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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

"Svalutando, i cechi ci hanno visto giusto". Alberto Bagnai

Pubblicato su 3 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Praga ha utilizzato questo strumento non una ma due volte...


I cechi hanno visto giusto, scrive Alberto Bagnai sul suo blog. Dopo aver proposto questo grafico:  



L'economista sottolinea che, “come tanti altri paesi biondi e virtuosi”, anche la Repubblica Ceca svalutò.A spiegare eventuali dati positivi del paese nordico non sono quindi virtù particolari, ma questo strumento di politica economica che Praga può ancora utilizzare.  
Una prima volta a seguito dello shock Lehman (fra settembre 2008 e febbraio 2009 la coruna ha perso il 16% rispetto all'euro per poi rientrare nel valore).  



Ma poi, prosegue Bagnai, la Repubblica ceca ha svalutato una seconda volta: tra ottobre e dicembre 2013 la coruna ha perso il 7% sull'euro, e questa volta non è rientrata.  


La spiegazione delle decisioni di politica economica di Praga nel post di Alberto Bagnai:  
Ormai sappiamo che a fine 2012 la Germania ha avuto una prima recessione tecnica. Chiaramente, la produzione industriale ceca andava giù, a seguire (devo spiegarvi perché?): è il calo della linea rossa nella prima figura. Ma i cechi, ligi al dovere, mantenevano il cambio stabile, e anzi, con qualche oscillazione, verso fine anno lo stavano rivalutando (lo vedete come calo della linea blu nella seconda figura, e come tasso di svalutazione (linea verde) negativo (a indicare rivalutazione) nella prima.  I cechi si tengono così la produzione industriale in caduta libera fino a metà 2013, con un'inflazione che era passata sotto al 2% da gennaio.
Poi, a metà anno, una boccata di ossigeno: la produzione industriale riprende a crescere. Ma poi a settembre le cose vanno di nuovo male, e i prezzi continuano a scendere: l'inflazione è allo 0.8%, e ci rimane anche quando la produzione ha un altro guizzo in ottobre.  
A questo punto il governo ceco decide di svalutare, per consolidare il recupero della produzione e per sostenere la dinamica dei prezzi interni. Una svalutazione del 7% (la vedete nella seconda figura in livelli, cioè in prezzo dell'euro in corone, e nella prima - linea verde - in variazioni, cioè in aumento del prezzo dell'euro in corone rispetto allo stesso mese dell'anno precedente).
 Con una svalutazione del 7%, l'inflazione aumenta da 0.8 a 1.5, cioè di 0.7. Un decimo della svalutazione si è trasferito sulla dinamica dei prezzi interni. Ma poi per quasi un anno la Repubblica Ceca ha avuto la produzione industriale in crescita al 5% di media (sempre sullo stesso mese dell'anno precedente).

Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
"Svalutando, i cechi ci hanno visto giusto". Alberto Bagnai
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