, Belgio tanto per citare qualche nazione vicina) sarebbero attuabili. Bensì, perchè a Renzi non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di strappare la foglia di fico del 3% che malcela lo straordinario fallimento di tutte le iniziative del suo governo, il peggiore per risultati dall'epoca del pentapartito di Andreotti-Craxi-Forlani.

E il fatto che Renzi non intenda sforare ci è stato confermato da una nostra fonte interna all'esecutivo. La quale fonte, quando abbiamo cercato di capire se la smentita di palazzo Chigi delle indiscrezioni del Corriere fosse formale o sostanziale, per tutta risposta s'è messa a ridere.

"Caro Parisi, non sia ingenuo. La smentita di Renzi non è stata fatta al Corriere in quanto tale, ma ai suggeritori politici del Corriere, che conosco. Sono ministri del governo contrari a quello che veramente il governo sta studiando di fare. E non si stratta di altri aiuti a pioggia. Si tratta di una patrimoniale sui conti correnti. Un prelievo forzoso, in pratica. Ricorda l'Una tantum degli anni Settanta? Una cosa del genere, ma sui risparmi cash degli italiani. Dovrebbe avvenire più o meno attorno a marzo, quando la situazione economica dell'Italia sarà peggio, ma molto peggio, di ora. Almeno due studi diversi nella strategia ma concomitanti sul contenuto sono in corso in questo momento e li ha ordinati proprio Renzi. Altro che 80 euro per tutti".

La nostra fonte ha tenuto a specificare che non tutto il governo è d'accordo e metà Pd potrebbe votare contro, ma con un paradosso: i più contrari sarebbero proprio i "renziani" e non la vecchia guardia del Pd che invece è favorevole alla patrimoniale.

E' molto più di un'ipotesi di lavoro. Il Tesoro deve poter avere in cassa almeno 250 miliardi di euro, prima che tutto crolli. Già, perchè la nostra fonte ha descritto uno scenario di primavera 2015 da infarto.

Nello stesso breve arco temporale, la Grecia e la Gran Bretagna andranno a elezioni politiche generali. La stabilità del governo francese sarà messa a dura prova dalla crisi, anche in Spagna si andrà alle urne e il tutto in uno scenario economico di deflazione e disoccupazione. Draghi - ha specificato chi ci ha raccontato tutto questo - oggi è in minoranza all'interno del direttivo Bce sulla decisione di acquisto diretto di titoli di Stato. Sulla quale decisione, se Draghi buttasse sul tavolo le proprie dimissioni in caso di rifiuto, graverebbe uno sconquasso politico senza precedenti in Germania. Sul Quantitative Easing il governo Merkel cadrebbe.

E la Commissione europea, ha concluso il politico che ci fatto queste confidenze, è del tutto fuori gioco, perchè il "piano Juncker da 300 miliardi" non solo non esiste nei fatti, ma non è neppure mai esistito. Juncker l'ha scodellato così per ordine di Berlino, perchè la Germania sa ormai da tempo che l'euro è finito. Quindi, impegnare la Ue in debiti con nazioni dell'Eurozona in difficoltà produrrebbe dei crediti nei loro confronti che risulterebbero presto inesigibili.

Perchè, allora, abbiamo chiesto, la necessità di avere in cassa almeno 250 miliardi di euro? Trecento sarebbe la cifra giusta, ha precisato la fonte. Perchè il totale di titoli di stato italiani in mano a banche e istituzioni finanziarie straniere è vicino a 600 miliardi. Quindi, garantirli con 300 miliardi per la metà del loro valore è esattamente quello che serve per impedire il default. Infatti, quando cadrà l'euro, la nuova valuta italiana varrà circa la metà del valore attuale di cambio della moneta unica europea.

E il cerchio si chiude.

max parisi

Tratto da: http://www.ilnord.it/

I veri piani del governo Renzi: patrimoniale e preparativi di crollo dell'euro.
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elegantissimo 12/11/2014 12:45

Senza fare voli pindarici, basterebbe leggersi attentamente il documento C 2014/8806 "parere della Commissione sul documento programmatico di bilancio dell'Italia". In sintesi ,l'Italia è soggetta al braccio preventico previsto dal PSC e del reg. 1466/97 cioè non rispetta le regole del patto di stabilità e crescita consolidato, le previsioni sono fatte tutte al ribasso per crescita, Pil e OMT (obbiettivo a medio termine sul debito pubblico) e l'obbligo come previsto dal Two-Pack con il regolamento 473/2013 impone per il 1 marzo 2015 il meccanismo sugli strumenti e assistenza finanziaria ovvero dovrebbe entrare in campo la TROIKA!!!!!!

annapaola 12/16/2014 16:22

cerca di intuire cosa spero possano fare gli italioti come me alla troica, quale soluzione suggerisci per ovviare a questo, oltre che spiattellare dati edotti su l'argomento?