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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'ULTIMA PORCATA DI PADOAN, L'UOMO FIDATO DI DRAGHI E DELLA TROIKA

Pubblicato su 7 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA, POLITICA

Mentre re Giorgio Napolitano è impegnato a distrarre il paese col pericolo "Isis",  finanziato, armato e addestrato dalla CIA come spieghiamo in questo articolo, Padoan, l'uomo per cui Draghi ha fatto fortissime pressioni ai tempi dell'insediamento del governo non eletto Renzi, infila nella legge di stabilità una clausola che costringerà a spostare miliardi e miliardi di euro all'estero, nelle solite superbanche commerciali.

A denunciarlo sono Adusbef e Federconsumatori che rivelano le implicazioni di quanto previsto dall’articolo 33 del ddl ora all’esame della commissione Bilancio della Camera. Quell’articolo stabilisce infatti che il Tesoro sia autorizzato “a stipulare accordi di garanzia in relazione alle operazioni in strumenti derivati. La garanzia è costituita da titoli di Stato di Paesi dell’area dell’euro denominati in euro oppure da disponibilità liquide(…)”. Si tratta in pratica, spiegano Gli Stati Generali, di una clausola “che obbliga la parte su cui grava la perdita potenziale a garantire i pagamenti futuri sui contratti derivati attraverso un deposito di garanzia“.

E oggi la parte “debitrice” è lo Stato italiano, perché il valore di mercato dei derivati, agli attuali tassi di interesse, è negativo per chi li ha in pancia. Morale: Roma, se la norma passasse, sarebbe tenuta a mettere sul piatto una somma a garanzia degli impegni presi con le solite super-banche commerciali tipo Morgan Stanley, Jp Morgan, Deutsche Bank, solo per citarne alcune. Negli anni 90 infatti il ministero dell’Economia, allora guidato da Carlo Azeglio Ciampi, ha fatto man bassa di derivati per portare il deficit all’interno dei severi parametri imposti ai Paesi che aspiravano a entrare nell’Eurozona.
Il “quantum” del deposito è difficile da calcolare, anche perché l’articolo della legge di Stabilità rimanda a un futuro decreto attuativo. Si parla comunque di una percentuale delle perdite potenziali. In un caso reso noto l’anno scorso da Repubblica eFinancial Times, un pacchetto di otto contratti derivati dal valore nozionale di 31,7 miliardi presentava nel 2012, quando furono ristrutturati a caro prezzo, perdite potenziali per 8,1 miliardi. Un quarto del totale. 
 
Il valore dei derivati sottoscritti dallo Stato? Circa 160 miliardi...  il “quantum” del deposito è difficile da calcolare, anche perché l’articolo della legge di Stabilità rimanda a un futuro decreto attuativo. Si parla comunque di una percentuale delle perdite potenziali. In un caso reso noto l’anno scorso da Repubblica e Financial Times, un pacchetto di otto contratti derivati dal valore nozionale di 31,7 miliardi presentava nel 2012, quando furono ristrutturati a caro prezzo, perdite potenziali per 8,1 miliardi. Un quarto del totale. 
 
Avete una calcolatrice a portata di mano? Non serve neanche, il calcolo è facile: dividete 160 miliardi di euro per quattro e scoprirete quanto saremo costretti a sborsare, se va bene
Tratto da:http://fuorisubito.blogspot.it
L'ULTIMA PORCATA DI PADOAN, L'UOMO FIDATO DI DRAGHI E DELLA TROIKA
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annapaola 11/08/2014 09:56

queste cose devastano il cervello, oltre il borsello......