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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

VALDO VACCARO SU ACIDITA' E PH

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MEDICINA ALTERNATIVA

(...) Rivediamo i concetti di pH e di acidità

 

Esiste però anche, da parte tua, una certa confusione sul concetto di acidità, che vorrei chiarire per l’ennesima volta, onde evitare che persistano troppi equivoci. Non si può parlare di pH in senso generale, perché esso varia a seconda delle diverse zone del corpo umano.

 

Il significato di acido ed alcalino

 

Alcalino significa sostanza mite e basica, cioè sostanza che entra nelle reazioni accettando il protone dagli acidi, neutralizzandoli. Sono fortemente alcalini gli ossidi, gli idrossidi (OH) di sodio-potassio-calcio-bario-magnesio, e gli acidi deboli (acido salicilico, ammoniaca, carboidrati, borati). 
Acido sta invece per sostanza acre capace di cedere uno o più ioni di idrogeno H+, combinandosi con basi o metalli (formando dei sali, con sostituzione parziale o totale dell’idrogeno) e combinandosi con gli alcoli (originando acidi grassi, grassi palmitici-stearici-oleici che combinati con la glicerina formano i gliceridi, componenti fondamentali dei grassi e degli oli).
Gli alcoli sono poi sostanze organiche composte da carbonio, idrogeno e ossigeno, caratterizzate pertanto dalla formula chimica CH-OH.

 

I diversi livelli di pH nel corpo umano

 

Per il sangue, il pH deve essere leggermente alcalino, cioè compreso tra 7.30-7.50 (sulla scala alcalina, che va dal punto zero di massima acidità al 14 di massima alcalinità, passando per il 7.00 di perfetta posizione neutra, che è quella dell’acqua pura e distillata). 

Ma per lo stomaco si va su livelli molto acidi, con pH 2.00-3.50, dove più basso è il pH e più acido e siliceo è l’ambiente, per cui sul livello pH 1.00-2.00 si corrode lo strato mucoso e il tessuto stesso, finendo in situazioni di ulcera gastrica.

 Per l’intestino tenue andiamo invece su posizioni più alcaline, col pH a 8.00.

 

Sangue alcalino e stomaco acido, formula standard di un corpo umano funzionante

 

Per la mucosa vaginale si parla di acidità a livello pH 3.50. Per l’urina la quota è variabile intorno a un pH 6.00-8.00. Per la cute si parla di pH 5.50. È evidente comunque che la formula della salute dell’uomo, essere vegano-fruttariano per disegno creativo, implica un sangue leggermente alcalino (non acido come nel caso degli animali carnivori), e un ambiente digestivo acido ma non super-acido (abbiamo infatti, nel nostro stomaco, 10 volte meno acido cloridrico degli animali carnivori).

 

Cos’è che acidifica e rovina il corpo?
Dobbiamo tener presente un fatto molto spesso incompreso ed equivocato. Proteine, grassi e carboidrati complessi (amidi), benché tutti alcalini in origine, rilasciano a fine-ciclo scorie acide che vanno ad acidificare il sangue.

Al contrario, gli zuccheri semplici e vivi della frutta, più o meno acidognoli in partenza, producono scorie alcaline, e quindi alcalinizzano il sangue.
Il ruolo-chiave del sistema renale
Le scorie acide rappresentano un problema nel corpo umano e costringono i reni ad eliminarle in continuazione. I reni hanno un ruolo-chiave nell’equilibrio acido-basico tramite il riassorbimento tubulare di bicarbonati e l’escrezione di ioni di idrogeno (vedi tesina Stop all’insufficienza renale, del 21/12/10). Con la riduzione della GFR (glomelural filtration rate, o velocità di filtrazione glomerulare), a causa dell’intasamento biochimico degli ultramicroscopici setacci chiamati glomeruli (vedi minerali inorganici da cibi cotti, e vedi azotemia da cibi carnei), si instaura nel corpo una progressiva acidosi metabolica. Sopravviene infatti una riduzione di clearance (escrezione) di creatinina e di urea, con aumento di acido urico, di potassio-fosforo-sodio e diminuzione di calcio.
Quali sono le conseguenze di una mal-contrastata acidificazione?
Se i reni sono sovraccaricati, o sono depotenziati da insufficienza renale, e se anche il secondo rene che è la pelle non è in grado di comportarsi da valido partner eliminativo, i filtri non riescono a starci dietro e le scorie acide si accumulano nei tessuti provocando malanni a catena: 
1) Il fastidioso bruciore allo stomaco, 
2) Calcoli renali e calcoli alla cistifellea,
 3) Osteoporosi, 
4) Cellulite, 
5) Invecchiamento pelle,
6) Squilibri ormonali, 
7) Dermatiti,
 8) Vitiligine, 
9) Stanchezza cronica, 
10) Alitosi, 
11) Radicali liberi.
Il paradosso dell’acido che alcalinizza e del basico che acidifica
Come già detto, i cibi più alcalini e a segno positivo in partenza sono alla fine quelli più acidificanti, come possiamo notare dalla tabella seguente. Questa tabella indica la capacità alcalinizzante (-) per 100 g di alimento, e la capacità acidificante (+) per 100 g di alimento. Per evitare l’acidosi, la somma tra cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti deve parificarsi, cioè tendere allo zero.
Notare come la sostanza più acidificante del pianeta sia il formaggio grana
Salta all’occhio come il formaggio grana, così caro alla gente, sia di gran lunga il cibo più squilibrato ed insidioso del pianeta. Da notare come cole, bevande gassate, caffè, latte pastorizzato, burro, margarina, zucchero, marmellata, vino, caffè, miele, gelati, stiano tutti su posizioni non lontane dallo zero, equilibrati cioè in termini di pH, ma ugualmente dannosi in termini salutistici generali.
Tabella delle capacità alcalinizzanti (-) e acidificanti (+) dei cibi più comuni, per 100 g di alimento
formaggio grana +34,2, formaggio latteria +19,2, carne in scatola +13,2,  pollo + 8,7, salumi +11,6, trota bollita +10,8,  tacchino +9,9, merluzzo +7,1, vitello +9,0, uovo +8,2, maiale +7,9, mirtillo e frutti di bosco - 6,5, banane - 5,5, zucchine - 4,6, patate e carciofi - 4,0, piselli e pomodori -3,1, noci + 6,8,             nocciole - 2,8, fiocchi di avena + 10,4, paste alimentari + 6,0, limoni -2,5, spinaci -14,0, mele -2,2, pesche -2,4, succo d'uva di fresca spremuta -21,0.
Il problema non sta nello stomaco acido, ma negli alimenti acidificanti, cosa ben diversa
Venendo dunque all’acidità dello stomaco che tu tendi a demonizzare, trattasi in genere di acidità normale e costituzionale, e comunque inferiore di 10 volte (in termini quantitativi di acido cloridrico) a quella degli animali carnivori, per cui non siamo attrezzati a disgregare la coriacea buccia che avvolge le proteine animali, per cui esse trovano nel corpo umano una digestione sempre difficoltosa e complicata, lasciando residui e scorie proteiche che causano effetti perversi come putrefazioni e putro-fermentazioni. Anche l’idea che la frutta passi indisturbata lo stomaco grazie alla sua acidità non è affatto realistica, visto che, se lo stomaco è libero, essa lo attraversa rapidamente e si autodigerisce (grazie ai suoi stessi food-enzymes) in zona duodeno, lasciando alla fine preziose scorie alcaline che alcalinizzano il sangue.
Il solito ricorso al riposo fisiologico detossificante
Chi è afflitto da celiachia o comunque da annosi problemi di stomaco, è opportuno che accetti alcuni giorni di digiuno totale ad acqua (3 giorni almeno), per far sparire tutti i maggiori disturbi gastrici ed intestinali in atto. Seguiranno due giorni a centrifugati di carote-sedani-ananas-zenzero, o bietole-topinambur-zenzero-mele.
Eventuale ricorso a una dieta transitoria di preparazione al crudo e alla fibra naturale
La ripresa nutritiva vera e propria potrebbe richiedere una temporanea rinuncia a cibi crudi e ricchi di fibra, come la fibra delle cicorie, delle lattughe, del sedano, dei legumi, delle mele, dei cereali e dei semi. Le fibre naturali sono preziose, ma possono risultare irritanti in questa fase delicata.
In questi casi si può inserire una settimana interlocutoria, a base di zuppe vegetali, seguite da banane schiacciate, purè di patate, salsa di mele (ovviamente non zuccherata), pere tenere, e succhi freschi di frutta e di vegetali.
Non è lo stomaco acido il colpevole, ma le porcherie che consumiamo
Le acidità e i bruciori di stomaco non sono comunque effetto dell’eccessiva secrezione acida della mucosa stomacale, come afferma la medicina, bensì dell’acidificazione apportata dagli alimenti acido-formanti o acidificanti. L’eccessiva acidità, avvertita con chiarezza nello stomaco, dà una sgradevole sensazione di bruciore che è già indizio di ulcera gastrica. La causa principale di tutte le affezioni gastriche va cercata nell’alimentazione innaturale ed irrazionale, che sottopone l’apparato digerente a sforzi laboriosi, irritando e congestionando le pareti di stomaco e intestini, causando così surriscaldamento e febbre interna.
Sessanta tonnellate di cibo e 21 mila animali morti, bottino di una vita malandata
È calcolato che, nell’arco di una vita media, passino nel tubo gastrointestinale 60 tonnellate di cibo.
Se poi parliamo di un cittadino americano medio, si calcola che siano 21000 gli animali morti che passano indecentemente attraverso le sue viscere. Un intero cimitero cittadino nel ventre, nella bocca, nei liquidi e nell’anima di una persona. Cose davvero incredibili, mostruose, raccapriccianti all’inverosimile.
Un disastro per il corpo e per l’anima
Un’offesa infinita ai 4,5 milioni di villi e alle 150 stazioni linfonodali del suo intestino, ai 250-600 metri quadri di superficie tennistica del suo apparato assimilativo e al suo intero sistema immunitario.
Un orrendo insulto agli entusiasmi e alla freschezza del timo, alla melatonina e alla vitalità della ghiandola pineale, ai neuroni del cervello, oltre che al materiale etereo ed impalpabile dell’anima.
Non per fare battute lugubri o malauguranti, ma c’è addirittura di che sorprendersi che cancro e cardiopatie facciano defungere in anticipo soltanto una persona su due nell’America della Smithfield e della McDonald’s, e una persona su tre nell’Europa della Cremonini e della Simmenthal che la segue a ruota.
Ci sono stomaci disastrati ed intestini inguardabili
Anche l’eccessivo lavoro intellettuale, la mancanza di aria pura, la scarsità di esercizio fisico, le varie tensioni, paure, stress della vita contemporanea, sono fattori causanti di dispepsia acida. La frutta cruda, l’insalata e le mandorle dolci sono gli alimenti più indicati per questi infermi, scrive Lezaeta. Ma esistono stomaci talmente degenerati da non tollerare nemmeno tale dieta. In quel caso, diventa indispensabile l’applicazione notturna del cataplasma di fango freddo sul ventre.
L’importanza delle radici, dell’inulina, ovvero dei FOS
Non dimenticarsi dei frutti oligo-saccaridi o FOS, fibre solubili presenti in diversi frutti, verdure e piante allo stato naturale crudo, che non nutrono il nostro corpo ma la flora batterica amica. Ne traggono diretto beneficio i sofferenti di gas intestinali, che si ritrovano con ridotte fermentazioni e con scomparsa del ventre gonfio, grazie ai Bifidobatteri, ai Lactobacilli, e alle altre centinaia di batteri simbiotici e saprofiti. La fonte più nota di FOS è l’inulina, polisaccaride analogo all’amido, contenuto nei tuberi e nelle radici di molte piante, come le cicorie, le lattughe, la cipolla, il porro, l’aglio, i ravanelli, le rape, i carciofi, gli asparagi, la fitolacca, il tarassaco e il topinambur. In Friuli c’è, non a caso, un’autentica venerazione per il ledrèc cul poc, ovvero per il radicchio raccolto con un pezzetto di radice addosso.
Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
tratto da :  http://valdovaccaro.blogspot.it/2011/01/equilibrio-ph-vitalita-fruttariana-e.html
Tratto da:http://saluteolistica.blogspot.it
VALDO VACCARO SU ACIDITA' E PH
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