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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I banchieri centrali mollano Draghi

Pubblicato su 7 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Come riportano le fonti della Reuters, mentre Draghi cerca di salvare l’euro ad ogni costo, i governatori nazionali, e in particolare il tedesco Weidmann non sono affatto disposti a tutto. Le indiscrezioni trapelate dalla BCE sui mal di pancia nei confronti dell’ex superMario sono un chiaro segnale: se Draghi non rispetta i diktat dei paesi del centro presto la BCE avrà un nuovo presidente.di Eva Taylor and Paul Taylor, 4 Novembre 2014


Secondo fonti della BCE, mercoledì i banchieri centrali nazionali dell’eurozona intendono sfidare il capo della BCE Mario Draghi suquello che ritengono uno stile gestionale opaco e delle comunicazioni fuori controllo, e lo solleciteranno ad agire più collegialmente.

I banchieri sono particolarmente adirati perché Draghi ha di fatto fissato un obiettivo per l’aumento del bilancio della BCE subito dopo che il Consiglio dei governatori aveva esplicitamente concordato di non rendere pubblica alcuna cifra, hanno detto le fonti.
 

"Questo ha creato proprio le aspettative che volevamo evitare," ha detto un insider della BCE. "Ora tutto quello che facciamo viene paragonato con l’obiettivo di aumentare il bilancio di 1 trilione (di euro)... Draghi si è dato la zappa sui piedi".
 

L’irritazione dei governatori nazionali che detengono la maggioranza sui 24 membri del Consiglio potrebbe limitare lo spazio di manovra di Draghi per un’azione politica più audace nei prossimi mesi, mentre la BCE affronta scelte cruciali per stabilire se acquistare obbligazioni governative per combattere il calo dell'inflazione e la stagnazione economica.

Secondo le fonti intervistate da Reuters, alcuni membri del Consiglio hanno intenzione esprimere le loro preoccupazioni a Draghi nella tradizionale cena di lavoro informale tra i governatori di mercoledì, prima del loro formale incontro mensile  di giovedì per la manovra dei tassi.

Molti alla Banca centrale, istituzione che gestisce la moneta unica tra 18 Stati membri dell'Unione Europea, erano contenti della maggiore informalità di Draghi quando egli ha assunto la direzione al posto del francese Jean-Claude Trichet nel 2011. I suoi sforzi di tenere incontri brevi, delegare e confrontarsi di più, sono stati accolti come una boccata d'aria fresca.

Tuttavia, quando le decisioni di allentare la politica monetaria e di ricorrere a ulteriori misure non convenzionali sono diventate più controverse, gli addetti ai lavori dicono che il capo italiano della BCE ha agito sempre più per conto proprio o con solo una manciata di aiutanti fidati, emarginando persino importanti capi di dipartimento.

"Mario è più opaco... e meno collegiale. I governatori nazionali a volte si sentono tenuti all'oscuro, fuori dal giro," ha detto un vecchio insider della BCE.

"Jean-Claude era abituato a consultarsi e comunicare di più", ha detto un'altra fonte BCE. "Lavorava molto per costruire il consenso".

Le fonti della BCE, così come gli altri banchieri centrali intervistati per questo articolo, hanno rifiutato di essere identificati a causa della riservatezza delle deliberazioni della banca, che possono influenzare in maniera sensibile il mercato.

Il Board all’oscuro

Secondo due delle fonti intervistate, perfino i membri del comitato esecutivo della BCE – i sei membri del cerchio interno che gestisce la banca - non sono stati informati in anticipo sui due principali recenti annunci di politica economica.

Si tratta dei due passaggi chiave inseriti nel discorso di Draghi alla conferenza della Federal Reserve di Jackson Hole nel mese di agosto, in cui egli ha evidenziato le aspettative al ribasso per l’inflazione nell’eurozona e ha giurato di agire per contrastarle, e del suo commento del 4 settembre durante una sessione di domande e risposte secondo cui la BCE ha intenzione di espandere il suo bilancio "alle dimensioni che aveva all'inizio del 2012" al culmine della crisi dell’eurozona.

Questo commento ha particolarmente irritato i membri  del consiglio poiché essi avevano appena deciso di non far trapelare alcun numero sul piano "consistente" di acquisto di ABS e obbligazioni garantite, hanno detto le fonti.

"Avevamo proprio convenuto all'incontro... di non mettere alcun numero sul tavolo," ha detto un banchiere centrale. "Il riferimento di Draghi al bilancio del 2012 ha irritato molti colleghi. Così egli ha dovuto fare un po' marcia indietro... per compensare."

La BCE ha rifiutato di commentare la questione.

Diverse fonti BCE hanno detto che Draghi ha smesso di far circolare i documenti di politica economica prima delle riunioni del Consiglio, a quanto pare perché preoccupato che gli avversari, in particolare la Bundesbank tedesca, li facessero trapelare per cercare di bloccarli o di screditarne le decisioni.

La relazione di Draghi con il capo della Bundesbank Jens Weidmann ha toccato il punto più basso nel mese di ottobre, dopo che il tedesco ha pubblicamente criticato la politica della BCE e i due si sono schierati su posizioni opposte in occasione della sessione annuale del FMI a Washington.

Una fonte della BCE ha detto che il Cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha incontrato Draghi a un vertice dell'UE il 24 ottobre, aveva invitato privatamente i due esponenti a ricucire il loro rapporto. Quando le è stato chiesto di commentare un rapporto della Reuters sulle tensioni tra il capo della BCE, Berlino e la Bundesbank, la Merkel è arrivata a lodare Draghi pubblicamente.

Dopo il suo intervento, la scorsa settimana Draghi e Weidmann si sono incontrati  per cercare di riappacificarsi, ma non hanno risolto tutte le loro divergenze, ha detto la fonte.

L’ufficio della Merkel ha rifiutato di fare commenti sul suo presunto incontro con Draghi, e né la BCE né la Bundesbank hanno rilasciato commenti sull'incontro tra Draghi e Weidmann della settimana scorsa.

"Ora sappiamo che se procediamo oltre, lo faremo senza Jens," ha detto un banchiere centrale, che ha cercato ricucire i rapporti tra di loro. "Chiaramente Jens non vuole cambiare la sua posizione."

Uno dei pochi capi nazionali in confidenza con Draghi è il governatore della banca di Francia Christian Noyer, un anziano statista, che era nel Consiglio direttivo quando l'euro è stato lanciato nel 1999, ha detto una fonte della BCE. Questo non ha impedito a Noyer di votare contro il piano di Draghi per acquistare ABS e obbligazioni garantite, un piano che Noyer giudica mal preparato e tecnicamente imperfetto, ha detto un'altra fonte.
 
A volte, Draghi è sembrato prestare poca attenzione ai commenti dei governatori nazionali durante la riunione mensile sui tassi dopo che il capo economista Peter Praet e il membro del Consiglio Benoit Coeure avevano relazionatsulla situazione economica e i mercati finanziari.

"Si siede lì con i suoi tre cellulari davanti e a volte invia messaggi o esce per effettuare o ricevere chiamate," ha detto una fonte che solitamente partecipa alle riunioni. In almeno un'occasione, un governatore nazionale ha saltato il suo turno di prendere la parola perché Draghi non era presente.

Ultimamente va un po’ meglio. Presta più attenzione ora,”  ha detto la fonte.

Il consiglio direttivo della BCE è attualmente profondamente diviso sulle politiche adeguate per contrastare l'inflazione troppo bassa - anche se è difficile dire se queste differenze siano la causa dello stile di leadership più duro di Draghi o se siano state esacerbate da questo.

Almeno sette e forse fino a 10 dei 24 membri Consiglio sono contrari a un QE in stile USA - creare denaro per acquistare titoli di stato dell’eurozona - se l'inflazione scende ancor più al di sotto dell'obiettivo della BCE che è appena inferiore al 2 %, hanno detto le fonti.

I contrari sono i membri del Consiglio esecutivo Yves Mersch e Sabine Lautenschlaeger, così come i governatori di Germania, Olanda, Lussemburgo, Estonia, Lettonia e forse Slovacchia, Slovenia e anche Austria.

Mentre uno stato unitario come il Giappone può cambiare radicalmente la sua politica monetaria anche con una maggioranza risicata, le fonti BCE hanno detto che sarebbe politicamente esplosivo per Draghi cercare di forzare il QE nella multinazionale eurozona con un margine così ristretto.

Dovrebbe consultare di più i governatori nazionali e lavorare maggiormente per costruire un consenso più ampio perché il QE diventi fattibile nell’eurozona, hanno detto.


Tradotto da Malachia Paperoga
Tratto da:http://vocidallestero.blogspot.it
I banchieri centrali mollano Draghi
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annapaola 11/14/2014 09:45

dal mio più che modesto punto di vista, la cosa è, purtroppo elementare. Il loro programma è semplicissimo, i classici due piccioni con una fava, si liberano di Draghi perchè farà, a loro, molto più comodo come capo di stato di questa italia patetica. Così la quadratura del cerchio sarà avvenuta....

frontediliberazionedaibanchieri 11/14/2014 12:19

siamo completamente d'accordo