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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Quello che ci stanno facendo ha radici lontane: il piano Morghentau del 1945, ovvero la de-industrializzazione della Germania o se volete la pastoralizzazione

Pubblicato su 5 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

- Gianni Fraschetti -

Il Piano Morgenthau, concepito e proposto da Henry Morgenthau Jr.

(da cui il nome del programma stesso), segretario al Tesoro degli Stati

Uniti e "casualmente" ebreo, era un programma per l'occupazione della

Germania dopo la Seconda guerra mondiale, che propugnava rigide

misure finalizzate a impedire alla Germania la possibilità di risollevarsi

come potenza economica. Era noto anche come piano di "pastoralizzazione".

Nella proposta originale questo programma doveva essere attuato in

tre aspetti principali:

- la Germania doveva essere divisa in due stati indipendenti;
- i principali centri industriali ed estrattivi tedeschi, comprese le zone

della Saar, della Ruhr e della Slesia Superiore dovevano essere

internazionalizzati o annessi dalle nazioni vicine;
- tutta l'industria pesante doveva essere smantellata oppure distrutta.

Il senso del memorandum firmato stava in questa frase: «Questo

programma per l'eliminazione delle industrie belliche nel Ruhr e nella

Saar convertirà la Germania in un paese a vocazione soprattutto agricola

e pastorale.» Quando le notizie dell'esistenza del programma arrivarono

alla stampa, la risposta del presidente Roosevelt alle inchieste che

seguirono fu di negare la notizia.

Nella Germania occupata, il Piano Morgenthau si basava sulla direttiva

di occupazione degli Stati Uniti d'America (JCS 1067) e sui piani alleati di

disarmo industriale, pensati per distruggere la forza economica tedesca

tramite una completa de-industrializzazione e l'imposizione di limitazioni

sull'utilizzo della rimanente capacità produttiva.

Il piano venne rigorosamente applicato dal proconsole americano in

Europa e futuro Presidente USA Dwight Eisenowher

Famose le sue disposizioni in applicazione del "Piano Morgenthau per

la pastoralizzazione della Germania", che portarono alla morte per inedia

di oltre cinque milioni di civili tedeschi, in aggiunta ai morti per violenza.

Nel 1997 James Bacque pubblicò "Crimes and Mercies" (Delitti e Pietà -

Un olocausto nascosto), il libro che rivelò che più di nove milioni di

tedeschi, nella maggioranza civili, morirono a causa dello sterminio per

fame e delle politiche di espulsione nei primi cinque anni del secondo

dopoguerra. Quelle morti non furono accidentali, ma furono il risultato

delle politiche deliberatamente genocide istituite da Henry Morgenthau e

da Dwight D. Eisenhower. La tesi della ritorsione per la scoperta dei

campi della morte è una scusa che non regge, perché la pianificazione

iniziò molto prima, nel 1944. Si deve all'umanità di Herbert Hoover e di

altri, se di tedeschi non ne furono uccisi di più negli anni del dopoguerra.

All'inizio del 1946 il presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman cedette

alle pressioni del Senato, del Congresso e della pubblica opinione,

permettendo alle organizzazioni umanitarie straniere di entrare in

Germania, per valutarne le condizioni alimentari. A metà del 1946 fu

infine permesso ad organizzazioni umanitarie non tedesche di aiutare i

denutriti bambini tedeschi.

Il governo degli Stati Uniti abbandonò formalmente il Piano 
Morgenthau come sostegno alla politica di occupazione nel settembre del 1946, con

l'inizio della Guerra Fredda e con il discorso del Segretario di Stato

James F. Byrnes dal titolo "Nuova dichiarazione della politica sulla

Germania".

 

Ma i tedeschi evidentemente non lo hanno dimenticato, lo hanno

rivisitato,adattandolo ai tempi, e lo hanno servito a noi. Caldo, caldo.

L’Italia si è così avviata verso una lenta ma inesorabile fase di

deindustrializzazione e dipendenza da potenze straniere, non solo sul

piano militare e strategico, ma pure sul piano economico. La crisi

dell’euro non è un fenomeno estemporaneo, ma lo strumento di una

strategia egemonica finalizzata a demolire (se non si può colonizzare)

l'industria pesante e l’economia interna di una nazione “scomoda”,

affinché i suoi assets produttivi vengano sterilizzati e resi inoffensivi da

un punto di vista concorrenziale.

A nessuno può sfuggire l’idea che negli ultimi trent'anni si sia preparato

il terreno per rendere difficile, se non impossibile, la creazione e il

mantenimento di grandi realtà industriali ed economiche nel nostro paese.

Il fisco, leggi europee stringenti sulla concorrenza, una valuta estera

(l'Euro) non direttamente controllata dallo Stato, la privatizzazione della

Banca d’Italia e di grandi realtà come l’IRI, l’ancoraggio del nostro

debito pubblico a quello tedesco (il noto spread), la forte instabilità politica,

le inefficienze burocratiche, una giustizia che non funziona, altro non

sono infatti che strumenti di “colonizzazione” e “assoggettamento”

dell’Italia ai paesi cosiddetti alleati e alla finanza apolide internazionale.

Il progetto di de-industrializzazione e di pastoralizzazione ( se ci

lasceranno almeno l'agricoltura) procede a passi da gigante e l’Italia

oggi versa in uno stato economico/sociale pietoso. Siamo alla

desertificazione totale: il risultato lampante di una politica economica e

industriale deliberatamente suicida che non guarda mai all’interesse

nazionale. Del resto, a leggere le dichiarazioni della nostra classe

dirigente (politici-manager-industriali-banchieri), rilanciate senza sosta

da una stampa che sarebbe riduttivo definire servile, pare che la nostra

sola priorità debba essere compiacere l’Europa, sempre l’Europa,

solo l’Europa; che poi non è altri che la Germania, i suoi interessi

economici e quel piano contro di noi che viene da lontano.

...L'italia sta attraversando una vera deindustrializzazione, corroborata dal fatto che dal 2007 in poi l'indice della produzione industriale ha perso 20 punti percentuali. Quest'evoluzione sembra essere attribuibile sia alla riduzione dell'attività dovuta al rallentamento economico, sia alla chiusura di numerosi impianti in alcuni settori industriali di base (petrolchimica, siderurgia e biocombustibili)...

Commissione Europea: rapporto sulla competitività industriale nei paesi membri dell'UE

Tratto da:http://informare.over-blog.it
Quello che ci stanno facendo ha radici lontane: il piano Morghentau del 1945, ovvero la de-industrializzazione della Germania o se volete la pastoralizzazione
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elegantissimo 11/05/2014 10:07

Non ci lasceranno neanche l'agricoltura, basti vedere la nuova PAC 2014-2020 decide sempre e solo la Commissione europea(una commissione criminogena). La settimana scorsa mi hanno chiamato dalla piana di Rosarno e Corigliano calabro una cooperativa di produttori di agrumi, sono preoccupati dell'invasione dei prodotti provenienti dal Marocco a seguito dell'accordo ultimo con l'UE. Bastradi, a killestramurt!