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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Senza più lira sovrana, lo Stato ci abbandona alle calamità

Pubblicato su 28 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Negli ultimi vent’anni  siamo stati tempestati da un furore propagandistico senza pari nella storia, per cui lo Stato è diventato sinonimo di nemico, di inefficienza, di spreco, di latrocinio. Se a questa abile e battente propaganda aggiungiamo la privazione di quella che è la prerogativa fondante di uno Stato, ovvero la sovranità monetaria, la capacità di emettere e gestire la moneta fiat (creata dal nulla) in maniera che sia funzionale all’economia reale del paese, il gioco è fatto. Il gioco è quello che drammaticamente osserviamo e viviamo quotidianamente: riduzione dei redditi, distruzione del tessuto produttivo, tagli sistematici allo stato sociale e incapacità di far fronte alle calamità naturali insite in un territorio come quello italiano. E proprio quest’ultimo aspetto merita alcune riflessioni. Nel 1976 il Friuli viene letteralmente devastato da due episodi sismici catastrofici, susseguitisi a distanza di 4 mesi. La successiva ricostruzione, spesso e giustamente, viene portata come esempio virtuoso.

Il governo nominò il 15 settembre ‘76 Zamberletti commissario straordinario, incaricato del coordinamento dei soccorsi. Gli fu concessa carta bianca, visto che all’epoca l’Italia godeva di piena socvranità monetaria (e quindi non necessitavano delle Genova - alluvione - 07 11 2011“mitiche” coperture). In collaborazione con le amministrazioni locali, i fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti assieme al governo regionale del Friuli Venezia Giulia. Contestualmente, Zamberletti istituì la Protezione Civile. Stime attendibili attestano per la ricostruzione un importo prossimo all’equivalente di 20 miliardi di euro, cifra enorme, che gestita in maniera opportuna e virtuosa ha non solo permesso una rapida e invidiabile ricostruzione, ma anche un boom economico nei territori interessati, alimentato dalla tanto vituperata spesa pubblica, che è durato fino all’inizio della crisi attuale.

Veniamo ai giorni nostri. L’82% dei Comuni italiani comprende aree classificate a rischio idrogeologico. Negli ultimi anni l’intero territorio italiano è stato colpito ripetutamente e severamente da eventi alluvionali gravissimi, con perdite di vite e distruzione di beni sia pubblici che privati. La scelta dello Stato per il futuro è chiamarsi fuori per quanto riguarda i fondi necessari per le ricostruzioni degli edifici privati danneggiati. Il costo va a ricadere sui cittadini. Come? Stipulando una polizza assicurativa. Viene introdotto il principio delle coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali. Pensate sia complottismo? Putroppo ciò è confermato dal decreto legge 59 del 15 maggio 2012 (governo Monti). Appare lapalissiano un evidente cambio di paradigma, sicuramente non a tutela e nell’interesse dei cittadini. Non godere della sovranità monetaria, e di una finanza pubblica funzionale all’economia reale e alla tutela del benessere dei cittadini, significa violare l’essenza di uno Stato democratico e abbandonare letteralmente la cittadinanza ai rovesci della fortuna.

(David Casanova, “Come lo Stato abbandonerà i cittadini di fronte alle calamità”, da “Rete Mmt” del 23 ottobre 2014).

Tratto da: libreidee.org

Senza più lira sovrana, lo Stato ci abbandona alle calamità
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fiammaverde 11/28/2014 10:00

Con la ricostruzione dopo il terremoto del 76, il Friuli passò da regione arretrata sotto ogni aspetto a regione d'avanguardia! Moltissimo Friulani rientrarono in Italia ed in Regione, parteciparono alla ricostruzione ed oggi la Regione Friuli resiste ancora al tentativo di farne un'area da terzo mondo. I servizi stanno scomparendo, tratte ferroviarie abbandonate, impossibilità di muoversi nei giorni festivi se non hai un mezzo privato, fabbriche chiuse, politici che si sono adeguati allo standard politico nazionale, ecc...

annapaola 11/30/2014 09:02

è assurdo pensare che in qualche modo si potesse pensare che il Friuli potesse passare indenne da queste forche caudine non è sufficiente la volontà di questa bella regione

mustafa 11/28/2014 09:34

La MMT di Mosley è veramente geniale.
Tra tutte le scuole economiche è sicuramente la più evoluta.
Spero che venga il momento in cui venga adottata da qualche paese, dopo i fallimenti del monetarismo e i limiti del keynesiani.