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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

TUTTO CONSISTE NEL SOPRUSO

Pubblicato su 30 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Di: Claudio Marconi

Ci siamo arrivati. Ad un periodo buio e cupo che credevamo non fosse più possibile rivedere in Italia: ieri la polizia ha caricato gli operai della Thyssen Krupp che manifestavano, a Roma, per difendere il posto di lavoro.

C’è chi “impone” la democrazia con i bombardieri ( USA ) e chi la vuole “applicare” con l’esercizio dell’arroganza padronale, chiudendo una produzione in Italia per portarla in Germania; ma questi sono “particolari” di poco conto: l’importante è che la democrazia vada avanti.

Che questo sia un  governo, non votato da nessuno, composto da  industriali anti-italiani, finanzieri d'assalto, centro destra e centro sinistra crediamo essere ormai di dominio pubblico.

Le fabbriche italiane,e  di conseguenza gli industriali, dopo aver avuto immense somme di denaro in regalo, ed essersi arricchite sfruttando il lavoro del nostro popolo, dovrebbero, quantomeno, reinvestire quegli utili nella stessa nazione e non andarseli a godere, e far godere, all’estero, a scapito e contro chi gli ha permesso di arricchirsi.  la La giustizia sociale non è, e non deve essere, un profitto non che abbia uno scopo “ collettivo” perchè, in questo caso, diventa una rapina a mano armata nei confronti del popolo.

Quello che è accaduto ieri a Roma è solo la testimonianza autentica di situazioni di violenza e prevaricazione, di sopruso e violazione palese dei diritti personali, e sempre di sofferenza e mortificazione umana, che in Italia, in una misura sicuramente assai più ampia di quanto generalmente non si creda, sono legate al rapporto di lavoro dipendente.

Renzi, il suo governo “ spumeggiante”,  e compagni di merende non sono diversi da tutti gli altri che fanno il loro stesso mestiere: schierarsi con i potentati capitalisti contro il popolo. Il loro comportamento non è dettato da sadismo crudele, ma vogliono imporre il pensiero che comportarsi così sia normale,giusto e necessario e che gente come quella che protesta per difendere il posto di lavoro  è dannosa alla collettività che deve preoccuparsi soltanto di subire le angherie sempre di più e meglio e se “qualche” diritto viene negato non ha importanza.

E’ tutta la cultura di questi ultimi anni di recrudescenza capitalista che ha diffuso questi valori, sottraendo spazio e credibilità alla cultura dei diritti e della centralità del lavoro ( vero Renzi ). Non che industriali, politici, giornalai ( non è un errore ),sindacati liberisti sono diversi e neppure la moltitudine di coloro che subiscono senza ribellarsi e isolano chi si ribella: diversi sono coloro che non accettano questa realtà e di conseguenza debbono venire isolati. Questo è il messaggio ultimo della vicenda di Roma, l’importante è che il messaggio passi e si insinui nelle menti e nelle coscienze: o accetti di essere sfruttato o non lavori, rimani a casa e muori di fame tu e tutta la tua famiglia. Oggi lo fa la Thyssen ma, una volta passato, il principio  si estenderà a macchia d’olio e saranno tempi ancora più cupi e bui per i lavoratori e non solo, perché quando si decide di cedere ai ricatti liberisti, di non difendere il lavoro, alla lunga ci vanno di mezzo tutti anche quelli che oggi non si sentono toccati, che credono di avere posizioni stabili e sicure, che si sentono “ protetti” da questo sistema, non capendo che è un sottile veleno che prima o poi impoverirà l’intera comunità.

Il disegno liberal capitalista, iniziato parecchi anni fa, sta arrivando alla sua estrema conclusione: dobbiamo diventare un popolo di consumatori, non di produttori, e potremo consumare fino a che gli affamatori capitalisti ce lo consentiranno, poi possiamo anche andare al diavolo, la nostra “ funzione” l’abbiamo svolta, avanti con il prossimo popolo da sfruttare.

Questa degli operai dell Thyssen è una storia che coinvolge tutti,borghesi e proletari,operai e contadini,istruiti e ignoranti. E’ una delle tante storie di ordinaria angheria e sopruso ai danni del popolo intero da parte degli sfruttatori di sempre, di ieri, di oggi e di domani.

Il Governo, con la sua massima espressione, vuole dare un significativo contributo, oltre che alla demolizione delle relazioni industriali, a delocalizzare ed andare a produrre all’estero.

Si vuole azzerare il riconoscimento dei diritti individuali, non deve essere consentito alcun atto di “ disobbedienza”, il controllo è esercitato dai camerieri del padronato formatisi in un ambiente di sottocultura operaia ,fortemente condizionato dalla concezione del “ padrone “ come benefattore e mecenate, e nel quale è maturato il convincimento che ciò che è detto, fatto, imposto in fabbrica è scontato, dato per certo, immutabile e giusto, mentre tutto ciò che viene dal sociale è sovversivo e pericoloso.

Si sta tornando indietro, e di molto, rispetto ai  famigerati e tristi “ contratti di gradualità”, di moda negli anni ’90. I contratti di gradualità erano patti in cui le aziende si impegnavano ad adeguarsi, appunto, “ gradualmente”, nell’arco di qualche anno, alle norme dei contratti nazionali secondo tempi, scadenze e modalità concordati, almeno allora, con i sindacati.

E’ opportuno ricordare che prima della Legge 300, meglio conosciuta come Statuto dei Lavoratori, era previsto il licenziamento per scarso rendimento, senza che nessuno avesse mai scritto da qualche parte quale dovesse essere il “ rendimento”.

Il profitto dovrebbe avere una sua funzione “collettiva”, solo così può mantenere il suo diritto di cittadinanza. Però se quella funzione “collettiva” viene meno, il profitto si riduce alla fisionomia di un bottino di guerra, frutto dello scontro fra chi è più forte e chi è più debole. E’ a questo punto che imprenditori e manager senza scrupoli sociali si collocano sullo stesso piano degli sfruttatori di bambini di Manchester o Liverpool dell’ 800.

Questa della Thyssen è una triste storia che ,comunque vada a finire, chi ci rimette sono i lavoratori e l’Italia, mai gli imprenditori senza scrupoli.

Essendo degli inguaribili ottimisti credevamo che dopo l’ignobile politica di Valletta non si vedessero più quei tempi bui e repressivi. Che cosa ha fatto Valletta? A metà degli anni ’50 ha licenziato 1.500 operai, praticamente tutta la parte attiva del sindacato,per poter meglio continuare nella sua opera di sfruttamento; stiamo tornando all’800.

Per questo esprimiamo la massima solidarietà agli operai della Thyssen ed alla Fiom, il nostro posto è ovunque si combatta contro i soprusi e le angherie, a fianco degli oppressi e degli sfruttati di sempre.

Nuova Resistenza.

 

 

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