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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Contrordine, rinnegare l’euro (da Fitto al club di Bersani)

Pubblicato su 26 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Raffaele Fitto che organizza un seminario anti-euro con Savona, Rinaldi e Barra Caracciolo? «Non stupisce. In fin dei conti, a chiacchiere il partito di Berlusconi è sempre stato su posizioni variamente euroscettiche», annota il blog “Mainstream”. Stupisce di più, ma anche qui fino a un certo punto, il fatto che a posizioni timidamente anti-euro stiano approdando anche diversi esponenti della sinistra Pd. «Già conosciamo le posizioni di Stefano Fassina, e qualcuno ha anche parlato di un pronunciamento anti-euro di Gianni Cuperlo», ma la vera novità sarebbe rappresentata da quanto viene pubblicato dal sito “Idee Controluce”, «una specie di ripostiglio per nostalgie ex-Pci», da Togliatti a Bersani. Di recente, l’associazione ha pubblicato la seguente monografia: “A quali condizioni può sopravvivere l’euro?”. Un’ipotesi “da esorcizzare”, sostiene Vladimiro Giacché, pensando all’atteggiamento generale verso lo spettro dell’euro-catastrofe. Molto esplicito il saggio di Claudio Sardo, che esorta a rompere finalmente il “tabù” della Bce.

«Forse, discutere apertamente della crisi dell’euro è diventato per noi un tabù proprio perché non riusciamo neppure a immaginarci in uno scenario di fallimento. Eppure il tabù va infranto», scrive Sardo. Per togliere ogni dubbio, “Idee Alfredo D'AttorreControluce” ha pubblicato un pezzo di Alberto Bagnai. E come se non bastasse, aggiunge “Mainstream”, scende in campo persino Alfredo D’Attorre, «colonnello bersaniano e fiero oppositore di Renzi», che ha concesso al “Foglio” la seguente intervista: «Caro Renzi, occhio, con questa Europatornerà presto la Lira». Nientemeno: «Perché il problema dell’Italia, inutile prendersi in giro, è più complesso del gioco sui decimali, e coincide con la parola euro». D’Attorre prosegue il suo ragionamento: «Mi stupisco che un presidente del Consiglio che ha fatto del coraggio la sua cifra politica non abbia messo a tema il vero problema dell’Italia e più in generale dell’Europa. L’euro così com’è oggi non è più sostenibile e sono convinto che non possa continuare a esistere una moneta unica senza che dietro questa ci siano un governo politico e uno economico capaci di gestire il bilancio dell’Eurozona».

Domanda: uscire dall’euro è una sciocchezza o è diventata una possibilità? «Non credo alla tesi dei due euro», risponde D’Attorre. «Credo ci siano due alternative concrete: o avviare un percorso federale che consenta alla nostra moneta di restare in piedi, oppure si torna indietro alle monete nazionali ripristinando quella sovranità politica che gli attuali meccanismi europei oggettivamente non ci consentono». Inutile negarlo ancora: «La situazione oggi non è sostenibile. E questo deficit democratico è ovviamente alla base delle manifestazioni di dissenso che, in varie forme, stiamo osservando tutti in molti paesi della zona euro». Tutto ciò, detto da chi fino a ieri – con Enrico Letta – si dichiarava pronto a “morire per Maastricht”. E non è tutto, continua “Mainstream”: «Beppe Grillo, il cui movimento ha ormai abbandondato qualsiasi precauzione sulla polemica contro l’euro, ha dimostrato un anno e mezzo fa che le posizioni euroscettiche potevano incontrare un consenso di massa». Oggi, persino Renzi prova a forzare – almeno in modo dimostrativo – la rigidità dell’establishment europeo. «In queste fessure del muro di gomma del sostegno ad euro e Ue – conclude il blog – stanno passando tutti gli esponenti più rilevanti del ceto politico nazionale. E’ ormai finita l’era del “ce lo chiede l’Europa”. E’ iniziata la stagione del trasformismo neo-patriottico».

Tratto da:http://www.libreidee.org/
Contrordine, rinnegare l’euro (da Fitto al club di Bersani)
Commenta il post

fiammaverde 11/26/2014 11:30

Questa finta resistenza alla UE di Fonzie, egli l'ha adottata per tenere assopito il popolo e continuare sulla via delle riforme/fregature! Il neo Kaiserino è scaltro e ci tiene a costituirsi una posizione agli occhi di chi conta!

micio 11/26/2014 10:36

Un coglione lo è per sempre......quindi......

micio 11/26/2014 10:36

Un coglione lo è per sempre......quindi......

Luigi Maria Ventola 11/26/2014 07:19

I voltagabbana non perdono mai il vizio di annusare da quale direzione tira il vento..........

frontediliberazionedaibanchieri 11/28/2014 14:14

che il fronte identitario debba unire più persone possibili è fuori di dubbio, indipendentemente dalla provenienza. ma una occhiata gli va data per evitare " strani giochetti" dei quali sono maestri. Solo questo intendevo

annapaola 11/28/2014 14:07

e si Claudio, badarli ma non rifiutarli. Mi sembrava di aver già espresso il mio parere in proposito, Il fine giustifica i mezzi, da sempre anche se secondo me non è propriamente etico, ma loro con noi non lo sono mai stati etici e allora... voltagabbana? Ok, lo sappiamo, li conosciamo, ma qualcuno lo portano dalla nostra parte (anche se non capisco come sia possibile, ma qualcuno li ha votati una volta cavolo) e allora "usiamoli, poi , via come gusci vuoti, serviti allo scopo, chiuso. Mai dimenticarsi "lo scopo finale"

frontediliberazionedaibanchieri 11/26/2014 09:54

Credo che sia fortemente necessario " badarli". Io, personalmente, mi fido poco. Claudio Marconi