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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Vaccino epatite B: obbligatorio dal 1991 a seguito di una tangente si continua a somministrare ai neonati

Pubblicato su 30 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MEDICINA ALTERNATIVA

Giovedì 4 Ottobre 2012#11:31 | pubblicato da: Massimo Valente 

Le vaccinazioni obbligatorie in Italia sono 4: difterite, tetano,

poliomelite ed epatite B. Quanto all'epatite B, in Italia

questo vaccino è obbligatorio dal maggio 1991, quando l'allora

Ministro della Sanità, il poco “onorevole” De Lorenzo e l'allora

responsabile del settore farmaceutico del ministero

Duilio Poggiolini, intascarono dall'azienda Glaxo -

SmithKline,  unica produttrice del vaccino Engerix B, ben 600

milioni di lire per renderlo obbligatorio in Italia, nonostante

l'assenza di sufficienti sperimentazioni.

Entrambi sono stati condannati in via definitiva con sentenza della Cassazione per questo e per altri reati. Interessante un passaggio ancora attuale: “avendo percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica, determinata dalla violazione degli obblighi di servizio riferibili a ciascuno".

“Le maggiori imprese farmaceutiche coinvolte – si legge in un articolo del Corriere

 del 20 luglio 1996 - sono Glaxo, Inverni Della Beffa,

Menarini, Lepetit, Pfizer, Sigma Tau, Poli, Chiesi. Gli

imprenditori farmaceutici che hanno patteggiato la pena sono 20 versando complessivamente 14 miliardi e 800 milioni a titolo di

risarcimento del danno”. Nulla in confronto a quello che hanno

guadagnato.

Nonostante ciò, ancora oggi non si limita l'obbligatorietà di

un vaccino per anni somministrato perentoriamente ai

neonati a seguito di tangenti e corruzione.

Leggi ancheCassazione: Poggiolini e De Lorenzo

risarciscano lo Stato per danno d'immagine, Adnkronos.com

Ciò che ci chiediamo è perché mai si debbano vaccinare i

bambini al 3° mese di vita - con richiamo al 5° e 11° mese -

(vedi calendario vaccinale 2012-2014 Ministero della Salute) 

per una malattia che si trasmette esclusivamente per via

sanguigna da sangue infetto o per rapporto sessuale.
I bambini nati da madri infette sono invece sottoposti al vaccino

anti Epatite B già alla nascita, con i successivi richiami. Non c'è

possibilità che un neonato contragga questa malattia per via

trasfusionale grazie ai controlli del sangue né, naturalmente per

via sessuale! Allora la domanda è ovvia: perché vaccinare

i neonati per l'Epatite B??

Andrebbero finalmente considerati i gravissimi rischi

derivanti da questa vaccinazione: “100 volte più grande

del rischio di epatite B” ha dichiarato, già nel 1999, la dott.ssa

Jane Orient, presidente dell'Associazione dei medici e

chirurghi americani, che ha testimoniato davanti alla

Commissione di riforma del governo ricordando i 4600 dossier

che additano la sclerosi a placche, la sindrome di

Guillan-Barré, il lupus eritematoso, le nevriti ottiche, le

poliartriti, pericarditi, uveiti posteriori, paralisi facciali, il

lichen planus, oltre all'aumento inquietante dell'asma e del

diabete insulino-dipendente, riferibili alla vaccinazione.

Secondo le linee guida di prevenzione americane CDC: A

Guide to Action (1997), scritte da funzionari federali della

sanità pubblica presso i Centri governativi degli Stati Uniti

per il controllo delle malattie (CDC), "l’infezione da epatite B

nella  maggior parte dei casi si origina dall'uso di droga per

via endovenosa (28%), rapporti eterosessuali con persone

infette o partner multipli (22%) e l'attività omosessuale

(9%) ". Inoltre secondo Principi di Medicina Interna di

Harrison (1994), la trasmissione da madre a figlio del virus

dell'epatite B "non è comune in Nord America e Europa

occidentale", e potrebbe essere facilmente diagnosticato

senza per forza intossicare tutti i nuovi nati. 

FonteNational Vaccine Information Center Your Health.

Rischi gravi causati dal vaccino per l'epatite B

Arriva dalla Francia la notizia, poi ripresa dal blog di Eugenio

Serravalle che informa del nuovo studio pediatrico

francese condotto dall'équipe del prof. Marc Tardieu

(servizio di Neuro pediatria, Ospedale di Bicetre al

Kremlin-Bicetre), e pubblicato sulla rivista Neurology,

che stabilisce il rapporto tra la vaccinazione pediatrica

contro l'epatite B per mezzo dell'Engerix B

(GlaxoSmithKline) e il rischio di demielinizzazione

del sistema nervoso, in particolare di sclerosi a placche (SEP).

Già nel 1994, Lancet (vol 344) aveva denunciato il fatto che la

vaccinazione contro l'epatite B potesse produrre il riacutizzarsi o

lo scatenarsi di malattie auto-immuni, come la sclerosi multipla

o la sindrome di Guillan-Barré.

Un altro studio dal titolo Il vaccino contro l'Epatite B

induce la morte apoptotica nelle cellule Hepa 1–6 riferisce

inoltre risultati paradossali, ossia che questo vaccino - nato

presumibilmente allo scopo di proteggere il fegato - è

responsabile dell'uccisione delle cellule del fegato. Nello

specifico questo studio ha osservato in vivo l'effetto

apoptotico (morte cellulare) causato dal vaccino contro

l'epatite B nel fegato di topo.

Gli autori dello studio fanno chiaramente notare che la loro

preoccupazione è concentrata sull'adiuvante, idrossido di

alluminio, con implicazioni di vasta portata, poiché l'alluminio è

abitualmente utilizzato nei vaccini dell’infanzia.

Ma gli studi scientifici che dimostrano la gravità di

questo vaccino sono tantissimi, di seguito ne riportiamo

alcuni altri:

Studio in vivo degli effetti del vaccino

anti-epatite B sull'espressione dei geni,

dell'infiammazione e del metabolismo. Questo studio

pubblicato nel 2012 sulla rivista Mol Biol Rep e reperibile in

PubMed, riferisce che “l'espressione di 144 geni nel

fegato è stato profondamente modificato dopo 1 giorno della

vaccinazione”.

Vaccino contro l'epatite B e problemi al fegato

nei bambini americani di età inferiore a 6 anni, 1993

e 1994. Lo studio, pubblicato nel maggio 1999 su Epidemiology

 stabilisce che i bambini ai quali è stata somministrata la

vaccinazione per l'epatite B hanno 2,57 volte maggiori

probabilità di soffrire di problemi al fegato.

Iniezioni di idrossido di alluminio possono portare a

deficit motori e degenerazione dei neuroni motori.

Lo studio pubblicato nel 2009 su J Inorg Biochem.

Tratto da:http://www.tuttosteopatia.it

Vaccino epatite B: obbligatorio dal 1991 a seguito di una tangente si continua a somministrare ai neonati
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annapaola 10/31/2014 08:56

ho avuto mia figlia nell'ormai lontano 1975. A l'epoca era addirittura obbligatorio il vaccino contro il vaiolo, dopo un quasi calvario di informazioni, presi la decisione di non vaccinarla, nella cittadina del cavolo dove vivevo, ci fu un bel casino, fogli contro fogli da firmare per me e mio marito, fortunatamente concordi almeno su quello, amici scandalizzatissimi...Dopo non so quanti anni, l'obbligatorietà fini, ma essere genitori, secondo me, significa addossarsi anche responsabilità enormi, informarsi e prendere decisioni...è questo il compito dei genitori. Oggi secondo me, con tutte le informazioni disponibili per tutti o quasi, Credo sia sufficiente ragionare per sapere come comportarsi correttamente, almeno fin quando i figli sono piccoli..quando sono grandi.... che Dio vi aiuti...