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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Dietro la Moneta-Debito – L’amministratore disonesto

Pubblicato su 23 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

NESSUNO PUÒ SEVIRE DUE PADRONI. CHI VUOL SERVIRE IL PROSSIMO NON PUÒ SERVIRE IL MALE INCARNATO NELLA MONETA EMESSA A DEBITO.

 

- di Nicola Arena -

L’AMMINISTRATORE, LA BANCA, IL DRAGO                                                                   

Francoforte, Bruxelles – Premessa di Sergio Basile – Il verbo “amministrare” indica l’azione propria di chi si prodiga nella gestione di un bene, in vista di un risultato positivo. Ci troviamo, dunque, dinanzi ad un’azione “positiva” protesa all’ottenimento di un utile e – per estensione – alla realizzazione del bene comune: se è vero che la “ricchezza” affinché possa portare benessere reale deve essere diffusa e non concentrata o accentrata. Ma cosa accade se l’amministratore perde di vista il senso del “bene comune” e considera illegittimamente “come proprio” un bene universale e convenzionale come la moneta che dovrebbe essere utilizzato – come nell’antichità – per il bene dell’intera comunità sociale? Evidentemente si entra nel campo dell’equivoco e della contraddizione pura. Lo si comprende bene leggendo il comunicato Ansa delle ultime ore giunto direttamente da Francoforte, sede della Banca Centrale Europea (BCE). L’economia della zona euro è debole – ha commetato l’amministratore Draghi -  la crescita non ha slancio anche per colpa dell’aggiustamento dei conti ancora in corso in alcuni Paesi. Ma, se la situazione dovesse peggiorare – si legge ancora nella nota -  la Bce è pronta a nuove misure non convenzionali tra cui l’acquisto di titoli di Stato(Ansa).

IN PAROLE POVERE…                                                                                                         

Detta in parole povere la sostanza del discorso può riscriversi in questi termini: “L’economia della zona euro è debole e non vi è crescita per colpa dell’aggiustamento forzato dei conti sfalsati appositamente dall’emissione della moneta a debito, per costringere i popoli a morire di tasse e sacrifici. Se la situazione debitoria che porta alla stagnazione economica dovesse peggiorare, la BCE sarebbe pronta a coprire i debiti, “acquistando nuovi debiti” (titoli di stato). Non trovate tutto ciò ridicolo e anacronistico? Basterebbe emettere la moneta a credito – cioè accreditarla nei bilanci statali – per salvare capre e cavoli, cioè per uscire dalla crisi ed evitare il dilagare del debito. Basterebbe farlo, visto che la moneta – come detto e provato in più sedi – non è altro che carta-straccia da tipografia, venduta agli stati a tassi da usura. Evidentemente gli amministratori disonenti che governano il sistema bancario internazionale questo lo sanno bene! Ecco perché esso foraggia ininterrottamente schiere di politicanti e tecnici impegnati giorno e notte a studiare nuovi tecnicismi col solo scopo di far sentire le persone ignoranti ed inadeguate a comprendere meccanismi in sé semplicemente folli.

 IL LOGICO LEGAME TRA USURA, DISOCCUPAZIONE E POVERTÀ                                    

Ma Draghi – come al solito – si è superato, sostenendo che “la ripresa – oggi – è messa a rischio da disoccupazione alta, capacità produttiva inutilizzata e necessari aggiustamenti di bilancio“. Quasi a voler convincere la sua platea che non esiste alcuna soluzione di continuità tra regime debitocratico, povertà, fallimento di imprese e disoccupazione. Inversione della realtà e della logica che oggi, inevitabilmente, comprende anche un bambino. Cioè tutti, tranne i politici impegnati nelle diverse campagne elettorali… Chissà come mai! Ma nel mercato dei voti di usuropoli c’è ancora chi vaga alla ricerca di illusori spiragli di luce: la luce del privilegio e del clientelismo che non si pone domande e non si da (e dà) risposte. Anche in questo caso – come spesso e volentieri accade – ci viene in soccorso il Vangelo (Luca 16,1-8) nelle disarmanti parole di Gesù. (Sergio Basile)

Per gentile concessione di QUI EUROPA

Tratto da:http://www.informarexresistere.fr

Dietro la Moneta-Debito – L’amministratore disonesto
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