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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Pellizzetti: articolo 18, storico alibi per manager cialtroni

Pubblicato su 5 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Se è possibile virare un post a grido di indignazione, voglio provare a farlo. L’indignazione per l’imbroglio continuato che da anni stravolge il significato reale dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (disciplina del licenziamento illegittimo nelle unità produttive con più di quindici dipendenti), trasformandolo in dogmatismo da guerra di religione. Come sempre, le normative in materia di relazioni industriali attengono direttamente a poste in gioco concrete e non sono mai neutrali. Stabiliscono vincitori e vinti. Nel caso in questione, su chi si intende puntare per uscire dalla crisi di un sistema produttivo ormai in deliquio; al tempo stesso, contro chi puntare il dito in quanto colpevole della situazione disastrosa. La focalizzazione inquisitoria sul famigerato “diciotto” ha un solo significato, “politico”: colpevoli sono i lavoratori, cui sono stati concessi in passato (o meglio, che hanno estorto) troppi diritti e troppi soldi. Portandoci fuori mercato.

Difatti sono ormai decenni che si è scatenata questa caccia alle presunte stregonerie malefiche annidate nel mondo dei prestatori d’opera e delle loro Marchionne e Montezemolorappresentanze; tanto che nulla serve, per diradare i fumi dei roghi allestiti dai grandi inquisitori (i veri stregoni all’opera in materia), tentare di ricordare che il costo del lavoro italiano è più basso di quello francese e tedesco. Non serve a niente, perché qui non si parla di politiche industriali ma si attuano veri e propri esorcismi. Ingannevoli come sempre, quanto finalizzati a depistare la furia generale dai veri bersagli. Le responsabilità effettive. Ad esempio, oscurare il fatto che il disastro di cui si parla risale agli anni Settanta, quando è stata avviata una vera e propria serrata degli investimenti; i cui effetti diretti sono il crollo della ricerca applicata. Tanto che il Made in Italy non riesce più a immettere sui mercati prodotti con un minimo di appeal (credo di averlo detto già altre volte: il nostro ultimo prodotto innovativo è quello scarpone con il gancio metallico che risale agli anni Settanta).

Ma ora il governo dichiara, baldanzoso e imperterrito, che provvederà a decretare la cancellazione della normativa di garanzia del rapporto di lavoro come una sorta di guerra di liberazione del lavoro da se stesso; così dimostrando di essere totalmente immerso nel cerchio stregato che distorce le questioni e produce visioni mistificatorie. In effetti l’annuncio governativo ha un altro significato: dice chiaramente con chi sta. Ossia, sta con i quei ceti manageriali/imprenditoriali che per tutti questi decenni non hanno saputo indicare – in materia di strategie competitive – altro che la ricetta da Terzo Mondo della mano libera per pagare sempre meno e tenere a bada sempre di più con la minaccia del licenziamento. Nonostante le montagne di chiacchiere da convegno e seminario di organizzazione su “illavoro competente e motivato quale risorsa primaria dell’impresa” (quindi, detto inPierfranco Pellizzettianglomanagerialese che fa fino: commitmentempowerment e altri tricchetracche).

Sicché continuiamo nell’antico imbroglio. Con buona pace di quelli che si sgolano a spiegare che con queste leadership d’impresa, cui si vorrebbe ulteriormente dare mano libera, non si va da nessuna parte. Questi presunti “cavalieri della valle solitaria” rivelatisi alla prova dei fatti nient’altro che la reincarnazione dei robber barons (i baroni ladri del secolo scorso). In America i sedicenti grandi innovatori che hanno scippato le scoperte della ricerca finanziata dallo Stato (da Arpanet-Internet, creata dal sistema militare/universitario USA e poi tradotta in business miliardario dalle Microsoft, al touch-screen sviluppato dal centro di ricerca dell’Università del Delaware ma commercializzato con extra profitti dalla Apple); in Italia i presunti “capitani coraggiosi” che oligopolizzano la telefonia con le bollette più alte d’Europa e fanno incetta di servizi pubblici in svendita; dalla sanità alla mobilità. Difatti il nostro premier sta dalla loro parte. Difatti anche in questo campo il presunto riformatore è garanzia di esiti controriformistici.

(Piefranco Pellizzetti, “Articolo 18, il grande imbroglio”, da “Micromega” del 17 settembre 2014).

Tratto da: libreidee.org
Pellizzetti: articolo 18, storico alibi per manager cialtroni
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annapaola 10/07/2014 18:01

non mi va di cadere in questa specie di "trappola", ragion per cui non mi rifarò alla elementare osservazione "sono troppi quelli non LAVORAVANO seriamente" Mi limito a fare una piccolissima osservazioni. Questa discussione sconclusionata sul famigerato art. 18 non pensate che sia una semplice manovra per distogliere l'attenzione da cose MOSTRUOSAMENTE più importanti? Come è possibile fare una discussione in tal senso, quanto centinaia di aziende chiudono ogni giorno? il lavoro di chi vogliamo proteggere? Vogliamo preparare il terreno per quando il lavoro tornerà in italia? Non mi sembra che i programmi, noti ai più ormai, vadano proprio in quella direzione........ non suggerisce niente il fatto che ormai uno alla volta anche gli altri paesi europei stanno al palo?Perche continuiamo a guardare solo il nostro maledetto orto? perchè nemmeno gli autori di certi articoli ignorano o vogliono ignorare la situazione reale? Questo articolo, secondo me, è utile solo a distogliere l'attenzione dal problema principale, il nostro problema è unicamente la permanenza nella zona euro...allora "sfegatiamoci" per questo, poi tenteremo di ricostruire la distruzione creata da questa permanenza, allora, ma solo allora, discutiamo su tutto il resto. Al momento attuale è come discutere di chi mette benzina quando non c'è la macchina.......

annapaola 10/09/2014 11:50

a questo punto, c'è veramente qualche cosa che non mi è chiaro.....ma se siamo "tutti" d'accordo sul fatto che non esista più nord sud est ovest, ossia se i figli di puttana sono tali qualsiasi colore indossino... ma quale può essere la differenza di come sarà vestito chi ci porterà al macello? A me risulta molto più chiaro un messaggio che possa dire "cavolo.....facciamo attenzione,il nostro cane pastore, ha le direttive del nostro e del suo padrone, di condurci alla morte" Guarda, posso dirti nella mia piccolissima esperienza personale, che sembra veramente che anche tutti coloro aventi in mano un pur piccolissimo canale tv VOGLIANO ignorare le radici di questo popò di casino nel quale ci troviamo. L'unica eccezione trovata fino ad adesso è una trasmissione dalle 6 alle 8 su Italia 53. A volte divagano ma spesso è interessante. Il resto, se non la rete, sono le persone ad essere evidentemente pilotate. Cercate, almeno nel limite del possibile, in questo blog di non divagare, anche se mi rendo conto che è estremamente difficile......ciò detto, torno come sempre a ringraziarvi per il servizio che offrite, almeno per me, indispensabile buon lavoro

frontediliberazionedaibanchieri 10/07/2014 19:17

Che l'art. 18 sia un " falso " problema creato per distogliere l'attenzione da problemi più gravi è vero. Ma non è solo questo: secondo il nostro punto di vista Renzi vuole " rompere " con la minoranza del PD, o renderla inconcludente, perché così si trova davanti delle praterie di elettori delusi da Forza Italia ( sic! ) e ci potrebbero addirittura essere le condizioni per fare un partito insieme ai forzasti. Riecco la DC.